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25/08/2021

VERSO LE COMUNALI

“Saremo noi la vera sorpresa di questa campagna elettorale”. Non ha dubbi il segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio che, in questi mesi, è concentrato non solo sulle prossime elezioni amministrative che vedranno i socialisti in campo in tutti i comuni chiamati al voto ma anche sul Referendum Eutanasia Legale, una battaglia di civiltà che vede protagonista proprio il partito che, nelle scorse settimane, è stato impegnato in una raccolta firme in tutta Italia. Segretario, mancano ormai pochi giorni alla presentazione delle liste. A che punto è quella della Psi? “Siamo pronti ad affrontare la nuova sfida elettorale per le amministrative di Salerno. La lista è praticamente chiusa anche se stiamo lavorando agli ultimi ritocchi, che renderanno la nostra lista ancora più forte e competitiva. Abbiamo puntato a rappresentare tutti i settori della nostra città candidando commercianti, professionisti, sindacalisti, insegnanti, esponenti del mondo sanitario e dei comitati di quartiere ma anche tanti politici di esperienza e giovani che daranno il loro contributo per migliorare la città e renderla più a misura delle nuove generazioni. In tutta la provincia di Salerno, nel solco di un trend nazionale negativo, il disagio giovanile è aumentato notevolmente e i dati di openpolis sui neet lo confermano. Il nostro obiettivo è quello di continuare a far crescere il nostro laboratorio politico, coinvolgendo ed investendo sulle migliori energie e valorizzando i giovani nelle future scelte dell’amministrazione. Bisogna investire tutto sul lavoro e sullo sviluppo”. L’obiettivo per i socialisti è confermare gli uscenti e ampliare la rappresentanza in consiglio comunale. Crede sia possibile? “Non c’è dubbio che un risultato in crescita sia alla portata della nostra lista. Dal 2015 il Psi in provincia di Salerno ha sempre aumentato i propri voti rispetto alle elezioni precedenti. Alle regionali di un anno fa abbiamo incrementato i voti in provincia di Salerno raggiungendo l’8% e affermandoci come il secondo partito nel panorama politico, sia di destra che di sinistra, solo dopo il Pd. Sono ottimista sul risultato perché consapevole delle forti ed autorevoli candidature che abbiamo messo in campo. Saremo ancora una volta la vera sorpresa della campagna elettorale”. A sostegno del sindaco uscente Vincenzo Napoli ma i consiglieri socialisti hanno più volte alzato la voce e fatto valere la loro posizione. Crede che l’amministrazione Napoli abbia commesso degli errori? “Siamo stati spesso un pungolo per richiamare l’attenzione dell’amministrazione su alcune problematiche della nostra città, risultando spesso decisivi per alcune scelte importanti. Lo abbiamo fatto con onestà intellettuale e in maniera autonoma, propositiva e mai distruttiva, convinti che il ruolo della politica sia quello di interpretare i problemi e dare risposte alle comunità. Tutto va vissuto come perfettibile. Se non fosse così ognuno di noi sarebbe destinato all’irrilevanza e ad una omologazione inutile e dannosa anche per la coalizione. Il gruppo consiliare, insieme alla segreteria provinciale del partito, ha interpretato al meglio questo ruolo, come avvenuto nelle scelte urbanistiche, in quelle legate allo sviluppo ed al lavoro, al turismo (penso ad esempio alle scelte sulla tassa di soggiorno e sul regolamento dei B&b). In cinque anni abbiamo dimostrato sempre correttezza e collaborazione nei confronti dell’amministrazione, e lo abbiamo fatto ancor di più quando siamo stati critici su alcuni provvedimenti. I nostri valori e le nostre idee vengono prima di qualsiasi strategia politica. L’amministrazione Napoli ha dovuto affrontare questioni gravose e senza precedenti. A partire dalla pandemia e dalla carenza del personale, che hanno generato una serie di problemi a cui si sta ponendo rimedio. Penso alla chiusura degli uffici periferici, al decoro urbano e alla sicurezza che vedono in campo, a causa dei pensionamenti, sempre meno operatori a portare avanti la macchina amministrativa. Si fa davvero fatica. Per non parlare della pandemia che ha praticamente paralizzato da un anno e mezzo le attività culturali, dello spettacolo e del turismo, che solo negli ultimi mesi stanno riprendendo. I prossimi cinque anni saranno fondamentali