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Vaccini, terza dose: scambio d'opinioni tra medici salernitani

31/08/2021

Terza dose dei vaccini anti Covid. Fino a pochi mesi fa era solo alcuni ne parlavano, senza darlo comunque per certo. Da qualche settimana invece la questione è diventata già realtà per alcuni paesi, mentre altri la stanno prendendo seriamente in considerazione, anche se l’Organizzazione mondiale della sanità, non è del tutto favorevole considerata l’enorme disparità nella disponibilità e nella distribuzione dei vaccini a livello mondiale. Va infatti ricordato che se da un lato ci sono stati, come Israele, dove la terza dose viene già somministrata, dall’altro ci sono stati dov’è non è ancora iniziata la campagna di vaccinazione.”La somministrazione della terza dose nasce dopo una serie di ricerche effettuate sia negli Stati Uniti che in Germania e che ha visto, questi ricercatori, concordi sul fatto che coloro che hanno ricevuto le due dosi di vaccino diversi mesi fa hanno perso in parte la carica difensiva e quindi con questa nuova variante la delta sono nuovamente soggetti esposti. – spiega il dott Giovanni D’Angelo, presidente dell’Ordine dei Medici e odontoiatri di Salerno – Questo ovviamente è un primo aspetto per il quale buona parte dei ricercatori e dei medici Stanno consigliando la terza dose. C’è poi una seconda motivazione per la quale si sta spingendo verso la terza dose, ovvero quella che i soggetti che la riceveranno svilupperanno maggiori anticorpi e quindi maggiori possibilità di non contrarre la variante Delta che in questo momento è quella più diffusa. In Israele, ad esempio la somministrazione della terza dose è già in atto per quei soggetti che hanno un’età superiore ai 50 anni e per quei soggetti che hanno sviluppato meno anticorpi con le prime due dosi del vaccino. E come in Israele Adesso anche in Inghilterra si darà il via alla terza dose è proprio pochi giorni fa anche L’America ha annunciato che da settembre inizierà la somministrazione della terza dose del vaccino. In Italia Invece non avendo una posizione vendemmiata in merito, si sta facendo ancora come si suol dire il pari e dispari, tra chi consiglia la terza dose e chi invece no. Diciamo che al momento si sta prendendo un po’ di tempo, Anche perché stando a quello che ha detto il generale Figliuolo, noi riusciremo a raggiungere l’immunità di gregge nazionale a fine ottobre”.Sull’ipotesi che la terza dose possa essere somministrata solo dai medici di base e non più nei centri vaccinali creati in diversi punti delle città italiane, il dottor D’Angelo spiega che… “in realtà i medici di base non si sono mai tirati indietro davanti alla possibilità di somministrare i vaccini. Inizialmente dovevano essere solo loro quelli che dovevano appunto somministrare il vaccino poi però, con delle contraddizioni di fondo, visto che non sono state consegnate le dosi necessarie ai medici di famiglia, l’azione di andare abbacinare a domicilio i propri pazienti non è stata possibile, pertanto ad oggi i medici di base con le pochissime dosi che hanno ricevuto hanno potuto davvero vaccinare pochissime persone. Sulla terza dose fatta somministrare solo ai medici di base, certamente è una cosa fattibile le potenzialità ci sono tutte e anche la disponibilità dei medici di famiglia. Il problema è un altro Nel senso che bisognerà prima dare delle rassicurazioni di carattere scientifico forte sulla terza dose perché al momento non abbiamo elementi di paragone sugli effetti che questa può avere sulle persone. Mentre, per dare una buona notizia, lo scorso 23 agosto la più grande agenzia americana delegata ad autorizzare l’utilizzo di tutti i farmaci che sono in commercio negli Stati Uniti, Ha dichiarato che è terminato il periodo di sperimentazione Per quanto concerne il vaccino faeser e di conseguenza anche il moderna E che i dati raccolti sono positivi e che quindi questi vaccini dallo scorso 23 agosto non sono più da considerarsi sperimentali ma vaccini a tutti gli effetti proprio come quelli che si fanno obbligatoriamente ai bambini e ai neonati. I dati che loro hanno raccolto in tutto questo periodo in cui la vaccinazione non poteva essere obbligatoria perché appunto, i vaccini erano ancora in fase sperimentale, hanno dato risultati ottimi tanto da far dichiarare conclusa la sperimentazione. Ovviamente qui da noi questo compito è affidato all’Ema, che sicuramente farà le sue valutazioni e analizzerà tutti i dati, certo è che i risultati che arrivano dagli Stati Uniti ci lasciano ben sperare – prosegue ancora il dottor Giovanni D’Angelo – Ma soprattutto questa notizia che arriva dagli Stati Uniti farà sicuramente cadere un po’ di quei dubbi e di quelle perplessità che avevano e che hanno coloro che non si sono ancora vaccinati e che si sono lasciati un po’ fuorviare dai discorsi dei novax che con forza cercano di convincere le persone a non farsi vaccinare. – conclude il presidente dell’Ordine dei Medici ed odontoiatri di Salerno – Ora che i vaccini sono stati dichiarati sicuri, ripeto almeno per quanto riguarda i vaccini utilizzati negli Stati Uniti e quindi il phaiser, è normale che non si potrà più dire che si sta facendo da cavie”.

