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Salerno, un "museo di strada" alla Soprintendenza: progetto al Ministero

31/05/2022

Uno spazio espositivo, una sorta di museo di strada al piano terra di Palazzo Ruggi d’Aragona con vista su via Tasso. La Soprintendenza tenta di contribuire a tirare fuori una delle strade simbolo della storia della città dal degrado con un progetto che punta a creare uno spazio museale al piano terra del Palazzo (dove la Soprintendenza ha la propria sede) che possa essere visibile anche chi passa lungo la strada. Una perfetta osmosi con l’esterno che permetterà ai turisti che attraversano via Tasso di poter avere comunque uno spaccato di storia e di bellezza. Se, poi, vogliono approfondire la visita possono entrare, intanto, però, si da una sorta di valore aggiunto al percorso. Per questo intervento, per cui la Soprintendenza, guidata dalla dottoressa Raffaella Bonaudo, metterà in mostra alcuni dei beni che conserva e che attualmente non sono visibili, è previsto un finanziamento ministeriale con fondi stanziati ad hoc. Non abbastanza, però, per mettere in campo anche il restauro del chiosco di Palazzo d’Aragona dove si trova l’imponente fontana di Nettuno. L’idea di creare uno spazio espositivo che interagisca con l’esterno è anche un tentativo di riqualificare tutta via Tasso che è il punto di raccordo che unisce il Giardino della Minerva a San Pietro a Corte, un collegamento non soltanto fisico ma anche simbolico perché ripercorrere quella strada significa camminare lungo i luoghi fondanti della presenza longobarda della città. Ed è, infatti, tra i percorsi maggiormente frequentati dai turisti diretti o di ritorno dal Giardino della Minerva che si ritrovano a camminare lungo una strada completamente abbandonata, diroccata e sporca. Insomma, non sembrerebbe affatto quella stessa strada (parte dall’antico decumano maggiore) che i romani attraversavano per arrivare al Foro e dove sorsero i palazzi delle famiglie nobili più importanti della città, come i Conforti e i Ruggi. Palazzi che ora sono soltanto un monumento al degrado e che costeggiano la strada piena di buche, in alcuni punti anche pericolosa con una gestione del parcheggio affidata all’anarchica. Palazzo Ruggi, in particolare è composto di due sezioni: quella meridionale che costeggia i gradoni della Madonna della Lama e la settentrionale che si estende quasi fino a via Trotula De Ruggiero. I due blocchi sono divisi dall’antica via Tasso e sono collegati tramite un’alta galleria su cui sorgono diverse stanze. Lo spazio espositivo della Soprintendenza, quindi, sarebbe una sorta di goccia in una mare di decadenza di luoghi avrebbero necessità di un intervento strutturale complessivo. Restyling che consentirebbe di arricchire di contenuti l’offerta turistica della città con nuovi luoghi da scoprire con annesse storie che nemmeno molti salernitani, soprattutto giovani, conoscono. In pochi sanno, ad esempio che nel palazzo sede della Soprintendenza, ospite del principe Ferrante Sanseverino, dimorò per tre giorni Carlo V di ritorno dalla conquista di Tunisi. La famiglia Ruggi, invece, era di origine normanna, ascritta nel Patriziato della città di Salerno. Inizialmente il cognome era soltanto Ruggi: l’appellativo “d’Aragona” venne ad essa conferito il 3 luglio del 1500 dal re Federico d’Aragona con un editto reale.

FONTE: La Città

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