

In una società in cui tutti, attraverso lo sfrenato utilizzo dei social, vogliamo apparire diversi da ciò che siamo, ricorrendo sempre più spesso all’uso di filtri e di modifiche alla nostra immagine, la cantante livornese Karima va contro tendenza e lancia un chiaro messaggio: l’invito ad accettarsi “senza filtri”, così come si è.
Ormai lontana dalla timida ventenne della sesta edizione del noto talent Amici di Maria De Filippi, oggi Karima è una donna schietta, autentica, sincera, vera, che non ha paura di mostrare le sue debolezze e le sue fragilità e, con il suo nuovo album “No filter”, esorta soprattutto le donne a fare altrettanto, senza nascondersi. Sui suoi canali social, infatti, molto spesso si mostra acqua e sapone e in semplici momenti di vita quotidiana, mentre in campo artistico, come Frida Kahlo usava il pennello per dipingere le sue verità, Karima usa la sua straordinaria voce. In quest’ottica ha scelto di registrare l’intero nuovo disco completamente in analogico e in presa diretta, in modo da poter provare lei stessa, oltre che trasferire all’ascoltatore, le emozioni più vere della musica, quelle dei concerti.
L’album, uscito dopo sei anni dal precedente, è prodotto da Parco della Musica Records e Jando Music e si compone di undici intramontabili successi internazionali, rivisitati secondo lo stile dell’artista, fatto di contaminazioni di generi come il pop e il jazz. Per la prima volta anche la stessa cantante ha curato gli arrangiamenti e si è avvalsa di grandi musicisti, oltre che suoi grandi amici: Gabriele Evangelista al contrabbasso, Bernando Guerra alla batteria e il pianista Piero Frassi. Quest’ultimo, grazie alla sua lunga collaborazione con la cantante e alla sua magistrale penna, ha trovato il giusto tappeto di note su cui far vibrare l’inconfondibile voce di Karima, dando alla luce a nuove versioni “senza filtri” ma solo “emozioni pure” di brani sacri come “Walk on the Wild Side” di Lou Reed, “Tears in Heaven” di Eric Clapton, “Come Togheter” dei Beatles, “Love of my life” dei Queen e tanti altri. Tutti brani “del cuore”, a cui è particolarmente legata la stessa Karima e che la consacrano come un’artista versatile e consapevole.
La voce di Karima è capace di assumere i colori del jazz, del soul, del blues e perfino del gospel. È potente, ma arriva come una morbida carezza, toccando le corde più profonde di chi l’ascolta. In Provincia di Salerno abbiamo avuto la fortuna di poterla ascoltare live e ancor più “senza filtro” lo scorso 10 agosto nel suggestivo Complesso Monumentale San Giovanni di Cava de’ Tirreni e, il giorno seguente, tra i vigneti dell’azienda Tredaniele di Trentinara. Ad accompagnarla grandi musicisti quali: Giacomo Riggi al vibrafono, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Piero Frassi al piano e Igor Caiazza alla batteria.
Il talento della cantante livornese di origine algerina è emerso sin dalla sua infanzia, quando partecipò ai programmi televisivi “Bravo bravissimo” e “Domenica in”. Vinse il premio della critica della sesta edizione di Amici, al Festival di Sanremo del 2009 fu accompagnata sul palco dell’Ariston da Burt Bacharach e Mario Biondi e la sua “Come in ogni ora” si classificò terza nella categoria Nuove Proposte. Ha aperto i concerti di Whitney Houston e John Legend e nel 2017, nel musical “The Bodyguard”, ha interpretato Rachel, lo stesso ruolo interpretato, nel film, da Whitney Houston, da sempre sua Musa ispiratrice.
La speranza che verso Karima soffino sempre nuovi venti d’ispirazione per la sua musica, non può che accompagnarsi a quella di farsi sempre promotrice di nuovi messaggi di verità e autenticità.
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