

Dal calcio femminile alla Pallanuoto passando per il cinema e soprattutto alla grande gioia della nascita del primo figlio Leonardo. E' in estrema sintesi una fotografia del viaggio fin qui compiuto da Lisa Riccardi, portiere della Roma Vis Nova che ha chiuso l'ultimo campionato di A2 tra le prime 8 d'Italia. "Ho giocato tanti anni a calcio e calcetto, poi quando sono passata nella Primavera della Lazio, era impossibile per i miei genitori accompagnarmi e quindi ho ripiegato su qualcosa vicino casa. È stato Federico Fiori, al Nadir in Serie B, a mettermi in porta. Anche perché a nuotare ero davvero scarsa! Ho iniziato tardi a giocare, a 17 anni - racconta ai nostri microfoni - Oggi a quell’età alcune ragazzine stanno già in nazionale. Dopo due anni in B nel Nadir di Fiori, la squadra si è sciolta e sono finita ad esordire in A2 con la Vis Nova a fianco di Giusi Malato, che un anno prima avevo visto in TV vincere l’Oro olimpico! Poi 3 anni fa, dopo tanto girovagare, quando Pier (il tecnico Carapella, ndr) e Luana (Fortugno, ndr) mi hanno offerto di “tornare” nella vasca gialloblu non potevo non accettare! Rifarei tutto perché la mia vita pallanuotistica è stata una sorpresa continua! Iniziare a giocare tardi, i play-off con la Vis Nova, gli anni al Racing con Lorenzo Tomasi, l’A1 con la Sis Roma di Dusan Vidovic prima e Formiconi poi…E ancora scoprire il meraviglioso mondo master con Francesco Zongoli che decise di portarmi a Gwangiu 2019 dove vincemmo un Argento mondiale!". Ed ovviamente creare legami indissolubili grazie all'acqua clorata grazie alla felice intuizione di sbarcare nella piscina vicino casa: "Ti dico solo che ho tre tatuaggi e ognuno riguarda una compagna di squadra! Fare nomi significherebbe fare un torto a qualcuna ma devo ammettere che l’amicizia con Eliana Acampora ha qualcosa di speciale. Per anni ci siamo affrontate in vasca tra gol e parate per poi scoprirci amiche inseparabili a Gwangiu, dove mi ha anche organizzato un addio al nubilato - sorride - andando a rubare un mazzo di fiori da un ristorante!".
In tutto questo caleidoscopio di emozioni, ci sono altri punti cardine nella vita di Lisa (foto Matteo Pucci), da riuscire a far conciliare con rispettive priorità. Il figlio Leonardo prima di tutto e poi il cinema: "Con l’arrivo di Leonardo tutto è un po’ più complicato ma per fortuna il mio compagno Damiano è il primo che ha voluto che ritornassi in acqua! La mia vita è sempre stata un’enorme partita a tetris, nel tentativo di incastrare tutto. Sicuramente ho avuto allenatori e presidenti comprensivi, che pur di farmi allenare mi aprivano la piscina anche alle 6 del mattino. Ma se c’è la volontà si può fare tutto. Un anno per un programma di Sky eravamo ogni settimana in una città europea diversa mi sono ritrovata a fare gambe in una piscina ad Amburgo mentre la troupe festeggiava il fine riprese. Ho studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia - continua il portiere delle Leonesse - Dal 2009 ho fatto la solita gavetta sui set, alla “Boris” per intenderci. Da qualche anno sono a tutti gli effetti una sceneggiatrice, il mio esordio si intitola “Lasciarsi un giorno a Roma” per la regia di Edoardo Leo. Uscirà in sala nei prossimi mesi e già pregusto una serata cinema con tutta la squadra". Di recente, tra l'altro, è stata anche protagonista al Giffoni Film Festival: "Al GFF ho partecipato due volte con dei miei cortometraggi e quest’anno con una serie tv per bambini ispirata a Pinocchio", aggiunge.
