

Un altro pezzo di storia della Brizz spicca il volo verso Nord. Lo fa lasciando un pezzo di cuore e la consapevolezza di aver scritto pagine di antologia sportiva da raccontare ai posteri ma soprattutto con una forza in più per affrontare le sue nuove avventure pallanuotistiche e professionali. Da pochi giorni, infatti, Esmeralda Marino è una nuova giocatrice dell'Aquatica Torino dopo aver condotto da capitano le brizzine ad un passo dalla storica promozione in A1: "Ho deciso a malincuore di lasciare la Brizz per dedicarmi di più alla mia vita privata e al lavoro quando ancora ero qui a Catania. - racconta ai nostri microfoni - Ho avuto la fortuna di trovare lavoro e una squadra di Pallanuoto, l'Aquatica, presieduta da Stefano de March e allenata da Rosario Ferrigno che mi hanno accolta e fatta sentire a casa sin da subito. So per certo che sarà difficile abituarsi a questa nuova realtà lontana dalla mia famiglia, dai miei amici, da Carlo Zilleri e dalla Brizz. So che una parte del mio cuore rimarrà per sempre legata a questa terra ma penso che bisogna anche trovare il coraggio di fare le scelte che ti rendono felice anche quando hai paura di sbagliare ed io adesso lo sono".
Ma prima di pensare al futuro, è d'obbligo fare un passo indietro e ripercorrere le tappe salienti di un percorso intriso di momenti da ricordare e che lascia un'importante eredità a chi lo proseguirà. Partendo da 12 mesi fa: "Quando abbiamo ripreso gli allenamenti sapevo che “qualcosa” a livello organizzativo sarebbe cambiato. Sicuramente giocare ad intervalli di una settimana può penalizzare le squadre, ridurre o eliminare totalmente le amichevoli e quindi abolire la possibilità di confrontarsi con altre squadre durante la settimana, credo abbia influito negativamente in ogni società. Ma ci aspettavamo un campionato impegnativo sia psicologicamente che fisicamente e così è stato ma senza dubbio tutto il team ha risposto bene a tutte le aspettative. - sottolinea Esmeralda a proposito delle difficoltà imposte dal Covid - Io e la mia squadra ci siamo adattate sin da subito ai nuovi protocolli Covid-19: abbiamo fatto il tampone ogni settimana, limitato le nostre uscite e appena possibile abbiamo fatto tutte il vaccino. Io personalmente sono favorevole al vaccino per una tutela mia, delle mie compagne e delle avversarie, anche se capisco bene che non si tratta di una immunità bensì di una condizione che limita i rischi di contagio".
Una squadra capace di cementarsi e creare un mix esplosivo tra la vecchia guardia e le talentuose new entry, cresciuta ad immagine e somiglianza di mister Zilleri: "Ho sempre pensato che Carlo Zilleri sia un allenatore molto preparato tecnicamente ma soprattutto ha sempre avuto la capacità di riuscire a leggere dentro ognuno di noi e trovare la chiave vincente per creare armonia all’interno della squadra. Ad inizio anno pensavo che la scelta di inserire 5 giocatrici nuove fosse un po' azzardata, a fine anno posso dire che è stata la scelta migliore che potesse fare. Io dicevo sempre alle ragazze che “un pugno fa più male di cinque dita” e secondo me la vera forza di una squadra la fa il gruppo. Nel mio piccolo ho cercato sempre di essere un punto di riferimento sia per le ragazze che mi conoscono da anni che per le nuove arrivate. Spero di esserci riuscita e di aver lasciato il segno in ognuna di loro. In questo arduo compito sono stata sempre aiutata dal vice capitano Emma Consoli che mi ha spalleggiato in ogni scelta e dalle più esperte, nonostante la giovane età, di casa “Brizz” come Anita, Francesca, Daniela, Carla ed Alessia Arcidiacono. Le orizzontine hanno risposto positivamente e abbiamo costruito insieme una squadra competitiva".
I risultati sono arrivati sin da subito e mattoncino dopo mattoncino il computo finale ha assunto le sembianze dei play-off: "La verità è che noi quest’anno non avevamo pronosticato nulla. Il 23 gennaio, nella classica riunione pre partita, il giorno prima dell’inizio del campionato, si respirava tanta, tantissima tensione ma sedute una accanto all’altra ci siamo guardate a lungo in faccia e ci siamo promesse solo due cose: NIENTE RIMPIANTI e LASCIARE IL SEGNO. Nessun rimpianto dopo ogni allenamento. Nessun rimpianto dopo una partita, qualsiasi fosse stato il risultato. E dovevamo lasciare il segno sempre. Nulla è stato lasciato al caso, abbiamo studiato le nostre avversarie, preparato le partite della domenica facendo tantissimi sacrifici per riuscire a nuotare più forte, concretizzare di più con i tiri, abituarci a fare la cosa giusta anche quando hai poco tempo per pensare. - prosegue la calottina numero 13 - Ci siamo alzate e abbiamo inciso su una tela le nostre mani, dalla prima all’ultima. Chiunque entri alla Brizz di Acireale vedrà questa tela che è il nostro passo1, il nostro primo mattoncino. È diventato un po' il mio totem quella tela! Prima di affrontare il Milano avevamo paura di non essere all’altezza ma nello sport si sa, c’è chi vince e c’è chi perde e la paura ti rende uguale agli altri. Loro erano preparate al livello dell’A1, ai ritmi veloci, erano molto organizzate. Ma la Brizz posso affermare con sicurezza che non è mai partita sconfitta. Abbiamo fatto innamorare tante persone di questo sport, ad Acireale hanno trasmesso la finale al cinema, tanti bambini sono andati a vederla ed io non posso che essere orgogliosa di questo traguardo".
