

Un battesimo di fuoco superato a pieni voti nonostante la mancata qualificazione alle Final Six. Quello del Como Nuoto Recoaro nel concentramento fiorentino del primo turno di Coppa Italia è stato un esordio indimenticabile da neofita della categoria, sfiorando per poco addirittura uno storico pass per le fasi finali. L'apice è stato costituito dal pareggio nel match inaugurale con la RN Florentia ma le Rane Rosa hanno tenuto testa alla grande al Css Verona e non sfigurato con L'Ekipe Orizzonte per poi cedere alla stanchezza e alla maggior freschezza della Pallanuoto Trieste che sarà proprio il primo avversario in campionato il prossimo 23 ottobre alla "Bianchi". Delle emozioni vissute alla "Nannini" e di quelle della stagione precedente ne parla ai nostri microfoni l'estremo difensore Ginevra Frassinelli: "L'esordio a Firenze, nonostante lasci un po' di amaro in bocca quella qualificazione sfiorata, è stato tutt'altro che negativo. Probabilmente nessuno si aspettava una Como Nuoto Recoaro così combattiva. - spiega la numero 1 lariana - Abbiamo affrontato a testa alta e non con poca emozione due delle quattro big di questo campionato ormai alle porte e lo abbiamo fatto con un atteggiamento ottimo. Torniamo a casa con la consapevolezza dell’enorme possibilità di crescita che abbiamo sapendo però che c’è davvero tanto lavoro da fare per allinearci a una tipologia di gioco al quale non eravamo abituate. Sono propositiva e con il giusto lavoro sono sicura che la squadra possa fare bene".
Ciò che è emerso subito anche nello scorso week-end è la forza e unione di gruppo, nel segno del 'squadra che vince non si cambia': "Ben detto, squadra che vince non si cambia - prosegue Ginevra - Siamo un gruppo comasco nato e cresciuto insieme, io a 25 anni sono una delle veterane delle squadra e ho visto la maggior parte di chi ora gioca al mio fianco indossare per la prima volta quella calottina ancora troppo grande per delle nanette. Sapere che da lì siamo arrivate a conquistarci, lottando insieme, la promozione nella massima serie è pazzesco. Come lo è il modo in cui stiamo cercando di cambiare la mentalità e l'approccio alla preparazione".
Tornando indietro prima di un anno e poi di pochi mesi: "Non è stato facile lo scorso anno con tutte quelle pause e la costante paura di trovare qualcuna di noi positiva, abbiamo affrontato una partita alla volta senza mai dare per scontato nulla nonostante fosse facile perdere la motivazione giocando ogni 15 giorni e con le squadre avversarie dimezzate. Ma la perseveranza alla fine ci ha premiate ed è l’unica cosa che conta - continua l'estremo difensore riguardo le difficoltà imposte dal Covid sulla regolarità dello scorso torneo - nonostante giocare di più e contro più squadre sarebbe stato indubbiamente più bello ma con l’eventualità di dover continuamente spostare o rimandare partite a causa del Covid penso che suddividere così i gironi sia stata la scelta più sensata presa dalla Federazione".
In acqua è stato un continuo crescendo: "Diciamo che dopo anni di tentativi ce lo siamo detti quasi fin da subito. L’obiettivo non erano più solo i play-off, l’obiettivo era vincerli, l’obiettivo era l’A1. E dopo aver smussato e migliorato il nostro gioco di squadra, circa a metà campionato abbiamo iniziato a crederci sempre di più. Dopo aver vinto il nostro raggruppamento (indubbiamente il più equilibrato) abbiamo mantenuta alta la concentrazione pensando al dopo, pensando a Bologna o Milano e pensando a quello che ci sarebbe stato dopo. Sapendo dove dovevamo maggiormente lavorare e affrontando la regular season mettendo in campo ciò che durante la settimana provavamo. Direi che il nostro asso nella manica sia stata la coesione della squadra e quella voglia di non mollare che ci contraddistingue". Poi la post-season: "Direi uno dei play-off più belli e combattuti degli ultimi tempi, mi aspettavo una guerra e così e stata. Due squadre equivalenti sulla carta nonostante fossimo date da molti come le sfavorite che sono scese in campo 3 volte con le unghie e con i denti. La svolta? Aver capito che non dovevamo aver paura di loro, ma loro di noi. E soprattutto la voglia di giocarsela insieme dalla più piccola alla più 'anziana' senza farsi aspettative e senza ascoltare niente e nessuno, come per gara 2 a Bologna dove siamo state messe quasi all’angolo da situazioni e arbitraggio assurdo, ci siamo guardate negli occhi e ci siamo dette "Dipende da noi" e così è stato".
