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Pallanuoto, l'NC Milano ritrova la massima serie. Gaia Di Lernia: "Vogliamo dimostrare chi siamo e dare valore ai nostri sacrifici"

21/10/2021

Un cerchio che si chiude ed un altro che se ne apre. L'avventura in A1 dell'NC Milano ripartirà sabato pomeriggio da Catania, da qella piscina "Scuderi" che lo scorso giugno sancì il ritorno in massima serie delle meneghine di Leonardo Binchi. Stavolta l'avversario non sarà ovviamente la Brizz ma in prima persona le Campionesse d'Italia in carica de L'Ekipe Orizzonte, seppur con un organico profondamente rinnovato. Di quanto accaduto nella passata stagione e dell'attesa di quello che accadrà in questo ne parla il centrovasca Gaia Di Lernia ai nostri microfoni. L'excursus parte da lontano, da quel maledetto Covid che ha causato poi la scelta del club di patron Vucenovich di optare per l'autoretrocessione: "A causa del virus siamo state costrette per un primo periodo ad allenarci ognuna a casa propria. - racconta Gaia - A livello mentale e fisico è stato deleterio perché eravamo abituate ad allenarci tutti i giorni senza stop e da un giorno all’altro non siamo più potute entrare in vasca. Dal tutto al niente in pochi giorni. Dopo mesi senza uscire siamo ripartite e ci siamo subito dovute adattare alla situazione, ma finalmente potevamo tornare a svolgere la nostra passione. Senza doccia e spogliatoi dopo allenamento, con tamponi prima di ogni partita è comunque andato a nostro vantaggio poiché dopo mesi e mesi potevamo fare un campionato, anche se con molti meno scontri. Ad oggi l’obbligo di vaccino per poter giocare non è mio compito dire se sia giusto o meno, io mi sono vaccinata e non come unico e principale scopo di continuare a giocare. Pensandoci bene però questo ci ha dato la possibilità di tornare a una pseudo normalità, rendendo il tutto più piacevole dopo tutti i sacrifici fatti".

Con capitan Apilongo, De Vincentiis e le due Repetto, la Di Lernia (foto Enrico Casiraghi) è stata l'altra superstite della squadra che dopo l'interruzione forzata del campionato di A1 si è presentato con una nuova veste in A2 ed insieme saranno di nuovo ai nastri di partenza già dalla trasferta alle pendici dell'Etna: "Lo scorso anno ci siamo allenate con l'obiettivo di raggiungere la massima serie e, partita dopo partita, abbiamo cercato di mantenere sempre alta la concentrazione in acqua, per arrivare preparate agli scontri decisivi dei play-off. Indubbiamente l'esperienza delle giocatrici più esperte è stata determinante per aiutare le più giovani ad affrontare, per la prima volta, i play-off. Il ko subito con Rapallo, nonostante abbia lasciato il sapore amaro della sconfitta, è stato un importante stimolo che ci ha permesso di analizzare più attentamente gli errori commessi e giocare le partite successive con maggiore determinazione. Il lavoro del nostro allenatore Leonardo Binchi è stato sicuramente fondamentale - aggiunge - in quanto è riuscito perfettamente a far integrare i nuovi innesti. Tuttavia il ruolo più importante è stato svolto da noi ragazze già ben inserite che siamo riuscite ad accoglierle con grande serenità. Le nuove arrivate avendo sin da subito trovato posto in squadra, non hanno solo che arricchito il potenziale della stessa".

Il primo antipasto con il ritorno tra le grandi si è già consumato con il concentramento di Coppa Italia ad Ostia che ha visto le meneghine sfiorare anche la qualificazione alle Final Six, sfumata solo per differenza reti: "La Coppa Italia ci ha dato modo di rompere, come si sul dire, il ghiaccio ma ha dimostrato che c’è tanto lavoro da fare ancora, ma anche che possiamo metterci in gioco e non far altro che continuare a migliorarci. A questo però mi sento di precisare che i risultati non possono essere presi così come sono in quanto tutte eravamo a inizio preparazione e solo durante il campionato si potrà vedere chi ha lavorato di più e chi meno. D’altronde dalla scorsa stagione e dall’inizio di questa ci portiamo a casa una squadra unita, che grazie all’aiuto delle compagne più esperte potrà solo che migliorare. Essere delle neopromosse ci da la possibilità di dimostrare chi siamo e quanti sforzi abbiamo affrontato per riuscire ad essere qui in Serie A1. Anche se tra A2 e A1 c’è un netto divario e pur avendo una squadra con ragazze nuove nell’ambiente, ci stiamo allenando per dare il massimo e per poter affrontare le “big” nel migliore dei modi".