L'ALTRO PARERE

Luigi Greco, infettivologo di punta del nostro quadro medico, ragiona sul piano “preventivo” che includerebbe una terza dose del vaccino, come ha anticipato a Le Cronache il presidnte dell’Ordine dei Medici Giovanni D’Angelo. “Ho l’impressione che i motivi reali del virus che ha decimato la popolazione mondiale, non siano ancora noti ai più”, afferma con l’immediatezza tipica di coloro i quali scavano a fondo nelle cose. Il gioco di ombre cinesi sul Covid-19 sarà terminato solo quando ci faremo partecipi di una profezia che non trascura il problema ambientale e sociale. Quali considerazioni riguardo il piano proposto da D’Angelo per la terza dose? “La terza dose va riservata solamente a coloro i quali non hanno risposto adeguatamente alla prima e alla seconda somministrazione, perché immunodepressi. Questo fenomeno capita con tutti i vaccini quando il siero viene inoculato ad individui che presentano complicazioni preliminari, tra queste il diabete o debolezze immunitarie. Si sono presentati dei casi in cui, il soggetto aveva assunto cortisone e a seguire la vaccinazione non ha avuto l’efficacia sperata. Viene garantito che la risposta al vaccino sarà duratura nel tempo, per cui la terza somministrazione verrà riservata solo in casi specifici. Il programma non prevede dunque un’ulteriore dose preventiva, soprattutto ai giovani, i quali hanno manifestato effetti collaterali inaspettati e misteriosi.” Come giustifica le congetture di chi ancora oggi resiste alla vaccinazione? “Le notizie così come le recensioni redatte da esperti non danno certezze sugli effetti del vaccino. La diatriba è ancora aperta. D’altra parte, è la prima volta nella storia della medicina in cui un vaccino poco sperimentato venga somministrato su scala nazionale a 6 mesi dall’officina del laboratorio. Questa considerazione non va a discapito di chi ha prontamente effettuato la vaccinazione, piuttosto è un appello alle ragioni dei più scettici, i quali vengono costantemente calunniati da chi non ha competenza a riguardo.” Negli ultimi tempi, sembra che siano i media a commettere il maggior numero di crimini. Come sostituire il modello disfunzionale in voga con un messaggio costruttivo? “Il messaggio che i media dovrebbero lasciar passare, in maniera immediata è che la terza dose sarà predisposta agli anziani e a chi presenza disfunzioni di un certo tipo. Anche chi si trova in condizioni di obesità è maggiormente esposto al pericoloso virus, ma credo di scadere nella banalità. In vero, l’emergenza Covid-19, altro non è che la reazione subdola della natura sull’uomo, soggetto alle tentazioni smodate che la società consumista impone, vuoi per ragioni economiche o per seguire le oscillazioni della propaganda politica. Le calamità naturali, le grandi epidemie sono sempre esistite ma non hanno impedito la società di progredire. L’essenza irreversibile del Covid-19 non deve tradursi nella convinzione che il danno sia permanente. Permanente sembra essere invece, il sentimento d’alienazione fecondato dai social media. La libertà d’espressione genera mostri incontrollabili e oramai chiunque è impelagato nel vortice del qualunquismo d’opinioni. Può venirci in aiuto una nuova consapevolezza, una sorta di risveglio dallo stato di trance intellettuale che comporta danni incommensurabili che decideranno anche sulle sorti delle generazioni future”.

