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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

29/08/2021

PARLA GALLOZZI

Quando si afferma "Scendiamo in campo", si sminuisce il valore di quello che, in realtà stiamo facendo. È un modo di dire che, alla fine, genera un'idea riduttiva per affermare un concetto che, invece, riteniamo di grande importanza. Noi di "Per" ci stiamo mettendo, tutti insieme, alla prova per realizzare, uniti con la città, un lavoro di estrema rilevanza. Perché - prima di entrare nel merito delle cose che intendiamo fare - è il momento di scegliere di partecipare e non di rimanere fuori a criticare e avversare, ma senza, appunto, fare. Per queste motivazioni, "scendere in campo" è una frase stereotipata, che sminuisce il progetto che abbiamo costruito e sminuisce le persone che hanno partecipato, senza le quali non ci sarebbe nulla di quanto ora proponiamo alla città e continueremo a proporre nel tempo, ben al di là delle scadenze elettorali. Orgogliosi del cammino che abbiamo compiuto fino a oggi, ma consapevoli che c'è ancora un lungo percorso da affrontare. Qualche mese fa il nostro gruppo non esisteva ed ora eccoci qui, pronti a presentarci alla città. Per Salerno, il circolo territoriale dell’associazione “Per le Persone e la Comunità” è pronto a partecipare alle prossime elezioni comunali a supporto della coalizione guidata dal sindaco Vincenzo Napoli. Convinti che siamo al posto giusto, accanto a chi ha saputo individuare come dovrà essere Salerno. Insieme con la nostra sensibilità sociale e con le competenze professionali acquisite in anni di studio e di lavoro, possiamo - insieme - guardare al futuro con entusiasmo e passione.

