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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

10/09/2021

CAOS A 5 STELLE

Parte la campagna elettorale della lista attivisti per salerno all’insegna della polemica tra il meetup amici di beppe grillo di salerno e i deputati salernitani. Alla presenza dei candidati Rosaria Greco, Mario Granozio, Gianluca de Stefano, Pasquale Sicilia, Loredana De Rosa e naturalmente della candidata Sindaca della coalizione Simona Libera Scocozza supportata da “Attivisti per Salerno” insieme alla lista “Terra Libera” gli attivisti Giacinto Chirichella, Gianluca Foselli e Salvatore Milione hanno tenuto una conferenza stampa per fare il punto sulle vicende interne ed esterne al mondo del Meetup. Esordisce Giacinto Chirichella con una breve storia del Meetup salernitano. “Il Meetup ha una storia di cittadinanza attiva più che decennale, ogni seetimana decidiamo azioni, approfondimenti attraverso le nostre assemblee. Ultimamente il nostro meetup ha preso una posizione decisamente negativa riguardo al governo Draghi, contemporaneamente abbiamo tenuto delle assemblee aperte sulle comunali salernitane ed ad un certo punto, visto come si erano messe le cose, abbiamo deciso di portare avanti il nostro percorso per Salerno 2021 anche contro i deputati del Movimento 5 Stelle 2050”. Chirichella ricorda poi le tante azioni fatte in città durante gli anni passati “Ricordo Cura una spiaggia, e con orgoglio vedo che oggi ci sono tanti gruppi che puliscono, i cosiddetti cleanuppes al punto che le nostre azioni di qualche anno fa oggi sembrerebbero superflue. Ricordo il ricorso al difensore civico regionale per gli istituti di partecipazione, le azioni per la chiusura delle Pisano.” chiudendo una stilettata a tutti i candidati improvvisati “Sarebbe bene che gli elettori sapessero chi ha fatto cosa in questi anni e se ne ricordassero al momento del voto.” Prosegue il Dott. Gianluca Foselli parlando di azioni da intraprendere subito. “Questa città ha aree periferiche degradate. In particolare la zona orientale e i rioni collinari hanno di tutto. decine di interventi da fare. Discariche, parchi giochi vandalizzati, e tante altre cose che sarebbe impossibile citare. Occorre trasparenza per il cittadino. I Cittadini devono sapere come e dove vengono spesi i soldi. E’ chiaro a tutti che il Puc va rivisto, la città decresce oggi e si continua a costruire, bisogna valorizzare il nostro mare e trasformarci ulteriormente per l’accoglienza turistica” “La nostra è la vera lista del Movimento 5 stelle in quanto è il modo migliore di rappresentarlo”, ha dichiarato Salvatore Milione. “Abbiamo avuto due colloqui con i parlamentari di Salerno, ma non ci hanno rappresentato nessun progetto politico e neanche presentato la dottoressa Barone, il sostegno alla Barone e alla sua coalizione non ci è mai stato comunicato, e non abbiamo mai valutato alcunchè. il Supporto del Movimento 5 Stelle 2050 alla Barone e alla sua coalizione ci è stato comunicato via conferenza stampa. Per qusto motivo abbiamo dclinato l’offerta dei deputati e siamo andati avanti – ha poi aggiunto il candidato al consiglio comunale – Nel nostro programma ci sono le 5 Stelle storiche, il dossier sulle fonderie Pisano, per le quali vogliamo chiusura immediata. Vorrei approfondire sulla questione Pisano, dove Napoli fa sempre il gioco delle tre carte. Li, purtroppo i cittadini continuano a denunciare ma i vigili non arrivano mai intempo. Tra le nostre proposte una sezione della polizia municipale che si occupi solo delle fonderie e dei miasmi che esse producono”. Riflettori accessi anche sul nuovo corso avviato dai pentastellati e, di conseguenza, sul nuovo simbolo: “Il M5S 2050 è la succursale del Pd, dove si può fare un sindaco Pd lo si appoggia con ìl M5S2050, quando il sindaco è del M5S, il Pd non si apparenta, un disastro – ha dichiarato Milione – A Salerno la Barone dopo il voto confluirà con Napoli e diventeranno uguali, dopo tanto combattere, tra l’altro, anche Giuseppe Conte quando è venuto qui non ha detto nulla contro De Luca, mai detta una parola contro Vincenzo De Luca e i suoi candidati”. Chirichella ha invece puntato l’attenzione sulla rete con altre realtà provenienti dai meetup: “Siamo in una fase di transizione prevedere il futuro è molto difficile, tutto può accadere”. “Il Movimento 5 stelle è la nostra casa, non non l’abbandoniamo, siamo tutti iscritti e, fino a quando sarà possibile, continueremo a combattere per la nostra casa”, ha invece aggiunto Salvatore Milione. (Cronache)

