

Una grande Salernitana sfiora l'impresa con il Milan: Bonazzoli e Djuric (foto Repubblica) ribaltano Messias poi Rebic sorprende Sepe e la sfida dell' "Arechi" finisce 2-2. "Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio. Ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale". Il Nicola pensiero – espresso anche a mezzo social – ha già stregato Salerno. "Questa squadra ha delle potenzialità e dei giocatori da scoprire – ha esordito il tecnico piemontese nel post gara come ripreso da SalernitanaNews – Per arrivare ad un obiettivo così difficile non c’è altra strada che giocare con coraggio. Le mie scelte sono condizionate per due terzi dall’istinto e per un terzo dalla saggezza. Quando mi hanno chiamato ho pensato che valesse la pena provarci. Non so se ce la faremo, ma vogliamo farcela. Ciò che mi preme è cosa vogliamo fare e come lo vogliamo fare. Vogliamo gratificare un pubblico travolgente. Questa squadra ha dei valori per proporre un certo tipo di calcio. Il Milan non ha fatto ciò che voleva grazie a noi, sono soddisfatto delle risposte dei ragazzi. Questa squadra ha voglia di mettere grinta, ma anche di proporre gioco, pressare alto e migliorare. La mia soddisfazione sta nell’atteggiamento di tutti, calciatori e ambiente. Con lo staff ci siamo aiutati a vicenda per lavorare su alcuni principi in pochi giorni. Alcuni giocatori hanno potenzialità importanti non ancora scoperti, altri devono recuperare forma fisica. Per arrivare ad un grande obiettivo serve coraggio. Non penso a come andrà, ma penso al percorso. Credo nel lavoro. Non so se ce la faremo, mi interessa però cosa vogliamo fare e come vogliamo farlo. Stasera non abbiamo fatto nulla, ma giocando così faremo cose importanti. Un altro fioretto come Crotone? Voglio stare concentrato su questa avventura che mi è piaciuta fin dall’inizio, mi sento a mio agio. Abbiamo fronteggiato una grande squadra non solo a livello di spirito, ma anche con una prestazione tecnica convincente. Fin quando ci ha sorretto la condizione per un’oretta abbiamo fatto molto bene, non è da tutti pressare alti un avversario che ti attira per trovare il 4 contro 4 sulla linea difensiva. Mi è piaciuta la ricettività alle idee che volevamo portare, alla voglia di proporre un calcio aggressivo, propositivo. Ho visto i principi che abbiamo dato in pochi giorni, lavorandoci fin dal riscaldamento: il cambio gioco, la fluidità delle catene, la compattezza. I ragazzi hanno capito che l’ordine tattico in campo aiuta anche a migliorare le pressioni ed essere efficaci nel recupero palla. I ragazzi hanno cominciato a credere nella possibilità di rischiare l’uno contro uno, unico modo per essere propositivi nel calcio di oggi. Quando inizi una pressione di squadra dalla costruzione del portiere avversario, devi portare gli uomini sugli appoggi; le coperture non ci sono e l’abilità di sentirsi capaci è fondamentale: se scopri che riesci a farlo, immediatamente ti senti più capace". Sul risultato e sul finale: "A livello di numeri pareggio risultato più giusto ma si rosica sempre quando qualcuno ti riaccuffa. Non era importante solo il risultato ma capire se c’è l’attitudine per poter fare un certo tipo di calcio. La classifica è chiarissima. Non possiamo gestire le partite, possiamo solo andare a duemila all’ora. Alcuni giocatori avevano 45 o 60 minuti e li hanno spesi fino alla morte. Questo rende onore alla tanta gente che rappresentiamo ed è punto di partenza per l’obiettivo che vogliamo. La prima parte di gara – ha continuato Nicola, commentando la prestazione – è stata molto tattica e aggressiva da parte nostra. Il Milan faceva fatica a trovare spazi, si aspettava di fare una partita diversa. I giocatori hanno qualità, il minimo comune denominatore deve essere condizione per fare un certo tipo di gioco e non siamo su livello omogeneo, c’è giocatore che diventa decisivo se riesce a spendere tutto ciò che ha nel tempo che deve. Bonazzoli sesto gol, sono stato felice di trovare un giocatore che ha anche nella fase di non possesso ciò che serve nel calcio di adesso". Infine: "Se c’è possibilità di recuperare le partite siamo tutti felici perché c’è un regolamento e quando si viene risoncociuti fa piacere, ma la mia mente va alla prossima partita e alla settimana di Bologna e alla valutazione degli sforzi. Ho bisogno di non perdere giocatori e metterli nella migliore forma".
Grande protagonista dell'incontro, ha parlato anche Milan Djuric: "Sicuramente abbiamo fatto una partita importante contro un Milan che ha tanti campioni – spiega il gigante bosniaco – lo dobbiamo alla fantastica gente di Salerno. Salvezza? Ci crediamo al 100% sappiamo che sarà difficile, perché anche le altre vogliono salvarsi, ma soprattutto nel nostro stadio dobbiamo cercare sempre di fare queste prestazioni. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, abbiamo messo in campo le nostre caratteristiche, giocando con personalità contro una super-squadra, come testimoniato dalla classifica. Ci abbiamo creduto, ma anche loro hanno grandi campioni e alla fine ci sono individualità che vengono fuori. Abbiamo cercato la vittoria, abbiamo giocato per vincere, ma contro queste squadre anche un pareggio va bene. Sicuramente è una serata bella per noi e per tutta la gente di Salerno. Non capita tutte le sere di fermare una big, è una bella soddisfazione e speriamo di proseguire su questa strada. Quando si cambia guida tecnica è sempre un dispiacere per tutti, ma anche noi dobbiamo fare esame di coscienza. Non è colpa solo di Colantuono, anche i calciatori hanno responsabilità. Nicola ha tanta grinta e voglia di fare, abbiamo avuti 4-5 giorni per assimilare. L’abbraccio finale? Il mister ha detto che ci alleniamo bene in settimana, abbiamo valori importanti e dobbiamo dimostrarli, la strada sarà difficile, ma noi siamo pronti per affrontare questa sfida, la salvezza sarebbe come vincere lo scudetto. Sono contento per questo gol e per la squadra, abbiamo fatto una partita attenta, in qualche modo l’abbiamo riacciuffata, abbiamo atteso il nostro momento, poi Rebic ha fatto gol bellissimo. Va bene così. Rinnovo? Sono legato a Salerno, ne abbiamo passate di tutti i colori qui dai playout fino ad ora che stiamo vivendo un’annata storica, sebbene difficile. Io sto facendo la mia parte, sono convinto che un accordo si possa trovare. Sono qui da 4 anni, è stato un dispiacere l’anno scorso fare la cavalcata promozione senza i nostri tifosi. Non ho più parole per descriverli. Sono fantastici e noi siamo orgogliosi di avere questa tifoseria".
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