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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

09/08/2021

LE PROTESTE

La Piazza chiama… e anche Salerno, se pur in minima parte, risponde a supporto delle manifestazioni in corso in tutta Italia contro il Green Pass. Una trentina di persone forse quaranta compreso qualche bambino ieri pomeriggio si è ritrovata a piazza Portanova in maniera pacifica per dire no al green pass che, come scritto sui loro striscioni “Discrimina, Divide, Confonde, Marchia”. La signora Gabriella Boninfante è una delle manifestanti che in maniera pacifica spiega il perchè del suo rifiuto a vaccinarsi e di conseguenza all’utilizzo del green pass… “E’ una discriminazione, sembra di fare la lista dei buoni e dei cattivi, un po’ come in passato si faceva per i neri e i bianchi, per la razza ariana e gli ebrei. E’ una cosa impossibile da accettare. Ormai è tutto un esperimento. Dopo i vaccini ora stanno sperimentando il green pass. Ripeto è una cosa assurda, abbiamo il diritto di scegliere, invece vogliono privarci dei nostri diritti e renderci tutti dei codici a barre. Ecco io dico di no, non sono e non voglio essere una cavia da laboratorio e non voglio nessuno che mi imponga ad esserlo”. Come la signora Gabriella anche il signor Alessandro è sceso in piazza a protestare… “Non siamo un gruppo organizzato, siamo liberi cittadini che attraverso il passa parola oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) si sono incontrati qui per dire no a queste imposizioni che sono anticostituzionali. Questo del green pass è uno dei tanti tasselli che si è aggiunto a quello della sostanziale imposizione dei vaccini come unica terapia per il Covid, cosa che non è vera, perchè ci sono tanti casi di persone curate da professionisti che non hanno avuto bisogno del ricovero in ospedale. Purtroppo dobbiamo constatare che il governo ha fatto di tutto per bloccare queste cure per mandare avanti questi vaccini sperimentali di cui non sappiamo quali saranno i reali effetti”. (Cronache)

SCUOLA E GREEN PASS

E’ durata oltre un’ora ieri mattina la cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi sulle nuove misure anti Covid inerenti al Green pass. Tra le misure principali, c’è l’obbligo di Green pass per il personale scolastico (sia nelle scuole che nelle università) e per gli studenti universitari, tamponi a prezzi calmierati per gli studenti delle scuole secondarie e novità sui trasporti a lunga percorrenza. Non sarà obbligatorio per bus e metropolitane del trasporto pubblico locale e per i treni regionali, mostra il green pass ne tanto meno farsi il tampone, a dirlo il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini rispondendo al question time alla Camera sottolineando che, per quanto riguarda il trasporto pubblico, la capienza sarà dell’80% anche in zona gialla. Il pass, ha ribadito il ministro, «è una misura di ragionevolezza e buonsenso che non mira a vietare ma a favorire gli spazi di libertà dei cittadini ed evitare nuove chiusure e lockdown». Ma la notizia come è stata accolta dagli studenti universitari salernitani? Raffaele Massa, Rappresentante studenti DIPSUM-Unisa… “Le informazioni del Governo non sono ancora dettagliate, non ci sono ancora certezze in merito. Però naturalmente condividiamo la grande opportunità che ci è data di vaccinarci ed è giusto che la sicurezza dell’Ateneo dipenda anche dalla possibilità di essere vaccinati. La cosa fondamentale è che i rappresentanti degli studenti si dovranno fare promotori in tutte le forme e in tutti i modi del diritto allo studio, affinchè questo non venga calpestato. Bisogna fare attenzione affinchè il diritto allo studio, costituzionalmente riconosciuto, sia garantito a tutti gli studenti a prescindere dalla vaccinazione, e questo lo si potrà fare attraverso altre forme di didattica, che sono state sperimentate in questo anno e mezzo. Noi studenti cercheremo comunque di portare la voce di quanti si iscrivono all’Università di Salerno nelle sedi opportune, ma naturalmente sentiamo il dovere nei confronti di tutta la società e di tutta la comunità di vaccinarci per garantire maggiore libertà a quanti vivono i luoghi dell’Università così come a quanti hanno persone fragili in famiglia ed è giusto che non siano esposti a rischi inutili”. “Riguardo al nuovo decreto sull’utilizzo del green pass per accedere all’Università penso che il diritto allo studio sia un diritto completamente a parte rispetto al diritto di vaccinarsi oppure no. – dice Giada Ciccullo, salernitana iscritta alla facoltà di di Agraria-Tecnologie alimentari all’Università degli studi di Napoli Federico II – Penso che ognuno debba poter decidere liberamente se volersi oppure no vaccinare. Mentre invece il diritto allo studio, è un diritto che viene garantito ad ognuno di noi dalla costituzione e non ci può essere tolto soltanto perchè si decide di non vaccinarsi. E neanche credo sia giusto che chi non si vaccina debba seguire le lezioni in Dad perchè non tutti hanno la possibilità di avere un computer oppure una buona connessione. Parlo per esperienza, sono riuscita a seguire le lezioni a distanza grazie ad un computer che mi è stato dato in comodato d’uso, ma altri miei amici non hanno avuto la mia stessa fortuna e hanno avuto difficoltà a seguire tutte le lezioni”. Alba Pia Cantarella, anche lei di Salerno, è iscritta al secondo anno della facoltà di scienze motorie all’Università Partenope di Napoli e anche lei come i suoi colleghi ha espresso il suo parere sulle nuove disposizioni in materia di green pass… “Mi sembra davvero un’ipotesi inattuabile il voler limitare l’accesso agli?Atenei solo agli studenti in possesso del green pass, perchè questo vorrebbe dire che siamo tutti obbligati a vaccinarci, e allora perchè lo Stato continua a dire che è facoltativo? E’ una vera e propria contraddizione che altro non fa che generare nuova confusione e ovviamente nel caso dell’Università, come anche della scuola, dispersione. Si rischia davvero di avere poi tanti giovanissimi e tanti giovani che lasceranno gli studi per colpa di questi obblighi che poi però non sono obblighi perchè nessuna legge impone a nessuno di doversi vaccinare”. (Cronache)