IL CANDIDATO

Tra i candidati al Consiglio Comunale – che sarà rinnovato attraverso le prossime elezioni Amministrative del 3 e del 4 ottobre – spicca il nome di Alessandro Ferrara, attuale presidente del consiglio comunale. Oltre ad essere commercialista nonché revisore dei conti, ha conseguito una laurea in scienze politiche (nel 2014) e in turismo (2018). Per Ferrara “ci sono dei termini chiave per poter essere un buon politico. In primis bisogna essere un buon conoscitore della pubblica amministrazione, avendo determinate caratteristiche acquisite nel corso degli anni, attraverso un processo fatto di esperienze e competenze, nonché di pragmatismo e affidabilità. C’è bisogno di idee ma allo stesso tempo di concretezza per trasformare le opportunità in realtà”. Cinque anni fa, Ferrara risultò il secondo candidato per preferenze personali, ottenendo la fiducia di ben 1806 elettori salernitani. Tra i più longevi e stimati rappresentanti politici locali, il 58enne – che sostiene la candidatura del sindaco uscente Vincenzo Napoli vanta un’esperienza trentennale nelle Istituzioni e può annoverare, nel proprio curriculum politico, anche l’esperienza come capo staff della segreteria della Provincia, incarico svolto in parallelo con la presidenza del consiglio comunale di Salerno. Da profondo conoscitore degli iter amministrativi, delle norme e dei procedimenti che regolano l’attività e la vita stessa dell’Amministrazione, Ferrara ha svolto un lavoro poco mediatico ma decisivo nell’economia della gestione di una città. Ferrara pone al centro del rilancio economico una politica territoriale capillare, che non lasci indietro nessuno e che garantisca un futuro per l’intera popolazione. “Ciò significa interessarsi alle preoccupazioni e alle problematiche di ogni singolo cittadino e risolverle attraverso una efficace risposta amministrativa – ha ribadito il candidato consigliere nella lista Campania Libera – La risposta alla crisi passa da tre punti cardine: turismo, sostenibilità e servizi (ponendo l’accento su sanità e mobilità). È questo il trittico che disegna la cornice della Salerno del futuro”. Ferrara ribadisce la necessità di riaffermare la centralità del turismo, già volano per l’economia salernitana negli ultimi anni. Attraverso le potenzialità ancora inespresse e le opportunità che saranno garantite dagli stanziamenti del Recovery Fund, Salerno può affermarsi come polo turistico italiano e meta internazionale, non solo per la Costiera amalfitana e cilentana ma anche per la città capoluogo. “Oltre alla ricchezza storica e paesaggistica della città, va portata avanti una programmazione di eventi (culturali, commerciali, enogastronomici ecc.) che metta in luce le enormi risorse del territorio e le sue potenzialità – ha evidenziato – Allo stesso tempo si incentiva la costruzione di reti sociali, commerciali ed economiche – sia interne al capoluogo di Provincia, sia con realtà esterne a Salerno – che garantirebbero il definitivo rilancio per la città e vedere finalmente la via d’uscita dalla crisi economica provocata dalla pandemia. Tra le caratteristiche innovative – e, allo stesso tempo, necessarie – per la Salerno dell’immediato futuro vi è la centralità della sostenibilità ambientale. L’impulso a una mobilità diversa basata sul potenziamento del trasporto pubblico (da un lato) e dagli incentivi al car e bike sharing (dall’altro) snellirebbero le principali