

L'acqua che scorre nelle vene come sangue. E' un binomio indissolubile quello tra il principale elemento vitale e Vanessa Perna che si appresta a vivere una nuova avventura di vita e Pallanuoto. Sarà, infatti, tra le protagonista del nuovo ciclo dell'ambiziosa Bentegodi WP, società veronese che ha allestito uno staff ed una squadra di spessore per provare a conquistare quell'A2 che manca da 8 anni. A guidare le scaligere un duo d'eccezione composto da Marco Alì e dall'ex centroboa dalla VetroCar Css Verona, Krys Alogbo. Una sorta di staffetta familiare a Verona per la famiglia Perna che dopo il trasferimento di Veronica a Bologna, ha portato in dote la sorella Vanessa nella città di Giulietta e Romeo: "Un giorno Krys venne a casa mia e chiacchierando usci il discorso della Pallanuoto - racconta Vanessa ai nostri microfoni - Aveva ed ha tuttora un bellissimo progetto che piano piano si sta realizzando: far crescere questa disciplina a Verona e dargli più spazio, ci sta mettendo tutta se stessa con tantissimi e bellissimi progetti e sono molto contenta di questo, so che potrà aiutarmi a migliorare, ma soprattutto credo di aver trovato un allenatore che creda in me, qualcuno che cercavo da tanto tempo. La mia non è stata una decisione affrettata o un cambiamento radicale. Grazie a mia sorella, conosco molte persone a Verona, come la stessa Krys o Giorgia Prandini che mi fanno sentire come a casa. Poi a Pescara la situazione era un po' incerta, non si sapeva se la squadra si sarebbe riformata o meno e quindi ho deciso di cambiare prospettiva".
Nella sua città, Vanessa ha visto le radici crescere e dare l'anima. Anche lo scorso anno, condizionato fortemente dal Covid e da una precarietà legate alle infrastrutture sportive: "Il Covid e' stata un po' una sorpresa. A Marzo sarebbe dovuto iniziare il nostro campionato di Serie B, ma ci sono state rimandate 2 partite e poi alla fine la quarantena, è stato molto brutto e scoraggiante non poter piu vederci, allenarci e soprattutto giocare, dopo che per mesi ci siamo preparate per affrontare il campionato, ma l'importante è stato sapere che stavamo tutte bene. - spiega andando a ritroso nel tempo - L'ultima stagione non è stata molto facile. A causa del Covid ci siamo dovute trasferire in un'altra piscina dove non avevamo piu i nostri spazi e ci siamo dovute arrangiare, ma abbiamo fatto il meglio possibile. Abbiamo sempre creduto di potere arrivare ai play-off, nonostante tutte le difficoltà. Il nostro unico timore era quello di affrontare 2 partite in un giorno, ma grazie al lavoro di Giuseppe Cannata e alla forza di volontà di tutte quante le abbiamo affrontate al meglio arrivando prime in campionato, poi purtroppo per una serie di episodi sfavorevoli il concentramento finale di play-off non è andato come sperato".
Sfogliando l'album dei ricordi, Vanessa ricomincia dall'inizio: "Ho sempre "vissuto" in acqua, sin da quando ero piccolissima. L'acqua è sempre stata la mia passione. Mio padre era nuotatore, mia madre è vissuta in una casa al mare. Ho frequentato 2 anni di scuola nuoto per perfezionarmi, ma sentivo che mi mancava qualcosa. Proprio in quel periodo alle Piscine Le Naiadi stavano iniziando i provini di Pallanuoto ed è stato amore a prima vista. Ormai sono 12 anni che la pratico e non ho intenzione di smettere".
Inevitabile che questo amore sia stata contagioso anche per la più piccola di famiglia: "La Pallanuoto è una passione che condivido con mia sorella Veronica, lei è arrivata più in alto di me e posso essere solo orgogliosa di questa cosa, vedo quanto impegno ci mette e l'ammiro tantissimo. - sottolinea il centroboa classe '98 - Ci siamo sempre supportate e sopportate soprattutto a vicenda. Durante i momenti di difficoltà ognuno era il sostegno dell’altra, è stata lei a convincermi a venire a Verona e la ringrazio ancora per questo". Ma sono tanti i legami cementati con il tempo grazie all'acqua clorata: "Non ho una sola compagna di squadra che mi ha lasciato il segno, oltre a mia sorella, non posso non citare Francesca Colletta, la mia "seconda sorella" e poi Federica e Beatrice Travaglini. Le due sorelle sono le compagne di squadra e amiche a cui sono piu legata. Ad ogni allenamento, ad ogni partita, ci siamo sempre incitate a dare il meglio di noi, abbiamo condiviso tutto, sia gioie che dolori, sia vittorie che perdite. E' stata dura decidere di non giocare più con loro, ma hanno supportato la mia decisione di andare via e comunque tiferò sempre per loro due".
Ritornando al presente e al futuro: "Spero di riuscire a dare una mano in questo progetto qui a Verona - conclude Vanessa - ma voglio anche migliorarmi per riuscire a conquistare i play-off e un giorno magari giocare nelle serie più alte". Con la dedizione e la passione che ci mette, gli ingredienti per riuscirci ci sono tutti, tempo al tempo.
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