per Salerno, e per questo occorre mettere in campo una adeguata e lungimirante programmazione degli investimenti”. Quali sono, secondo lei, gli errori che non dovrebbe commettere nuovamente il sindaco, in caso di riconferma? “Lo dicevo prima. Il sindaco Napoli e la sua maggioranza hanno dovuto affrontare problematiche senza precedenti. È auspicabile un maggiore dialogo, ma in tutta onestà non penso ad errori particolari che sono stati commessi. Salerno è comunque cresciuta e si è ormai consolidata come una città modello per tanti aspetti. E poi i problemi del Comune sono gli stessi che ha la maggioranza dei comuni italiani. Il debito elevato, la mancanza di personale e il continuo venir meno di servizi essenziali sono questioni che vanno affrontate a livello nazionale e in sede governativa. Negli ultimi venti anni i Governi hanno progressivamente tagliato finanche i trasferimenti ordinari ai comuni, spesso anche dopo l’approvazione annuale dei bilanci di previsione. Questo ha causato una continua rincorsa ai tagli per far quadrare i conti e alla produzione del debito per mantenere gli standard minimi per i livelli essenziali. Si possono certamente organizzare meglio alcuni servizi, penso ad esempio alla gestione delle cooperative per il verde pubblico o al sistema di raccolta differenziata che ha subìto un forte rallentamento rispetto ai precedenti anni. Ma sono convinto che Enzo Napoli e la coalizione che lo sostiene abbiano le idee chiare sul da farsi e questo lo sanno i salernitani, che confermeranno il loro consenso a favore della nostra coalizione”. Ad Eboli il Psi ha un suo candidato sindaco, Giancarlo Presutto mentre a Battipaglia si sostiene il candidato sindaco Antonio Visconti… “Il punto è proprio la condivisione delle scelte. A Battipaglia si è avviato da tempo un ragionamento sul futuro del centrosinistra in questa importante città e la coalizione ha individuato in Antonio Visconti la figura idonea per ritornare al governo di Battipaglia. Lavoro di condivisione che lo stesso candidato Visconti ha continuato nei mesi successivi arrivando a pochi giorni dalla presentazione delle liste ad avere una coalizione ampia ed eterogenea che lo sostiene. Ad Eboli tutto questo non è accaduto. Si è pensato, come spesso succede, di scegliere in solitudine ed imporre il candidato sindaco alla coalizione. Non sempre può andare bene. Noi abbiamo deciso di continuare sulla candidatura, per noi vincente, di Giancarlo Presutto, che ha una forte esperienza amministrativa, conosce la macchina comunale e ha una nuova visione di sviluppo della città. Un professionista che sta facendo una bella campagna elettorale, dinamica e smart come lo sono le tante proposte che sta avanzando per la città. Sono molto fiducioso sul suo risultato e su quello delle tre liste che lo sostengono. Una bella scommessa per noi e per Eboli”. Lei sta lavorando fianco a fianco con Marco Cappato per il referendum Eutanasia Legale. Una battaglia di civiltà che la sta portando in giro per l’Italia… “Una battaglia di civiltà che i socialisti hanno sposato subito aderendo al comitato promotore del referendum. Non molti sanno che la prima proposta di legge per il riconoscimento dell’eutanasia in Italia porta la firma di un socialista. Fu Loris Fortuna negli anni 80 a presentare il primo disegno di legge, che non ha mai avuto seguito. Con Cappato stiamo girando l’Italia perché crediamo nella libertà di scelta dell’individuo e pensiamo che ormai sia giunto il momento di dotare anche l’Italia di una legge sul fine vita. Questo a tutela della dignità umana di ogni individuo che va garantita fino alla fine. Il Parlamento si è dimostrato indifferente di fronte a tale materia e, peggio, ha deciso di non decidere. Oggi stiamo scrivendo un pezzo di storia importante in tema di diritti civili e i socialisti non potevano che esserne parte attiva. Abbiamo raggiunto le cinquecentomila firme e questo consentirà l’indizione del referendum. Ma il lavoro sta continuando. Dobbiamo raccogliere ancora le sottoscrizioni fino a fine settembre per mettere in salvo il risultato. Per fare questa battaglia in cui all’inizio in pochi credevano abbiamo lanciato il cuore oltre l’ostacolo e vedere che ai banchetti per la raccolta firme ci sono file interminabili di giovani ci rende orgogliosi e soprattutto fiduciosi del risultato”. (Cronache)

