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Pallanuoto, l'impronta di Alice Giraldo nella corsa salvezza del Como: "Non disperderemo anni di sacrifici, vogliamo crescere ancora"

16/03/2022

Settimana di sosta per il massimo campionato femminile che lascia spazio alla Final Six di Coppa Italia ma continua alacremente il lavoro in casa Como Nuoto Recoaro in vista delle ultime quattro, decisive, giornate di regular season. La vittoria di sabato al "Passetto" con la Vela Ancona consente alle Rane Rosa di conservare ancora speranze di agganciare la salvezza diretta che vorrebbe dire anche play-off ma Tete Pozzi predica calma e la squadra va avanti step by step, consapevole che la strada da fare è ancora tanta. A fare il punto della situazione in casa lariana è una delle giocatrici dal rendimento complessivo più alto della prima parte e mezza di stagione, il centrovasca Alice Giraldo: "Prima della gara di Ancona ci siamo un po' smarrite, abbiamo avuto un inizio stagione in salita con Maria Romanò assente per infortunio. Al suo rientro pensavamo di essere finalmente al completo, pronte per ripartire e dare il 200%, invece tra infortuni vari e assenze dovute al Covid abbiamo dovuto riorganizzare più volte il nostro gioco. - esordisce ai nostri microfoni la classe '96 - Abbiamo perso punti importanti ma senza mai mollare. Stiamo lavorando per fare bene le ultime partite del girone e per prepararci al meglio ai play-out, la vittoria ad Ancona ci ha risollevato il morale, ne avevamo bisogno. Ora dobbiamo migliorare sicuramente su molti fronti ma credo che ci sia da lavorare molto di più sulla fase offensiva. In difesa abbiamo le nostre sicurezze e ci viene “facile” aiutarci a vicenda. In attacco invece abbiamo bisogno di più coraggio".

Autrice di prestazioni altisonanti, la calottina numero 6 (foto Michele Poggi) è stata tra le protagoniste di un girone d'andata da ricordare: "È stato bello innanzitutto, dopo due anni, avere una parvenza di normalità e fortunatamente il girone di andata a noi è andato via liscio, senza intoppi e con tante soddisfazioni. Credo che nella prima parte di stagione abbiamo sfruttato al massimo la nostra carica da neopromosse e l’effetto sorpresa. Non ci siamo fatte spaventare dalle grandi e non avevamo nulla da perdere con le squadre alla nostra altezza. La pausa natalizia prolungata invece ci ha un po' penalizzate e l’incertezza sulla data della ripresa ci ha frenato un po' la carica e ci ha fatto perdere un po' il ritmo. Avevamo e abbiamo solo da dimostrare quanto valiamo e quanto possiamo crescere. Una partita da rigiocare? Ho una pessima memoria ad essere sincera e mi dimentico della partita appena esco dallo spogliatoio ma sicuramente rigiocherei la partita di ritorno contro Verona. Non tanto per cambiare il risultato ma per come abbiamo affrontato l'intera gara. È stata una partita giocata sottotono, non siamo riuscite a dare il massimo e so per certo che se dovessimo rigiocarla ora l'impatto sarebbe decisamente diverso".

Ormai da anni parte integrante del gruppo storico delle Rane Rosa, Alice negli anni ha visto il gruppo crescere sempre di più e accogliere nel modo migliore le tante giovani che si affacciavano di volta in volta alla prima squadra, compreso quest'anno dove le uniche varianti sono state costituiti dalle due romane Iannarelli e Troncanetti, giunte in riva al Lago in prestito dalla Sis Roma: "La struttura della squadra è la stessa da un da anni. Siamo un gruppo giovane, affiatato, che ha voglia di divertirsi, di fare bene e di scoprire partita dopo partita fino a dove possiamo arrivare. - sottolinea - Le più giovani, così come Alessia e Federica sono ben integrate, la maggior parte di loro sono cresciute insieme a noi e hanno sempre fatto parte del gruppo delle grandi, se non fosse per 3/4 elementi saremmo la stessa squadra delle finali Under 17 di qualche anno fa!".

Dal punto di vista personale dopo anni di battaglie in A2 è arrivata la meritata promozione in massima serie che sta dimostrando di valere alla grande: "Cosa ho pensato il giorno del debutto? Non saprei dirlo con esattezza, ero carica, spaventata, incredula e grata per avere al mio fianco le compagne di una vita. Ho pensato “Bene Alice, siamo arrivate fin qui, vuol dire che qualcosa la sappiamo fare e poi l'acqua è sempre acqua e la palla è sempre rotonda, non cambia nulla. Diamoci dentro!". Un discorso che non fa una piega e rimanda indirettamente alla straordinaria cavalcata dello scorso anno: "La vittoria di gara 2 a Bologna ha rappresentato per noi la consapevolezza di poter arrivare più lontano possibile. Senza dubbio. Avevamo tutte le galassie contro, tutto quello che poteva andare storto è andato storto, allenatore e dirigente espulsi, quattro giocatrici titolari fuori con tre espulsioni, gente in acqua dal primo secondo stremata e senza cambi…ma il risultato alla fine era dalla nostra. Con l'Acquachiara abbiamo completato l'opera. Il nostro segreto per batterle? Il gruppo, gara 3 a casa nostra, i nostri tifosi e la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per farcela". Così come poi è accaduto.

Una passione, quella di Alice, nata in famiglia e in circostanze del tutto particolari: "È iniziato tutto con mia sorella Sara. - ricorda - Quando ero piccola venivo trascinata a tutte le sue partite, la vedevo finire sempre sotto all'acqua e più di una volta è finita pure in ospedale e ho giurato a me stessa che mai nella vita avrei fatto Pallanuoto, troppo violenta. All’età di sei anni ero in piscina, con una palla davanti al naso a cercare di sopravvivere ai ragazzi più grandi e ad un allenatore ungherese ed eccomi qui, 20 anni dopo…", sorride. "Sono quattro i momenti che mi porto nel cuore del mio percorso pallanuotistico: la vittoria del primo traguardo raggiunto ovvero il titolo regionale Under 13, quando ancora giocavo con i maschietti, e le tre promozioni con la prima squadra, quella in B del 2011, in A2 nel 2013 e in A1 l’estate scorsa. Con alcune delle mie compagne ho condiviso ogni singola esperienza e sono legatissima a ognuna di loro ma rimane mia sorella la compagna di squadra e l’avversaria che più ho amato ed odiato. È stata lei il motivo per cui ho iniziato a giocare, è stata un esempio, una compagna, un'avversaria e ora una collega. La aiuto ad allenare le giovanili in Svizzera e, anche dal bordo vasca, continua a trasmettermi il suo amore e la sua passione per questo sport".

Lo sguardo poi volge serenamente al futuro prossimo: "Non mi pongo nessun obiettivo in particolare, solo tanta voglia di fare bene in questo campionato che chiede molto e la voglia di trasmettere tutto quello che ho imparato e che imparerò alle mie compagne di squadra più giovani. - conclude Alice - Ci abbiamo messo impegno e abbiamo fatto enormi sacrifici negli ultimi anni per riuscire ad ottenere questi risultati e ad arrivare dove siamo ora. Farò tutto il possibile perché non si smetta di crescere". Le premesse e le qualità tecniche, atletiche e morali ci sono tutte, le Rane Rosa con Alice Giraldo sono in una botte di ferro.

Davide Maddaluno - Sport -

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