SANITA'

Sperimentare le Case della Salute, iniziando dal poliambulatorio di Pastena. È la richiesta avanzata dal Tribunale per i diritti del Malato, Cittadinanzattiva che chiedono all’Asl di Salerno di colmare le carenze presenti ancora oggi. “Alla luce delle linee guida del Pnrr misura 6 (per la sanità), che finalizza le risorse al potenziamento della medicina territoriale, delle case della salute e dell’assistenza domiciliare, viste le notevoli criticità presenti nelle uniche strutture vicine ai cittadini e al Territorio: i Poliambulatori, visto che le criticità si acuiscono col blocco quasi totale delle prestazioni laboratoristiche, radiologiche e visite specialistiche in primis quelle cardiologiche dopo varie visite al poliambulatorio di Pastena e una indagine tra i cittadini ed il personale, emergono enormi potenzialità della struttura se si attuassero degli interventi a sostegno degli operatori e dei cittadini – si evince dalla richiesta – Vi segnaliamo quindi le seguenti carenze che potrebbero essere risolte in maniera semplice con risorse esistenti e canalizzando le risorse future del pnrr: la presenza, nel poliambulatorio di Pastena, dell’unico infettivologo territoriale, andrebbe completato dalla possibilità di effettuare le prescrizioni dei farmaci contro le epatiti, applicandolo spirito delle norme e del decreto pubblicato dell’8 luglio 2021; il mammografo è fermo da due mesi e bisognerebbe accelerare le procedure manutentive e si sta accumulando un ritardo intollerabile; è necessaria la presenza di un gastroenterologo, che c’era e non è stato mai sostituito”. Margaret Cittadino evidenzia poi come presso il poliambulatorio venivano effettuate gastroscopie e colonscopie, prestazioni molto utili. Da qui la richiesta di un ecografista generale e un chirurgo. “Ritorniamo a segnalare le problematiche più vaste: la necessita di installare una Tac, visto che è presente già una piastra radiologica e che la Tac è ormai diventata una prestazione di base per lo screening dei tumori polmonari e di diagnosi approfondita; per i tumori al seno la carenza intollerabile è la mancanza di un laboratorio di base. La mancanza a Salerno di un laboratorio pubblico e le condizioni di trasporto delle provette che vengono portate al presidio di Battipaglia e alcune poi inviate ad Eboli ed altre a Pagani: insomma vanno in giro per tutta la provincia e non viene garantita la qualià e la tracciabilità”. (Cronache)

COVID E NOZZE

Gli sposi ed alcune persone invitate a un matrimonio che si è tenuto nei giorni scorsi nel Vallo di Diano sono risultate positive al Covid. La Asl ha già avviato uno screening di massa per verificare se ci sono altri possibili casi di positività al Covid-19. (aSalerno.it)

CASO ANAGRAFE

Quanto accaduto presso l’ufficio anagrafe del Comune di Salerno merita una riflessione attenta. Parla così l’avvocato Michele Sarno, candidato sindaco per la città di Salerno che punta l’attenzione su quanto accaduto questa mattina presso l’ufficio anagrafe di via Madonna di Fatica con i cittadini costretti ad attendere in fila già dalle prime ore del mattino. “Non possiamo costringere i cittadini salernitani ad attendere in fila, all’alba, per vedersi riconosciuto un loro diritto – ha attaccato Sarno – L’incompetenza di un’amministrazione incapace di gestire gli uffici distaccati non può e non deve ricadere sull’utenza”. Già le scorse settimane, il candidato sindaco aveva chiesto spiegazioni circa la chiusura degli uffici comunali sui rioni collinari. “Nonostante le denunce, le richieste e le continue segnalazioni, l’amministrazione fa orecchie da mercante: i cittadini salernitani meritano risposte ma soprattutto meritano servizi idonei ma la responsabilità non è e non può ricadere sui dipendenti che provano a svolgere le loro funzioni nonostante i disservizi con i quali sono costretti a fare i conti”.

CONTROLLI

La Campania resta in zona bianca e la città di Salerno continua a registrare un’alta presenza di giovani – salernitani e non – che partecipano alla movida serale, soprattutto nei fine settimana e, come di consueto, non si sono fermati i controlli volti a regolamentare questo fenomeno in relazione all’emergenza epidemiologica da coronavirus. In tale contesto le Forze dell’ordine hanno perseverato in un’azione di controllo per limitare gli assembramenti – anche provocati dalla consumazione di cibi e bevande all’aperto – al fine di garantire il rispetto del distanziamento e delle direttive ministeriali e regionali. Tutte le zone del capoluogo, maggiormente interessate dalla movida per la presenza di locali, ove maggiori sono i rischi di possibili affollamenti, sono state controllate dal dispositivo interforze che vede il coordinamento tra la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, nonché la preziosa sinergia operativa con la Polizia Provinciale, le Polizie Locali ed i Militari dell’Esercito Italiano, che attuano le direttive indicate nell’ordinanza disposta dal Questore a seguito delle indicazioni emerse in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Salerno. Particolare attenzione è stata rivolta al controllo degli esercizi pubblici e degli apparecchi automatici del capoluogo per evitare il consumo di alcolici oltre l’orario consentito e la distribuzione di tali bevande a minori. A questo riguardo, sono state sanzionate 2 persone sorprese a consumare alcolici su un area pubblica, oltre le 22.00 e altre 2 per mancato rispetto delle misure di contenimento.

