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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

04/10/2021

SOCIAL DOWN

Le elezioni amministrative del 2021 saranno ricordate come quelle meno social di sempre. Sicuramente quelle meno chiacchierate sul web dopo la chiusura delle urne. Colpa del black-out dei server di Facebook, Instagram e Whatsapp, i colossi social del gruppo che fa capo a Mark Zuckerberg. Tutti, dunque, su Telegram, certamente meno noto e diffuso, ma non è stato lo stesso. Così scoprire in tempo reale l'andamento del candidato X rispetto a quello Y è stata un'impresa. Dunque, occhi incollati alla tv e alla piattaforma Eligendo. Una sorta di ritorno all'antico, senza la voce dei protagonisti che non hanno potuto documentare l'andamento delle elezioni. (La Città)

SANITA'

I rischi di contagio da Covid-19 sono tutt’altro che archiviati. Non esiste soltanto il Coronavirus, però. Ed è per questo che l’Asl salernitana è comunque scesa in campo per promuovere altre due iniziative tese alla prevenzione delle malattie e in genere a tutelare la salute: parte la campagna per la somministrazione del vaccino antinfluenzale, gratuito solo per alcune categorie, e lo screening sempre gratuito “Mi voglio bene, medici in piazza” per eseguire i pap test, esami citologici che indagano le alterazioni delle cellule dell’utero, per le donne d’età compresa tra i 25 e i 64 anni, prenotare mammografie per le donne dai 50 ai 69 anni, fornire informazioni sulle patologie collegate al colon retto per donne e uomini da 50 a 74 anni ed effettuare monitoraggi sui melanomi per l’utenza di tutte le età. (La Città)

ESTORSIONE

I Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione a due distinte ordinanze di custodia cautelare personale emesse dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura, nei confronti complessivamente di 10 indagati, tutti sottoposti a custodia cautelare in carcere e gravemente indiziati, a vario titolo, di estorsione, danneggiamento, detenzione e porto abusivi di materiale esplodente, riciclaggio, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato e lesioni personali, tutti aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. I provvedimenti eseguiti si basano sulle risultanze di due articolate attività investigative condotte su delega di questa Procura Distrettuale dalla Sezione Operativa del Reparto Territoriale dì Nocera Inferiore, l’una a partire dal mese di gennaio 2020, l’altra a partire da agosto dello stesso anno.

DROGA

Gli Agenti della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. Distaccato di Battipaglia hanno tratto in arresto in flagranza di reato C.D., 32enne, domiciliato nel Comune di Colliano. I poliziotti della Squadra Investigativa, a seguito di una preliminare attività investigativa, sono venuti a conoscenza che l’uomo aveva instaurato una proficua attività di spaccio di hashish, soddisfacendo le richieste di innumerevoli assuntori locali. Ciò posto, gli Agenti hanno eseguito un mirato servizio di osservazione nei pressi dello svincolo autostradale di Sicignano Degli Alburni, atteso che C.D. era stato notato imboccare quel tratto a bordo della propria autovettura. Trascorsa circa un’oretta, il giovane è ritornato ed è stato immediatamente fermato all’uscita dell’autostrada. Nell’occasione, C.D è apparso subito agitato e ansioso, atteggiamenti che hanno confermato i sospetti dei poliziotti che hanno deciso di approfondire il controllo con una specifica perquisizione. Nei pantaloni della persona è stata ritrovata cocaina, del peso di circa un grammo ma, all’interno del vano motore, esattamente nell’alloggio della batteria, gli investigatori hanno accertato la presenza di un panetto di hashish di circa 100 grammi. Anche la perquisizione effettuata successivamente all’abitazione del fermato ha consentito di rinvenire altro hashish e dosi di marijuana, oltre al materiale utilizzato dal pusher per il confezionamento dello stupefacente da porre in vendita. Gli Agenti del Commissariato di Battipaglia hanno quindi arrestato la spacciatore, già gravato da un pregiudizio di Polizia per stupefacenti, e l’hanno posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ne ha ordinato la collocazione agli arresti domiciliari presso il domicilio, in attesa della convalida del provvedimento di Polizia Giudiziaria.

RESTYLING

È un restyling radicale che dovrebbe completamente cambiare la fisionomia e la destinazione urbanistica dell’ex scalo merci a ridosso della Cittadella Giudiziaria quello contenuto nel masterplan progettato dallo studio napoletano Smithbarracco e commissionato da FS Sistemi Urbani (società partecipata del gruppo Ferrovie dello Stato per la valorizzazione del patrimonio immobiliare). Come riporta la pagina Facebook dell’associazione Arcan Salerno, “l’area di progetto è situata nel cuore della città di Salerno e occupa gran parte dello scalo ferroviario – in via di dismissione – della storica Stazione Centrale di Salerno». In aderenza agli strumenti urbanistici vigenti, “è stato sviluppato un masterplan progettuale che offre l’opportunità di sviluppare nel cuore della città nuove funzioni urbane strategiche e di ricucire in modo sostenibile due parti di Salerno attraverso nuove piazze, viali alberati e parchi attrezzati”. (La Città)

