

PULIZIA
Intervento di pulizia e lavaggio strade, ieri mattina, a Salerno, su disposizione del sindaco Vincenzo Napoli e dell’assessore all’ambiente Angelo Caramanno. Interessate le arterie principali della città. Partendo dal corso principale fino ad arrivare alla zona orientale Sempre nella giornata di ieri si è svolta una derattizzazione straordinaria nei punti più critici del territorio dopo che la scorsa settimana si è concluso l’intervento ordinario in tutti i quartieri. La derattizzazione ha interessato principalmente il Lungomare ed il centro storico, zone dove più di una volta i cittadini hanno segnalato al Comune, all’Asl e ai vigili urbani la presenza di ratti, soprattutto nelle ore notturne, quando vengono lasciati davanti ai portoni e alle porte d’ingresso dei negozi i sacchetti dei rifiuti. Un servizio di derattizzazione straordinaria messa in atto dall’amministrazione comunale in vista dell’arrivo in città di molti turisti per il fine settimana di Ferragosto. (Cronache)
TEATRO
Il pipistrello di Mutaverso Teatro, il camaleonte di Teatri in blu, che tuffa la sua coda in acqua assorbendone gli intensi colori, sono i simboli dei progetti più amati di Erre Teatro, firmati da Vincenzo Albano, che da oramai dieci anni ha scagliato una pietra nella morta gora debordante dei “maestri”, “registi”, “attori” “maitre à penser” del teatro salernitano e non solo. Erre Teatro ha finalmente ricevuto il riconoscimento del Mibac, ovvero di rientrare nella prestigiosa graduatoria del Fus, un marchio importante, che potrà apporre sui suoi progetti e che lo stacca nettamente da quella palude, in cui fino ad oggi Vincenzo ha dovuto lottare per essere riconosciuto ed affermarsi. Lo abbiamo incontrato a qualche giorno dalla importante comunicazione, che rende felice l’intero mondo del teatro salernitano. “Avendo maturato negli anni tutti i requisiti per partecipare al Fondo Unico per lo Spettacolo, la scorsa primavera, quando sono stati riaperti i termini (perchè passati tre anni) per la presentazione delle domande, ho deciso di partecipare, scegliendo il capitolo dedicato ai?Festival di?Teatro, che in qualche modo mi sembrava il più idoneo a raccontare l’attività svolta in questi anni dall’Associazione Erre Teatro sia a Salerno con Mutaverso che a Cetara con?Teatri in Blu”. In Campania siete in quattro ad essere rientrati in questa prestigiosa graduatoria? “Esatto, è rientrata la mia associazione Erre Teatro, poi Virus Teatrali che opera ad Afragola, Manovalanza con sede legale a Cava dei Tirreni ma che, in realtà, opera a Napoli e l’Associazione Culturale Michelangelo di Napoli” Quindi il riconoscimento ottenuto dal Ministero va a Erre Teatro per le sue attività? “Si, è stata Erre Teatro ad essere attenzionata per le attività che svolge, che poi queste si declinino con Mutaverso o Teatri in Blu cambia poco. L’importante è che sia arrivato questo riconoscimento. Giunto inoltre, a ridosso del 2022 quando la nostra associazione compirà i suoi primi 10 anni di attività lavorativa”. Ora però si deve guardare avanti? “Ovviamente questo riconoscimento apre nuove prospettive e nuovi dialoghi. Ricevere il marchio del Ministero della Cultura non è cosa scontata. Ci è stata data una nuova macchina da guidare in autostrada e dobbiamo imparare a farlo e diventare sempre più bravi. Perchè ora che siamo entrati in questa classifica, dobbiamo anche rimanerci e per fare questo dobbiamo continuare a lavorare con passione, professionalità e continuare a far crescere le due manifestazioni. E’ scontato che Mutaverso è il progetto che principalmente porto avanti. E’ senza dubbio quello che rappresenta di più l’attività che svolge Erre Teatro, per la quale è nata. Per quanto