PARLA TOFALO

Digitalizzazione della pubblica amministrazione, interventi di riqualificazione urbana e stradale delle periferie e delle zone fragili, l’integrazione di piste ciclabili, l’utilizzo delle opportunità che offre il Reddito di cittadinanza. Sono questi i punti principali del Movimento 5 Stelle, evidenziati dall’onorevole Angelo Tofalo, già sottosegretario di Stato alla Difesa e pronto a scendere in campo, attivamente, alla prossima tornata elettorale per dare un contributo alla sua città, a sostegno della candidatura a sindaco di Elisabetta Barone. Le casse comunali sono pari a zero, l’amministrazione comunale per correre ai ripari prova a vendere i beni di sua proprietà… “Gli atti finanziari all’esame del Consiglio comunale certificano la sofferenza dei conti comunali. Per pagare i debiti venderanno come sempre i beni comuni che non sono riusciti a far rendere. Quando c’è incapacità gestionale, i beni dei cittadini da risorse diventano oggetti da svendere velocemente per evitare il default. Si cancellano opportunità di lavoro e la possibilità di fruire di spazi pubblici cancellando pezzi di città. È tempo di cambiare rotta, di mettere in ordine i conti per non continuare ad indebitare le nuove generazioni”. Lei, di recente, ha puntato l’attenzione sullo stadio Arechi. Crede che la struttura non sia pronta per la prima gara casalinga dei granata? “L’amministrazione comunale aveva promesso tempi record per adeguare l’impianto alle normative vigenti entro e non oltre l’esordio con la Roma, ma ad oggi notiamo una situazione praticamente identica a quella di tre mesi fa. Eppure per rimettere in sesto lo stadio abbiamo avuto negli ultimi due anni, mezzo campionato annullato e praticamente un anno intero di partite senza pubblico. L’impianto audio è carente, per i servizi igienici c’è tanto da fare, manca un’area adeguata ai diversamente abili, non c’è un tabellone luminoso e il tunnel tra le due panchine è ancora in via di realizzazione. Un disastro del sindaco di Salerno e del suo Assessore allo sport”. Perchè il Movimento 5 Stelle ha scelto di sostenere la candidatura a sindaco di Elisabetta Barone? “Avevamo promesso ai cittadini di Salerno un sindaco che fosse all’altezza della sfida che ci attende. Vogliamo far rinascere la città e riportarla al suo ruolo naturale di Capoluogo di Provincia. Sono certo che Elisabetta Barone sia la donna giusta in questo particolare momento storico. Sono pronto a dare tutto il mio contributo nell’interesse di Salerno e dei salernitani. Con questa candidatura Salerno diventa laboratorio nazionale per un progetto di valore che vuole rendere i bisogni dei cittadini la priorità”. Mancano poche settimane al voto, il Movimento 5 Stelle a che punto è? “Il MoVimento 5 Stelle con Giuseppe Conte sta ripartendo con un progetto che valorizzi i territori e stimoli un reale sviluppo sociale ed economico delle comunità. Vogliamo dare risposte precise alle esigenze dei cittadini attingendo dalle risorse che abbiamo ottenuto in Europa. Giuseppe Conte, esponente della società civile prestato tecnicamente alla politica, rappresenta il modo con cui stiamo costruendo una nostra classe dirigente attingendo dalle migliori professionalità della società civile”. Quali sono le maggiori responsabilità dell’amministrazione comunale, secondo lei? “Ereditiamo una città in forte affanno, ma anche piena di energie che esprimono la voglia di ripartire. C’è bisogno di qualità progettuale, investimenti, capacità di gestione amministrativa e di ascolto dei bisogni delle persone. Se abbiamo autobus vecchi, se non facciamo manutenzione delle strade, se non curiamo gli spazi, il livello di sicurezza scende. Dobbiamo investire di più sui servizi pubblici, rimodulare gli investimenti per evitare gli sprechi. Questo è l’unico modo per garantire qualità della vita ai cittadini e nuove opportunità di lavoro. Senza una visione strategica la politica è solo la somma di favori, azioni spot e speculazioni spacciate per innovazioni”. Qual è il punto principale del vostro programma elettorale? “La priorità è la digitalizzazione della pubblica amministrazione per una adeguata fruibilità di tutti i servizi. Non sono più prorogabili gli intervento di riqualificazione urbana e stradale delle periferie e delle zone fragili, l’integrazione di piste ciclabili, l’utilizzo delle opportunità che offre il Reddito di cittadinanza. Nella nostra coalizione ci sono tanti professionisti che operano quotidianamente in comitati che spesso devono sopperire all’immobilismo delle istituzioni. Dobbiamo attivare centri di formazione e costruire un nuovo modello di gestione amministrativa che sia di supporto allo sviluppo economico sostenibile ed ad una efficace organizzazione delle reti di protezione sociale”. L’obiettivo, per la coalizione, è il ballottaggio. Crede sia possibile? “Sono stato protagonista di una stagione politica che ha reso possibile ciò che era fino a quel momento inimmaginabile. Per raggiungere obiettivi ambiziosi è necessario lavorare con passione credendo profondamente in ciò che si fa. Abbiamo professionalità e competenze che ci permetterebbero di dare nuova vita alla nostra città ma l’ultima parola spetta agli elettori”. (Cronache)

