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Salernitana, Nicola: "Idee chiare, avanti con coraggio". Sabatini: "Spero resti a lungo". Iervolino: "C'è il feeling giusto"

16/02/2022

Giornata di nuove presentazioni in casa Salernitana. Stavolta tocca all'allenatore chiamato a svoltare la situazione e provare a raggiungere una miracolosa salvezza, Davide Nicola (foto Us Salernitana): "Non parlo di ciò che mi ha preceduto, ogni squadra fa il suo percorso. A me interessa da questo giorno in poi. Ho trovato un gruppo di ragazzi seri, bravi, che hanno predisposizione al lavoro e questo è fondamentale. - ha esordito come ripreso da SalernitanaNews - Sono consapevole che bisogna cercare di fare qualcosa di diverso per ottenere altri risultati. D’ora in poi mi interessa il percorso per arrivare all’obiettivo. Ci concentriamo sul lavoro in campo, su cosa fare e come farlo, l’unico desiderio che abbiamo è ottenere il massimo. Non mi metto in competizione con altri se non con me stesso. Non ci sono analogie con Crotone, ogni sfida è diversa dall’altra. Non mi interessa raffrontare questa esperienza con quelle precedenti. La cosa più impegnativa per noi è stata quella di fare un’analisi dettagliata non solo dei giocatori ma anche delle persone, così da captarne le potenzialità o ciò di cui ha bisogno per esprimersi al meglio. Condensiamo, siamo pratici, vogliamo rispettare il motto di questa società. ‘Macte Animo’ significa coraggio, aggressività, ci prefissiamo questo. Per farlo serve l’attitudine, la voglia, il senso di appartenenza al miglioramento, la responsabilità che non deve essere un peso ma un piacere. Questo per noi non è solo una sfida, ma anche un desiderio. Tatticamente abbiamo un’idea chiara, nelle prossime conferenze la affronteremo, qualche volta probabilmente dirò la formazione anche in anticipo. Vogliamo completare il percorso di valutazione. La classifica è chiara, non c’è tempo e bisogna cercare di fare qualcosa di diverso. Non spero, lavoro. Sperare ti fa perdere concentrazione. Ho visto tanta voglia nei ragazzi, per quello che voglio fare il c’è da fare un bel percorso, bisogna avere determinati requisiti. Non solo ci credo, sennò non sarei qui. Ma la cosa che mi ha colpito è la simpatia che questa squadra esprime da fuori. Ho visto le ultime due partite, questa squadra può migliorare tanto con determinati passi e passaggi. Sono arrivato in una società in cui non ho mai lavorato, da quando ho messo piede qui mi sono reso conto che ho voglia di lavorare qui in un progetto serio fatto da persone competenti, affermate e io voglio farne parte. Il tempo è relativo, dipende dalla capacità di trovare le giuste alchimie e il modo giusto per stare in campo. Il tempo dirà se sei in grado di raggiungere quello che vuoi. Chi mi ha preceduto non è un incompetente e io non sono un mago". Il neo tecnico granata ha poi proseguito: "Quando mi sono presentato ai calciatori ho detto che ci sono un sacco di loro forti, alcuni li ho allenati, e tanti altri li avrei voluti allenare. Questo è l’entusiasmo che mi ha mosso. Ho detto ai ragazzi che da solo non faccio niente, se riusciamo ad attuare quello che ho in testa, possiamo migliorare. Ribery è un campione nella testa, ha una mentalità da campione, credo che ogni giocatore abbia una qualità rispetto agli altri, un’unicità: vogliamo riuscire a mettere insieme la qualità migliore di ogni giocatore. Mazzocchi è un esterno destro. Io ho fatto di tutto, credo che ogni giocatore che sia sufficientemente preparato possa fare più ruoli. Ho un’idea chiara, non ho bisogno di un input e sono stra-curioso di applicarla. Magari non tutto riuscirà subito. L’espressione di gioco è subordinata alla qualità dei giocatori, voglio schierare più calciatori qualitativi possibili. Per esprimere il massimo delle potenzialità ho un’idea in testa, voglio verificarla anche come avversario, può darci risposte. La condizione fisica la possiamo monitorare con i dati che diventano oggettivi. Conterà molto la volontà, ovvero andare oltre a quello che si pensava di avere, poi tutto è mosso da una grande capacità. Alla sfida col Milan ci pensiamo ma non è che le motivazioni debbano essere superiori perché affrontiamo un grande club, è l’idea di noi stessi che deve venire fuori. Vogliamo sentirci capaci di fare quello che abbiamo in mente di fare. Aggressività, coraggio e organizzazione. Non ho la sfera di cristallo, ma sono certo che se sei coerente con quello che credi poi produci un cambiamento. Del contratto non me ne frega niente, non faccio questo lavoro perché vado in cerca di uno stipendio. I contratti sono forse un segno di agiatezza, non voglio adagiarmi. Ho un contratto mentale di tre mesi, quello è il mio obiettivo, voglio produrre un cambiamento qui e adesso, il resto mi interesserà dopo. In questo momento sono gasato per l’esordio. La capacità e la passione della tifoseria che ha capito che dobbiamo essere uniti. La gente deve aspettarsi il massimo impegno, sembra banale dirlo. Poi la curiosità di voler esprimere le idee da portare in campo. Abnegazione, umiltà e coraggio dobbiamo aspettarceli noi da noi stessi sapendo che il pubblico può darci una grande mano".