devo dire che anche Teatri in Blu sta crescendo e sta maturando molto offrendo degli sviluppi molto interessanti”. Per accedere a questo riconoscimento avete dovuto presentare un dossier che illustri la vostra attività? “Si, un dossier sulle attività svolte e su quanto abbiamo prodotto nel 2021.?Ci è stato assegnato un punteggio sul progetto artistico realizzato negli anni addietro e su quanto proposto nel 2021. Dopo di che siamo stati valutati positivamente per la qualità della direzione artistica, la qualità professionale del personale artistico e degli artisti ospitati, la qualità del progetto, la rilevanza internazionale degli artisti, l’innovazione dei progetti, la loro multidisciplinarietà, gli interventi di educazione e promozione verso il pubblico, la valorizzazione della creatività emergente, lo sviluppo della domanda, i luoghi di impatto turistico, gli accordi di partenariato con operatori pubblici e privati del turismo e del patrimonio, la continuità pluriennale, i partnerariati e le convenzioni con gli enti locali, le strategie di comunicazione, l’integrazione con strutture e attività del sistema culturale, lo sviluppo, la creazione e la partecipazione a reti nazionali ed internazionali. Tutti questi parametri valutati positivamente ci hanno permesso di avere, come detto, un punteggio molto alto che ci ha permesso alla fine di entrare in questa graduatoria”. Questo riconoscimento ottenuto da Vincenzo Albano offre ancora un altro insegnamento, un’altra speranza, poiché è stato ottenuto senza alcuno appoggio, personaggio importante, conoscenza, senza mai aggobbire, stendendo collo e mani, dinanzi alle porte chiuse del potente di turno, senza cercare alcuna scorciatoia. Questo “marchio” ottenuto col duro lavoro, “rischiando” in prima persona, poiché l’arte è rischio, è simbolo della specchiata onestà intellettuale ed estetica di Vincenzo Albano, racchiusa e finalizzata alla più assoluta devozione nei confronti dell’Arte, che porteranno lui e noi a crescere nel segno del Teatro. (Cronache)
TEATRO/2
Sabato 21 agosto alle ore 21.30 presso I Giardini della Filarmonica di Roma, in occasione della rassegna teatrale de “I Solisti del Teatro” Antonello De Rosa, porterà in scena uno studio intenso su un testo di Annibale Ruccello, tratto da “Mamma…piccole tragedie minimali”. Questo spettacolo, portato in scena da oltre 20, ha riscosso numerosi successi. Era il 26 luglio del 2001 quando, De Rosa, si presentò al pubblico di Firenze. riscuotendo un successo dopo l’altro in giro per l’Italia. Antonello De Rosa è senza ombra alcuna il maggior esponente della corrente “ruccelliana”, colui che più di tutti ha dedicato la sua vita allo studio del grande drammaturgo partenopeo, scomparso prematuramente, Annibale Ruccello. “Traccia di Mamma” con Antonello De Rosa parla del lento e implacabile tormento di una donna smarrita nel labirinto della sua mente offuscata, una donna alla deriva, schiacciata dalla follia e dalla memoria, da ricordi spesso abbaglianti, dal dolore di una perdita assurda e maledetta, affaticata da un ruolo e da una vocazione, da un’allucinazione che crede vera e reale e in cui continuamente si perde. Le donne di Antonello De Rosa, come quelle di Ruccello si consumano in silenzio, carnefici e vittime, luce e oscurità, trascinandosi per strade strette e buie e malinconicamente lunghe, senza orizzonti, ignorando l’alba, i tramonti, il mare. In una scenografia essenziale, attraverso un sapiente gioco di luci, prende vita la parola di Ruccello, assaporata e restituita con forza nuova, rivissuta nella sua brutale dolcezza e nella sua morbida crudezza. E si odono le voci di donne, di una donna che incarna tutte le altre, nelle righe sofferte di