

L'ennesimo capitolo dell'infinita saga se lo aggiudica nuovamente la Pro Recco (foto G.Perottino/DBM) che mette in bacheca la Coppa Italia numero 16, la nona consecutiva, e mette per la seconda volta in stagione ko l'AN Brescia preparando il terreno per la grande rivincita in chiave tricolore. L'immagine eloquente di una squadra che non vuole lasciare agli avversari nemmeno più le briciole è quella eloquente del veterano Pietro Figlioli che durante i primi festeggiamenti non si stacca per un secondo dal pallone, tenendoselo avvinghiato a se. La tre giorni di Albaro, al di là del trionfo biancoceleste, ha lasciato in eredità elementi di riflessione positiva su cui la Pallanuoto italiana deve lavorare: dal pubblico appassionato all'equilibrio in vasca con squadre come la RN Savona in grado di esprimere un gioco fluido, piacevole ed avvincente ed altre come i padroni di casa del Quinto che costituiscono l'emblema di un movimento che non vuole arrendersi allo strapotere di due club ma ha le credenziali per alzare ulteriormente il livello pallanuotistico complessivo, nel ricordo dell'indimenticato Marco Paganuzzi. Non sono mancati, ovviamente, riferimenti alla più stringente attualità internazionale: le finaliste sono entrate in vasca con palloncini gialli e blu e la sovraimpressione NO WAR sull'immagine estesa della bandiera ucraina prodotta da maxischermi e ledwall.
Al termine della finalissima sono diversi i protagonisti che hanno manifestato a caldo o a freddo i propri umori e sensazioni. "E' stata una partita molto dura che abbiamo tenuto sempre sotto controllo. - le parole del tecnico vincente Sandro Sukno - Ha vinto la squadra che ha giocato meglio. Gli arbitri hanno fischiato troppo, senza palla, senza senso. Non va bene così. Comunque siamo riusciti a sviluppare il nostro gioco, ad attaccare sempre la porta a prescindere dagli schemi, e a restare avanti fino alla fine. Questa vittoria ci fa crescere come gruppo. E' il secondo trofeo della stagione dopo la Supercoppa LEN. Dobbiamo continuare a lavorare perché puntiamo a vincere tutto".
"Con il Brescia non è mai finita, è stata una partita dura e sono stati bravi gli arbitri a gestirla anche se ci sono state davvero tante espulsioni. - ha rincarato la dose il capitano recchelino Leka Ivovic - Secondo me ha vinto la squadra che ha avuto più pazienza e tranquillità, noi fino a metà del quarto tempo, nonostante le tante inferiorità, non abbiamo mai perso la lucidità continuando a fare il gioco che volevamo impostare, sorretti da una difesa eccezionale. Non ci siamo mai sbilanciati, Del Lungo è stato grande, ha parato tutto e anche il rigore del possibile meno uno che poteva essere molto pesante. Questa partita ci dà maggiore consapevolezza dei nostri mezzi".
Dopo dieci anni di battaglie a Brescia, arriva il secondo trofeo in terra ligure per Marco Del Lungo: "Avevamo commesso due errori gravi sui goal di Dolce e Presciutti, la mia parata sul rigore ha ridato energia alla squadra. Sono davvero contento, è un’emozione unica, sono quattro mesi che preparavamo questa sfida", ha sentenziato il portierone di Civitavecchia.
Sul fronte lombardo serafica e sempre realista l'analisi di Sandro Bovo: "L'AN Brescia ha disputato una buona partita e dimostrato, come sempre, grande carattere. Abbiamo giocato la finale con tre ragazzini del vivaio e mancava Stefano Luongo. - le prime impressioni del tecnico a Rai Sport e riprese dall'ufficio stampa FIN - C'è un po' di rammarico per il rigore subito per le proteste di Renzuto, per la parte finale, per l'ultima superiorità numerica, perché abbiamo preso tre goal sul primo palo e avremmo potuto attaccare di più la seconda palla; ma la Pro Recco ha grandi qualità, una rosa con tante alternative. Tutto sommato ha meritato di vincere".
A chiudere il quadro l'eterno capitano Christian Presciutti: "Giocare queste partite cariche di adrenalina è uno spettacolo a prescindere da come va a finire. Abbiamo dimostrato ancora una volta che nonostante i tanti cambiamenti in organico ad inizio stagione, l'AN Brescia c'è e ci sarà ancora, pronta a dare filo da torcere a chiunque. La rimonta tentata nel finale ci lascia la consapevolezza di poter fare bene nella seconda parte di stagione tra campionato e Champions, non vogliamo lasciare nulla di intentato e soprattutto lasciare il chiaro messaggio che batterci non sarà mai facile". C'è ancora uno Scudetto da difendere ed i Leoni faranno di tutto pur di ripetere una storica impresa.
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