PARLA DE ROBERTO

Un pronto soccorso sociale e un luogo che possa accogliere 24 ore su 24, 356 giorni l’anno, uomini e donne che vivono per strada. Sono questi i progetti principali di Paola De Roberto, consigliera uscente e ricandidata nella lista Salerno per i Giovani, a sostegno del sindaco Napoli. Presidente della commissione Politiche Sociali, la De Roberto è stata tra le protagoniste attive sia dell’emergenza covid che dell’emergenza freddo: a lei si deve, di concerto con l’amministrazione comunale, la decisione di aprire le porte del Palatulimieri ai senza fissa dimora, in pieno lockdown. In consiglio comunale, tra le sue ultime proposte, la realizzazione degli orti sociali. Un progetto, questo, che sta coinvolgendo anche le scuole di Salerno. Paola De Roberto, ricandidata con Salerno per i Giovani, a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Napoli. Cinque anni ormai giunti al termine, un bilancio personale più che amministrativo? “A livello personale è stato molto motivante perché le tematiche su cui ho avuto la possibilità di poter lavorare su tematiche su cui ho avuto la possibilità di lavorare, rispondendo anche ad una mia sensibilità, sono state interessanti e – secondo me – danno il senso vero del fare politica perché occuparsi, in particolare, delle Politiche Sociali, affiancare l’assessore su questi temi e poter operare accanto alle persone che sono più in difficoltà, ed è stata una cosa che ha dato senso a questi cinque anni. Ho avuto la fortuna di presiedere una commissione che è stata molto operativa, abbiamo portato avanti tante proposte, come quella degli orti urbani, approvata all’unanimità dal consiglio comunale. Sono state esperienze forti, belle che hanno dato operatività a questi cinque anni di mandato. Poi, c’è il progetto della scuola, attualmente in itinere che prevede la realizzazione di un orto in ogni scuola per dare un segnale forte ai nostri ragazzi; stiamo lavorando a progetti mirati per i giovani che mi piacerebbe portare avanti perché sto dialogando molto con i ragazzi, condividendo le loro esigenze. Spero di poter portare avanti questi impegni, se i cittadini vorranno, in una prossima consiliatura”. Cinque anni intensi, non sono mancate le difficoltà e le battaglie da portare avanti. Lei si è resa protagonista dell’emergenza freddo e dell’emergenza covid lavorando con l’amministrazione comunale per cercare luoghi idonei all’accoglienza per i senza fissa dimora… “Io penso che Salerno, da questo punto di vista, sul panorama nazionale e internazionale si sia distinta, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza Covid: la soluzione del Palatulimieri quale luogo di accoglienza, in pieno lockdown, quando c’era necessità di un riparto per tutti, è stata un’esperienza di grande sensibilità per la città e l’amministrazione. Sono fiera di questo progetto che abbiamo condiviso con il sindaco, l’assessore Nino Savastano e il mondo del volontariato che ha fatto un lavoro eccezionale. Io vorrei poter dare seguito ad una serie di progettualità in questo ambito: la mia idea è di attivare un pronto soccorso sociale in modo da poter dare continue ed immediate risposte a tutte le difficoltà e non parlo solamente dei senza fissa dimora ma anche, ad esempio, alla violenza di genere, alla violenza sulle donne per poter costruire una filiera veramente forte che dia risposte importanti e coerenti con un processo di empowerment femminile. Sono tanti i temi che mi appassionano, su cui abbiamo iniziato un percorso che va potenziato. Spero di poter essere presente in prima persona per portare a termine queste progettualità”. Se dovesse essere riconfermata quale sarà il suo primo atto in consiglio comunale? “E’ una bella domanda. Il mio pallino è dare un rifugio stabile agli uomini e alle donne che vivono in strada, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Vorrei attivare progetti di inclusione per tutti coloro che, in qualche modo, vogliono riprendersi la loro vita e questo, naturalmente, sempre in una logica di rete. Con la precedente amministrazione, il primo atto è stato l’istituzione di un tavolo di confronto tra tutte le realtà che operano da anni su questo ambito e adesso, dopo aver capito ed approfondito le esigenze, dobbiamo passare ai fatti e dare un senso a tutto quello che è stato il lavoro di questi cinque anni”. (Cronache)

