

Sfuma il sogno di una finale italiana in Champions League. La Pro Recco piega gli ungheresi del Ferencvaros e sabato difenderà il titolo di Campione d'Europa contro i padroni di casa del Novi Beograd. Nelle altre gare per i piazzamenti di consolazione successi di Barceloneta (12-9 allo Jug) e Waspo Hannover (11-9 al Marsiglia). La squadra di Sandro Sukno vince 10-7 la seconda Semifinale e batte ancora una volta la FTC Telekom Budapest, già messo al tappeto lo scorso anno nell'atto conclusivo del torneo. Inizio complicato con il Sette in calottina verde avanti. Ivovic pareggia dai 5 metri poi in pochi secondi botta e riposta tra Fekete ed Echenique (foto Scala/DBM). I biancocelesti provano a mettere la freccia ancora con Ivovic ma Merkuov impatta. L'equlibrio della prima metà di gara è stato spezzato dal beak di 4-0 con Zalanki (rigore realizzato a 18 secondi dal campio campo), Loncar, Cannella e Younger per l'8-4 al minuto 21'35". Al goal di Vamos che poteva rilanciare i magiari replicava subito Hallock per il 9-5 che chiudeva la terza frazione. Poi Recco in controllo fino alla fine, Di Fulvio pietrifica Vogel con un fendente istantaneo da post 2 poi il collettivo sapeva fronteggiare anche l'espulsione per limite di falli di Figlioli nei due minuti finali, concedendo solo allo scadere altre due reti agli ungheresi con il primo timbro di Varga e ancora Vamos (di nuovo Merkulov e Ubovic gli altri a referto). A fare la differenza la prestazione difensiva dei liguri con Del Lungo che chiuderà il confronto con il 56,2% di salvataggi.
Al termine del match il primo a presentarsi ai microfoni è Sandro Sukno: "Ci aspettavamo qualche difficoltà in avvio, d'altronde era una Semifinale. Abbiamo sbagliato diverse occasioni in avvio, ma i ragazzi sono rimasti tranquilli e nel terzo tempo abbiamo fatto la differenza e aumentato il ritmo dimostrando che stiamo bene fisicamente. Nell'ultimo periodo il Ferencvaros ha mollato di giocare sul +4. Abbiamo battuto Barceloneta e gli ungheresi, due squadre fortissime, abbiamo voglia e fame di compiere un ulteriore passo: sarà difficile contro la squadra padrona di casa composta da numerosi fuoriclasse. Ci attende una battaglia". Sulla stessa lunghezza d'onda Aleksandar Ivovic: "All'inizio si è visto che eravamo un po' contratti sbagliando molte superiorità, tra cui una doppia. Quando ci siamo sbloccati ci siamo sciolti, dietro abbiamo fatto una grande prestazione. Loro ci hanno messo in difficoltà alternando pressing con zona M poi dopo il goal di Echenique siamo cresciuti e portato a casa la vittoria con maturità. - afferma il capitano - Ora il Novi Beograd, una squadra fatta per vincere con cinque campioni olimpici in carica e Vlachopoulos che è arrivato secondo. Noi siamo campioni in carica e vogliamo batterli davanti al loro pubblico per coronare una stagione meravigliosa".
Stop sul filo di lana per l'AN Brescia. La squadra di Sandro Bovo perde 13-14 la prima Semifinale con i padroni di casa del Novi Beograd, punita oltremisura dal goal del grande ex di turno Vlachopoulos a cinque secondi dalla sirena che avrebbe portato ai rigori con un tiro dai sei metri che ha sorpreso un attonito Tesanovic, protagonista pochissimi istanti prima del rocambolesco pareggio con una staffilata in avanzamento dalla distanza. Per oltre tre quarti di gara Brescia aveva dato l'impressione di poter far sua la partita; avanti anche di due goal (3-1, 4-2, 6-4) arrivava al terzo minuto della quarta frazione in vantaggio 11-10 grazie alla conclusione di Vapenski in extra player. Nel mezzo due azioni da manuale finalizzate sul palo da Lazic e le reti di Dolce, Alesiani, Renzuto Iodice e Di Somma, gli ultimi due a bersaglio complessivamente con una doppietta e una tripletta. Ribaltata due volte, in entrambe riusciva ad acciuffare il pareggio con qualche polemica per le decisioni arbitrali: prima con Luongo dal lato buono poi con il portiere montenegrino (13-13), oggi croce e delizia della squadra, che si era spinto in attacco quando restavano 22 secondi da giocare dopo il guizzo di Jaksic. Ma doveva fare i conti con Vlachopoulos in forma mondiale che con il quinto sigillo personale spinge i serbi in finale. La compagine lombarda per il secondo anno consecutivo giocherà la finale per il terzo posto, provando a riscattare un'altra atroce beffa, quella inflittagli lo scorso anno dal Ferencvarors e dal suo attuale numero 4 Costantin Bicari, l'altro marcatore odierno. Di Mandic (3), Martinovic, Vucinic, Perkovic, Pljetlovic e Drasovic le altre segnature della squadra di Milanovic.
Questo il commento di Sandro Bovo al termine della partita: "Abbiamo dato tutto quello che avevamo in questa partita. Forse abbiamo commesso qualche errore sul finale e pagato un po' di fisicità. È uscita poi la qualità di giocatori come Mandic e Vlachopulous che si è rivelata determinante".
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