ALLERTA METEO

La Protezione Civile della Regione Campania informa che la perturbazione attualmente in atto sulla Liguria, secondo l'evoluzione prevista dai modelli matematici, transiterà lungo la fascia tirrenica per raggiungere la nostra regione a partire dalle prime ore di domani. Si tratta di un sistema frontale che potrà portare "precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale", anche intensi. Un quadro meteo associato anche a possibili raffiche di vento nei temporali. La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo di colore Giallo con Rischio idrogeologico localizzato valevole a partire dalle 6 di domani mattina e fino alle 6 di mercoledì sulle seguenti zone: 1 (Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana), 2 (Alto Volturno e Matese), 3 (Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini), 5 (Tusciano e Alto Sele); 6 (Piana Sele e Alto Cilento); 8 (Basso Cilento). La perturbazione raggiungerà prima i quadranti settentrionali della Campania per poi scendere a Sud.

A tale scenario è connesso un rischio idrogeologico localizzato con:
- Ruscellamenti superficiali e possibili fenomeni di trasporto di materiale;
- Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno;
- Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali, possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree depresse;
- Innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, ecc);
- Possibili cadute massi in più punti del territorio;
- Occasionali fenomeni franosi legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili.?

MOVIDA DI SANGUE

Violenza ad Angri. L’accoltellamento sarebbe avvenuto in piazza Doria, quando la gran parte dei locali erano chiusi. È la voce che circola in queste ore ad Angri, sull’accoltellamento di due 20enni di Pompei e di un loro coetaneo di Nocera Inferiore avvenuto nella notte tra venerdì e sabato. I giovani si sarebbero spostati verso l’interno del centro storico per poi allontanarsi e raggiunge l’ospedale di Castellammare di Stabia, i due pompeiani, e l’Umberto I il ragazzo nocerino. Le indagini dei Carabinieri ora continuano per reperire immagini dalle varie telecamere della zona e identificare i partecipanti alla lite e ricostruire il movente che ha portato al litigio. Varie anche le voci sui motivi che avrebbero scatenato la violenta aggressione a colpi di coltello, spesso contrastanti l’uno all’altra. I tre feriti, tutti giudicati guaribili entro i 15 giorni, non hanno saputo identificare finora gli aggressori, sostenendo che erano sconosciuti. Si sta cercando di recuperare anche i video delle telecamere di videosorveglianza, pubbliche e private, presenti nel cuore della città angrese. (La Città)

CAMORRA

«Ho lasciato la società proprio per riacquistare la tranquillità che avevo perso. Sono una persona per natura molto ansiosa e ho preferito abbandonare tutto per non avere problemi». A parlare è uno dei soci della società che gestisce il Teca bar. Parole dette ai carabinieri che indagavano sull’esplosione della bomba carta in uno dei distributori automatici di bibite all’interno dell’esercizio commerciale la notte del 21 gennaio dell’anno scorso. Un attentato per mano di Michele Cuomo, nell’ambito di un’estorsione commessa assieme a Domenico Rese e a Francesco Gambardella. Secondo i Carabinieri del Reparto territoriale nocerino e la Dda di Salerno un segnale chiaro dopo le prime minacce implicite ad uno dei proprietari per non far aprire un secondo punto vendita, questa volta vicino a un bar a corso Vittorio Emanuele dove «se la facevano i Cuomo ». Parole che testimoniano gli effetti devastanti che questi episodi hanno sulle persone perbene. Lo stesso poco prima aveva detto: «Ho perso circa 10mila euro, tra denaro che avevo investito nei lavori di allestimento del nuovo punto vendita, danni ricevuti al vecchio punto vendita a seguito della bomba e investimento nella società. Ho abbandonato perché sono una persona ansiosa e ho avuto molta paura. Non voglio avere nulla a che fare con queste persone e con questo tipo di eventi». Del resto, anche il socio, che aveva ricevuto direttamente i messaggi minatori del 41enne nocerino, aveva definito Cuomo «il tumore di Nocera» e che per nessuna ragione avrebbe verbalizzato le dichiarazioni appena rese ai carabinieri, «poiché era impaurito dalla concreta possibilità di ritorsioni», scrive il Gip nella sua ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dello stesso Cuomo, di Rese e Gambardella. Cuomo viene riarrestato a febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta sullo spaccio di droga in carcere a Salerno. Da qui la svolta. A marzo, il socio del Teca Bar che non aveva voluto verbalizzare i suoi sospetti su Cuomo dichiara ai carabinieri: «All'epoca non ho rivelato l'identità di queste due persone perché preoccupato e impaurito per la possibilità di ritorsioni. Ora, rassicurato dai numerosi arresti che avete eseguito qui a Nocera Inferiore e dallo stato di carcerazione del responsabile principale, sono pronto a parlarne. Ho appreso infatti dai giornali che avete arrestato sia Michele Cuomo, che conosco come malavitoso di Nocera Inferiore, e buona parte del suo gruppo criminale. Proprio Cuomo si presentò al punto vendita di corso Vittorio Emanuele, nel mese di novembre 2019, mentre erano in atto i lavori di allestimento dell'attività commerciale, accompagnato da una persona molto grassa… ». L’esito del blitz “Prison Break” e la tenacia dei carabinieri, nel costruire un rapporto di fiducia con l’imprenditore, dunque, avevano portato quest’ultimo a superare lo scoglio della paura. (La Città)