ARENA MERCATELLO

Sarà una ditta di Eboli ad occuparsi della realizzazione dell’arena al Parco del Mercatello. Sono scaduti i termini per la presentazione delle domande di accettazione per la realizzazione della struttura che per quest’estate andrà in sostituzione dell’Arena del Mare di piazza Della Concordia, che dopo aver ospitato il Sea Sun, il Premio Charlot, tre spettacoli del Teatro delle Arti e tre concerti promossi dal Conservatorio “G. Martucci”. Ad aggiudicarsi i lavori, come detto una ditta di Eboli che, ora dopo aver sbrigato le formalità di rito, si dedicherà alla realizzazione dell’Arena. Tempo previsto per l’allestimento dello spazio due al massimo tre giorni, il che vorrebbe dire che se la parte burocratica viene risolta in un paio di giorni, per inizio settimana prossima la struttura dovrebbe essere pronta. Nello specifico la ditta si dovrà occupare di allestire il palcoscenico, posizionare 1000 sedie (di queste solo 500 potranno essere utilizzate, viste le normative antiCovid) e creare al recinzione per rendere lo spazio accessibile solo a coloro che acquisteranno i biglietti per assistere agli spettacoli. Già gli spettacoli, a differenza della scorsa estate, quest’anno non vi è stato il boom di richieste da parte di privati ed associazioni. Carenza di domande a causa delle condizioni poco favorevoli, infatti lo scorso anno il Comune di Salerno, metteva a disposizione di tutti gli organizzatori l’impianto service audio luci, oltre ad una riduzione del costo della Siae per gli spettacoli ad ingresso libero, che veniva pagata direttamente dal Comune di Salerno. Ma a causa delle casse vuote, quest’anno tutto questo non è possibile. Il Comune oltre a mettere a disposizione lo spazio ha potuto offrire ad ogni operatore solo il servizio accoglienza che sarà curato da Salerno Solidale. Intanto il sipario sull’Arena del Parco del?Mercatello si alzerà alle ore 21,15 del prossimo 18 agosto. Il primo appuntamento è organizzato da Ugo Piastrella, direttore artistico del Teatro Nuovo, unico operatore ad aver fatto richiesta di ben 6 date. Sei saranno infatti gli spettacoli, tutti comici, con protagonisti volti noti al pubblico salernitano. Due di sicuro invece gli appuntamenti ad ingresso libero e che si dovrebbero avere intorno alla fine di agosto. Ad organizzarli sarà il Teatro Arbostella diretto da Arturo Esposito e Imma Caracciuolo. Loro per mantenere fede ad una tradizione dell’Arbostella, presenteranno due compagnie, una di Napoli e l’altra di Salerno che offriranno due divertenti commedie brillanti. In programma anche delle serate musicali e di danza, oltre ad uno o forse due appuntamenti organizzati da Tiziano Citro dell’Irno Festival. Il cartellone completo degli spettacoli, dovrebbe comunque esser presentato la prossima settimana. (Cronache)

IL DOCUMENTO

Ha dato parere favorevole ieri, 5 agosto, all’unanimità, dall’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), di cui all’art.5 del L.84/94, che rappresenta uno strumento fondamentale per la definizione e l’indirizzo delle strategie gestionali dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia. Redatto dal RUP, arch. Giuseppe Grimaldi, Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e dall’ing. Alberto Bracci Laudiero, con il supporto di tutti gli attori, operatori, associazioni sindacali ed esponenti del cluster marittimo, contiene le linee guida delle attività da sviluppare nel breve e medio periodo. In particolare, conferma Napoli e Salerno nei loro ruoli strategici di porti multifunzionali; prevede, per Castellammare di Stabia, il rilancio dell’attività cantieristica di Fincantieri, fiore all’occhiello del sistema cantieristico del Sud Italia e auspica l’ingresso del porto di Torre Annunziata all’interno del sistema portuale campano. Fondamentale, nella stesura del piano, è stata la fattiva collaborazione della Guardia Costiera, nella figura dell’Ammiraglio Ispettore (CP) Pietro Giuseppe Vella. La programmazione del DPSS tocca tutti i settori dell’economia portuale: traffico passeggeri, container, Ro-Ro, merci varie, cantieristica, pesca. Il trend positivo del traffico merci relativo al secondo trimestre del 2021 (+25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e dei traffici passeggeri e croceristici consentono di guardare con ottimismo al futuro e questa fiducia si ritrova negli obiettivi racchiusi nel documento di programmazione. “Il voto unanime è indice di ritrovata coesione di tutto il cluster marittimo nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi prefissati dall’Ente – sottolinea l’Avv. Andrea Annunziata, Presidente AdSP MTC – In particolare, a tutti i partner sta enormemente a cuore lo sviluppo delle zone economiche speciali, ZES, il cui avvio concreto è stato favorito dalla collaborazione con la Regione Campania, cui siamo davvero grati. Il nostro ringraziamento va anche a tutto il gruppo di pianificazione, a chi ha fornito l’assistenza specialistica e i servizi di ingegneria. Ci tengo ad evidenziare che il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema è frutto di una grande squadra, che ha collaborato con encomiabile impegno e si è confrontata su ogni singolo aspetto, per ottenere un prodotto finale di assoluto prestigio, in grado di guidare al meglio le nostre scelte nel prossimo futuro”. (Cronache)

