

Non solo le già complesse problematiche connesse alla pandemia ma anche vecchie beghe burocratiche mettono la zappa sui piedi al difficile momento vissuto dagli sport acquatici in particolare. Spinosa, tra le varie, la questione del Pala Galli di Civitavecchia, chiuso al pubblico ed agli agonisti dal 15 dicembre giorno in cui è stata staccata la luce al principale impianto del territorio, costringendo anche alcuni anziani del corso di Nuoto ad abbandonare in fretta e furia la struttura. Un'infinita querelle tra consorzi, gestioni e amministrazione comunale con il classico rimbalzo di responsabilità che non ha portato a nulla se non alla cessazione dell'erogazione dell'energia elettrica e dunque alla sospensione a tempo indeterminato delle attività. Un paradosso - evidenziano da Civitavecchia - di come la città che più ha dato alla produzione di energia, vede privata di corrente eun suo impianto sportivo, quello più importante, anche sotto il punto di vista patrimoniale.
A pagarne in particolar modo le conseguenze sono le due massime espressioni pallanuotistiche cittadine, la NC di A2 maschile e la Cosernuoto, neopromossa in A2 femminile e costretta ad arenarsi dopo un'imponente campagna acquisti nel mercato estivo. Il capitano gialloblu Venere Tortora, una vera e propria icona della Pallanuoto, si è lasciata andare ad un lungo ed accorato sfogo che riportiamo integralmente: "Argomento gettonato degli ultimi giorni è la questione Stadio del Nuoto. Un impianto che ospita migliaia di ragazzi e bambini, tra nuoto e Pallanuoto, atleti che dovrebbero allenarsi in vista dei campionati e che invece si ritrovano per l’ennesima volta a dover pagare la mala gestione di un impianto sportivo, a dover attendere che qualcosa cambi, a dover subire ripicche da parte di chi, invece, dovrebbe sostenerti e non lo fa, a dover accettare di doversi allenare in spazi ed orari improponibili, a dover leggere i tanti commenti ed articoli…”sulla gestione dello stadio, sulla solidità o no del nuovo consorzio, sul ruolo del comune, gestione e nuove società senza meriti sportivi”…tante parole e punti di domanda che fino ad ora nessuno si era mai posto. Quello che penso in tutta questa situazione, a prescindere dal movimento politico, a prescindere dalla società sportiva, a prescindere da tutto, è che alla fine non ci saranno nè vincitori nè vinti, ma avremo fallito tutti, perché sarà l’ennesimo impianto a chiudere e chi ne subirà le conseguenze saranno sempre e solo gli atleti che pagheranno per gli errori di altri, per gli errori di chi fino ad ora ha pensato solo ed esclusivamente a come guadagnare. Mai nessuno che abbia messo in primo piano lo Sport, l’Atleta, perché lo sport è un’altra cosa e quello che più mi fa male è che in tutta questa triste vicenda c’è chi gioisce".
Il messaggio si conclude poi con un invito alla resilienza, alla voglia di non arrendersi ed alla speranza: "Il passato non può essere cambiato, ma il presente sì. Nella vita ci sono sempre due scelte: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle. E da atleta spero vivamente che questo possa accadere. Da atleta, capitano della Pallanuoto femminile e soprattutto mamma che da circa trenta anni vive nelle piscine e che ha ancora voglia di giocare e soprattutto divertirsi". L'auspicio è che queste parole di Venere possano trovare presto aderenza nella realtà.
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