Moderati e Popolari pronti a dare il via alla campagna elettorale. Presso il Polo Nautico di Salerno si è tenuta la sottoscrizione delle candidature al Consiglio Comunale della lista dei “Moderati e Popolari”. Aniello Salzano, Commissario provinciale dei Popolari illustra il programma politico che sfrutta le potenzialità collettive della città di Salerno. Da dove ripartirà la lista dei “Moderati e Popolari”? “Quello che manca oggi è un sistema di valori coerente che non perda la sua efficacia nonostante gli ostacoli che ci apprestiamo ad affrontare. Si diventa spesso vittima di speculazioni sul Covid-19, il quale ha sicuramente cambiato le nostre vite per sempre, ma molte difficoltà si celavano già prima della pandemia. Società ed economia non possono essere in conflitto tra loro, la perdita di fiducia verso la politica, specie da parte dei giovani non fa che deteriorare un panorama già critico. Il collasso dei sistemi amministrativi è ancora in corso, per cui bisogna operare una manovra d’emergenza in ogni ambito pubblico. La lista “Moderati e Popolari” nasce da questi presupposti. L’impalcatura sociale non si sviluppa in maniera verticale, distribuendo il potere in modo gerarchico e formale. Piuttosto, il modello che proponiamo è orizzontale e include canditati provenienti da settori eterogenei che possono finalmente dialogare nel rispetto delle criticità altrui.” Quali considerazioni sul periodo storico attuale? “L’universo politico ha una straordinaria capacità di rinnovarsi ed è per questa sua prerogativa che non ho mai abbandonato la carriera anche quando sono sopraggiunti tempi duri. Ammiro tutti i candidati in lista perché ognuno esprimerà al meglio l’essenza della città di Salerno. Inoltre, negli ultimi anni, l’ottusa fuga dalle responsabilità ha permesso l’insinuarsi di situazioni sempre più coercitive per la classe media, la quale è stata ridotta ad un coro afono e senza speranze. Dal nostro canto, moderati e popolari si distinguono da chi crede di poter tornare indietro: tornare alle caste, alle classi non è possibile né congeniale al quadro storico-culturale. Non credo di rivelare nulla di nuovo, se la società ha difficoltà a raggiungere il progresso scientifico, rimane il turbamento psicologico e la mentalità monetaria stenta sempre più ad aggiornarsi.” La Preside del Liceo Scientifico “Francesco Severi”, Barbara Figliola sollecita i programmi scolastici ad una presa di coscienza basata su criteri contemporanei e scelte formative internazionali. “Non ritengo che la didattica scolastica si possa adattare all’agenda aziendale promossa dal modello misto. Gli alunni necessitano di inclusione, di animazione e continuità. Ogni giorno vengono riempiti archivi di cronaca nera su ragazzi che commettono crimini di ogni genere, questo perché si è persa un’identità scolastica supportiva e che sia al passo con i tempi. La scuola è una priorità, il diritto all’istruzione non può essere calpestato dall’accidiosa cultura del tempo libero. Il programma da noi proposto si impegna nel ripristino di un’atmosfera libera e dinamica della scuola. Includeremo l’incremento di ore in lingua inglese con insegnanti madrelingua per abbattere questa piaga radicata in Sud Italia”. (Cronache)