SUPERBONUS - PARLA GRIMALDI

Il prolungamento del Superbonus e la speculazione dei prezzi per l’edilizia.?Sono questi i due argomenti che in queste ultime ore, o per meglio dire settimane, sono a cuore di?Angelo?Grimaldi, presidente nazionale di Unaco… “La ripresa si sente, abbiamo avuto un rimbalzo tipico dei blocchi dell’economia. Dopo il periodo di stasi dovuto alla pandemia e al lockdown che ha di fatto bloccato tutti i cantieri, sia pubblici che privati, oggi viviamo una ripartenza molto positiva. E questo si vede in tutti i settori, è un comportamento tipico dell’economia, dopo un grande stop vi è subito una positiva ripresa. Nel settore edile, questo periodo di grande vivacità, se lo vogliamo chiamare così lo si sta vivendo due volte, grazie anche al superbonus, che in qualche modo ha dato una spinta a tutto il mercato. – prosegue ancora il dottor Grimaldi – Proprio con questo superbonus l’attività edile è ripartita in maniera positiva non solo sul territorio salernitano ma in tutta Italia. Una ripartenza importante non solo per il comparto dei lavori pubblici, che è comunque un settore che muove molti miliardi di euro ogni anno, ma anche del settore edile di ristrutturazione privato. Con il superbonus stiamo avendo un miglioramento del patrimonio urbano privato che è molto positiva. Detto questo però va detto che il superbonus ha comunque creato delle distorsioni di mercato, visto il tempo molto esiguo che è stato dato per eseguire i lavori sfruttando il superbonus c’è stato un inevitabile incremento dei prezzi delle materie prime. – spiega Angelo Grimaldi – Allarme questo che noi come Unaco avevo evidenziato al Governo centrale già dallo scorso mese di aprile, dopo le numerose segnalazioni di aziende medio piccole, che sono sempre le prime ad accorgersi di ciò che succede nel mercato della vendita e dell’acquisto delle materie prime. Quindi, grazie alla segnalazione dei nostri associaziati ci siamo resi conto subito del pericolo del blocco assoluto del mercato. Abbiamo avuto un’impennata dei prezzi che praticamente sta bloccando molte aziende che non riescono a rispettare i contratti che sono stati stipulati prima della pandemia, quando il prezzo del materiale, tipo cemento o ferro, era di molto ma molto più basso. – dice ancora il presidente nazionale dell’Unaco – Dopo la nostra segnalazioni abbiamo avuto un cambiamento dal punto di vista normativo, perchè è stata accolta questa richiesta che ha prodotto un decreto che è stato fine settimana scorsa convertito in legge che in qualche modo compensa questi incrementi. Però va anche detto che questo tipo di compensazione avviene solo sui lavori pubblici, quindi diciamo che non è stato del tutto risolto il problema, che se si vuol risolvere davvero, bisognerebbe partire da una revisione in primis dei parametri che sono stati individuati per i crediti d’imposta e quindi secondo noi quello che si può fare per dare una concreta risposta al mercato e per arrivare ad un raffredamento dei prezzi e quindi della domanda, si dovrebbe mettere questa misura in modo strutturale. – conclude il presidente Unaco Angelo Grimaldi – Ci vorrebbe un po’ di coraggio da parte del Governo, che ha invece pensato di allungare il superbonus fino al 2023, di prendere una decisione seria e di rendere strutturale il superbonus. Ma ripeto, questa è una decisione, che richiede molto coraggio da parte di questo Governo e che porterebbe molti benefici economici”. (Cronache)

L'INTESA

Siglato il Protocollo d’Intesa tra Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e CSV – Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Salerno. Al momento della firma, insieme al Presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino e al Presidente del CSV, Agostino Braca erano presenti Francesco Paolo Innamorato, Direttore Fondazione Carisal, Massimiliano Graniti, Consigliere di Amministrazione della Fondazione e Alfredo Senatore, Direttore CSV della Provincia di Salerno. Da oggi si avvia, pertanto, una importante collaborazione tra i due enti, finalizzata alla diffusione e all’applicazione dei principi contenuti del Codice del Terzo settore, nonché a favorire lo sviluppo di attività e strumenti efficaci a beneficio della comunità salernitana. “Una collaborazione, che ci vedrà impegnati a stimolare e favorire forme di coinvolgimento più ampie di sviluppo del benessere sociale attraendo tutti gli attori interessati per porre in essere iniziative comuni di promozione della crescita della cultura della solidarietà, del volontariato e della cittadinanza attiva” hanno dichiarato, di comune accordo, Domenico Credendino e Agostino Branca.

FIAMME

Incendio avvenuto nel pomeriggio di mercoledì ad Agropoli, sviluppato nelle colline a ridosso del centro abitato. Alcune ville e attività turistiche erano in pericolo con l’incendio che saliva alimentato dal vento. Per evitare che le fiamme arrecassero danni significativi ad abitazioni e altri insediamenti sono intervenuti i Vigili del Fuoco con il direttore delle operazioni di spegnimento sul posto, con l’ausilio dei mezzi aerei è stato effettuato qualche lancio prima dell’effemeridi a protezione degli insediamenti urbani. Congiuntamente si sono messi in azione circa 40 uomini con 13 automezzi, le squadre di Agropoli, Vallo, Eboli e la Centrale, con supporto idrico di 2 autobotti coordinate dal sottufficiale di servizio, grazie al dispiegamento massivo di uomini e mezzi non sono state coinvolte abitazioni. Le operazioni si sono protratte fino alle 7 con lo spegnimento totale dei fronti di fuoco e bonifica delle aree percorse dall’incendio.

