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Salernitana, Nicola dopo il pari con il Bologna: "Non perdiamo il gusto di credere alla scalata". Zortea: "Con l'Inter per fare l'impresa"

27/02/2022

Termina in parità sotto la pioggia battente dell' "Arechi" tra Salernitana e Bologna (foto LaPresse): Zortea, da pochissimo subentrato, risponde ad Arnautovic poi nel finale i granata si salvano sulla traversa colpita da Sansone. Così al termine del confronto Davide Nicola: "Tutti i punti possono valere tanto o poco, dipende dalla somma finale, la prestazione serve a dimostrare che la Salernitana ha intrapreso un nuovo percorso, ha voglia di giocare a calcio aggressiva e di accettare gli uno contro uno ed è una squadra viva, ha idee. - ha spiegato il tecnico alla seconda partita a Salerno come ripreso da SalernitanaNews - Sicuramente il Bologna è un’ottima squadra, allenata da un ottimo allenatore, ma il coraggio che dimostriamo è il modo migliore di rappresentare il nostro ambiente. La società vuole questo da noi, difficilmente il tutto subito si avvera, ma è l’unica strada per poter cercare qualcosa di davvero difficile. Pressione sempre addosso? Proprio perché è difficile, è stimolante. Una delle cose che mi ha colpito di più è la grande maturità, questo senso della bellezza da parte del nostro pubblico nel volere che la squadra giochi a calcio, gli striscioni sono stati motivo di orgoglio e ci hanno dato la leggerezza che non guasta. Con i ragazzi sono diretto, duro e chiaro, non credo che ripetere il concetto di salvezza possa giovarci, non dobbiamo avvertire il peso ma il gusto di rincorrere”. Poi, una metafora ciclistica: “Uno scalatore non guarda la vetta, ma metro dopo metro. Voglio che i ragazzi pensino solo a lavorare come stanno facendo. La gara contro il Milan era motivata dall’avversario di blasone, oggi era diametralmente opposta, per 70’ la prestazione ha avuto un senso di bellezza nel voler fare le cose". Il discusso rigore negato a Ribery?: "Non permetto a me stesso di perdere la concentrazione con cose che non posso direttamente controllare, non perdo tempo, non voglio sentirmi schiavo di situazioni che possono venire in soccorso come presunto alibi, ma voglio solo generare la voglia di migliorare. I numeri dicono che la prestazione c’è stata. Mi dà fastidio aver preso gol al 43’ perché stavamo giocando bene, ma anche questo è apprendimento solo da sperimentare in campo, chiediamo una linea difensiva che abbia un punto di riferimento non solo come copertura al compagno ma come responsabilità nell’accettare l’uno contro uno. Accetto gli errori, non accetterò mai il pensare che gli episodi determinino il mio entusiasmo. Non puoi essere più o meno capace se pareggi o vinci. Bonazzoli? L’attaccante ha avuto un problemino, non so se dovuto a una botta o un’infiammazione da sovraccarico, vediamo in settimana. Verdi rientrava dopo 10 giorni di inattività, ma ci ha dato la possibilità anche di esprimere un modo di stare in campo simile a quello di Bonazzoli ma con caratteristiche diverse. Il compito era di trovare spazi tra le linee, triangolare sullo scarico e buttarsi dentro, abbiamo trovato bene la palla in quelle zone lì, ma ci è mancata la lettura finale e il tempo di percezione e non siamo riusciti a tramutare la grande mole di gioco in situazioni che potessero far male al Bologna. Giocavano a cinque, l’ampiezza era estremamente coperta. A livello difensivo abbiamo letto, secondo me spendendo molte energie nel primo tempo, non volevamo concedere campo, tolti i primi 15’ abbiamo dato riferimenti precisi. Abbiamo fatto otto allenamenti, c’è tanto da trasferire, ma avverto la dedizione straordinaria dei ragazzi. Credo ciecamente nel lavoro, dobbiamo migliorare in tutto ma il tempo è poco. Questi ragazzi hanno il senso di voler assolutamente fare qualcosa di importante, ma questo peso va gestito anche a livello di serenità e di convinzione. Per quanto riguarda Ranieri non volevo correre il rischio, bisogna essere sempre puliti da un punto di vista dei cartellini, altrimenti il rischio va a vanificare tutto. Poi dando consegne precise rimanevano uomo su uomo sui tre attaccanti con Dragusin, Fazio e Gagliolo e, in ciò, Zortea aveva il compito di attaccare come esterno. Mousset è entrato bene e di questo sono contento, il periodo di adattamento e di comprensione delle richieste è fondamentale, prima stavamo facendo bene per la lettura degli spazi. Per me i subentrati hanno fatto bene, arriveremo col lavoro. E’ stato un gioco dispendioso, tenere per 70’ il baricentro di 65 metri non è facile, ci siamo riusciti ma è stato comunque molto dispendioso. Per mantenere alta l’aggressività nel secondo tempo abbiamo tenuto Djuric su Medel, che è giocatore esperto, Ribery usciva su Soumaoro, che si incuneava meno e Verdi aveva il compito di stare su Theate, spostando Kastanos a sinistra che ha fatto un po’ di staffetta con Verdi. La mia strategia di gara prevedeva un cambio in corso, stavo pensando a Mikael e di rischiare ulteriormente e ridisegnare il pacchetto davanti, gli equilibri e le caratteristiche dei giocatori sono abbastanza simili". Sulla trasferta di San Siro: "Ora ci aspetta una gara ulteriormente importante in uno stadio importante contro un avversario di rango. Ma il prezzo da pagare non deve essere quello di una squadra che si crede in una classifica diversa".

