

Da quel magico mondo composto da acqua clorata e un pallone non riesce proprio a staccarsene, eppure da piccolina prima di prenderci confidenza ne ha impiegato un po' di tempo. Giulia Rambaldi è una delle poche atlete ancora in attività che ha vissuto con i suoi occhi diverse epoche della Pallanuoto italiana, lasciando un indelebile segno a suon di trofei e diventando col tempo un punto di riferimento per chi crede ancora nello sviluppo di questa disciplina, soprattutto al femminile e con le più giovani, come la Lazio che al suo primo anno in rosa ha conquistato con pieno merito la promozione in A2: "Ho iniziato facendo nuoto alla Canottieri Milano - racconta ai nostri microfoni - in particolare mi cimentavo da ranista fin quando Simona Del Bianco, allenatrice della squadra di Pallanuoto, mi chiese di provare. Effetivamente mi ero stancata del nuoto e inizialmente ho tardato a prendere confidenza con quest'altra dimensione ma col tempo la passione è aumentata a dismisura fino ad esplodere".
Giulia è stata testimone e protagonista attiva del boom della Pallanuoto femminile ma ha anche percepito sulla sua pelle i cambiamenti e le problematiche economiche: "Dopo gli esordi a Varese è iniziato (da buona amante dei viaggi) il mio peregrinare tra Messina e la Liguria e dopo l'esperienza di Nervi ho toccato il cielo con un dito vincendo Scudetto, Coppa Len e Supercoppa con la Pro Recco. Ma il trofeo a cui vado più legata - continua la milanese - è il tricolore del 2013 con il Rapallo (con cui l'anno dopo arrivò anche la Coppa Italia, ndr). Gli investimenti economici iniziano a diminuire, fu una vittoria frutto dell'unione di gruppo ma soprattutto di passione con Mario Sinatra a guidarci perfettamente". Contestualmente si spalancano anche le porte del Setterosa: "Ad un certo punto credevo ormai di essere fuori dal giro non avendo fatto la trafila delle giovanili ma i risultati conquistati mi hanno dato la possibilità di entrarci e vivere anni intensi. La vittoria agli Europei di Eindhoven resta memorabile così come l'Argento in World League a Tianjin. Il rimpianto? Le Olimpiadi di Londra nel 2012 (Giulia segnò con la Russia, di quella squadra sono ancora in attività Bianconi, Emmolo e fino a poche settimane fa Gorlero, ndr), ho ancora l'amaro in bocca per quell'eliminazione ai Quarti. Al di là dei risultati quello che più mi lascia soddisfatta sono i legami costruiti grazie alla Pallanuoto, amicizie speciali e durature. Se proprio devo fare un nome faccio quello di Teresa Frassinetti, è stata un punto di riferimento essenziale per me".
Dopo cinque anni a Bogliasco conditi da una vittoria in Coppa Italia, una pausa ed il trasferimento a Roma: "Tengo a ricordare con particolare affetto il Bogliasco, società che mi ha accolta negli ultimi anni di carriera in Liguria, fatta di persone straordinarie con una passione vera per questo sport, un esempio a livello mondiale per l’importanza che danno ai settori giovanili, solida base sui cui costruire le squadre di categoria maggiore. Casualmente mi sono ritrovata come vicino di casa un amico conosciuto dai temi della Canottieri a Milano, mi chiese di dare una mano al settore giovanile della Lazio a 360° e successivamente di farlo con la nascita del settore femminile - aggiunge il difensore classe '86 - Mi ci sono sempre ritrovata anche in acqua nel ruolo di gestione del gruppo, del supporto alle più piccole e per me è anche una grossa responsabilità viste le aspettative riposte su di me ma ho accettato di buon grado e naturalmente colto l'occasione per tornare a giocare. Il nostro obiettivo è quello di favorire il reclutamento di giovani leve nell'ottica di un progetto di crescita ancora work in progress. Vogliamo consolidarci traendo spunto dall'ottima base presente al maschile e in questa direzione con i più piccoli stiamo portando avanti un discorso comune di allenamenti misti che sono molto utili a entrambe le realtà".
Venendo all'ultimo campionato: "L'inizio è stato un po' problematico non sapendo se effettivamente il campionato si sarebbe disputato. Abbiamo saputo di partire una settimana prima della giornata iniziale ma ci sono bastate due partite per capire che, insieme alla Cosernuoto, avremmo potuto conquistare i play-off. Molte ragazze erano alla prima esperienza ed era importante come prima cosa che si divertissero in un ambiente consono, aiutate dalle atlete ben più navigate come me e qualche altra compagna. Il concentramento finale sapevamo non fosse facile, conoscendo poco delle avversarie tranne qualcosina del Pescara, ma sulla scorta di quanto costruito durante la prima fase abbiamo raggiunto con personalità l'obiettivo. L'A2 è indubbiamente più impegnativa, dagli allenamenti alle trasferte ma ci stiamo strutturando per affrontarla in maniera giusta, gettando le basi per provare a raggiungere l'A1 in un biennio. A tal proposito la società sta lavorando per integrare l'organico con qualche pedina mirata, giovane come prima cosa ma anche con campionati importanti già sulle spalle, in modo da equilibrare ancor di più il gruppo già presente".
Nonostante gli impegni ad alti livelli, Giulia è riuscita a concludere con successo gli studi in Fisica Medica ed ora abbina il tempo trascorso in piscina con quello in ospedale: "E' tutta questione di metodo e organizzazione. Sono dl parere che se uno vuole, può. Ai tempi della Nazionale ho dovuto accantonare per un po' gli studi ma poi ho recuperato e raggiunto i traguardi prefissati. Peccato che in Italia non possa esistere il modello americano dove nei vari college sport e Università viaggiano di pari passo, fungendo l'una come motore dell'altro e viceversa, avviando nel modo giusto all'orbita professionale in entrambi i campi. Da noi purtroppo manca questa cultura e le piscine cadono a pezzi. Con la Lazio vorremmo istituire delle borse di studio per le ragazze più meritevoli facendo loro capire che con sacrificio avere successo nello sport e al di fuori di esso è possibile".
Sul futuro della Pallanuoto: "E' essenziale che seppur manchino adeguate risorse ci sia la volontà di fare attività promozionale, coinvolgere i giovani, sfruttare la vetrina estiva con tornei a mare ed invogliarli a praticare questo sport anche duante l'inverno. Bisognerebbe fare squadra - conclude Ramba - utilizzare anche eventi paralleli in stile terzo tempo rugbystico o qualcosa di affine affinchè (terminata l'emergenza Covid) la gente sia invogliata ad assistere ad una partita e godere di uno spettacolo ad ampio raggio". Una cosa è certa, con Giulia Rambaldi la Lazio ha trovato il suo tesoro per poter sognare in grande anche con le quote rosa.
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