LA TRAGEDIA

Tragedia avvenuta la settimana scorsa sulla spiaggia di Mercatello dove un 65enne dopo aver accusato un malore è deceduto. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del 118 giunti sul posto per l’uomo non è c’è stato nulla da fare. E’ avvenuto tutto poco verso le 8:30 circa quando il 65enne si è sentito male in acqua, è stato soccorso prima dai presenti e poi successivamente dai sanitari ma come detto non è sopravvissuto. Ancora da definire le cause del decesso, la salma è stata affidata ai familiari.

FURBETTI

False attestazioni di presenza in servizio e truffa aggravata e continuata ai danni della Regione Campania: sono i reati contestati a 14 operai impiegati presso la ex discarica Rsu di Padula. I Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Salerno hanno accertato, a seguito di indagini accurate, la costante assenza dal servizio degli operai e l’indebita percezione degli emolumenti stanziati dalla Regione mediante comunicazioni fittizie di presenza in servizio. In pratica non hanno adempiuto alle mansioni loro assegnate, ovvero alla riqualificazione ambientale della discarica ed in particolare di verificare il telo di copertura, i livelli di percolato prodotto e la recinzione dell’intero sito della stessa discarica. Per i 14 operai è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria emesso dal Gip (Giudice per le indagini preliminari) del Tribunale di Lagonegro (Potenza). Il provvedimento ha riguardato: A.G. 50enne di Montesano sulla Marcellana, B.M. 60enne di Sala Consilina, C.M. 48enne di Sassano, D.J. 54enne di Montesano sulla Marcellana, D.N. 51enne di Sassano, F.M. 58enne di Sassano, G.P. 56enne di Montesano sulla Marcellana, L.A. 60enne di Montesano sulla Marcellana referente del sito, L.C. 53enne di Sala Consilina, P.M. 53enne di Montesano sulla Marcellana, P.G. 59enne di Sala Consilina, R.G. 58enne di Montesano sulla Marcellana, R.N. 43enne di Sassano, V.V. 62enne di Sassano L’operazione è l’epilogo di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura di Lagonegro tesa a verificare la presenza effettiva sul luogo di lavoro di operai addetti alla manutenzione e gestione post-operativa dell’ex discarica Rsu di Padula e che nei giorni scorsi aveva coinvolto anche altri 9 operai addetti alla discarica di Caggiano, destinatari di analogo provvedimento cautelare. Gli operai, già dipendenti della Ergon, su mandato della Regione Campania, erano impiegati dal Consorzio Unico di Bacino Napoli – Caserta, Ente Pubblico non economico con finalità di gestione del servizio pubblico locale di raccolta dei rifiuti, per la riqualificazione ambientale del sito con il compito di manutenere la discarica ed in particolare controllare, il telo di copertura, i livelli di percolato prodotto e la recinzione. Le indagini avviate dai Carabinieri del Noe nella primavera dello scorso anno su delega della Procura di Lagonegro, hanno invece consentito di documentare, mediante prolungati servizi di osservazione e riprese video nonchè riscontri documentali, la costante assenza dal servizio degli operai e l’indebita percezione degli emolumenti stanziati dalla Regione mediante comunicazioni fittizie di presenza in servizio. Le emergenze probatorie cristallizzate dai militari del Noe di Salerno hanno svelato un rodato meccanismo decettivo adoperato dagli addetti alla discarica. La prassi consolidata prevedeva che il referente del sito, a cui è attribuita la centralità del disegno illecito, comunicava al Consorzio Unico di Bacino i fogli di presenza attestanti la presenza parziale o solo fittizia in servizio degli altri dipendenti mentre di fatto la discarica restava chiusa. Le comunicazioni avvenivano mediante WhatsApp entro la prima ora dall’inizio del turno di lavoro e ad essa faceva seguito settimanalmente la trasmissione dei fogli di presenza mendaci, che venivano raccolti dallo stesso referente del sito, agli uffici del consorzio. Le indagini dei Noe hanno evidenziato la sistematicità dell’andazzo criminoso posto in essere dagli indagati che, approfittando di una quasi inesistente azione di controllo sul loro operato, hanno perseverato la condotta assenteista e truffaldina, non curando la manutenzione della discarica e cagionando in tal modo un considerevole pregiudizio all’ambiente. (Cronache)