arterie del traffico cittadino. Non solo: anche nell’ambito produttivo va stimolata la dinamica dell’economia circolare, garantendo un utilizzo ottimale delle risorse e minimizzando l’impatto ambientale. Per ultimo, la ripresa degli spazi verdi, partendo dalla realizzazione dell’ambizioso progetto di riqualificazione del parco del Mercatello, polmone verde della zona orientale di Salerno”. Per completare il quadro della progettualità per la Salerno dei prossimi cinque anni, oltre all’impronta verde e un’economia il cui nucleo irradiatore nel turismo, vanno garantiti tutti i servizi alla cittadinanza, a partire dalla sanità pubblica. “La cura della persona tanto nel fisico come nella mente deve continuare ad essere un tratto distintivo della gestione comunale: mai come in questi tempi di pandemia, ci si è resi conto dell’importanza del valore dell’assistenza sanitaria da parte del settore pubblico e di come la Sanità vada potenziata ulteriormente con strumenti normativi e nuovi investimenti”, ha spiegato Ferrara, accendendo i riflettori l’emigrazione giovanile. “È prioritario invertire la rotta di tante ragazze e tanti ragazzi che ogni anno cercano fortuna nel resto d’Italia o all’estero, alla ricerca di percorsi formativi ed opportunità lavorative. Ferrara spinge proprio su “un processo di formazione efficace, dove le idee e le energie dei giovani si possano trasformare in progetti concreti e realizzabili grazie al supporto di chi ha già esperienza nel settore. La teoria deve essere sostenuta dalla pratica: i nostri giovani devono avere la possibilità di apprendere grazie ad una offerta formativa consistente e allo stesso tempo variegata. Va formata la nuova classe dirigente, sapendo che la buona politica la si fa avendo capacità gestionali e una profonda comprensione delle procedure che regolano la vita degli enti locali”, ha infatti detto chiarendo che il piano di rilancio, sostenuto dal recovery fund, dovrà tenere in considerazione la creazione di opportunità per chiunque abbia voglia di restare o per chi, dopo tanti anni, desidera tornare a Salerno e costruirsi un futuro nella propria terra d’origine. “I giovani non sono solo il futuro ma anche il presente di questa città: solo lavorando fin da adesso e con una visione a lungo termine si può invertire il fenomeno migratorio e garantire un benessere diffuso. Una Salerno a misura d’uomo, che ispiri fiducia e che offra non solo opportunità lavorative, ma anche occasioni di crescita personale, attraverso una rafforzata programmazione artistica e culturale dislocata sul territorio. Le risorse – sostiene Ferrara – questo territorio e questa gente, ce le ha: bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare tutti insieme, in un abbraccio intergenerazionale tra giovani e meno giovani, a un presente e un futuro dove tutti possano sentirsi parte di una grande comunità e che, come tale, lavora per il bene comune: il bene di ognuno di noi, nessuno escluso”, Tra le proposte più originali e che riflettono la sensibilità del presidente del consiglio comunale, vi è l’implementazione di un servizio di autoambulanza veterinaria e di un pronto intervento disponibile 24 ore su 24. “Per chiunque abbia avuto un animale, sa benissimo che questi fanno parte della famiglia. Garantire l’assistenza ai nostri animali è un obbligo morale e, con una spesa contenuta, offriremo un servizio che potrà fare la differenza”. (Cronache)