Autore del pareggio, Nadir Zortea è apparso soddisfatto per larghi tratti: "Un goal importante anche se potevamo e la volevamo vincere - ha sentenziato l'estero a Dazn - È stato il primo pallone che ho toccato, ho calciato senza pensarci ed è andata bene, sono contento. Oggi siamo stati propositivi, abbiamo attaccato tanto e bene, ci è mancata un po’ di fortuna, soprattutto negli ultimi metri” ha commentato l’ex Cremonese, la cui convinzione non sembra essere scalfita dal risultato odierno: “La strada è buona, ci prendiamo il punto, ma sappiamo che ne meritavamo tre. L’abbraccio a fine partita? Facciamo il punto della situazione e ci diamo forza per continuare. La salvezza è l’obiettivo per cui scendiamo in campo. Sempre meglio pareggiare che perdere, questo mattoncino può fare la differenza. Quella con l’Inter sarà una partita che sappiamo come affrontare, saremo all’altezza della situazione e andremo lì per portare a casa i tre punti. Il pubblico? Giochiamo sempre con 15mila uomini in più, è una grande emozione scendere in campo in questo stadio".

"Abbiamo pomiciato in panchina, non abbiamo parlato di calcio - sorridono Walter Sabatini e Sinisa Mihajlovi? davanti alle telecamere - Il direttore è venuto nello spogliatoio a salutare i ragazzi dopo la partita. È stato un signore". Il ds granata ha puntualizzato: "Sono molto orgoglioso di questi ragazzi. La squadra è stata assemblata in pochi giorni e si sta costruendo precocemente, ma c’è uno spirito eccezionale e l’allenatore ha dato un impulso. Oggi contro una squadra forte non abbiamo perso il campo e abbiamo giocato. Speriamo di andare avanti, facendo risultati. Questo punto ci dà continuità, per la salvezza faranno la differenza anche questi pareggi. Questa squadra è stata buttata subito dentro, senza fare amichevoli con boscaioli e pizzaioli. I ragazzi si sono calati subito in una dimensione importante. Il rigore? non mi soffermo troppo, ero lontano e ho visto poco. Accetto le decisioni. Per il futuro ci servirebbe un po’ di fortuna, ma troveremo anche soluzioni migliori in campo. I tifosi mi stanno dando grande amore, con educazione e garbo. Ne ho molto bisogno. Con l’Inter sarà un match di grande agonismo, ci vorrà impegno nervoso. Sono un ex, ma non mi rammarico di essere andato all’Inter, ho sbagliato un approccio. Voglio chiarire. Il non comparire in organigramma ha messo in discussione la mia attività futura. Non ho dato il massimo e non me la sono goduta, spesso ero in Cina. Avrei voluto dare di più. Tornando indietro non accetterei quella condizone. L’Inter è stata comunque un sogno".

"Peccato, potevamo gestire meglio la partita in alcuni momenti ma la Salernitana era squadra totalmente diversa rispetto all'andata. - ha poi commentato l'allenatore serbo dei felsinei -- Abbiamo cercato di portare a casa almeno un punto anche se siamo stati un po’ sfortunati con la traversa nel finale, ma penso che il pareggio sia il risultato più giusto. I ragazzi hanno fatto quello che dovevano, poteva andare meglio, ma potevamo anche perdere. Il rigore contestato? Dalla panchina sembrava rigore, fortunatamente si sono accorti dell’errore e non lo ha dato. Mi hanno detto che è inciampato da solo. Della Salernitana mi ha colpito molto il pubblico, possono ancora salvarsi". Mihajlovic non può non pensare a quanto sta accadendo nel mondo con il conflitto russo-ucraino: "Quando si gioca ci si concentra sulla partita, provando a dimenticare quello che accade fuori. Poi, però, diventa dura da gestire anche se fortunatamente non sono diretto interessato. Quando guardo le immagini in tv mi vengono fuori ricordi ed emozioni, purtroppo sono le stesse immagini di quello che ho vissuto. Speriamo che passi presto, ma la notizia non deve diventare una normalità, perché viene versato sangue di persone innocenti".

 

Redazione Sport - Salernitana -

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