

Si è svolta presso la sede di Caffè Motta della famiglia Mastromartino, nuovo main sponsor della Salernitana, la presentazione ufficiale di Franck Ribéry con la nuova numero 7 granata. Ad introdurre la conferenza il dg granata Angelo Fabiani, il generale Ugo Marchetti e successivamente il sindaco Enzo Napoli che si è complimentato con l'appena arrivato calciatore per le parole espresse nei confronti di Salerno e dei salernitani.
"Oggi quando sono arrivato ho sentito tifosi e persone di cuore, mi sono sentito come a casa mia - ha spiegato il fenomeno francese - C’è una passione incredibile, non sono venuto a Salerno per fare il Maradona ne voglio che vengano fatti paragoni: sono venuto per portare la mia esperienza alla squadra, per aiutarla a raggiungere i suoi obiettivi e far felice la piazza, farò il mio meglio. Mi sono allenato in questi giorni, ho già stilato un programma con lo staff tecnico e sanitario per provare ad accelerare i tempi di discesa in campo poi ovviamente sarà importante affinare l'intesa con i compagni e lavorare sulle idee tattiche previste dal mister, io sono pronto ad adattarmi. La squadra non è solo chi va in campo ma anche e soprattutto chi c'è dietro, i magazzinieri, i fisioterapisti: insieme abbiamo un obiettivo importante ovvero salvarci e faremo di tutto per realizzarlo. Qui ho sentito subito un calore enorme. Io quando gioco mi diverto ma voglio vincere per i tifosi e questo per me vale tanto. Voglio che chi gioca affianco a me vada in rete sempre. Oggi ho visto lo stadio ma soprattutto vedo voi (riferendosi alla platea ricolma di giornalisti) numerosi qui e questo per me significa tanto dentro e fuori dal campo. La mia famiglia? Ha accettato con maturità la mia scelta, verranno a trovarmi, a visitare la Costiera Amalfitana ed io andrò a trovare loro".
Così Fabiani in apertura: "Quale migliore occasione per presentare Ribéry e l’amministratore unico Ugo Marchetti al quale va il mio ringraziamento personale perché ha saputo gestire nel migliore dei modo questo periodo travagliato. Nisogna avere spessore e personalità nel gestire una squadra in questa situazione, per giunta in massima serie. Ribéry non lo scopro io. Vorrei ringraziare il procuratore Migliaccio, l'agente Davide Lippi perché hanno saputo far capire a Franck cos’è Salerno. Ribéry mi ha detto “forse somiglia a casa mia”. Certe operazioni delicate ed onerose vanno condivise anche con Marchetti che non si è mai tirato indietro. L’arrivo di Ribéry pone fine alla campagna acquisti della Salernitana, almeno fino a gennaio quindi evitiamo d'ora in poi d'illudere la piazza".
Ha parlato, invece, anche dalla vicenda societaria il generale Marchetti: "Sono onorato di amministrare questa società. Sono orgoglioso di rappresentare questa azienda, in utile, e che guarda al futuro. Noi stiamo vivendo questa esperienza con grande orgoglio. Noi siamo come voi, passionali e di cuore. Siamo così. La Salernitana non teme difficoltà, nemmeno strutturali e se ci sono non nascono da noi. Io sono un generale e sono un combattente. Mi piace combattere. Questo è l’ultimo passo di un lungo percorso. La Salernitana non è mia nè di Fabiani, è nostra e tutti noi abbiamo il privilegio e il dovere di doverla difendere. Ribéry non è una persona normale, è un campione ma è soprattutto un galantuomo che sa giocare benissimo a pallone. Se sbaglia lo si applaude perché è uno di noi. Non mi sono mai preparato un discorso nella mia carriera perché voglio parlare col cuore. Gli interessi per l'acquisizione del club ci sono ma non possiamo permetterci di sbagliare, verrà fatta una scelta etica ed economica funzionale al valore della società e della città. Il futuro sarà bello e forza Salernitana".
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