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Salernitana, dalla mancata disputa della partita di Udine al rischio scomparsa: altra giornata febbrile

21/12/2021

Da Roma a Udine, passando per Salerno. Alle 18.30 è in programma Udinese-Salernitana, ma i granata non sono partiti dalla Campania, bloccati dall’ASL locale per i tre positivi in squadra (un giocatore e due membri dello staff). La Salernitana sarebbe dovuta partire ieri pomeriggio con un volo di linea direzione Trieste; si era paventata anche la possibilità di partire questa mattina con un volo privato. Tutto ciò non è stato ovviamente possibile e i calciatori sono in quarantena. Dalla Lega nessuna comunicazione in merito al rinvio della partita. L’Udinese è giunto alla Dacia Arena, dove, intorno alle 17.15 è arrivato in Taxi anche il direttore di gara Camplone e il resto della squadra arbitrale. La società bianconera ha anche reso nota la formazione ufficiale (Silvestri; Becao, Nuytinck, Samir; Molina, Arslan, Walace, Makengo, Udogie; Beto, Deulofeu). Sarà insomma un remake di quanto successo il 4 ottobre 2020 a Torino per Juventus-Napoli: una squadra si presenta, l’altra no, da regolamento si sono attesi 45 minuti dalle 18.30 e poi l’arbitro dichiarerà l’impossibilità di disputare il match. A quel punto tutto finirà in mano al giudice e ai tribunali sportivi. Nel precedente di un anno fa il giudice sportivo diede la sconfitta a tavolino al Napoli e 1 punto di penalizzazione in classifica, decisione ribaltata poi in giudizio, quando venne imposta la ripetizione della gara e tolta la penalità al Napoli.

Così il dg granata Fabiani: “Abbiamo due positivi, più un terzo che ha mostrato dei sintomi. Siamo stati ovviamente segnalati all’ASL che ci ha impedito di prendere l’aereo di linea. Noi abbiamo precettato un charter per la mattina successiva, visto che andavano ripetuti i tamponi. Risultati che hanno confermato i positivi, in tarda serata l’ASL ci ha comunicato che tutti i componenti del gruppo squadra dovevano andare in quarantena. Non è dipeso da noi. Volevamo partire, ma ci è stato impedito”.

Ai microfoni di DAZN è intervenuto anche il responsabile dell’area tecnica dell’Udinese Pierpaolo Marino nel prepartita: “La Lega non ha giustamente rinviato la partita e noi siamo tenuti a presentarci. La decisione è corretta, la Lega ha il dovere di tutelare che il campionato si svolga regolarmente e non ci siano rinvii per una sola positività in squadra. Lo scorso anno siamo andati a giocare contro la Lazio con sette positivi al Covid, vincendo anche con una squadra rimaneggiata. La Lega ha fatto una cosa doverosa e vedremo cosa succederà. C’è però una pecurialità. La Salernitana avrebbe dovuto prendere un charter e non un volo di linea, come indicato dal protocollo anti-Covid della Lega. Il provvedimento dell’ASL era solo per impedire un viaggio su un aereo di linea. Ovviamente esprimiamo solidarietà alla Salernitana vista la situazione societaria. Se la Salernitana avesse preso un charter sarebbe stata regolarmente qui, noi ci eravamo anche prodigati per far eseguire loro i tamponi qui presso un nostro laboratorio di fiducia. Ci atteniamo alle disposizioni, ma siamo in un ottimo momento di forma e avremmo preferito giocare. Se la Lega non fosse intervenuta a tutelare la situazione avremmo rischiato ogni domenica che il campionato fosse interrotto. Questo non è nell’interesse di nessuno”.

LA QUERELLE SOCIETARIA

È terminato il Consiglio Federale che non concede proroghe alla Salernitana. Lo ha annunciato Giancarlo Abete all’uscita dalla sede di via Allegri: “C’è stata una presa d’atto della situazione, c’è in corso un iter che entra nella fase decisiva. In questo momento non c’è possibilità di intervenire. Devono esserci delle offerta da valutare da parte del trust. Fino al 31 dicembre l’iter in corso non può essere modificato, non può esserci nessuna delibera innovativa ora”. “Non abbiamo assunto decisioni, abbiamo preso atto della situazione. Speriamo che in questi 10 giorni la situazione si risolva” ha ribadito Calcagno. Parole a cui fanno eco quelle di Ghirelli: “Si aspetta il 31 dicembre, sperando che termini la sofferenza dei tifosi. Se non c’è una proposta, si rispettino le regole. Ne parlerà il presidente Gravina, spero che questa vicenda non si ripeta per altri”.