PARLA SALZANO

Popolari e Moderati per ripartire dalla Dc, da un partito che ha fatto la storia, a livello nazionale e locale e che ha reso l’Italia la quinta potenza al mondo. L’ex sindaco Aniello Salzano ha le idee ben chiare per questa tornata elettorale che lo vede accanto al primo cittadino uscente Vincenzo Napoli proprio con la lista da lui fondata. Salzano non le manda a dire e punta il dito contro Antonio Cammarota e Michele Sarno, entrambi civici di espressione centrodestra (quest’ultimo ha ottenuto il sostegno di tutti i partiti del centrodestra) e attacca la Barone che – a detta dell’ex sindaco – dimostra, con il suo slogan elettorale, di non avere idea di come si amministra un’amministrazione conunale. “Semplice non può essere lo slogan di un candidato sindaco perchè non è semplice governare una città e non è semplice risolvere i problemi”, ha infatti dichiarato il fondatore di Popolari e Moderati, la lista del centrosinistra a sostegno del sindaco Vincenzo Napoli. Salzano, Popolari e Moderati per ripartire dalla Dc? “Nel simbolo c’è scritto Popolari e Moderati perché ho voluto fare un richiamo al partito Popolare e, di conseguenza, alla Dc, con lo scudo. Questo simbolo, per l’Italia, ha significato la rinascita della democrazia e dello sviluppo industriale. Un simbolo riconosciuto da tutti, così come la Dc, un partito con una cultura politica forte ma guardiamo al presente e a quanto succede a Salerno: a livello nazionale c’è una politica sfarinata e, a livello locale, a ciò corrispondono coalizioni politiche sfarinate, con l’intrusione – sulla scena politica – di partiti personali con i quali non c’è alcuna selezione. Prima i partiti avevano una propria struttura, una classe dirigente precisa. Oggi non può esserci improvvisazione ma ciò accade e io resto fermo sulla mia posizione: non può esserci un’auto candidatura, occorre una solida base politica; io non ho niente contro l’auto candidato, sono ottimi professionisti e molti hanno lavorato bene come consigliere comunale. Io non sono contro Cammarota né contro Sarno ma entrambi non sono stati individuati dai partiti ma hanno fatto di tutto affinché trovassero un appoggio pur rivendicando il loro essere civici. A me non piacciono le liste civiche, soprattutto quelle con nomi fantasiosi, amo le liste politiche che affondano le loro radici nel pensiero politico, con una cultura politica di riferimento”. Si parte dal passato per ritrovare un rinnovamento, dunque… “Sì, si attinge dal passato per costruire il futuro. Noi stiamo assistendo ad una montagna di denari che si sprecano, a fronte di una pochezza di idee; c’è tanta enfasi su un pensiero unico e quando vedo che qualcuno parla ancora di sea park, un pensiero di tanti anni fa, mi rendo conto che non c’è rinnovamento. Queste persone hanno poca dimestichezza con l’amministrazione della città perché non hanno fatto la trafila in un partito. Lo stesso vale per quei candidati che, nel loro slogan elettorale, hanno la parola “semplice” (il riferimento è ad Elisabetta Barone ndr) mi accorgo che i cittadini – che hanno compreso quanto sia difficile il governo di una città e quanto sia complesso risolvere i problemi – non potranno mai votarli. In quello slogan c’è tutta la crisi del pensiero politico; molti aspiranti consiglieri hanno evidenziato tanta ovvietà ma pochi progetti mentre la politica è realizzazione. Nei programmi elettorali si può scrivere di tutto, questi sono programmi ovvi ma è complesso mettere in pratica quei progetti. Io ho voluto far riferimento ad un partito, ad una cultura politica ben radicata sul territorio e che ha fatto grande l’Italia, rendendola la quinta potenza al mondo. Il sistema elettorale ha creato un danno enorme alle amministrazioni locali perché spesso in un contesto locale entrano tanti mediocri”. (Cronache)