La macchina del tempo si sposta ancora di qualche anno indietro: "Sicuramente il ricordo più bello della mia carriera pallanuotistica rimane la promozione in Serie A2. Quell’anno “qualcuno” ci aveva detto che saremmo arrivate quarte, non abbiamo mai perso una partita. Volevamo vincere e abbiamo vinto. È stata la stagione perfetta. Abbiamo incassato tantissime sconfitte e tantissime delusioni prima di arrivare ad Avezzano, non potevamo sbagliare più. Noi volevamo l’A2 e ce la siamo andate a prendere. Mi ricordo che ogni partita ci ripetavamo che dovevamo spuntarla noi, guardavamo i tabelloni e appena la squadra avversaria si avvicinava al nostro punteggio, qualcuno di noi cercava il gol pur di allontanare ogni pericolo. Quell’anno per la prima volta la Brizz è andata in A2, quando ho letto sul giornale l’articolo che parlava di noi ho iniziato a piangere. Per me era la prima vera vittoria della mia vita, magari per altri era una semplice promozione, per me significava che tutti i sacrifici erano stati ripagati. Quella vittoria profuma ancora di umiltà, sacrifici, sorrisi. All’epoca c’era anche il nostro Presidente Massimiliano Zilleri che era orgoglioso di noi e di quello che avevamo fatto. Purtroppo adesso non c’è più ma sono sicura che fa il tifo per noi e che se fosse qui mi direbbe che devo tirare di più e passare meno il pallone!", aggiunge con commozione capitan Marino.
Un amore, quello tra Esmeralda e la Pallanuoto, costruito in simbiosi con la sorella Elisa: "La mia passione per la Pallanuoto nasce quando avevo 14anni grazie a mia sorella Elisa che durante un periodo brutto della nostra vita ha deciso di investire le energie in questo sport per allontanarci dai pensieri negativi. Siamo arrivate alla Brizz, la piscina della nostra città (Acireale) e qui abbiamo trovato quello di cui avevamo bisogno, un ambiente familiare, unito che ci ha accolte dal primo minuto e ci ha fatto sentire a casa. Le compagne di squadra che mi hanno lasciato di più sono attualmente le mie migliori amiche. Sicuramente Elisa, la mia gemella! Poi Carla e Lolly ma anche Angela Scuderi che ha contribuito più di tutti alla mia formazione sportiva. Nella zona occidentale della Sicilia, precisamente a Palermo vivono invece alcune mie avversarie a cui voglio bene e con cui spesso mi confronto. Credo di essere debitrice al mondo della Pallanuoto per tutte le persone che mi ha fatto incontrare perché nel bene e nel male mi hanno insegnato qualcosa. Allenatori, giocatrici, avversarie, presidenti, arbitri, giornalisti, fotografi: la Pallanuoto è formata da così tante belle persone che spesso mi chiedo come mai ancora oggi venga data così poca importanza ad uno sport così tanto bello e pulito".
Un impegno che non le ha impedito di portare avanti la sua routine quotidiana: "Da sempre lo studio e il lavoro sono stati accompagnati dalla mia passione per la Pallanuoto. Da sei anni a questa parte ho avuto pure il piacere di far coincidere lavoro e Pallanuoto allenando le squadre giovanili insieme a Claudio Giuffrida e Carlo Zilleri. Io penso che alla base di tutto ci sia la volontà, se hai la volontà riesci a fare ogni cosa. Basta organizzarsi".
Allenare è nei piani futuri, il presente si chiama Aquatica: "Io spero di fare bene a Torino sia per quanto riguarda il lavoro che per quanto riguarda la Pallanuoto. Il mio sogno sarebbe quello di allenare una squadra femminile e scontrarmi contro la squadra che ha cresciuto me. Ma chissà forse per questo devo ancora aspettare! Magari beccherò la Brizz ai play-off per l’A1 quest’anno! Intanto - conclude - colgo l’occasione per augurare il meglio alle mie ex compagne di squadra, a Carlo Zilleri e alla Brizz in generale perché nella nostra città sta nascendo una realtà bellissima. Grazie per avermi concesso un posto d’onore". L'onore è tutto della Brizz e delle sue compagne che hanno avuto in lei una guida esemplare e lo sarà anche per la nuova famiglia piemontese che troveranno sicuramente un imprescindibile punto di riferimento.
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