“Coalizione fantomatica, inesistente e inconsistente la nostra che appoggia la candidatura a sindaco di Simona Libera Scocozza? Noi Noi “sostenitori del sistema di potere”? Non c’è limite all’impudenza”. Replica alle accuse lanciate dal leader di Davvero Michele Ragosta, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Vincenzo Benvenuto. Il partito di Rifondazione Comunista rivendica, infatti, la sua presenza, con una propria lista, nella coalizione dell’avvocata Simona Scocozza, “sempre, ora come allora, in opposizione al centrodestra e alle coalizioni deluchiane, in città come in regione. Lo stesso, in verità, non si può dire di Michele Ragosta e dei partiti in cui è via via trasmigrato nei passaggi elettorali comunali e regionali degli ultimi dieci anni – ha attaccato Benvenuto – Solo per citarni alcuni: dal 2010 segretario di Sel, in coalizione con De Luca alle regionali, per poi bissare alle elezioni comunali; e ancora, sempre fedele al Presidente della Regione Campania fino alle regionali dello scorso anno, così come nelle precedenti. Oggi Ragosta in opposizione al sistema deluchiano? “Ma mi faccia il piacere!” verrebbe da commentare”. Il segretario provinciale rispedisce al mittente le accuse di Davvero, “ex Sel, ex PD, oggi Verdi, domani non si sa” e, aggiunge l’avvocato Benvenuto, “Rifondazione Comunista risponde in questo modo: eviti, per quanto possibile, di accusare partiti che fanno della loro coerenza ideologica un tratto distintivo della propria pratica politica. Con tutto il rispetto, non ne capirebbe le ragioni”. (Cronache)

PARLA SARNO

“La candidatura di Martina Castellana è l’ulteriore dimostrazione che questo progetto va avanti, si rafforza e cresce”. Così l’avvocato Michele Sarno, candidato sindaco per la città di Salerno presenta la candidatura al consiglio comunale di Salerno della Castellana, tra le dermatologhe più conosciute in Italia, attualmente in servizio presso l’Asl di Salerno. La dottoressa sarà candidata nella lista Prima Salerno, la civica della Lega che sostiene la candidatura dell’avvocato Sarno, con il fratello, Vanni Castellana. “La politica deve mirare a creare le condizioni per un consenso che sia sempre più diffuso; oggi abbiamo la candidatura di una professionista, riconosciuta non solo a livello salernitano ma nell’ambito sanitario soprattutto: è tra i dermatologi migliori d’Italia, tra le più accreditate e credo continui a rispondere alla nostra proposta civica, politica e partitica sempre più a quel criterio di meritocrazia, premiare chi ha un merito, una capacità e traduce questa capacità a favore della propria comunità”, ha dichiarato ancora l’aspirante primo cittadino che, per l’ennesima volta, prova a mettere un punto sulla mancata candidatura di Priscilla Salerno, proposta dal Nuovo Psi e ostacolata da Forza Italia e dall’Udc. “Quello su Priscilla Salerno è un dibattito che non mi appassiona ma il no a Tina Ciaco non è discriminatorio. Le fibrillazioni che sono nate nel centrodestra, non erano legate alla signora Tina Ciaco che si voleva candidare all’interno delle liste del centrodestra – ha chiarito Sarno – Il problema non è stato rispetto alla sua attività professionale o le sue scelte personali ma per il fatto che Tina Ciaco è stata portata come persona vicina a Michele Tedesco, poi alla giunta Napoli con giudizi positivi; poi un avvicinamento a Ragosta e una dichiarazione della Barone rispetto a questa ipotetica candidatura. È legittimo che la coalizione si senta un ripiego, oggi risulta che non è così perché la signora Tina Ciaco si dice vicina al centrodestra ma credo fosse legittimo avere un’idea differente”. Il candidato sindaco ribadisce ancora che “qui non si vuole censurare la libertà di una persona di potersi proporre come candidato ma c’è anche la libertà di una coalizione di fare una valutazione di carattere strettamente politico. Per quale motivo quando il centrosinistra si esprime in maniera non positiva non c’è clamore mentre se avviene nel centrodestra sì? È una cosa che stride con la realtà, con la storia. La scelta è stata politica, la candidatura di Tina Ciaco è divisiva e io ho l’obbligo di garantire l’unità della coalizione che si è messa insieme con tante difficoltà e quando una candidatura ha i caratteri della divisività è evidente che non può essere accolta”. Martina Castellana è una candidatura non divisiva, soprattutto per il suo percorso politico: nel 2009 è stata candidata alla Provincia, nelle liste di Alleanza Nazionale, “mantenendo una sua coerenza storica e politica. Mi auguro venga messa la parola fine a questa vicenda che, per gli interpreti in campo non ha nulla di positiva”. Salvatore Memoli: “sì alla candidatura della Castellana per le sue battaglie” “Dico si alla candidatura della dottoressa Martina Castellana, per la compostezza delle sue battaglie civili che non offendono nessuno e per i contenuti della sua riconosciuta professionalità”. Lo ha dichiarato Salvatore Memoli, candidato al consiglio comunale di Salerno a sostegno di Michele Sarno. “La dottoressa Castellana non è nuova alle competizioni elettorali nella stessa parte politica, si batte per temi interessanti e border line con efficacia e incisività ma parla di sanità di cui vive con competenza e dal di dentro – ha aggiunto Memoli – Dio sa quanto ne abbiamo bisogno di migliorarla con umanità. A differenza di altre esperienze la battaglia di genere di Martina Castellana non riguarda interessi surrettizi di budget della difesa di una diversità ma un’ innocente difesa di un’oggettiva condizione alla quale con piacere si prestano attenzione e rispetto”. (Cronache)