TERRA LIBERA

“È qualcosa che avrebbe dell’incredibile in ogni altra parte di Salerno, tranne che per Giovi”. Lo ha dichiarato amareggiato, l’avvocato Vincenzo Benvenuto, candidato con la lista “Terra Libera” per Simona Scocozza sindaco nonché segretario di Rifondazione Comunista Salerno. Avvocato, cos’è che la amareggia? “La cruda constatazione che pur nella periferia dell’Impero c’è qualche parte più periferica della stessa periferia. Mi spiego: Giovi, che pur essendo formalmente e amministrativamente Salerno (tra l’altro, con balzelli e imposte pressoché analoghe a quelle del centro città) viene ignorata da decenni dall’amministrazione comunale, ha, in alcuni rioni, delle situazioni addirittura peggiori di quelle già normalmente deficitarie che la caratterizzano”. Ci può fare un esempio? “Il sistema fognario. Le fognature dovrebbero essere uno di quei diritti fondamentali garantiti a qualsiasi cittadino. E invece, in alcune strade di Giovi, anche popolose, ci sono ancora le cosiddette vasche di raccolta delle acque luride che ogni 7-10 giorni si riempiono e che i solerti cittadini devono provvedere a svuotare, con costi sicuramente non irrisori”. Cioè, Lei ci sta dicendo che in alcuni rioni di Giovi non ci sono le fognature? “Proprio così. Per la serie: Salerno è una città europea come decantano a ogni piè sospinto il tonitruante Governatore e i suoi accoliti; ora, se Giovi è Salerno (come, in effetti, è), allora, di conseguenza, anche Giovi dovrebbe essere una “città” europea. Dovrebbe, per l’appunto. Perché, in tutta sincerità, non esiste una sola città, anche solamente non del terzo mondo, in cui manchino le fognature”. Quindi? “Quindi la verità è che, per quanto riguarda quelle che io amo definire “le periferie dell’Impero” (Giovi, le frazioni alte, ma anche molti quartieri più o meno centrali di Salerno abbandonati a loro stessi), non c’è alcuna Europa che tenga. Si tratta, in molti casi, di avamposti desolati, derelitti, alla mercè dell’imbonitore di turno. Perché una cosa è chiara: queste periferie sono puntualmente terra di conquista da parte del demagogo di turno che, in prossimità della scadenza elettorale promette la qualunque, per poi, non appena incassato il voto con mirabolanti moltiplicazioni di pane e pesci, fregarsene bellamente”. La polemica è solo contro i candidati esterni al territorio, allora? “Purtroppo no. E questa cosa, mi creda, mi fa una rabbia indicibile. È accaduto, accade ancora, che pure i figli di queste terre, a volte, non abbiano il coraggio di farsi portavoce dei bisogni della collettività”. In che senso? “C’è chi vorrebbe amministrare Giovi come si farebbe con il centro città: con pazienza, cercando di trovare il momento opportuno, sforzandosi di non alterare troppi equilibri che potrebbero nuocere alla propria carriera. Poi c’è chi pensa che basta qualche intervento di manutenzione pubblica, un po’ di festoni a destra e a manca, per aver acquisito, vita natural durante, il diritto al voto dei giovesi. Io, invece, ritengo che di fronte alla violazione dei più basici diritti della cittadinanza come, per l’appunto la mancanza delle fognature in alcuni rioni, il politico di turno non possa fare tattica o speculazione elettorale. Bisogna fare il diavolo a quattro, ecco cosa si deve fare. E se poi tra cinque anni non si dovesse essere rieletti per una sorta di ostruzionismo politico, poco male. Il consigliere comunale, l’assessore sarà almeno in pace con la propria coscienza e rispettoso del mandato elettorale conferitogli dagli elettori. Le sembra poco?” Se ce la facesse a diventare consigliere, allora, sarebbe un consigliere “da barricata”? “Sinceramente, non lo so. So solo che mi sforzerei di servire la mia città e, soprattutto, le periferie più bistrattate di Salerno. Se poi la vuole sapere tutta, a me, quando sento parlare di “rivoluzione gentile”, di “riformismo civico” con riferimento a una realtà come Giovi in cui, molto spesso manca anche il necessario, viene da ridere. Quando non c’è niente, la rivoluzione dev’essere per forza scostumata, irriverente. Altrimenti è pura gestione del potere e presa in giro degli elettori.Mi parlava di barricata? Ebbene, Lenin diceva che nei momenti critici, chi decide di non schierarsi, chi non sta da una parte o dall’altra della barricata, è proprio la barricata”.

L'ALZA BANDIERA

L’inizio dell’anno scolastico, all’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Giovanni XXIII”, anche per questo 2021, si prepara ad essere come quello di sempre, ovvero un ritorno alla normalità per i tanti, tantissimi studenti salernitani che in questi ultimi due anni hanno seguito le loro lezioni principalmente a distanza. Le attività, nell’isituto salernitano, che quest’anno per necessità di spazio potrà usufruire di alcune aule presso l’istituto Genovesi -?Da Vinci, prenderanno il via con il tradizionale saluto alla bandiera. La cerimonia, che avrà luogo lunedì 13 settembre alle 8.30, vedrà, oltre che la presenza della dirigente scolastica Daniela Novi, per la prima volta la partecipazione di Sua Eccellenza Reverendissimo Monsignor Andrea Bellandi, Arcivescovo di Salerno, dell’avvocato Andrea Annunziata, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, e del Comandante della Capitaneria di Porto di Salerno, Comandante di Vascello Daniele Di Guardo. Al fischio e agli ordini del nostromo invocatore, gli studenti schierati renderanno omaggio al tricolore, issato sull’asta dell’istituto, accompagnato dal canto dell’inno nazionale, a significare l’inizio delle attività didattiche e formative, secondo la prassi perpetuata a bordo delle navi. La cerimonia di quest’anno avrà il sapore di un ritorno al lavoro in presenza e il senso di una rinascita, nel momento in cui l’istituto si rilancia nel ruolo fondamentale di formatore delle nuove generazioni di operatori del mare e della logistica a tutto tondo. Ruolo testimoniato dalla presenza delle alte autorità del settore. (Cronache)