I MEDICI DI BASE

La disponibilità dei medici di medicina generale, una volta chiamati ‘di base’, a gestire la fase di distribuzione della terza dose del vaccino anti Covid manifestata dal dottor Giovanni D’Angelo, presidente dell’Ordine dei medici di Salerno, trova conferme tra i diretti interessati ma presso i centri predisposti dall’Asl. E’ così da marzo scorso e sarà così anche se dovesse verificarsi la concreta necessità di ricorrere alla terza dose. La questione era già stata posta alla base tempo fa e le risposte erano tutte verso una piena consapevolezza che il medico di base non poteva sottrarsi ad un’emergenza di così tale portata. Anche se, per la verità, il coinvolgimento non è stato proprio totale da parte degli attori preposti alla gestione di tutta la campagna di vaccinazione. Campagna che però va sviluppata presso i centri perché nei propri studi privati la situazione appare ingestibile. «Un accordo a livello nazionale, poi calato e livello regionale e diffuso su scala locale prevedeva la nostra partecipazione in alcune modalità, tra queste quella presso il nostro studio o presso i centri vaccinali allestititi dalle Asl. E’ chiaro che la nostra preferenza va alle seconda opzione perché da noi gli aspetti burocratici e logistici sono ingestibili nei modi e nei tempi. – chiarisce il dottor Salvatore Telese, medico di base e molto conosciuto in città per il suo impegno politico e nello sport – Io, per esempio, l’ho già vissuto sulla mia pelle a marzo quando andavo in giro dai miei pazienti allettati, la mattina facevo iniezioni di vaccino e la sera dovevo adempiere a tutte la burocrazia. E parliamo solo di pazienti appartenenti alle categorie a rischio ed impossibilitati a venire allo studio. Ve lo immaginate a stare da solo in uno studio a fare l’accettazione, fargli compilare e firmare tutte le carte, poi fare il vaccino al paziente, lasciarlo in osservazione prima di dimetterlo e poi scannerizzare ed inviare la documentazione al ministero al termine della procedura? In un centro vaccinale c’è una macchina organizzativa con numeroso personale che è capace di smaltire tutto nel tempo dovuto, ognuno sa cosa deve fare». Tra i medici, più che la stessa vaccinazione, tiene banco pure l’assenza di disposizioni in merito. Questo fa accrescere lo scetticismo circa la somministrazione di una terza dose che appare più presente tra le chiacchiere da bar che nelle reali intenzioni delle autorità sanitarie nazionali, nonostante se ne continui a parlare anche all’estero. «Siamo sempre stati a disposizione per somministrare il vaccino e quindi anche la terza dose – afferma Matteo Rispoli, medico di medicina generale e consigliere nazionale della Società Italiana Scienze Mediche – d’altronde siamo quelli più vicini ai pazienti, soprattutto quelli fragili ai quali ogni anno somministriamo altri vaccini, tipo quello antinfluenzale, quindi abbiamo anche una mappa precisa di coloro che sono più a rischio. Di terza dose ne se parla da tempo, quindi attendiamo in merito istruzioni, soprattutto che ci sia un protocollo chiaro e preciso. C’è però bisogno che logisticamente l’Asl sia preparata a gestire la catena della distribuzione delle dosi. Mi riferisco alla conservazione ed alla distribuzione di quei vaccini che hanno bisogno di temperature bassissime ed a questo i medici di base non possono provvedere il proprio. Per il resto siamo pronti e da tempo». In sintonia con Rispoli il collega medico Gianfranco Salzano: «Al momento non posso esprimere nessuna opinione in merito perché sento solo parlare di terza dose ma di concreto da parte di ministero ed Asl non vi nessuna comunicazione. All’inizio della campagna vaccinale avevamo comunque dato la nostra disponibilità ad operare presso le strutture dell’Asl perché gestire la vaccinazione presso i nostri studi medici sarebbe stato impossibile, ma poi non siamo stati chiamati. Non vedo però al momento nessuna concreta possibilità che ci sia questa opzione, tutto resta ancora nebuloso, anche perché dovremmo poi fare un nuovo accordo con le Asl, avere un protocollo da seguire. Tra l’altro saremmo anche interessati a saperlo perché avendo fatto il vaccino a gennaio come medici dovremmo essere i primi ad essere coinvolti nella macchina complessa della eventuale nuova campagna vaccinale. Ma al momento non c’è certezza di terza dose, di come, dove e quando».

FONTE: Cronache

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