L'ALLARME

La carenza di personale, sia medico che infermieristico, è un problema che attanaglia un po’ tutte le associazioni che si occupano di assistenza sanitaria, soprattutto del servizio emergenza 118. Anche la Croce Rossa Italiana, pur radicata sul territorio, ha le stesse sofferenze delle altre associazioni ‘sorelle’. Sono ormai lontani in cui l’associazione umanitaria di soccorso ed assistenza sanitaria più importante d’Italia poteva contare su di un gran numero di personale dipendente. Con la trasformazione e la relativa privatizzazione la Croce Rossa Italiana ha visto, nel corso degli anni, ridursi drasticamente le risorse per far fronte ai vari servizi. Le conseguenze si sono manifestate anche nel garantire le varie attività, tra queste anche quella del 118 dove la Cri è riuscita a partecipare e vincere le gare per le varie postazioni. Il volontariato, che è la forza principe della Croce Rossa Italiana, spesso non basta perché le varie dinamiche che formano il complesso sistema dell’emergenza in Italia, come a Salerno, non rispondono più alle logiche della garanzia dell’assistenza ma piuttosto che a parametri economici orientati al risparmio. Tutto questo con l’evidente conseguenza del forte rischio di snaturare sia il servizio stesso che di abbassarne fortemente la copertura territoriale e la qualità. Il Covid ha indubbiamente esaltato le criticità delle associazioni, Croce Rossa compresa. Anche a Salerno c’è difficoltà a reperire personale sanitario qualificato. «La pandemia ha accentuato all’ennesima potenza la mancanza di personale infermieristico che è a carico delle associazioni – spiega Antonio Carucci, direttore del Comitato di Salerno della Croce Rossa Italiana – il Covid ha messo in carico da novanta perché sono stati fatti moltissimi concorsi nel settore pubblico per coprire carenze croniche ma questo ha avuto un riverbero negativo nelle attività delle associazioni come la nostra. L’Asl Salerno aveva iniziato, anche dietro nostro suggerimento, ad internalizzare il servizio ma, inspiegabilmente, dopo aver coperto alcune postazioni si sono fermati e nonostante varie sollecitazioni non riprendono ad internalizzare il personale. Si comprende bene che per un infermiere, ovviamente, tra il posto pubblico anche se non fisso ed uno a prestazione professionale con partita Iva come da noi, la scelta non si pone nemmeno». Per Carucci c’è carenza non solo d’infermieri ma anche di medici. «Mancano spesso anche medici e questo vuol dire che le ambulanze medicalizzate vanno a sopperire alle carenze di quelle che non si riescono a medicalizzare – afferma il direttore della CRI di Salerno – questo comporta giri enormi, centinaia di km macinati e con il rischio di lasciare spesso interi territori scoperti. Il Covid in tutto questo non ha aiutato nessuno, Asl compresa, che comunque affronta molte difficoltà. Però oggi è palesemente difficile trovare personale». A discapito delle attività di copertura del servizio di emergenza c’è anche quello della classica ‘coperta corta’ nell’affrontare oggettivamente i costi sostenuti. «Il problema che riscontrano associazioni come la nostra che hanno il servizio territoriale a chiamata è che, per assurdo, dobbiamo sperare che le persone stiano male per poter ottenere il rimborso che è di appena trentatre euro ed uscita. Impensabile, considerando che tutti dovremmo sempre augurarci che la gente stia bene e non il contrario. Purtroppo su questo l’Asl Salerno fa orecchie da mercante, anche in considerazione della nuova gara in atto. Il problema del sistema a chiamata è ancora più accentuato dal Covid dove le ambulanze, con casi sospetti, restano ferme ore e ore davanti al pronto soccorso. Basti pensare che nel periodo caldo della pandemia abbiamo tenuto nostre ambulanze ferme anche ventiquattro ore e più davanti al pronto soccorso». (Cronache)