solo due dei quattro monologhi previsti, mischiate, confuse, immerse in una rete di simboli e segni, che diventano un vero e proprio collante tra l’immagine e la parola, tra il gesto e il senso. Ne deriva un testo ristrutturato, alternato, ricomposto, Maria di Carmela- ovvero piccolo delirio manicomiale si fonde con Il mal di denti- ovvero madre e figlia e la telefonata ed è una sola anima quella che si confessa ed un solo respiro quello che si ascolta. Una pazza che crede di essere la Madonna, una donna sola che trova nel telefono, l’unica salvezza e una madre che scopre con orrore la gravidanza della figlia. La follia che spinge la donna in una tunica che è una camicia di forza e in una camicia di forza che è una tunica, tra lo sfavillio dei paramenti sacri, è senz’altro scandalosa, ma ciò che rende inquietante questa figura è la sua inossidabile ostilità all’ipocrisia. La vicenda si gioca tutta sulla trama delle affinità e dei contrasti: la maternità di Adriana e quella della pazza del manicomio nascono da un’insaziabile e avida fame d’amore, ma vengono rifiutate e calpestate da chi vive la religione come superstizione stancamente reiterata; la donna che ripudia sua figlia, al punto da imporle il suicidio, rivela con inaudita ferocia il lato oscuro dell’essere madre, l’incapacità di perdonare, agli altri e a se stessi. Non resta che un groviglio inestricabile di rabbia sacrilega e follia irriverente, su cui domina implacabile l’immagine di una Madonna- Bambola, cui spetta l’ingrato compito di farsi adorare da un’umanità che fa scempio dell’amore. Giardini della Filarmonica di Roma, sabato 21 agosto è fortemente raccomandata la prenotazione e l’arrivo almeno 30 minuti prima l’inizio dell’evento, per evitare code e assembramenti. L’inizio dello spettacolo è alle ore 21:30 ed è obbligatorio il green pass per accedere al festival. Telefono: (+39) 380 7862654 preferibilmente mandare un messaggio Whatsapp; Online: piattaforma Vivaticket; Biglietteria: dalle ore 18:00 alle ore 22:00 in Via Flaminia 118 – ROMA
JAZZ
Al via questa sera, alle ore 21,30 la XVIII edizione di Ispani Jazz, un festival questo, sostenuto dalle diverse amministrazioni comunali che si sono alternate nel corso di questo lasso di tempo e che va ad animare le tre frazioni del comune di Ispani. L’evento prenderà il via nella frazioncina montana San Cristoforo, nella raccolta piazzetta, ove sul palco salirà la splendida Helen Tesfazghi, vocalist eritrea, sostenuta dall’ Elio Coppola Trio con il leader alla batteria, Antonio Caps al piano rhodes e Antonio Napolitano al basso. La suadente voce di Helen Tesfazghi, già corista a “Domenica In”, impegnata in tour nazionali ed internazionali a fianco di Ivana Spagna nel musical “Emozioni” di Sergio Japino, nello spettacolo “La Mala Napoli” di Saverio Mattei e nel musical “Jesus Christ SuperStar” di De Martino, la quale vanta incontri anche con Carl Anderson e tanti altri, a Ispani proporrà tutto il meglio del suo repertorio che spazia da Whitney Huston, Etta James e Otis Redding a Sting, Marvin Gaye e Michael Jackson. Il trio d’appoggio troverà a suo agio nei diversi contesti, pur legati dallo stesso filo rosso, riuscendo a conservare intatte le caratteristiche proprie, adattandole con flessibilità e buon gusto alle esigenze della vocalist. Un elegante viaggio ideale nel ripercorrere un pezzo di storia del jazz e del pop su tasti, corde e tamburi, che non raffrenerà la libertà fantastica ed espressiva dei tre strumentisti, che si sono ritagliati spazi brillantissimi, rientrando, poi, dietro la Tesfazghi, ad ogni istante, a sostenere, sottolineare, suggerire, domandare, rispondere… (Cronache)
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