IL PRESIDE

“Speriamo in un inizio di anno scolastico sereno”. A dirlo è?Emiliano Barbuto, dirigente scolastico dell’istituto di scuola superiore Galileo Galilei di Salerno. Il preside fa un punto della situazione a meno di una settimana dalla ripresa delle lezioni in presenza… “Tutto ciò che era stato messo in atto, in termini di precauzione anti-covid, lo scorso anno, nel nostro istituto è stato riconfermato. Ci sono delle novità questo è vero ma siamo pronti anche a quello”. Le novità riguardano il distanziamento ed il green pass e Barbuto spiega come ha riorganizzato il suo istituto. “Per quanto concerne il distanziamento, come sapete non è più obbligatorio ma soltanto raccomandato. Vale a dire se lo si può applicare, da un punto di vista logistico e strutturale in luoghi molto ampi, ma la dove gli spazi non lo consentono è possibile non rispettare il distanziamento di un metro. Al Galilei per fortuna abbiamo fatto in modo di organizzarci affinché per tutte le attività sia rispettato il metro di distanza. Anzi devo dire per la precisione che nel 80% dei casi abbiamo un distanziamento di un metro e 30 centimetri, per il restante degli spazi scendiamo ad una distanza mai inferiore ad un metro e 10 centimetri. Quindi il distanziamento da noi resta attivo”. L’Asl ha fatto sapere che se in classe sono tutti vaccinati, sia studenti che docenti, è possibile non indossare la mascherina. Voi applicherete questa nuova norma? “Credo che sia difficile che in una classe possano essere tutti vaccinati. Guardando le percentuali dei ragazzi che si sono sottoposti al vaccino, leggevo che siamo a circa il 55%, quindi ci dovrebbe essere proprio un’oscillazione statistica per evitare che gl studenti indossino la mascherina. Magari in una classe in due classi potrebbe capitare ma non credo. Noi applicheremo quello che c’è scritto nelle circolari, resta però da capire come possiamo noi dirigenti scolastici sapere se i ragazzi sono vaccinati oppure no.?Quando si controlla un green pass non è dato di sapere se è stato rilasciato perchè si è vaccinati, oppure perchè si è guariti dal covid o perchè si è fatto un tampone il giorno prima ed è negativo.?Quindi come possiamo capire se una classe è composta da tutti studenti vaccinati se non possiamo chiederlo, perchè come ha confermato il garante per la privacy dobbiamo rispettare le norme in vigore in Italia. Ecco perchè al Galileti faremo mantenere la mascherina a tutti gli studenti, ad esclusione di coloro i quali, tramite un certificato medico, ci comunicano che non possono indossarla per determinate patologie. Ovviamente qualora ci trovassimo dinanzi a questi casi dovremo prendere delle altre precauzioni, magari aumentare il distanziamento tra coloro che non indossano la mascherina e coloro che la indossano”. E sull’areazione delle aule come vi siete organizzati? “Fino a quando il tempo sarà bello faremo in modo di tenere sempre aperte le finestre così da garantire un ricambio continuo dell’aria. Quando poi il tempo non lo consentirà più, faremo in modo di far arieggiare ogni aula almeno due o tre volte nell’arco della giornata”. Ha rivolto un invito ai suoi studenti al vaccino? “Si, ho fatto unappello alle famiglie e agli studenti affinché facciano il vaccino. Il mio è un appello molto partecipe vista la mia storia personale. Prima di essere docente e dirigente, sono stato ricercatore universitario, è impegnato in attività di ricerca scientifica e so quanto la ricerca sia meticolosa e che la comunità scientifica internazionale se è concorde nel dire che il vaccino va fatto, è perchè è realmente sicura di quello che dice. Ecco perchè credo che se anche non sappiamo precisamente tutte le sfaccettature dobbiamo affidarci ai ricercatori e a quello che ci consigliano. Quante cose utilizziamo di cui non conosciamo perfettamente i meccanismi e quindi non capisco perché questa cosa non possa valere anche per il vaccino.?Ecco perchè invito ancora una volta famiglie e studenti a vaccinarsi, per il loro bene e per il bene di tutta la comunità”. (Cronache)

