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Pallanuoto, il Plebiscito Padova cala l'asso finale e porta la serie Scudetto a gara 4

19/05/2022

L'Antenore Plebiscito Padova supera nel finale dopo un lungo botta e risposta a suon di controrimonte L'Ekipe Orizzonte ed allunga almeno a gara 4 la finale Scudetto numero 37 della massima serie femminile. A dirigere la gara torna un duo prettamente italiano con Daniele Bianco e Brasiliano. La saetta dal perimetro di Vukovic che poco prima aveva sventato l'offensiva patavina con un inedito retropassaggio di testa a Condorelli apre le danze. L'Orizzonte entra subito in partita e sfiora il raddoppio prima con Palmieri poi con Halligan su cui è strepitosa la chiusura sul palo corto di Teani. Il miracolo del suo capitano anima il Plebiscito che perviene al pari con il diagonale di Queirolo dal lato cattivo poi raddoppia con il piazzato di Armit ben imbeccata da Queirolo. Immediato, però, il pari siciliano con Emmolo che sfrutta a dovere la superiorità e insacca con il suo micidiale mancino. Pronti via ed è 3-2 Padova con Borisova, in ombra nelle due precedenti sfide, a resistere alla carica di tre avversarie e girarsi di prepotenza ai 2 metri riuscendo a trovare il varco giusto per infilare Condorelli. A 6 secondi dalla prima sirena doppio extra player conquistato dal Sette in calottina scura e con un'azione quasi fotocopia alla precedente Emmolo non sbaglia. Si riparte dal 3-3 dei primi 8' con l'intervento in due tempi di Condorelli sul tentativo di Gottardo dal centro poi un tiro a schizzo dopo finte ripetute di Barzon vale il nuovo vantaggio locale. Goal sbagliato, goal subito: l'Antenore avrebbe la possibilità del +2 ma Casson dopo un grande intervento difensivo s'invola verso la porta di Condorelli non avvendendosi della compagna accorsa al suo fianco e facendosi bloccare la conclusione dall'estremo difensore avversario e sul ribaltamento di fronte Marletta pesca l'incrocio alla sua maniera in no look. Il botta e risposta continua con la schiacciata di Armit da una parte e il tracciante di Marletta dall'altra dopo la clamorosa traversa colpita da Emmolo (5-5). Condorelli prima rischia con un'uscita avventata poi si supera con due prodigi ravvicinati su Barzon dalla distanza e Queirolo da post 2, propiziando il coast to coast di Halligan che di precisione scrive 5-6 sul tabellone. A 20 secondi dall'intervallo lungo Bettini spende il suo terzo fallo causando il tiro dai 5 metri procurato da Gottardo ma spedito sulla traversa da Barzon che allunga così la serie di errori di rigore in questa finale.

Al cambio vasca lo sprint vincente di Dario annulla la possibile superiorità all'Orizzonte e con Vukovic nel pozzetto, Queirolo non fallisce l'occasione del nuovo pari e fa doppietta. Neanche il tempo di esultare e sistemarsi che Halligan imbecca Emmolo che a tu per tu con Teani riporta subito avanti le etnee per la tripletta personale. La nuova parità reca la firma di Borisova che trasforma il 5 metri guadagnato dalla solita Gottardo che aveva tra l'altro anche segnato ma dopo il fischio di Brasiliano ma la squadra di Miceli rimette subito la testa avanti concretizzando al meglio un'avvolgente manovra offensiva con la girata di Viacava su calibrato servizio dell'intraprendente Leone. Nel tentativo di anticipare la conclusione di Millo, Marletta serve all'indietro ma Gottardo è più veloce di tutti e tocca la sfera quanto basta per portare il punteggio sull'8-8. Sbaglia ancora una volta il posizionamento sulla ripartenza il Plebiscito che lascia ad Halligan lo spazio necessario per fare nuovamente male ma la compagine di Posterivo è brava nel riuscire a ricavare il terzo penalty di giornata e a trasformarlo di giustezza con Millo (9-9). Le difese serrano le maglie, Teani chiude la porta a Leone prima e Palmieri poi mentre Condorelli non si lascia sorprendere da Casson. Si va agli ultimi 8' con la 'definitiva' comminata anche a Meggiato ed Armit ed una rocambolesca traversa incocciata da Gottardo con una sciarpata. Non perdona, invece, per la terza volta la solita Marletta che di potenza e precisione batte la compagna di Nazionale. Un'invenzione di Centanni, dopo il palo lambito con deviazione da Gant, griffa il 10-10 poi segue una fase di stallo rotta dalla deviazione volante ai 2 metri di Borisova che fa tris servita da Barzon. Saltano gli schemi, le squadre di allungano e la tensione è a mille: Condorelli leva dalla linea di porta il tocco aereo di Millo poi lo stesso fa Teani tra le proteste catanesi (senza più Vukovic e Gant per tre falli) che chiedevano il goal. Queirolo e Borisova sprecano l'impossibile da posizione favorevole sulla strenua difesa rossazzurra, Halligan ha in mano la palla che potrebbe proiettare il match ai rigori con Condorelli in attacco ma spedisce a lato favorendo l'ultimo possesso biancoscudato che ne approfitta per chiudere la partita sul 12-10 con il diagonale di Dario, annullare il primo match point orizzontino e andarsi a giocare le proprie chance di rimonta a gara 4 domenica (14.15) alla "Scuderi". 

"Nonostante qualche errore ripetuto come presenza e determinazione siamo andati molto meglio. - le prime parole di Stefano Posterivo - Ho rivisto quella cattiveria che mi auspicavo sin da gara 1 riuscendo a mantenere i nervi saldi ed a sopperire anche a mancanze importanti nel corso della partita come quella di Armit. Un plauso lo merita sicuramente Gottardo per aver retto per tre tempi da sola il peso dell'attacco al centro, sapevamo dopo le prime due sconfitte che ogni partita sarebbe stata l'ultima spiaggia e così sarà anche a Catania. Andremo a giocarci rinvigoriti le nostre carte per poterci giocare lo Scudetto qui a Padova". "Ci siamo dette oggi o mai più e finalmente reagito con quella fame venuta meno nei momenti topici delle sfide precedenti. - aggiunge Elisa Queirolo - Si può essere più o meno brave ma quel che conta è l'atteggiamento mentale, la voglia di non esser sopraffatte e sono contenta di averlo rivisto nella mia squadra. A Catania sarà lo stesso, dobbiamo scendere in acqua con questo unico pensiero da seguire".

"Dall'inizio dell'anno ribadisco che il nostro simbolo deve essere uno zaino che partita dopo partita va riempito con tanti elementi, positivi e negativi, da cui ripartire più forti la volta successiva. - commenta, invece, Martina Miceli - Da questa sfida torniamo a casa con tanti evitabili ed ingenui errori difensivi senza nulla togliere ai meriti delle avversarie. Concedere 12 reti non è ammissibile considerando anche gli altri match tirati tra di noi. In attacco abbiamo fatto decisamente meglio ma nel complesso non posso ritenermi soddisfatta e augurarmi in una gestione della gara completamente diversa a casa nostra. Il peso del pubblico? C'è per noi e per loro ma non è un fattore determinante, questo è uno sport fatto di episodi e noi dovremo essere brave a farli vertere dalla nostra parte per centrare in un modo o nell'altro l'obiettivo finale".

Davide Maddaluno - Sport - - Vai alla Home

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