Così il presidente federale in conferenza stampa: “Non abbiamo assunto nessuna delibera, non ce n’era bisogno, mi sono limitato a leggere quanto contenuto nell’atto notarile. Qualora l’alienazione delle partecipazioni non fosse realizzata secondo termini e modalità presenti in questo atto, ci sarà l’esclusione immediata dalla Serie A e i disponenti accettano tale circostanza. Tutto contenuto qui, ieri sera ho ricevuto la richiesta di uno dei disponenti di proroga che però non è contemplata. Noi pertanto ci auguriamo che in questi 10 giorni arrivi un acquirente, altrimenti l’atto notarile è chiaro. Potrebbero esserci altre realtà in futuro, ci siamo preoccupati dei criteri che vadano in capo a valutazioni diverse per ripescaggi, valutiamo la possibilità di offrire anche la partenza da campionati professionistici di base. La Lega A ha espresso la posizione in una nota, non era l’unanimità, una società era d’accordo nel rinvio a condizione di penalizzare la Salernitana, non prevista. Non c’è stata votazione, se non presa di coscienza dell’atto notarile chiaro in un accordo tra trustee e disponenti. Il campionato a 19 squadre? È un problema che mi pongo, ma non è l’impostazione che posso seguire, non è questo il problema, ma è un sistema che deve essere credibile in termini di opportunità offerte alle competizioni. Le decisioni degli atti notarili sono rispettate, abbiamo dato 6 mesi di tempo, credo siano stati sufficienti. Attorno a questo caso che è un unicum, abbiamo assunto decisioni ferree, ci sono i ricorsi di soggetti interessati. Il mondo del calcio vive alla ricerca di interessi diretti e personali che vanno a discapito delle valutazioni di sistema. Ho sentito cifre che credo non spetta a me giudicare, se una società sana ha zero offerte un problema c’è. La tifoseria? Il rispetto verso città e tifoseria è stato dimostrato dal primo istante. A maggio abbiamo cominciato a sollevare il problema, ci è stata chiesta una settimana e io ne ho date tre, alla scadenza, applicando quella norma che tutti conoscevano, il proprietario era stato il primo ad auspicare quell’intervento, mi sembra strano che qualcuno oggi dica qualcosa. Un imprenditore sa bene che rischia di vincere il campionato, quindi ha avuto la possibilità di attivare tutti i meccanismi. C’è stato rispetto totale nell’accettare uno strumento consentito, ci è stato detto che era temporaneo e lo sottolineo, è stato accolto e ho ricevuto ringraziamenti per aver dato questa disponibilità. Ha ragione la città di Salerno che merita rispetto, il che significa anche essere responsabili e consapevoli che in un sistema stai mandando una società in liquidazione, ti devi porre il problema prima. Io sono il titolare dei valori della città che ho cercato di difendere fino in fondo. Sono convinto che in dieci giorni la Salernitana si venderà. Non è possibile oggi ancora continuare a discutere di una realtà di questo tipo che ha zero offerte, quando ci sono dieci dichiarazioni di interesse che si polverizzano. Qualcosa certamente non va ma non spetta a me giudicare, posso solo dare grande speranza. Ho visto e sentito striscioni e cori, non sto adottando decisioni o promesse, mantengo una linea di coerenza. Al 31 dicembre non ci sono sconti, l’ho detto ripetutamente in questa sala, se innesco meccanismi alternativi mando la Figc al massacro. Farò una brutta figura, attribuitemi responsabilità, ma non mando la Federazione al massacro perché altri hanno avuto l’opportunità o inopportunità di affrontare la questione in maniera diversa. Quando ci sono deroghe non è facile, ho fatto un atto di grande coraggio nel togliere la norma definitivamente: abbiamo già dei ricorsi. Due realtà mi hanno citato. L’articolo 16 bis dice che la società che genera incompatibilità nella multiproprietà è l’ultima società acquistata. Io ho preso atto dell’atto notarile, ognuno poi valuta i ricorsi che vuole. Spero che quella contro l’Inter non sia stata l’ultima partita in A della Salernitana, ma non sono contemplate proroghe. Se arriva una comunicazione dei trustee in merito ad un’offerta bene, altrimenti i granata sono fuori. Il campionato non è falsato. La decisione è sconcertante, ma il problema andava affrontato prima. Ci siamo trovati di fronte ad una deroga, concessa diversi anni fa, ma la deroga prevedeva, su richiesta dello stesso proprietario, che la Salernitana non doveva essere iscritta in A. Non farla iscrivere neanche mi sembrava un atto di cattiveria inaudita. Abbiamo dato più tempo perché il trust ci sembrava uno strumento valido. C’erano le condizioni per risolvere il problema e ci sono ancora, ma la risoluzione non dipende da noi, ma dai disponenti. Il presidente De Luca è stato l’unico con cui abbiamo dialogato in maniera collaborativa. Questione Udine? C’è stata una decisione in sede di collegio di garanzia che ha dato in maniera chiara grande rilievo alle decisioni delle ASL. Abbiamo chiesto un’attività di coordinamento nazionale, purtroppo non abbiamo avuto risposta, i nostri protocolli sono ben noti a tutti, quando interviene l’autorità locale è complicato pensare di attivare meccanismi che vadano a confutare decisioni del genere. I no vax da noi non occupano grandissimi spazi. Il protocollo è noto e ha sempre funzionato. Possiamo però far poco di fronte all’ASL”.

FONTE: SalernitanaNews

Redazione Sport - Salernitana -

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