

Affrontare l'impegno sportivo con serietà e dedizione senza mai perdere il sorriso e l'entusiasmo che la contraddistingue, diventando in brevissimo tempo un punto di riferimento per le compagne più giovani nonostante sia lei stessa giovanissima. E' la mission completata con successo da Erica Bottiglieri, talento napoletano classe 2001 tra le grandi protagoniste della salvezza conquistata dall'Aquatica Torino nel girone più equilibrato dell'A2 femminile, quello Nord-Est. Nove reti realizzate, tra cui la perla con la Locatelli premiata come best goal dei raggruppamenti settentrionali per gli Awards dedicati all'A2, ma soprattutto tanto sacrificio per le dinamiche del collettivo: "Non è stata una stagione facile, abbiamo sbagliato tanto, mettici anche un po’ di sfortuna ma non abbiamo mai perso la voglia di allenarci e di giocare - esordisce Erica ai nostri microfoni - abbiamo sempre cercato di dare sempre il massimo in ogni allenamento, supportate dal nostro coach Rosario. Non avevamo alcun dubbio, dovevamo salvarci!".
Una stagione su cui ha pesato inevitabilmente il fardello delle complicanze legate al Covid che ne ha modificato assetto e formula con gare ogni 2 settimane dopo l'imprevisto stop dello scorso anno: "Nello sport le pause forzate non giovano mai, nello specifico ho cercato di affrontare il tutto con la massima serenità. - continua - La situazione richiedeva resilienza ed è esattamente quello che abbiamo cercato di fare. Non è una questione di essere d’accordo o meno su una formula piuttosto che un’altra, nelle situazioni di emergenza si cerca di trovare la soluzione migliore nel breve. L’alternanza aggiunta alla pausa del marzo precedente non ha assolutamente giovato alla performance, che richiede continuità di gioco anche con incontri amichevoli con altre squadre". Un calendario che non ha agevolato il compito delle piemontesi: "Come detto sono stati tanti gli step di difficoltà da affrontare e superare, la nostra è una squadra che sportivamente può dare molto di più. Il rimpianto per gli errori commessi c'è ma va di pari passo con la grande volontà di superarli e di tesaurizzare ogni esperienza fatta per ritrovarsela come arma in più per il futuro. La nostra tra l'altro era comunque una squadra dall'età media molto bassa. Conta moltissimo per una giovane giocatrice fare tutti gli step dalle giovanili alla serie A2 che ti permettono di acquisire consapevolezza nel gioco".
Trapiantata da giovanissima in Liguria, la Bottiglieri (foto Michele Poggi) dopo le prime vasche agli ordini di Barbara Damiani con l'Acquachiara si mette in evidenza con il Bogliasco conquistando un titolo Under 17, un argento Under 19, il Torneo delle Regioni e anche una promozione in A2 come prestito alternativo al Sori Pool Beach. Da quest'anno a Torino dopo la parentesi RN Bologna interrotta dalla pandemia: "Mi sono sentita veramente a casa, sono circondata da persone molto empatiche, presidente, allenatore, preparatore atletico, la mia coinquilina Agnese e tutte le mie compagne dalla più grande alla più piccola. Federica Ignaccolo mi ha praticamente adottata, sono una costante a casa sua. Con il capitano, Alessia Fasolo e Federica Panattoni (autrice dell'assist per il best goal, ndr) c’è una grande intesa sportiva e personale".
Pallanuoto giocata ma non solo per Erica che da grande appassionata segue con acume e competenze i vari campionati, trovandosi concorde con le previsioni iniziale sull'esito di Scudetti e promozioni: "Seguo tantissimo questo sport, nel tempo ho maturato un occhio clinico per quanto riguarda i risultati e si, mi aspettavo esattamente i risultati così come si sono verificati.
Nel mio girone, in particolare, c’era un grosso equilibrio fra le squadre, con uno scarto minimo di goal tra la vincente e la vinta, quella che ci ha dato più filo da torcere e che ha staccato un po' tutte è stato il Como che ritengo essere la sorpresa del campionato con la promozione nella massima serie".
Nel suo vocabolario non può mancare la parola sacrificio che ben si sposa con il paralello impegno universitario: "La tecnologia ci ha supportato permettendoci di avere un contatto diretto con i docenti e seguire i corsi online, quindi permettendoci di riuscire a conciliare i diversi impegni di studio e sportivi. Dal punto di vista tecnico tattico si può sempre migliorare. Il nostro è uno sport dilettantistico - sottolinea la calottina numero 5 - quindi è importante mantenere alta la motivazione scacciando tutti quei fattori esogeni che ti possano portare a credere che il sacrificio non venga premiato, in qualunque categoria ci si confronti".
Ora Erica dopo aver superato brillantemente gli esami in acqua e quelli studenteschi si gode famiglia ed amicizie tra Napoli e la Sicilia ma la testa è già proiettata alla prossima stagione: "L’obiettivo individuale - conclude - è una costante nella mia vita: divertirmi giocando, che quindi da individuale diventa collettivo con l'auspicio di riuscire a raggiungere importanti risultati". E c'è da scommettere che con la sua determinazione e le sue capacità lo farà sicuramente.
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