LA LISTA

Europa Verde-Sinistra Civica Plurale presenta la lista in campo a sostegno del candidato sindaco Vincenzo Napoli. Il movimento politico di stampo ambientalista ieri ha ufficialmente presentato i candidati al consiglio comunale di Salerno. In corsa per uno scranno a Palazzo di Città ci sono: Maria Angela Ventura, Mario Abate, Samantha Abate, Emilia Aliberti, Giovanna Avallone, Raffaella Avossa, Massimo Bracesco, Alberto Carlino, Anna Cione, Luisa Citro, Raffaele Croce, Rosa D’Andria,Ramona Dentale, Maurizio De Simone, Francesco Fantaccioni,Alessandra Ferroro, Paolo Gallo, Vincenzo Guzzo, Alessandro Longo,Fabrizio Marotta, Maria Rosaria Meo, Teresa Pfeifer, Monica Perotti, Luigi Pinto, Marcello Quaranta, Vita Rallo, Monica Ricciardi, Silvana Rossi, Ciro Sammartino, Anna Sassano, Giuseppe Traversi, Carmine Vitale. “Soddisfatti di un accordo programmatico che mette al centro dell’azione amministrativa la transizione ecologica e l’equità sociale, opereremo con l’impegno e il valore di ogni singolo candidato, del partito e del collettivo, affinchè ogni cittadino possa avere contezza dello stato reale delle cose e delle proposte migliorative – hanno dichiarato i rappresentanti Dario Barbirotti e Raffaele Di Noia – La consapevolezza di aver messo in evidenza e di aver programmato le soluzioni possibili ai bisogni reali del territorio e delle persone, ci spinge a chiedere il massimo sostegno ai cittadini salernitani. Pensare globale e agire locale si può! Lo si fa impegnandosi con noi e votandoci, cosi da permetterci di contribuire al processo d’accelerazione dal basso, necessario alla realizzazione della transizione ecologica, sociale e culturale”.

LE IDEE DI ILARDI

Salerno e il turismo. Antonio Ilardi, imprenditore del Polo nautico e candidato al Consiglio comunale con la lista dei Popolari e Moderati traccia un primo bilancio. “La città di Salerno ha ospitato, nell’anno antecedente alla pandemia, più di 320.000 turisti italiani e stranieri per oltre 700.000 pernottamenti. La Salerno turistica esiste già ma non se ne ha una giusta percezione. Per questo, trovo del tutto inutili per la città, oltre che particolarmente pericolose per le imprese e per i lavoratori, polemiche che provino a mettere in contrapposizione gli operatori del turismo e l’amministrazione comunale. Oggi più che mai serve coesione non conflitto” Il bilancio 2021 nonostante tutte le difficoltà legate al Covid può dirsi positiva? “La città di Salerno ha vissuto una stagione estiva 2021 caratterizzata da una eccezionale ripresa dei flussi turistici italiani ed esteri – spiega Ilardi – con risultati del tutto inattesi data la difficilissima condizione sanitaria che ha vissuto il Paese. Tale successo è dovuto alla positiva immagine nazionale ed internazionale di cui gode Salerno grazie alle esperienze di trasformazione urbana, al grande evento delle Luci d’Artista, alla recente riqualificazione della costa orientale cittadina. La straordinaria abnegazione e la grande professionalità degli operatori turistici dell’accoglienza, della ristorazione e dei servizi di supporto hanno consentito di concretizzare le premesse create dalle istituzioni e di offrire sviluppo a tutta la comunità salernitana”. Gettate le basi con dati positivi come bisogna fare per strutturare questi flussi positivi. “Occorre ora consolidare ed amplificare i risultati raggiunti dando vita ad un progetto organico che consenta di superare la stagionalità dei flussi connessi attualmente ai picchi estivi. Per questo serve un piano che sia elaborato e realizzato da chi opera nel settore e non da chi ne abbia vaga contezza per “sentito dire” o, peggio ancora, da chi tenta di agitare il comparto per meri interessi elettorali”. Turismo e politica, Ilardi lancia dieci proposte. “Varare la Salerno City Card che consenta ad un ospite della città, a fronte della corresponsione dell’imposta di soggiorno, di fruire gratuitamente dei mezzi pubblici, di godere di agevolazioni sui parcheggi, di ottenere riduzioni per gli spettacoli, di conseguire risparmi negli esercizi commerciali, di accedere con un unico ticket a tutti i musei cittadini”. Poi Ilardi prosegue… “Organizzare nel primo week-end di ogni mese, durante l’intero arco dell’anno, la manifestazione Salerno Porte Aperte per consentire ai visitatori di pianificare un soggiorno in città; programmare, nel mese di Febbraio, un festival nazionale di teatro/musical in lingua inglese aperto a tutte le scuole d’Italia, candidando la città a sede del turismo scolastico invernale, in modo da assicurare presenze turistiche durante tutto l’arco dell’anno; ideare un nuovo grande evento primaverile legato alla Fiera del Crocifisso e incentrato sulla valorizzazione della Salerno medievale; promuovere un attrattivo cartellone di rappresentazioni di prosa e commedia musicale nei Teatri cittadini, sì da attirare turisti dalle regioni circostanti, secondo il modello dei teatri romani quali il “Sistina” e il “Salone Margherita”; 6. utilizzare gli spazi del vecchio Tribunale per la nascita di un nuovo polo museale, che funga da grande attrattore turistico, in grado di valorizzare la più fulgida esperienza culturale cittadina, la Scuola Medica Salernitana, e le tante collezioni pubbliche e private oggi disponibili ma inaccessibili ai salernitani e ai turisti. Ilardi è un fiume in piena… “Potenziare il Museo dello Sbarco -spiega l’imprenditore – arricchendolo di dotazioni multimediali, in modo da vivere al suo interno le suggestioni che oggi, ad esempio, si godono nel centro di Berlino con la narrazione delle vicende del Muro; creare strumenti tecnologici, quali app georeferenziate, che agevolino la visita della città e la fruizione dei beni culturali del centro storico, particolarmente apprezzato dai turisti stranieri; migliorare le linee di trasporto pubblico lungo gli assi viari longitudinali del Lungomare e le arterie parallele Trento/Posidonia/Garibaldi/Roma, dotando le fermate di rilevatori elettronici che indichino i tempi di attesa dei bus. Infine redigere con un anno di anticipo il calendario di tutti gli eventi cittadini, in modo da proporre la città in maniera organica alle principali Fiere turistiche nazionali ed internazionali”. (Cronache)