In un contesto così ricco di impegni, la pausa Covid le ha offerto anche l'occasione di potersi disimpegnare meglio: "Penso di essere stata l’unica persona davvero contenta del blocco del campionato. Ho scoperto di essere incinta quando la pandemia era già scoppiata, sono riuscita a convincere il mio compagno e Pierpaolo a farmi giocare due partite di campionato e quando poi ho detto alla squadra che per quell’anno avrei smesso, una settimana dopo hanno bloccato tutto. A conti fatti tra l’anno scorso e quest’anno ho saltato solo tre partite.
Sono stata d’accordo con la formula a gironi: meno spostamenti significa meno rischi di contagio. Pesa parecchio stare fermi per due settimane ogni partita ma avevamo tutte così tanta voglia di giocare che penso avremmo accettato anche condizioni peggiori. Di sicuro la storia dei tamponi ogni venerdì ci metteva un pochino di ansia, ma è giusto così, fosse per me l’anno prossimo dovrebbero tesserare solo chi si è vaccinato".
Venendo all'attualità e al versante prettamente sportivo: "La consapevolezza di poter arrivare lontano è arrivata partita dopo partita, ma con la vittoria sul Velletri abbiamo capito il nostro vero valore - evidenzia Riccardi - Il problema è arrivato dopo: la maggior parte delle ragazzine ha vissuto i play-off contro Catania con ansia e pesantezza. Ecco questo mi dispiace: non essere riuscita a tranquillizzarle. Spero che avranno altre occasioni per dimostrare il loro valore". In ogni caso Lisa con le poche altre atlete di esperienza si è assunta con fare materno le responsabilità di accompagnare nel loro percorso di crescita le compagne più piccole, anche di molto: "Le responsabilità ci sono ma le vivo con leggerezza. Mi piace cercare di tirare fuori il meglio dalle più piccole e spero di esserci riuscita almeno un po’. La prima partita che ho giocato quest’anno è stata contro i Castelli Romani e avevo un po’ di ansietta, erano mesi che non giocavo, avevo fatto un cesareo tre mesi prima, a malapena entravo nel costume e mi sentivo in colpa per aver lasciato mio figlio a casa. Poi tutto è andato per il verso giusto e uscendo dall’acqua una delle ragazzine mi fa “se giochi così ora pensa quando stai in forma!”. Ecco lì ho pensato di aver trasmesso qualcosa di buono!".
Da amante della scrittura cinematografica, che tipo di sceneggiatura realizzerebbe Lisa per un film sulla Pallanuoto, anche per valorizzarne meglio l'intero movimento, soprattutto quello femminile?: "È da un po’ che sto scrivendo un romanzo dove un gruppo di ragazzine che vive su un’isola mette su una squadra di Pallanuoto nonostante non abbia neanche la piscina. Spero che prima o poi vedrà la luce! Purtroppo, pur essendo uno sport molto bello e spettacolare, c’è davvero poca roba in giro. Uno dei problemi è quello produttivo: costano tanto le riprese in una piscina, un altro è di tipo realistico: è uno sport difficile da rendere in ripresa".
Chiusura dedicata a sogni e ambizioni: "Vorrei diventare famosa nel mondo del cinema solo per poter organizzare una partita del cuore di Pallanuoto. Io capitano di una squadra, Nanni Moretti dell’altra. Magari a mare, d’estate. Questo si che sarebbe un bello spot il nostro sport. - conclude - Per ora mi accontento di rimettermi completamente in forma perché fra meno di un anno ci sarà Fukuoka 2022 e spero di avere l’occasione di difendere di nuovo la porta dell’Italia Master +30! Dico “spero” perché è giusto non sentirsi mai certi del posto in squadra e poi perché dobbiamo ancora concludere la campagna di crowdfunding! Anzi faccio un appello a chi volesse darci una mano! Questo è il LINK attraverso il quale ci potete sostenere con una piccola donazione su Gofundme!". La grande avventura di mamma Lisa continua, pronta ad aprire nuovi capitoli da leggere e...filmare, magari proprio con il primogenito pronto a seguirne le sue orme in acqua.
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