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Pallanuoto, Recco aritmeticamente alle Final Eight di Champions. Prima sconfitta per l'AN Brescia

23/02/2022

Si conclude con un successo ed una sconfitta la decima giornata della fase a gironi della Champions League per i colori italiani. La Pro Recco batte l’Osc Budapest e strappa il pass per la Final Eight di Belgrado: all’Aquamore Bocconi Sport Center di Milano - tutto esaurito - i campioni d’Europa si impongono per 17-14 nella decima giornata di Champions League. Protagonista di serata il mancino Zalanki (foto Enrico Casiraghi) che abbatte la sua ex squadra con 6 reti. Si chiude così, con una vittoria, il trittico di partite nel capoluogo lombardo. Senza Echenique, Figlioli e Bertoli, mister Sukno concede minuti al giovane Marini. È un primo tempo pirotecnico quello a cui assiste il pubblico milanese, con l’Osc che riprende quattro volte i biancocelesti; i campioni d’Europa però si riportano davanti prima della sirena con l’incursione di Presciutti che non dà scampo a Levai per il 5-4 che chiude il tempo. Vantaggio che la Pro Recco aumenta in avvio di secondo quarto: uomo più magistralmente giocato da Velotto per Aicardi che non sbaglia il comodo tocco sotto porta. Il gol di Csacsovszky riporta gli ungheresi ad un gol dal pari, ma i ragazzi di Sukno piazzano il break e scappano con Ivovic, Cannella (tripletta per lui alla fine) e Velotto per il 9-5 che costringe Varga a chiamare il time out. Strigliata che porta i suoi frutti perché Manhercz, con Presciutti nel pozzetto, va a segno: al riposo lungo si va sul 9-6. I biancocelesti sprecano una doppia superiorità, poi Zalanki da posizione 2 a metà del terzo tempo non lascia scampo al portiere ospite. Toth in superiorità e Manhercz non sbagliano per il -2 ungherese, ma Zalanki fa tris con l’uomo in più. Mano calda che ha anche Manhercz: il numero 3 magiaro supera Del Lungo per la quarta volta a due minuti dalla sirena. Sukno chiama time out e cambia in porta, ma Negri viene subito battuto dalla splendida palomba di Csacsovszky (11-10). Ci pensa Velotto a svegliare i suoi: a sessanta secondi dalla sirena il numero 10 regala ossigeno sorprendendo Levai. Il numero uno ungherese si riscatta nel finale di quarto respingendo il rigore di Ivovic: agli ultimi otto minuti si nuota così sul 12-10. I ragazzi di Sukno vanno sul +3 con il solito missile di Zalanki che si ripete dopo il gol di Csacsovszky (14-11) segnando la sua quinta rete di serata. Spettacolo alla Bocconi: girata di Harai a cui risponde il tiro al volo di Di Fulvio, fulmine che vale il 15-12 a tre minuti dalla fine. Il sigillo sul match lo mette ancora Zalanki, in superiorità, per il +4 che di fatto toglie ogni speranza ai magiari. "Difficile giocare con questo criterio di arbitraggio, davvero complicato da comprendere. - commenta mister Sukno - Si sono viste tante espulsioni e quando si fischiano così tante espulsioni è più semplice giocare contro di noi senza la possibilità di alzare il ritmo. Bene comunque non aver perso la testa e aver portato a casa i tre punti che ci qualificano per Belgrado".

Non un periodo facile per l'AN Brescia che, reduce dalla sconfitta con la Pro Recco e il pareggio interno con l'Ortigia in campionato, subisce la prima sconfitta nel gruppo A perdendo in casa dal Novi Beograd per 13-16, nonostante una super prestazione di Vincenzo Dolce, autore di 4 reti. Senza l'allenatore Bovo fermo per Covid, lombardi restano in partita fino all'11-9 di Edoardo Di Somma (2) in superiorità numerica alla fine del terzo periodo. Poi il break micidiale di 5-0 aperto dall'olimpionico ed eterno centroboa Dusko Pijetlovic (doppietta, alla fine sarà pokerissimo) e chiuso dalla tripletta di Rasovic per il 14-11 che a metà quarto tempo non concede repliche. Bis per l'ex di turno Vlachopoulos, fondamentale anche il poker di Jaksic per i belgradesi che rendono vane ai fini del risultato le altre marcature bresciane di capitan Presciutti, Luongo, Renzuto Iodice, Lazic e Alesiani, questi ultimi due autori di una doppietta. Niente di grave per i lombardi, comunque in testa al gruppo A con 23 punti, che vedono ora ridotta a tre le lunghezze la distanza dai serbi.

 

Redazione Sport - Sport -

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