QUI CAVA

Cava de’ Tirreni paga gli effetti della pandemia come centinaia di altri comuni italiani. Approvato in giunta il rendiconto di gestione da “lacrime e sangue”, la difficoltà ora è nel delineare il bilancio di previsione. Il sindaco Enzo Servalli e la sua giunta stanno cercando di trovare la quadra ad una “coperta” che è diventata ancora più corta. «Tra i tagli dei fondi del governo centrale e la drastica riduzione delle entrate derivanti dalle imposte locali per le conseguenze del Covid ci ritroviamo a fare i conti con la necessità di dover assicurare i servizi essenziali e non solo – sostiene Servalli – ed in tutto questo abbiamo cercato di stare vicino a quelle categorie come i commercianti e gli artigiani che la pandemia ha messo in ginocchio. Abbiamo almeno cercato di sollevarli dal pagamento dell’occupazione di suolo pubblico ma la questione è ampiamente più diffusa, da nord a sud. Però questo crea disavanzo nei conti». Per il bilancio di previsione viene in aiuto la proroga concessa fino al 15 settembre ma per Servalli serve a poco: «Con le casse a secco puoi programmare ben poco, speriamo che il governo se ne renda conto. Un aiuto? Sicuramente il piano nazionale di resilienza e rilancio può essere un’ottima occasione ma le amministrazioni locali dovrebbero essere maggiormente coinvolte. D’altronde sono quelle più vicine ai bisogni delle persone e quelli più capaci di trovare le soluzioni disegnate appositamente per le esigenze dei territori». Sul Covid: «Siamo soddisfatti di come sta procedendo la campagna vaccinale e della collaborazione di tutti i cittadini cavesi. Oggi abbiamo una discreta copertura. Sono però un po’ preoccupato di questa variante Delta. Fino a poco tempo fa Cava de’ Tirreni era in procinto di diventare Covid-Free, poi però di nuovo il ritorno dei casi positivi. Non sono tanti ma quanto basta a tenere sempre alta la guardia ed invitare i cavesi a rispettare sempre tutte le precauzioni». La città metelliana guarda con interesse al suo piano di sviluppo delle opere. A settembre potrebbe essere finalmente la volta di un doppio taglio del nastro: «Potremmo finalmente procedere all’apertura del nuovo parcheggio interrato del trincerone, con duecento posti auto in più siamo in grado di dare una ulteriore risposta alla fame di parcheggio che ha la nostra città. Non sarà l’unica opera che mi sta a cuore: potremo finalmente consegnare la nuova scuola a Passiano. Stiamo lavorando per una città più sostenibile e di questo ringrazio non solo i miei collaboratori ma anche coloro che sono negli uffici e che hanno lavorato e lavorano bene». Sul tricerone Servalli aggiunge: «Con il parcheggio non si esaurisce il nostro intervento sull’infrastruttura perché siamo in dirittura d’arrivo per lanciare il bando per la progettazione del prolungamento che consentirà al traffico veicolare proveniente dall’ex statale 18 di superare la stazione ferroviaria. Contiamo entro otto mesi, massimo un anno, di completare l’iter, poi si passerà all’esecuzione della nuova opera da trentacinque/quaranta milioni di euro per la quale abbiamo già l’impegno della Regione Campania nella persona del presidente Vincenzo De Luca». Per il primo cittadino il rilancio di Cava de’ Tirreni passa anche attraverso l’incremento del turismo e la realizzazione di un intervento di riqualificazione del Parco Diecimare, già destinatario di finanziamento: «La nostra città deve puntare ancora di più sull’accoglienza turistica sostenibile ed ambientalista. D’altronde abbiamo i sentieri più belli, non a caso il Sentiero degli Dei che si snoda poi in costiera amalfitana parte proprio dalla Badia. Con il rilancio del Parco Diecimare si vuole dare nuove opportunità di sviluppo sostenibile, economico, turistico, enogastronomico e consentire anche a chi è portatore di disabilità di vivere al meglio la natura. Cava ha le carte in regola per affermarsi ed avere uno dei parchi più inclusivi d’Italia». (Cronache)

QUI VIETRI

Un insediamento in pompa magna con tanto di discorso… politico. È stato questo il pomeriggio di Franco Benincasa nel suo primo giorno ufficiale alla guida della Vietri Sviluppo. Accompagnato dai quattro neo consiglieri d’amministrazione Pellegrino, D’Amore, Salzano e Trezza, l’ex primo cittadino ha incontrato anche i dipendenti della municipalizzata per fare il discorsetto d’inizio mandato. Ma il suo ingresso nella Vietri Sviluppo è stato accompagnato anche dal sindaco Giovanni De Simone, dai residui assessori che gli sono rimasti e dai consiglieri di maggioranza o quello che ne resta. Voleva essere un segnale di pieno sostegno a Benincasa e si è trasformato nella più classico imprimatur di natura politica del mandato dell’ex primo cittadino. Alla faccia delle «posizioni marcatamente politiche e partitiche espresse», come recita il provvedimento della revoca dell’incarico all’ex assessore al turismo Antonello Capozzolo dell’altro ieri. Sta di fatto che la presenza di De Simone conferma la debolezza della nomina di Benincasa, contestata dalle opposizioni, accettata male anche da qualcuno della stessa maggioranza che non è ancora venuto allo scoperto ed accolta pure peggio dai vietresi che non hanno mancato di esprimere tutto il proprio disappunto sui social e nei chiacchiericci che in queste ore si sono intensificati nella cittadina alle porte della costiera amalfitana. Le facce attorno a Benincasa non erano del tutto felici, i sorrisi a denti stretti non mancavano ma non mancavano neanche i volti delusi di qualcuno della maggioranza che ha saputo a cose fatte della capriola ai vertici della Vietri Sviluppo ed ora mastica amaro, anche per questioni etiche che stanno irrimediabilmente condizionando la vita di tutti i giorni ed i rapporti con i propri elettori. Benincasa voleva la presenza di sindaco e giunta per dare forza a se stesso, il risultato è che le spalle non sono abbastanza forti per un mandato pieno e lungo. Lo dimostra anche lo stesso discorso verso i dipendenti, ricco di messaggi sotto traccia per il loro futuro e di qualche loro parente, in linea con lo stile più volte palesato in passato per arrogarsi consensi “spontanei”. Sulla nomina di Benincasa restano sempre forti le perplessità di carattere etico ed anche sull’incompatibilità del suo incarico. Se dal punto di vista politico le conseguenze sono già in itinere, il conflitto d’interessi è palese. Suo figlio Daniele è presidente del consiglio comunale ma è anche titolare di deleghe alla Ceramica, al Commercio ed Attività Produttive, all’Informatizzazione, al Contenzioso ed al Demanio. Prerogative che lo rendono amministratore pubblico a tutti gli effetti e quindi pongono lui o il padre in posizione incompatibile con il ruolo. Come dire: il figlio che controlla l’operato del padre pone un serio problema di correttezza amministrativa e legale. Un punto questo che va dipanato e presto per garantire l’azienda Vietri Sviluppo che è patrimonio dei vietresi e non proprietà privata. Come anche l’altra incompatibilità, quella del neo consigliere Fausto Salzano che è il genero della vice sindaco Angela Infante. Insomma, di parenti in giro ce n’è un po’ troppi. Se poi si vuole porre la questione sotto il profilo essenzialmente politico la nomina di Benincasa appare quanto mai singolare anche per la giustificazione alla nomina. De Simone lo chiama per mettere le cose a posto alla Vietri Sviluppo che è nata e cresciuta proprio sotto le amministrazioni Benincasa e, quindi, è il maggiore responsabile della situazione attuale dell’azienda visto che in passato ne aveva il controllo e la gestione. Certo è che questo incarico sta già creando sconquassi tra maggioranza ed opposizione. Tra questi ultimi non mancano le prese di posizione dei vari partiti che ora si stanno svincolando dalla coalizione che ha sostenuto De Simone. Dopo Fratelli d’Italia potrebbe essere anche la volta dei Socialisti di Maraio che ad ore terranno un vertice sulla situazione vietrese. Anime in pena anche nella stessa maggioranza. Come detto, non tutti hanno accettato la scelta di De Simone di rimettere in pista Benincasa, non solo perché la discontinuità con le passate gestioni era uno dei punti cardine dell’alleanza ma l’avvento dell’ex sindaco pone ora la questione di un nuovo equilibrio tra le parti. E non è detto che gli effetti non siano devastanti. (Cronache)