IL PROGETTO

Tutelare il patrimonio non solo artistico, ma anche commerciale della nostra città.?E’ questo quello che la sovrintendenza ai beni culturali, inizierà a fare dalla prossima settimana, con un incontro con l’assessore alla cultura Antonia Willburger. Il progetto prevede una mappatura di tutti quei negozi, come la cartoleria Cirillo che conservano insegne o arredi antichi e che quindi vanno tutelate sottoponendole a vincolo. Un intervento questo, che in parte fu messo già in atto sul finire degli anni 80 e gli inizi degli anni 90, quando sempre in accordo con l’amministrazione comunale si decise di far togliere a tutti gli esercizi commerciali le vetrine esterne e le saracinesche. In quell’occasione alcuni negozi, compresa la cartoleria Cirillo, ottennero una specie di deroga o vincolo che consentiva loro di non togliere le vetrine ma soprattutto impediva loro di modificare le insegne esterne. Ma dopo di ciò nulla è stato più fatto, fino a 4 mesi fa circa, quando la cartoleria Cirillo, è stata sottoposta a doppio vincolo. Ora lo scopo, fanno sapere è tutelare il resto del patrimonio storico/commerciale della città, come l’insegna dell’antico panificio nei pressi di Vicolo delle Galesse, che oggi però ospita il ristorante pizzeria Da nonno Raffaele, oppure l’insegna dell’antica beccheria di via Dogana Vecchia, che oggi ospita il deposito di un negozio di generi alimentari e detersivi. Ed ancora l’insegna del negozio Ernesto Sammartino che, fino a poco tempo fa all’interno conservava anche antichi arredi, mentre oggi invece ospita uno dei tanti locali della movida cittadina. O come il ristorante Vicolo della Neve che al suo interno conserva dipinti di Tafuri e scritte di Alfonso Gatto. (Cronache)