IL CASO VICOLO

Salvare il Vicolo della Neve. Da giorni, da quando si è diffusa la notizia della chiusura dello storico ristorante non si parla d’altro. Sui Social, attraverso i mezzi d’informazione e per strada, soprattutto nel centro storico, luogo dove il locale aveva sede. Ma il Vicolo della Neve è diventato anche argomento di discussione a Palazzo di città e negli uffici della sovrintendentenza. Nei giorni scorsi ad occuparsi della chiusura del noto ristorante fu l’assessore alle attività produttive Dario Loffredo che amareggiato per l’ennesima attività che sparisce in città ha comunque è giustamente precisato che l’amministrazione comunale nulla poteva per evitarlo, a differenza di chi ha detto il contrario addossando tutte le colpe al Comune. Oggi a parlare del Vicolo della Neve è l’assessore alla cultura Antonia Willburger, la quale su sollecitazione di molti, che hanno richiesto di salvaguardare le scritte ed i disegni sui muri interni al locale ad opera di Alfonso Gatto e l’insegna di Clemente Tafuri, ha contattato la sovrintendentenza ai beni culturali per valutare il dafarsi ma soprattutto capire se queste opere, non solo tanto care ai clienti, ma bellissime uniche e rare possano essere tutelate in qualche modo. “Proprio stamattina, spiega la Willburger, ho parlato con la responsabile della sovrintendentenza ai beni culturali, chiedendo se vi fosse la possibilità non solo della salvaguardia di queste opere uniche, ma anche la salvaguardia della tradizione culinaria di quel locale. Abbiamo pensato di rivedere la mappatura dei negozi storici della città di Salerno, vedere quali di questi sono ancora aperti e quali sottoporre a vincolo. Ad esempio come è stato fatto per la cartolibreria Cirillo in via Da Procida, che è stata sottoposta a doppio vincolo da parte della sovrintendentenza. Un intervento questo che si spera di poter mettere in atto già dalla prossima settimana organizzando un primo incontro con la sovrintendentenza”. (Cronache)

LA DISAVVENTURA

«Nuoto da tre ore, ho percorso diversi chilometri in mare e devo tornare al villaggio ma non so da che parte devo andare». Era visibilmente in stato di shock e disorientato il turista che domenica mattina è arrivato a nuoto sulla spiaggia del Mingardo di Marina di Camerota e si è rivolto ad un bagnino per chiedere aiuto. «Aveva solo gli occhialini e un braccialetto – racconta l’addetto al salvamento – mi ha detto che si è tuffato in mare dallo specchio d’acqua antistante la struttura ricettiva dove alloggia ed è arrivato fino a qui. Era molto stanco. L’ho invitato a riposarsi ma lui ha chiesto qualche informazione e si è gettato di nuovo in acqua». Prima di salutarlo, però, il bagnino ha riconosciuto il nome della struttura ricettiva impresso sul braccialetto e ha fornito le indicazioni necessarie al nuotatore. (Giornale del Cilento)

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