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Pallanuoto, la grinta di Arianna Pellegatta al servizio del Como: "Vogliamo tenerci stretta l'A1 sognata e conquistata con anni di sacrifici"

20/01/2022

Costanza, passione e determinazione nel raggiungere gli obiettivi. Tre elementi che descrivono alla perfezione il percorso che ha accumunato la scalata verso l'olimpo della Pallanuoto femminile italiana del Como Nuoto Recoaro e quello di Arianna Pellegatta, fiera rappresentante delle Rane Rosa che dalla vecchia Serie C hanno raggiunto la vetta dell'Everest chiamata A1 e che racconta ai nostri microfoni il proprio caleidoscopio di emozioni. Le ragazze di Tete Pozzi hanno chiuso tra gli applausi di avversarie e addetti ai lavori la prima parte di stagione ed ora sono in attesa di potersi rimettere in cammino a partire, se tutto andrà bene, dal 5 febbraio: "Sono stata favorevole alla sospensione del campionato vista la situazione di contagi di questi mesi; sarebbe stato folle mettere a rischio così tante squadre, la situazione dì emergenza comunque richiedeva precauzione. - esordisce - La formula classica ci ha permesso dì disputare un campionato quasi come se fosse la normalità. Per noi poi è stato un girone di andata anomalo rispetto alle nostre colleghe di A1 perchè non abbiamo nessun recupero da fare, abbiamo sempre disputato tutte per partite quindi siamo state fortunate. Speriamo di poter andare avanti così anche nella seconda parte dì campionato; la preoccupazione di avere rinvii è cresciuta ovviamente e speriamo che a inizio febbraio ci sia una situazione tale per la quale si possa rincominciare e stare un po’ «tranquilli», almeno per mettersi in pari con le partite non ancora disputate che altrimenti si trascinerebbero ancora per troppo tempo".

Per rivedere aria di partita bisognerà, dunque, aspettare ancora qualche settimana ma negli occhi di Arianna (foto Michele Poggi) brilla ancora come fosse oggi il giorno del debutto: "Il giorno del debutto è stato uno dei più belli che abbia mai vissuto, è stato la realizzazione dì un sogno, ogni partita che disputiamo in realtà lo è perché è dalla Serie C (quando ancora esisteva) che sognavo con questa squadra di poter arrivare alla massima serie e ancora oggi mi da una certa commozione pensare dì aver realizzato questo sogno dopo tanto tempo, soprattutto avendolo sfiorato tante volte".

L'attualità parla di un Como Nuoto Recoaro squadra rivelazione ma chi conosce bene le ragazze in forza al Sette di Pozzi, sa che da stupirsi c'è in fin dei conti ben poco: "L'affiatamento della squadra per me ha fatto il 90% del lavoro che ci ha portato fin qua. Siamo forse una squadra 'anomala' - considera la classe '89 - abbiamo tante età diverse tuttavia siamo molto unite, siamo molto amiche, le "grandi" si conoscono da molto tempo e con le piccole vanno molto d accordo. Io personalmente ho visto nascere e crescere un paio dì loro il che fa sorridere ma fa capire anche che le differenze di età non si sentono". Uniche vere new entry le giovani promesse del vivaio Sis Roma, Troncanetti e Iannarelli: "Le nuove arrivate si sono ben integrate con il gruppo e le cose stanno andando bene".

