

Sembrava che lo slittamento dei Mondiali di Fukuoka dovesse consentire una conclusione secondo canoni originali della regular season e, invece, con un nuovo coupe de theatre il campionato di A1 maschile cambia pelle in vista della seconda parte di un'annata pesantemente condizionata dal Covid. Come già trapelato all'atto della sospensione temporanea del torneo, una volta terminati i recuperi del girone d'andata (tra sabato e domenica si giocheranno Quinto-RN Savona e RN Salerno-Ortigia), si ripartirà dal 19 febbraio con due gironi. Le prime 7 formeranno il raggruppamento Elite che mette in palio 4 posti per i play-off ed altri due per la qualificazione in Euro Cup da giocarsi attraverso un apposito spareggio; le restanti completeranno il Relegation Round per evitare la retrocessione.
Se nel primo caso non si andrà incontro ad ulteriori scossoni con la formula play-off, in attese delle nuove date, confermata (compresa la finalissima in 5 gare con le altre al meglio di 3); per quanto concerne i play-out la situazione resta in stand-by in attesa del responso che la Federnuoto dovrà fornire entro il 19 alle società che hanno formalmente richiesto il blocco delle retrocessioni. Difficile ipotizzare, dopo che lo scorso anno in piena pandemia ne fu disposta una soltanto, l'avallamento di tale domanda ma di fronte agli innumerevoli cambi di direzione già riscontrati in questo periodo nulla appare scontato. In tal caso l'edizione 2022/2023 del massimo campionato sarebbe allargata a 16 partecipanti il che comporterebbe una nuova revisione della regular season e delle normative relative a promozioni e retrocessioni.
Tornando alla suddivisione attuale, ogni formazione disputerà 6 partite nel campo inverso rispetto a quello in cui si è giocato nel girone d'andata contro quel determinato avversario. Altro aspetto da sottolineare, come avviene ad esempio nella fase ad orologio del Basket, le 14 compagini ripartiranno dai punti totalizzati al termine della prima parte di stagione. Una scelta che da un lato garantisce maggiore sicurezza sul versante sanitario e probabilmente anche più equilibrio tra le sfidanti ma dall'altra va a penalizzare l'opportunità di disputare in maniera regolare il torneo con il numero originario di partite previsto per ogni squadra all'atto della presentazione della stagione. Avranno le società preso la decisione più opportuna? Ai posteri l'ardua sentenza.
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