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Pallanuoto, Orizzonte in trionfo: le pagelle dopo la conquista dello Scudetto

23/05/2022

Scudetto numero 22 per L'Ekipe Orizzonte che si conferma squadra più titolata d'Italia oltre che principale rappresentante tricolore in campo europeo. Un trionfo (foto DBM) all'alba di un nuovo corso che assume ancor più valore per come maturato in una stagione contrassegnata non soltanto da una rivoluzione tecnica ma anche da problemi contingenti legati a ripetuti casi Covid e infortuni. Artefice del trionfo si conferma, ancora una volta, Martina Miceli cui Tania Di Mario ha affidato ad occhi chiusi le chiavi di volta per riportare immediatamente sul tetto tricolore le rossazzurre nonostante la calottina appesa al chiodo dalle varie Gorlero, Aiello e Garibotti. Un lavoro tecnico e psicologico immane quello dell'allenatrice romana trapiantata in Sicilia che, grazie al preziosissimo contributo di Renato Caruso e del resto dello staff, ha saputo far fronte a momenti difficili di squadra e personali (come un pesante lutto) con una grinta ed un carattere pazzesco riversatisi in acqua assumendo le sembianze della fame dimostrata in tutta la seconda parte di stagione da ogni singola atleta. Di seguito le pagelle dei play-off del Sette etneo, con un unico voto complessivo, 10 e Lode:

Aurora CONDORELLI: Ripaga ampiamente la fiducia del tecnico che da centroboa la spostò in porta. Il suo show tra i pali inizia già dalla sfida con la Sis, risultando determinante in gara 1 per poi sfiorare l'impresa ad Ostia con annesso rigore parato. La conquista della finale in gara 3 è il miglior viatico per una serie di prestazioni convincenti e autoritarie anche con il Plebiscito Padova. Il 5 metri neutralizzato nella lotteria conclusiva a Centanni la ciliegina sulla torta. Baluardo.

Bronte HALLIGAN: Vince il duello a distanza con la connazionale Armit che con grande sportività le dedica un post social di congratulazioni. Un'autentica spina nel fianco la cui condizione è salita a dismisura nel clou dell'annata. I suoi coast to coast sono break di oro colato per la fase offensiva e realizzativa catanese, a questo ci aggiunge duttilità ed intelligenza tattica facendosi trovare sempre al posto giusto al momento giusto, confermandosi anche concreta quanto basta aumentando il proprio bottino di reti. Devastante.

Dorotea SPAMPINATO: Il plurititolato capitano delle giovanili, già con le grandi dall'anno passato, trova naturalmente maggior spazio e continuità di rendimento rispondendo sempre presente e dando il suo importante contributo in fase di ripiegamento anche nella battaglia di gara 4. Dna vincente.

Giulia VIACAVA: Conferma l'indole della guerriera, sacrificandosi nella doppia veste di marcatrice e centroboa aggiunto o a far le veci di capitan Palmieri quando a riposo o gravata da più falli. Le entrate vincenti sia con la Sis che con il Plebiscito portano in dote reti pesantissime nel computo finale di ogni singolo incontro, raddoppiandone il valore. Al termine di una stagione non facile tra Covid e operazione, chiude come meglio non poteva. Condottiera.

Veronica GANT: Non sente la pressione della debuttante assoluta in una finale Scudetto, inevitabilmente commette qualche errore dettato dall'inesperienza ma con grande caparbietà e intelligenza sa anche rimediare, dimostrando di aver introiettato le reprimende della Miceli durante la prima parte di campionato. Con Padova il suo è un continuo crescendo fino all'ottima prestazione di gara 4. Diligente.

Dafne BETTINI: Scommessa vinta ad occhi chiusi. L'MVP delle finali play-off dimostra una maturità mentale e tecnica impressionante, muovendosi su ogni versante della vasca con la disinvoltura della veterana. I suoi colpi ad effetto, vedi la palomba ed il fendente di gara 4, sono distruttivi per le avversarie ma oltre ai goal ci mette anche tanti assist e altrettanto spirito di sacrificio in copertura. Una crescita a dismisura che la proietta già da ora in pianta stabile nelle 15 convocabili per le rassegne estive del Setterosa, commuove con la dedica post medaglia alla sua famiglia. Sontuosa.

Valeria PALMIERI: Il suo marchio di fabbrica, condito da reti di pregevole fattura come l'elicottero rifilato alla Eichelberger contro la Sis, è il comun denominatore che si ripete di partita in partita. Come il rituale discorso pre-gara che focalizza le sue compagne a seguire un unico spartito. Ai 2 metri fa a sportellate vincendo duelli su duelli, laddove serve il suo intervento si fa trovare pronta da capitano vero. Bestiale.

Claudia MARLETTA: Come per la Palmieri, il suo timbro è incofondibile oltre che decisivo. Come vede la porta lei non la vede nessuno, toglie le ragnatele dall'incrocio con no look da brividi e fa cantare il pallone che è una meraviglia. Impossibile rinunciare nelle partite che contano al suo apporto, al suo carisma ed alla sua tecnica sopraffina. Se l'Orizzonte è di nuovo tricolore gran parte del merito non può non essere attribuito a lei. Spaziale.

Giulia EMMOLO: La provvidenza fatta a persona. Suo il 5 metri decisivo così come l'anno scorso a Padova ma ai due rigori che hanno mandato in visibilio la "Scuderi" c'è tanto da aggiungere. Il suo mancino è pietrificante prima per Eichelberger e poi per Teani, in fase di costruzione è altrettanto brillante così come in quella di ripiegamento. Ci mette tanto cuore e carattere dall'inizio alla fine. Letale.

Jelena VUKOVIC: Dopo un finale di regular season ad alta quota, vive l'inizio dei play-off con la spada di damocle dell'espulsione definitiva già dopo i primi due tempi ma la Miceli ne riesce a centellinare l'utilizzo nel modo più produttivo. Meriterebbe qualche goal in più, è sufficiente quello che apre la decisiva remuntada verso i rigori della gloria in gara 4. Come al solito non si risparmia mai, combattendo fino all'ultima stilla di sudore. Indomabile.

Morena LEONE: Aveva già assaggiato l'aria tricolore lo scorso anno con la Coppa Italia prima e lo Scudetto poi ma in quest'annata si è presa, con pieno merito, i galloni da protagonista assoluta. Nuota come una forsennata, abbinando qualità e quantità come evidenziato dall'impressionante lucidità e freddezza con cui va a chiudere azioni vincenti o si mette al servizio della compagna con assist frutto di grande preparazione balistica. Preziosa.

Aurora LONGO: Nelle finali vede quasi mai l'acqua ma anche per lei la crescita è esponenziale. Trova il giusto spazio durante la regular season per esprimere il suo potenziale e far intravedere un talento che ha tutto per esplodere, segnando anche reti belle ed importanti. Chi ben comincia...

Helga SANTAPAOLA: Come per la Longo si accomoda sul piano vasca per le 7 sfide di play-off ma se l'Orizzonte e la sua compagna di reparto sono arrivate così a giocarsi e vincere lo Scudetto c'è tanto di suo. Dall'esemplare comportamento nello spogliatoio e in allenamento alle prodezze mirabolanti in Euro League che hanno convinto Miceli e Di Mario ad annullare il prestito alternativo alla Brizz e tenerla con loro, trovando anche continuità di gioco e rendimento nel corso del girone di ritorno. Talismano.

Davide Maddaluno - Sport - - Vai alla Home

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