A presentarlo il ds Walter Sabatini: "Ben arrivato a Nicola e al suo staff. Li sto vedendo lavorare e sono euforico per la comunicazione tra loro e la qualità che mettono in campo. Sono un gruppo formidabile. Sono certo che porteremo a casa un risultato. Nicola è un guerriero. Ma, uscendo dagli stereotipi, lo vediamo come un uomo battagliero e volitivo di raggiungere un risultato, ma anche con idee tattiche e di gioco. Questo allenatore, per quello che ho visto, è di altissimo livello, potrebbe competere per qualsiasi piazza. Ora è qui e spero ci rimanga a lungo. È anche umanamente una grande persona. Questa mattina ha chiesto a Pestrin e ad altri ex collaboratori di restare per lavorare insieme. È un collagene per tutto l’ambiente. I giocatori non si salvano da soli, ma ci salviamo tutti insieme, compresi i magazzinieri. Domenica mi hanno fatto arrabbiare perché non hanno dato gli scarpini giusti ai brasiliani, appena arrivati in una nuova realtà sconosciuta e che scivolavano spesso. Tutti devono mettere nella condizione tutti per andare in campo e per fare il massimo. La quota salvezza in classifica non la voglio pensare. Voglio pensare invece a cosa faranno allenatore e squadra che è ancora inespressa per qualità. Ho visto un allenamento e mezzo e per me è tanto e ho visto ciò che volevo. Sono particolarmente motivato e ottimista. Non penso alla quota salvezza, ma voglio vedere bel gioco e vittorie. Speriamo di far del male già al Milan, è una partita difficilissima, ma è una partita e come tale non è persa né vinta, ma da giocare. Può essere uno spartiacque psicologico per noi per andare avanti bene. Sono esaltato dalle parole di Nicola, ha toccato alcuni miei obiettivi che sono da tanto nella mia testa. I calciatori non riescono a reclutare fino in fondo energie nervose e servono messaggi esterni potentissimi. I grandi campioni utilizzano fino alla fine le energie nervose. Non pretendo di avere grandi campioni, ma giocatori importanti si e gli chiedo di attingere fino all’ultima goccia di energia e di metterle a disposizione di tutti. Domenica ho visto una associazione di stima reciproca per permetterci di pareggiare. Tra i compiti del ds c’è quello di proteggere l’allenatore corrente, io proteggerò Nicola rispetto a quello che vedo. Colantuono ha messo tutto quello che aveva. Ha reclutato tutte le sue energie, quando l’ho chiamato per dirgli dell’esonero gli ho detto anche che era stato sfortunato. Una volta ho fatto un errore a Roma quando ritardai l’avvento di Spalletti per proteggere un allenatore che secondo me meritava la stima della società che era Rudi Garcia. Ammetto che a distanza di anni credo di aver sbagliato".

Ha presenziato alla conferenza anche il presidente Danilo Iervolino: "Siamo felicissimi di presentare un combattente. Nicola sa come prendere i giovani e tutti i calciatori e come energizzarli per raggiungere la salvezza. Mi ha colpito al primo contatto, è nata sbito chimica tra di noi, ha una carica umana e sensibilità per portare avanti questo miracolo. Stiamo facendo di tutto per raggiungere la salvezza. Il ds Sabatini ha immaginato questo identikit del mister. Sono contentissimo. Speriamo di non dover cambiare più nulla da qui a giugno. Mi sbilancio. Il tempo scorre veloce e io voglio tutto e subito. Ho il temperamente gentile e sono un guerriero. Voglio combattere e vincere, lo pretendo da tutti. Andiamo avanti scompostamente, metteremo tutto noi stessi. Questo è il marchio di fabbrica di Danilo Iervolino. Se dovessi fallire, mi assumerò le conseguenze; ma fino a quel giorno ci crederò. L’idea di cambiare guida tecnica nasce con l’idea della discontinuità. C’era bisogno di creare un nuovo gruppo. Mister Colantuono ha fatto bene, l’ho chiamato e l’ho ringraziato per l’impegno. Il cambiamento è una scintilla, una necessità di dare un segnale a tutto l’ambiente. Se una cosa non va è inutile proseguire in una direzione. Sono convintissimo della scelta. L’equilibrio, la determinazione, la strategia e la capacità di sintesi saranno una bella ricetta che era quella che volevamo". Sull' 'Arechi': "Attendiamo notizie in merito alla situazione stadio. Sembrerebbe che ci siamo per 2000 posti in più all’Arechi già per il Milan. Il Comune ha effettuato tutta la parte burocratica e mancano solo gli ultimi dettagli. Stiamo valutando vari suoli per quanto riguarda nuove strutture sportive. Siamo al lavoro con dei tecnici. Non stiamo perdendo tempo, c’è la volontà di investire per la prima squadra, le giovanili, ma anche per gli sport minori per creare un circolo virtuoso. Mi auguro che già nella prossima assemblea di Lega Serie A si possa decidere con il più ampio quorum il presidente, Un presidente che faccia gli interessi delle piccole e delle grandi, che abbia a cuore l’industria del calcio. Mi aspetto una persona autorevole, l’identikit di Carlo Bonomi fa sì che io possa dire che convergo sulla sua figura, la reputo la migliore possibile in questo momento. Allenamenti a porte aperte? Vediamo, sono possibilista. Se si fanno delle cose e si fanno male si può sempre tornare indietro. Un’idea è coinvolgere i tifosi in un’esperienza immersiva attraverso le tecnologie che non si sviluppano in un giorno, l’idea è quella di far vedere anche parte degli allenamenti da casa, permettere ai supporter di interagire con i loro beniamini".

Redazione Sport - Salernitana -

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