La promozione non cambierà i piani di routine quotidiana, ergo i sacrifici cui si sottopone costantemente Gaia: "Da quando pratico questo sport ho sempre dovuto fare i conti con il tempo. Adesso frequento il corso di ingegneria edile all'Università di Pavia e come ho sempre dovuto fare cerco di organizzarmi al meglio, studiando in ogni momento libero che trovo all’interno della giornata. Se devo essere sincera, ci sono stati momenti molto difficili, soprattutto al liceo. Alcuni professori criticavano l'impegno sportivo. Tuttavia non è facile nemmeno quando si parla di relazioni solide tra amici, i ragazzi della mia età difficilmente riescono a capire la motivazione dei miei sacrifici solo per uno sport. In generale però dopo alti e bassi sono riuscita a trovare il mio equilibrio e a riuscire a fare entrambe le cose senza sacrificare nè una cosa nè l’altra".

Sacrifici che camminano di pari passo alla passione: "La mia passione per questo sport è iniziata a 7 anni, quando avendo ormai finito i corsi di nuoto mi dissero che avrei potuto scegliere tra nuoto agonistico, Pallanuoto e nuoto sincronizzato. La mia scelta fu subito la Pallanuoto forse, e sopratutto, perché la mia istruttrice era anch’essa una pallanuotista e mi spinse a fare un prova. Sin dal primo giorno me ne sono innamorata, difatti per una bambina di quell’età non c’era niente di più bello di uno sport in acqua e in cui si usava la palla. Da quel momento non sono più riuscita a farne a meno. In questi anni ci sono stati momenti straordinari e indimenticabili e non vorrei cancellare nessuno di questi - ricorda Gaia sfogliando l'album dei ricordi. - Rifarei ogni cosa, brutta o bella che sia stata, poichè da sportiva ho imparato che non bisogna mai guardarsi indietro e pentirsi di quello ormai fatto. Non potrò mai dimenticare tutti i tornei regionali, semifinali, finali e la promozione in Serie A1". Un percorso intenso che riserverà sicuramente altre emozioni ma intanto ha già lasciato in dote amicizie speciali: "Tutte le compagne di squadra che ho avuto fanno parte della mia esperienza e ognuna, chi più chi meno, mi ha dato qualcosa di prezioso. Ma se devo scegliere una persona in particolare sarebbe la mia amica e compagna di squadra Francesca Murer, la quale ha avuto un ruolo fondamentale. Anche se lei da quest’anno ho deciso di chiudere con la Pallanuoto e le nostre strade si sono divise avremo sempre un legame e continueremo ad essere amiche. Dopo anni, con Francesca in acqua bastava uno sguardo e riuscivamo a capire quello che l’altra voleva fare o dire. Era quella compagna che ti aiutava e supportava, anche quando ne te ne lei avevate voglia di entrare in quell’acqua gelida".

La palla passa nuovamente al presente: "Personalmente il mio obiettivo quest’anno è quello di riuscire a poter dare il mio contributo come giocatrice e come compagna. Come squadra non ci siamo prefissate un traguardo ma piuttosto non vediamo l’ora di poter dimostrare quanto ci stiamo allenando e quanto valiamo. Ogni sconfitta - conclude - ci darà modo di poter affrontare l’avversario seguente e di poterci migliorare, rendendoci solo più forti". L'NC Milano è pronta a combattere con il coltello tra i denti, parola di Gaia Di Lernia.

Davide Maddaluno - Sport -

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