L'EVENTO

Manca ormai poco alle celebrazioni per il 78° anniversario dell’Operazione Avalanche, il nome in codice che venne dato allo sbarco degli alleati, avvenuto il 9 settembre 1943 a Salerno ed in varie località del golfo. A Maiori, Vietri, Salerno, Magazzeno, Paestum ed Agropoli, inglesi ed americani diedero vita ad una gigantesca operazione militare che aveva lo scopo di creare una testa di ponte nell’Italia continentale, dopo lo sbarco in Sicilia. L’intero litorale salernitano fu interessato, a vario titolo, dell’arrivo degli alleati e questo è ancora ben ricordato da quanti hanno assistito direttamente gli avvenimenti, o dai racconti dei propri nonni. Il Museo dello Sbarco di Salerno e Salerno Capitale, nato nel 2012 e curato nella sede di via Allende dal professor Nicola Oddati, prosegue nella preziosa attività di memoria storica dei fatti che hanno condizionato e non poco la storia del nostro paese. Per l’anniversario di quest’anno è previsto una sorta di sinergia con Paestum, altra sede di sbarco alleato, che si prepara a celebrare gli eventi con una settimana piena di iniziative dedicate. «Ogni anno organizziamo il Salerno Day che quest’anno, però, avremo un po’ diverso dal solito – preannuncia il professor Nicola Oddati, storico e presidente del Museo dello Sbarco e Salerno Capitale, già ordinario di Storia Contemporanea e Storia dei partiti per oltre 40 anni all’Università degli Studi di Salerno – perché allestiremo, dal prossimo 4 settembre, una mostra dello sbarco a Paestum alla biblioteca di Capaccio dove mostreremo materiale inedito e filmati mai visti prima. E’ l’inizio di una collaborazione che potrebbe portare alla creazione di una succursale del Museo di Salerno proprio a Paestum, grazie alla disponibilità del sindaco Franco Alfieri». Il museo dello sbarco di via Allende a Salerno (non destinatario di fondi pubblici ma inquilino pagante alla Regione Campania) è un fiore all’occhiello della nostra città che, però, resta ancora poco noto ai salernitani. «Abbiamo avuto ultimamente davvero tante visite da parte di italiani anche se su prenotazione per le prescrizioni anti Covid – afferma Oddati – ma contiamo presto sul ritorno a pieno ritmo anche di inglesi ed americani che sono sempre sensibili a musei come il nostro e vengono volentieri per conoscere anche la storia ed i luoghi dove qualche loro parente ha combattuto». Un turismo di nicchia che però potrebbe avere numeri da capogiro. «Se si tiene conto che in Normandia ci sono ben sedici musei dedicati al D-Day ed alle battaglie che si sono svolte sul territorio francese e che nell’ultimo anno non condizionato dalla pandemia ha fatto registrare tre milioni di visitatori – sostiene il professor Oddati – questo fa comprendere come un museo come il nostro potrebbe essere volano per il turismo in città e non solo se inserito adeguatamente in un contesto di promozione del territorio. Al momento siamo appena a centomila presenze da quando abbiamo aperto il museo». Per il Museo dello Sbarco di Salerno e Salerno Capitale ci sono in calendario nuovi eccezionali reperti da esporre: «Siamo quasi alle battute finali del restauro del cannone leggero, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, ritrovato nelle acque del porto di Salerno durante le operazioni di dragaggio, ma la chicca è sicuramente la rimessa a nuovo che attende un aereo da caccia alleato, modello Spitfire, ritrovato impigliato in alcune reti da pesca al largo di Castellabate ed affidato dall’ufficio marittimo di Agropoli a noi per il relativo restauro. Lì i tempi sono un po’ più lunghi perché l’intervento è delicato ma quando una volta pronto sarà uno dei fiori all’occhiello del museo». L’importante raccolta di cimeli della Seconda Guerra Mondiale meriterebbe una sede più adeguata ma per Oddati non si vede nulla all’orizzonte e non manca di evidenziare come la nostra città non ha amore per il proprio passato che invece andrebbe valorizzato: «Si era parlato degli spazi dell’ex tribunale ma a quanto pare lì ci sono altre intenzioni, si parla di un museo di arte contemporanea che andrebbe poi allestito acquisendo collezioni private. Mi sembra assurdo quando, invece, si potrebbe fare un museo con le opere in possesso di Comune di Salerno ed Ente Provincia che stanno lì a perdersi, sarebbe un giusto riconoscimento alla memoria collettiva. Ma in questo Salerno pecca, come quando dimentica di avere l’unico centro storico d’Italia a pianta longobarda ancora esistente ed integro e non è nel circuito delle città longobarde nonostante abbia una storia evidente». (Cronache)

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