L'ODISSEA

Gentile Direttore, Le scrivo per rappresentarle la situazione drammatica che io e la mia famiglia stiamo vivendo da circa 5 mesi a questa parte. Mio padre, Francesco Vaccari è nato a Cosenza il 12/12/1946 ed è residente in Giffoni Valle Piana (SA), già Vigile Urbano presso il Comune di Pisciotta (SA), dopo la vaccinazione nonostante fosse vaccinato con la prima dose di Astrazeneca, in aprile risultò positivo al Covid, peggiorò rapidamente e fu necessario il ricovero al Ruggi. Da allora è cominciato il nostro calvario. Prima il Ruggi, poi, una volta negativizzato fu trasportato al Da Procida, poi a Campolongo, quindi una settimana a casa, nuovo peggioramento e relativo nuovo ricovero prima al Da Procida e poi nuovamente al Ruggi. Attualmente mio padre è ricoverato presso il reparto di epatologia dell’ Ospedale “Ruggi” di Salerno dal pomeriggio del giorno 07.09.2021, ma come detto, sono circa 5 mesi che viene trasferito da una struttura sanitaria all’altra restando spesso, per giorni interi, in attesa di un posto di ricovero in reparti adeguati al suo preoccupante e drammatico stato di salute. Gravi postumi lo perseguitano tanto che ora è completamente allettato e pare non si riesca a giungere ad una diagnosi chiara e risolutiva. Inoltre, sino al giorno 07.09.2021 è stato ricoverato presso il reparto di riabilitazione posto al primo piano dell’ ospedale “Da Procida” di Salerno, sin dall’inizio del ricovero era impossibilitato ad alzarsi dal letto e a camminare in autonomia per questo quanto sto per dire è ancora più cocente per me e la mia famiglia. Sono svariati anni che mio padre è affetto da grave sordità e solo tramite particolare e costosa attrezzatura acustica riesce a relazionarsi con il mondo esterno e ad udire suoni e rumori, ed il giorno 04.09.2021, durante il suo ricovero presso il predetto reparto dell’ Ospedale “Da Procida” dopo aver cenato, per riposare, toglieva il suo apparecchio acustico per poggiarlo sul pianale portaoggetti a lui in uso adiacente la postazione letto. Al risveglio, notava che il predetto apparecchio di colore nero e grande circa 5 – 7 cm, non era più dove lo aveva riposto. Mio padre ha subito allertato il personale sanitario e noi familiari sperando in approfondite e accurate ricerche che, ahimè, non hanno prodotto alcun risultato. A causa delle sue attuali condizioni di salute che non gli consentono alcun tipo di spostamento autonomo è di pura evidenza che l’evento non è in alcun modo attribuibile a suoi comportamenti. Lo stato di sofferenza in cui versa papà, l’impossibilità a poter recepire informazioni dal mondo esterno o dai sanitari, gli procurano un forte senso di ansia, agitazione e stordimento, poiché la fattispecie descritta acuisce le già considerevoli sofferenze da lui patite. Oltre al danno economico (valore apparecchio euro 5.000,00 circa), è evidente che è vittima di uno stato di alienazione da lui non determinato che rende inumana la sua condizione. Insomma quanto da noi subito, facendo seguito a primo contatto intercorso tra noi familiari e la Stazione Carabinieri della mia residenza di Giffoni V.P., ha spinto mio padre a chiedere l’ intervento della Direzione Generale dell’ ospedale, del Comando Provinciale dei Carabinieri , del Governatore De Luca e di un legale di fiducia, richiesta effettuata mediante l’invio di raccomandate per chiedere a dette autorità, per quanto di propria competenza, celere intervento al fine di accertare e valutare le responsabilità relativamente alla fattispecie descritta ed eventualmente attivarsi affinché il fatto venga perseguito a norma di legge. Le scrivo perché conoscendo la Sua sensibilità a questi temi sono certa che mi darà sostegno affinché più nessuno viva quello che stiamo vivendo noi, ovvero sensazione d’impotenza e dolore nel veder soffrire un proprio caro senza che si intraveda una luce di speranza, anzi con l’aggravio del tutto per circostanze esterne che non dovrebbero mai verificarsi. Grazie, saluti. Giusy Vaccari. (Cronache)

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