QUI MARINA DI CAMEROTA

Il palazzo marchesale di Marina di Camerota torna a splendere dopo anni di abbandono. Il simbolo della cittadina costiera cilentana era ricoperto di rovi e sterpaglie. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Salvatore Scarpitta, dopo aver quasi completato l’iter per l’acquisto del bene, ha chiesto alla curatrice fallimentare, custode del palazzo, di poterlo mettere in sicurezza e di rimuovere la discarica che da anni insisteva all’ingresso oltre a tutte le erbacce che ne coprivano il fascino. Ieri sera, martedì, in occasione dei festeggiamenti del Patrono San Domenico, è stato illuminato con il tricolore. Un simbolo di rinascita in un periodo storico così delicato.

Corre veloce la campagna vaccinale a Camerota. La cittadina turistica cilentana, in attesa dell’open day della Regione Campania in programma per domani, martedì 3 agosto dalle ore 18.00 alle ore 2.00 sul porto turistico, nella giornata di ieri, domenica, ha visto il personale medico e i volontari della Croce Gialla del presidente Gerardo Pellegrino, impegnato nell’inoculazione di 400 dosi, divise tra prime e seconde dosi. Si sono sottoposti alla vaccinazione anticovid cittadini residenti e turisti. «Dare la possibilità agli ospiti in vacanza nel nostro Comune di sottoporsi alla seconda dose scongiurando un rientro anticipato a casa, è una possibilità enorme» sottolinea Teresa Esposito, assessore al Turismo.

QUI CAPACCIO PAESTUM

È stato firmato stamattina, lunedì 2 agosto, un protocollo di intesa per limitare il fenomeno del randagismo nel Comune di Capaccio Paestum attraverso il censimento della popolazione canina padronale e una adeguata campagna di sterilizzazione. A sottoscrivere l’accordo sono stati il Comune di Capaccio Paestum, l’associazione Diamoci una zampa e l’Asl veterinaria area 69/70. L’obiettivo generale del protocollo d’intesa, della durata di 5 anni rinnovabili per altri 5, è la corretta convivenza tra la popolazione umana e quella animale allo scopo di ottenere risultati vantaggiosi sia per la salute, la sicurezza e l’incolumità dei cittadini sia per il benessere degli animali, nonché per permettere al Comune un risparmio economico. Il protocollo prevede due misure chiave: la riduzione della popolazione canina attraverso campagne di incentivazione alla sterilizzazione dei cani padronali e il censimento sia dei cani padronali che di quelli presenti nelle aziende agricole e zootecniche del Comune. Si tratta di azioni fondamentali per avere un quadro completo della popolazione canina presente sul territorio in quanto molti cani, lasciati senza custodia, sono liberi di moltiplicarsi e fare branco, creando un rischio per i cittadini. Il protocollo prevede anche il coinvolgimento dell’associazionismo animalista e del volontariato nelle attività di prevenzione e controllo. «Intensificare l’azione di prevenzione e la lotta al fenomeno sempre crescente del randagismo era un’operazione ormai necessaria. Per questo abbiamo accolto immediatamente la proposta dell’associazione Diamoci una zampa – afferma il sindaco Franco Alfieri – In accordo con l’Asl, grazie al lavoro del nostro corpo di Polizia Municipale e al supporto dei volontari, proveremo ad arginare un fenomeno che non fa bene a nessuno. Non fa bene ai cittadini né ai nostri amici a quattro zampe. Le misure che saranno messe in campo, inoltre, porteranno un risparmio economico al Comune, non più costretto a versare quote importanti ai canili. Insomma, avviamo un percorso virtuoso per il bene di tutti». «Da anni cercavamo una collaborazione con il Comune e oggi è finalmente arrivata. Per questo ringrazio il sindaco Franco Alfieri – dichiara Carmine Quaglia, presidente dell’associazione Diamoci una zampa – Per noi e per tutti i volontari del territorio è un giorno importante perché si intraprende la strada per risolvere il problema del randagismo con azioni mirate. Il cane randagio è figlio dell’inciviltà, non della natura».