Nell'ambito degli Awards dedicati all'A2, Frassinelli (foto Michele Poggi) è stata eletta miglior portiere delle finali play-off: "Mi sentivo bene e sicura durante queste partite, ma devo dire che gara 2 a Bologna e gara 3 con Acquachiara mi hanno lasciato in testa sensazioni bellissime. La parata più memorabile? Qualcuno da fuori direbbe uno dei 3 rigori parati in finale, ma in realtà è stato l’ultima inferiorità subita che ci ha permesso di mettere al sicuro il nostro punteggio, ho parato quasi senza consapevolezza, non c’ero più con la testa e mi sembrava di volare", ricorda euforica la calottina numero 1.
Ginni oltre a disimpegnarsi alla grande in acqua, lo fa anche nel quotidiano professionalmente: "SACRIFICIO è la parola chiave, sono una designer e lavoro full time a Milano. La sveglia suona alle 5 per essere in acqua a Como alle 6 per la prima sessione di acqua della giornata e dopo le canoniche 8 ore in ufficio scappo direttamente in piscina per la sessione serale. È dura ma la voglia di far bene supera la fatica per ora".
Aprendo la macchina del tempo, il portiere in forza al Sette di Tete Pozzi parte dagli albori: "La mia passione per la Pallanuoto nasce 14 anni fa, avevo circa 11 anni e un po' per caso un pomeriggio, giocando a palla in piscina, un cugino ex pallanuotista mi vide e mi mise la fatidica pulce nell’orecchio "hai mai pensato di giocare a Pallanuoto? Secondo me sei portata". Da lì, il giorno seguente, dopo aver stressato i miei genitori all’infinito come solo una ragazzina 11enne iperattiva sapeva fare. mi trovai seduta sugli spalti della piscina di Muggiò a vedere la mia prima partita e il lunedì seguente iniziai senza mai più smettere. Da lì è stato un crescendo ma l'emozione più forte, seppur possa sembrare banale, è la finale play-off del luglio scorso. Aver passato la palla alla mia migliore amica di sempre, Nina (Fisco), sapendo che insieme avremmo raggiunto l’impresa che ci prefissammo da ragazzine 8 anni prima non ha eguali". Ed a proposito di Maddalena 'Nina' Fisco, tra l'altro fresca di laurea conseguita nella giornata odierna, Ginevra le dedica un altro paragrafo della sua storia pallanuotistica dentro e fuori vasca: "Quando eravamo delle nane vivevamo in simbiosi - racconta - dormivamo insieme prima di tutte le partite e coronavamo ogni sabato sera la serata con la solita pizza nella solita pizzeria…Ci siamo un po' allontanate e intrapreso percorsi diversi, io più incentrata sullo studio e lei più sulla Pallanuoto per poi ritrovarci la scorsa stagione e vivere insieme quel piccolo grande sogno nel cassetto sul quale da piccole fantasticavamo".
Guardando al futuro con ottimismo: "Sono certa che questa nuova sfida sarà di stimolo per me, per crescere come portiere e come leader della mia difesa e per noi squadra, che dobbiamo quest'anno come non mai maturare uno spirito di sacrificio pazzesco che ci porti in acqua a poterci fidare ciecamente l’una dell’altra in tutte le sfide. Prospettive in termini di risultati non ne voglio fare - conclude - so che per affrontare questo campionato non possiamo fare niente meno che il nostro meglio". Chiara e concisa, il Como con Ginevra Frassinelli è in mani sicure.
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