

Volendo parafrasare una delle più celeberrime canzoni di Raffaella Carrà, quanto è bello giocare a Pallanuoto da Trieste in giù! Note che declinano il passato ed il presente di Priscilla Vidonis, classe '97 che dalla città di nascita è sbarcata a Pescara dove ha unito l'amore per il suo sport del cuore a quello per l'uomo della sua vita (il collega Davide Giordano), pronto a regalarle il secondo dono più bello. La mancina, infatti, è in dolce attesa ragion per cui tiferà a distanze le compagne con cui lo scorso luglio ha sfiorato la promozione in A2 con il Sette pescarese ed ora transitate nel nuovo progetto sportivo targato Pretuziana, la società che ha preso in gestione il complesso natatorio de Le Naiadi. "La mia passione per la Pallanuoto nasce quasi per sbaglio quando un giorno mentre nuotavo mi chiedono di fare una prova di Pallanuoto, ignara proprio di come si giocasse e mai avrei immaginato di continuare tutti questi anni - racconta ai nostri microfoni partendo dagli albori - La mia vita qui a Pescara è iniziata per crescere a livello di persona e per maturare, cosa che prima avevo trascurato, anche facendo i miei sbagli, soprattutto quelli".
Le è bastato poco per lasciare il segno come fatto anche tra Friuli e Veneto: "I ricordi alla quale sono maggiormente legata sono sicuramente il Bronzo vinto a Cosenza con il Padova, emozioni che non dimenticherò mai, e la promozione in A1 con il Pescara (la cui finale con la RN Florentia fu decisa proprio da un suo goal in extraplayer allo scadere dopo la doppietta di Luna Di Claudio e le reti singole di Noemi Invernizi e Gaia Apilongo). Non c’è stata una compagna o avversaria che mi ha lasciato il segno, ho imparato da tutte qualcosa sia sportivamente che amichevolmente, magari chi più chi meno, sono cresciuta anche grazie a loro", aggiunge Priscilla.
La palla poi passa all'attualità degli ultimi mesi: "La pausa forzata è stata difficile perché il momento della chiusura coincideva con l’inizio del campionato e fisicamente e mentalmente eravamo pronte per affrontare qualsiasi battaglia. Relativamente alla scorsa stagione - continua la calottina numero 3 - sono d’accordo con la formula dei concentramenti adottata anche se poteva risultare faticoso e/o controproducente per qualsiasi squadra però piuttosto di rimanere a casa ci si adatta un po' a tutto. Dall’inizio fino alla fine io ero consapevole che potevamo superare qualsiasi ostacolo perché il nostro obiettivo non si è mai spento e lo abbiamo dimostrato partita dopo partita uscendo a testa alta anche ai play-off che purtroppo non sono andati come dovevano e come volevamo".
Al di là del risultato sportivo, l'apporto di un'atleta come la Vidonis lascia in dote un'eredità importante alle ragazze cresciute sotto la sua ala protettiva: "Alle giovani credo di aver lasciato la consapevolezza di non mollare mai e di non arrendersi ad un tiro sbagliato o ad un rimprovero da parte del mister, gli errori si fanno per essere corretti poi. In più, credo, non so se poi sbaglio, di non aver mai dubitato che fossimo inferiori alle altre, di crederci fino alla fine perché noi sapevamo chi eravamo e dove potevamo arrivare. Alle ragazze rimaste quest’anno con la nuova società direi di divertirsi comunque vada, è pur sempre un punto nuovo di partenza e di esperienza soprattutto".
Atleta, mamma e moglie. La vita di Priscilla è sempre stato un incastro di impegni: "Per consigliare come conciliare attività sportiva con studio e/o lavoro sono un po’ la persona sbagliata perché ne ho combinate di ogni - sorride divertita - però vedendo le mie compagne nel corso degli anni sicuramente ci vuole tanta forza di volontà e passione".
La Pallanuoto per il momento va, dunque, in soffitta ma resterà sempre parte integrante della sua vita e chissà che non possa tornarlo ad esserlo anche attivamente: "I miei sogni e prospettive di vita diciamo che per il momento li ho realizzati un po' tutti. - conclude - Un matrimonio che sognavo e una persona al mio fianco a cui non posso veramente dire nulla e a cui devo tanto. Per non parlare della mia bambina che è la metà del mio cuore e un’altra gioia che arriverà ad aprile. Ad oggi dico che non mi sento di tornare a giocare dopo il parto, tra qualche anno, forse forse, potrei ritornare. Chi lo sa...". Goal belli ne ha realizzati già parecchi, in vasca come nella vita, ma una cosa è certa: le emozioni targate Priscilla Vidonis continuano.
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