LEGGI ANCHE Le minacce del capo: «Il locale mi piace...». E poi saltò in aria

QUI CAVA

Si erano incontrati in violazione delle rispettive prescrizioni imposte, entrambi condannati in Appello per il processo relativo al voto di scambio tra il clan di Dante Zullo ed esponenti politici metelliani: Ciro Fattoruso e Antonino Benvenuto, infatti, erano stati sorpresi dalle forze dell’ordine in un’autovettura, a Scalea dove Fattoruso era agli arresti domiciliari, facendo scattare l’aggravamento per entrambi e il ritorno in carcere. Ora la Cassazione ha depositato le motivazioni con cui è stato rigettato il ricorso, per entrambi, con il ripristino della misura precedente.

SPOPOLAMENTO

Settantacinque paesi su 80 sono in fase di spopolamento. È il tragico bilancio sul calo demografico che sta colpendo il Cilento. I borghi caratteristici per le loro bellezze storico-naturalistiche sono sull’orlo del non ritorno e i “freddi” numeri molte volte raccontano meglio di qualunque altra cosa quello che accade nella quotidianità con case che restano chiuse per la maggior parte dell’anno. Solo in estate si rivive un minimo di ripopolamento che però non può di certo essere da cura per un’annosa questione che non è riuscita ancora a trovare definitiva risoluzione. «Il Cilento, se si analizzano i dati Istat, circa tre quarti del territorio, 75 comuni su 80, sono in fase di spopolamento. Dal 1961 ad oggi, il calo medio è stato del 30 per cento: 57mila persone sono andate via da questi paesi, 51 dei quali hanno ora meno di duemila abitanti e il calo demografico è molto più evidente e allarmante nei Comuni più piccoli dell’interno, dove ci sono borghi con meno di 500 abitanti, come Sacco, Serramezzana, Valle dell'Angelo, Sant’Angelo a Fasanella, dove il crollo si attesta tra il 70 - 80 per cento», sottolinea Bartolomeo Lanzara presidente del Codacons Cilento in uno studio che sarà propedeutico nei prossimi mesi ad attivare una serie di tavoli tecnici specifici sulla problematica. «Si tratta di un’emorragia - afferma Lanzara - che da anni non sembra arrestarsi e colpisce, soprattutto, i piccoli paesi dell’interno mentre si registra un incremento solo nei Comuni costieri dove si concentra il 60 per cento degli abitanti. La mancanza di infrastrutture e di servizi essenziali come i presidi sanitari insieme alla scarsa presenza di medici di base o pediatri nei piccoli centri, soprattutto, degli Alburni e della Valle del Calore accelerano lo spopolamento verso i centri più grandi». E proprio la carenza dei servizi essenziali rende difficoltosa la quotidianità a quelle persone che nonostante tutto operano ancora una forma di resilienza restando ancorati alle loro radici: «Nel Cilento soltanto 7 centri su 80 Comuni dell’area Parco sono con più di 5000 abitanti il resto sono tutti piccoli comuni dove si fa fatica a tenere aperti gli uffici postali, scuole, caserme dei carabinieri, presidi sanitari, chiese, botteghe artigiane, piccoli negozi, farmacie e tutte quelle attività che formano un tessuto sociale articolato che forma una comunità», spiega l’amara realtà il presidente del Codacons Cilento che aggiunge: «A complicare ancora di più la situazione sono le condizioni delle strade provinciali e comunali spesso abbandonate a se stesse senza manutenzione ordinaria per mancanza di fondi o per incuria». La ricetta per uscire da una crisi che sembra, al momento, irreversibile l’ha detta lo stesso Lanzara in attesa che si passi dalla teoria alla pratica e che quindi si possa concretizzare un primo serio sforzo da parte di tutte le istituzioni territoriali competenti almeno a salvaguardare la parte esistente: «Secondo noi, come già sperimentato in altri territori, si può bloccare l’emorragia demografica investendo seriamente in turismo, cultura, agricoltura biologica e sulle tante tradizioni enogastronomiche del territorio. Inoltre, è necessario ripensare all’erogazione dei servizi sul territorio una cosa di cui tutti parlano ma che non trova applicazione concreta». (La Città)

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