

Le maglie della burocrazia e i disagi provocati dal Covid finiscono per penalizzare chi, con grande fatica, cerca di avere cure e certificazioni sanitarie. È la vicenda che riguarda un bimbo salernitano affetto da Dsa: fino a qualche mese fa, infatti, il piccolo viveva nella Valle dell’Irno e veniva seguito da un centro privato tramite il Distretto Sanitario dell’ASL di Mercato San Severino. Le terapie seguite stavano portando a degli importanti risultati, trovando la soddisfazione della famiglia. Da quel momento, però, è iniziata un'autentica odissea per dare seguito a quelle cure che stavano avendo effetto. La famiglia del piccolo, infatti, si trasferisce a Salerno proprio mentre stavano scadendo tutte le certificazioni necessarie per dar seguito alle cure. La madre, dunque, procede con tutte le prenotazioni necessarie. Quindi prendono piega le beghe della burocrazia italiana e nostrana: non risulta il cambio di residenza e, dunque, è impossibile effettuare la prenotazione per la visita di controllo necessaria a dar seguito alla terapia. Dopo alcune lungaggini, questo problema viene risolto. Viene effettuata la prenotazione e, dopo tre mesi, anche la visita. Era il mese di settembre. Da allora, da sei mesi, nessuna risposta dall’ASL. E l'incubo continua.
FONTE: La Città
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