Le condizioni non facili cui sono costrette Romanò e compagne, vedi la chiusura della piscina di casa per cui proseguono le trattative per la copertura invernale e le conseguenti trasferte in Svizzera per gli allenamenti e a Monza per le gare interne di campionato, avvalorano il lavoro sin qui svolto: "La prima parte di stagione e andata benissimo, quasi sopra le aspettative. Abbiamo un bel gruzzolo di punti che speriamo di arricchire maggiormente, basta che continuiamo su quest'onda. Tra quelle fin qui disputate, io rigiocherei proprio la prossima partita che dobbiamo affrontare, quella con Trieste, quella dell'esordio, perchè secondo me non abbiamo giocato al nostro massimo. Non saprei dire il perchè ma sicuramente avremmo potuto fare dì meglio, e non vediamo l'ora di disputarla". E ovviamente prendersi la rivincita, dando seguito ai continui miglioramenti palesati: "Il lavoro che stiamo affrontando è di correzione di molti errori di gioco, a partire dalla difesa ma cerchiamo anche dì migliorare la parte offensiva. Il campionato? Non c'è una squadra in particolare che mi ha impressionato di più perchè tante sono quelle di altissimo livello ma se devo sceglierne una, scelgo la Roma".

La mente poi si sposta indietro di qualche mese per rivivere attimi di gioia incommensurabile: "Lo scorso anno è filato tutto liscio, siamo partite con l'idea che avremmo davvero potuto farcela, eravamo consapevoli della nostra forza e ci abbiamo messo davvero l'anima per vincere. - ricorda la mancina lariana - Quando abbiamo vinto la fase di Semifinale con Bologna lì effettivamente abbiamo detto "ci manca poco,arriviamo in fondo". Per la finale poi abbiamo cercato dì impostare il gioco in acqua esattamente come volevamo noi anche se alla fine ci siamo trovate ad affrontare le partite non come le avevamo organizzate ma è stata davvero più la grinta e la voglia dì vincere a fare praticamente tutto". E proprio alla finale Arianna associa l'immagine del suo momento più bello della carriera pallanuotistica: "Il ricordo al quale sono più legata è indubbiamente il giorno nel quale abbiamo vinto gara 3 contro l'Acquachiara e siamo salite, lo ricorderò per sempre come farò con tutte coloro i quali mi hanno affiancata in questo percorso. E' difficile scegliere una persona in particolare, senza fare nomi quella che mi ha lasciato di più il segno è stata una compagna con la quale ho fatto 2 promozioni su 3, mi sarebbe piaciuto ci fosse anche adesso. L'ho sempre ammirata sia come persona sia come giocatrice, corretta, sempre umile, un esempio per tutte, sempre pronta a esserci anche oltre lo sport; insomma il tipo di persona da emulare".

L'apice toccato dopo anni di sacrifici iniziati con un duplice impegno: "Ho iniziato con il nuoto agonistico fin da piccola che però mi ha stancato presto. Mi ricordo che vedevo in piscina gli altri ragazzi divertirsi facendo dei lavori con la palla e con quelle che chiamavo strane cuffie e allora ho voluto provare. Per un po' ho fatto nuoto e Pallanuoto in parallelo, a giorni e ad allenamenti alterni, poi la Pallanuoto ha vinto e definitivamente ho intrapreso questa strada".

Dal passato al presente con sguardo al futuro: "Personalmente voglio godermi il girone di ritorno lottando per la salvezza e per l'anno prossimo sto già valutando seriamente di appendere la calottina. Ho realizzato il mio sogno ed è giusto che adesso siano le giovani leve a darsi da fare e a vivere quello che negli anni abbiamo costruito tutte insieme io e altre decine e decine dì persone che sono passate da questa squadra e hanno contribuito a costruire tutto questo. Ci tengo a ricordare che vincere i play-off l'anno scorso è stato lo scoglio più difficile ma nel corso degli anni è stato fatto un gran lavoro da molte persone che hanno permesso di arrivare fino a dove siamo ora, non posso non dimenticare tutti quanti. Auguro a questa squadra tutto il meglio, di continuare con questo spirito, dì cercare di migliorare sempre e comunque! Spero - conclude Arianna - di vedere qualcuna delle mie compagne tra poco in Nazionale". La loro speranza è quella di continuare ad essere affiancate da lei ancora per qualche anno in acqua per scrivere nuove pagine di storia nella favola delle Rane Rosa.

Davide Maddaluno - Sport -

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