

Lo chef cilentano Franco Marino, grazie alla sua grande esperienza acquisita negli anni, lavorando e collaborando con ristoranti top di settore in Italia e all’estero, alle sue numerose partecipazioni al programma di Rai1 “La Prova del Cuoco”, che lo hanno consacrato al grande pubblico, ha acquisito la capacità di passare, con disinvoltura ed estrema naturalezza, attraverso vari modi di vivere l’arte culinaria.
Un modo che di sicuro lascerà un segno, un tratto “nero su bianco”, è nel suo ultimo libro “Pinù. La mia cucina”, Printart Edizioni. Un’opera che non vuol essere una semplice raccolta di ricette, ma una vera e propria rievocazione di emozioni legate sia alla memoria del cibo e sia al vissuto dello stesso autore. Lo chef, infatti, ha dedicato l’intera opera a suo padre, Giuseppe, per il paese di Paestum “Pinù”, al quale deve tanto per averlo spronato nell’inseguire quello che era il suo sogno sin da bambino. Risale, infatti, all’infanzia l’inizio della sua avventura culinaria, quando aiutava la nonna Antonietta ai fornelli e muoveva, così, i “primi mestoli”. Franco ne ha poi mossi di mestoli e di passi e questo libro, attraverso le 33 ricette raccolte, racchiude un percorso professionale lungo più di venti anni in giro per il mondo: da Parigi a Londra, New York, Australia, Budapest. In tali viaggi lo chef non ha raccolto solo le esperienze culinarie, ma anche quelle umane, ha affinato le sue tecniche che, unite all’accurata scelta delle materie prime, mirano ad un prodotto finale che sia frutto della continua ricerca del piacere alla vista, oltre che al palato.
Lo chef ricorre spesso ad abbinamenti per contrasti e richiama sia il cibo del passato che quello del futuro, sia piatti che omaggiano la cucina semplice e contadina, che gourmet. Attua accostamenti particolari che generano poi forme che, come scrive Corrado Marino nella prefazione, talvolta sono di una eroticità che sarebbe sicuramente piaciuta al pittore Egon Schiele.
Non a caso, con le foto dei piatti del volume, scattate dalla fotografa Tamara Mestriner, si potrebbe realizzare quasi una mostra, perché trasudano d’arte. Quell’arte di chi ama profondamente la cucina e che, insieme ai mestoli, sembra usare anche i pennelli, dando vita a vere e proprie opere pittoriche, talmente belle che è quasi un peccato mangiarle. Ma quando il peccato in questione è “di gola”, si cede volentieri e l’esplosione che investe le papille gustative ricompensa, senza ombra di dubbio, la deturpazione del piatto.
Ciò perché lo chef Marino quando è all’opera ci mette “Cuore, mani e mente”, che è, non a caso, il titolo della sua precedente pubblicazione. Si tratta di una raccolta di ricette tradizionali, gourmet e vegane, che richiama la filosofia che lo chef mette ogni giorno nel suo lavoro: «La cucina nasce dal tuo cuore, cresce nella tua mente, si crea con le tue mani».
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