QUI SCAFATI

In un momento di difficoltà come quello attuale, sempre più spesso le istituzioni hanno difficoltà nello svolgere a pieno le proprie funzioni. Uno dei diritti che ad oggi non viene garantito è “il diritto alla lettura”. E’ quanto è stato “denunciato” e stanno cercando di risolvere i componenti dell’Associazione Animus di?Scafati. Il gruppo che vede alla presidenza Giuseppe Falcone, è composto da oltre 15 giovani che armati di buona volontà stanno cercando di offrire, specie alle fasce più deboli della cittadina dell’agro, un supporto in ciò che possono. Nato un anno fa, l’associazione ha tra le altre cose organizzato diversi incontri culturali, in collaborazione anche con il Liceo Cacciopoli, affrontando diverse tematiche dalla parità di genere all’usura, dalla violenza sulle donne alla giustizia e così via. Oggi sotto la spinta di due giovani componenti dell’associazione Raffaella Ciaravolo e Federica Auricchio, stanno cercando di porre rimedio ad una carenza da parte dell’amministrazione comunale. Sono infatti due anni che la biblioteca comunale di?Scafati, causa mancanza di personale non concede più libri in prestito a chi ne fa richiesta. Una mancanza questa che ha creato problemi a molti studenti ed anche a giovani lettori che magari si rivolgevano alla struttura comunale per avere un libro in prestito. Di qui l’idea di questo gruppo di ragazzi che, come scrivono in una loro nota … “Per difficoltà oggettive, spesso, quello che dovrebbe essere un diritto diventa un privilegio. In un contesto come questo, la nostra associazione ha promosso una raccolta di libri, di qualsiasi genere, raccolta che ha come obiettivo quello di avere un catalogo di titoli che siano fruibili da chiunque abbia voglia di trascorrere del tempo in compagnia di un libro. Speriamo, in questo modo, di sopperire nel nostro piccolo a una mancanza sperando che sempre più spesso possa diventare “normalità” nei nostri territori”. Ad oggi l’Associazione Animus ha raccolto già 500 libri, conservati nelle abitazioni degli stessi ragazzi visto che al momento non dispongono di una sede propria. L’elenco completo di tutti i testi come spiega il presidente Falcone… “E’ disponibile sulla nostra pagina facebook, qui chiunque può prendere visione dei libri a nostra disposizione e può richiederne il prestito. Come farlo è semplicissimo basta telefonare al numero 3272966615 oppure inviare una mail all’indirizzo animus.associsazione@gmail.com”. Falcone spiega anche che la loro opera di raccolta testi prosegue… “Chiunque voglia donarci dei libri può contattarci sempre al numero e all’indirizzo dato prima. Il nostro scopo è quello di avere il maggior numero di testi possibili così da poter accontentare le richieste di tutti sperando anche di poter avere quanto prima una sede dove poter allestire la nostra biblioteca che possa sopperire alle mancanze della biblioteca comunale, visto che per il momento non si parla di riattivare il servizio di prestito dei libri”. (Cronache)

QUI CAMPAGNA

L’Amministrazione Comunale visto l’evolversi della situazione epidemiologica sul territorio comunale, comunica la SOSPENSIONE dell’evento ‘A Chiena. Le attività erano state programmate alla luce di un quadro sanitario diverso da quello odierno: a momento, l’incremento dei contagi su scala locale e regionale rappresenta un elemento di preoccupazione. La necessità di assicurare la tutela dei nostri concittadini e dei tanti ospiti impone, quindi, un gesto di responsabilità. Ai tanti amici de ‘A Chiena che avevano già acquistato il ticket sarà garantito il rimborso dei costi sostenuti

L'INAUGURAZIONE

Inaugurato ieri sera ad Amalfi il campo di basket nella zona portuale, all’interno della nuova caserma della Guardia di Finanza: lo spazio tornerà ad essere utilizzato dalla cittadinanza grazie ad una convenzione stipulata dall’Amministrazione Comunale. L’occasione, festeggiata dalle “vecchie glorie” del basket amalfitano e tanti bambini, è seguita alla inaugurazione della nuova caserma intitolata al finanziere mare Daniele Zoccola, Medaglia d’Oro al Valore Civile, e si è tenuta alla presenza del Comandante del Reparto, Domenico Ruggiero, del Comandante Provinciale Danilo Petrucelli e del Comandante Regionale della GdF Giancarlo Trotta. Un momento storico per la comunità di Amalfi che torna, dopo più di 20 anni, a calcare un’area che – per decenni – ha rappresentato per intere generazioni un luogo speciale di formazione ed aggregazione. Nacque infatti come laboratorio di arti e mestieri, voluto da Mons. Ercolano Marini e per lunghi anni fu polo sportivo dedicato al canottaggio e alla pallacanestro. Nel corso del suo intervento il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano, ha evidenziato l’importanza del momento: “Oggi celebriamo un momento bellissimo, con le Istituzioni che hanno saputo fare squadra per assolvere a bisogni essenziali dei cittadini. La Guardia di Finanza decide così di assumere un ruolo proattivo sul territorio, decidendo di impegnarsi non solo per la repressione dei reati ma anche per la loro prevenzione. E’ risaputo infatti che tra i mali che affliggono la Costiera vi è certamente la “noia” spesso figlia della carenza di luoghi di aggregazione e madre di molte devianze. Con l’inaugurazione di questo spazio pertanto, si riqualifica un’area per lungo tempo dismessa e abbandonata, si insedia un presidio di legalità per il territorio e si dà vita ad uno spazio per la crescita di bambini e giovanissimi”. La serata si è conclusa in una festosa atmosfera con alcuni incontri amatoriali, a cui hanno preso parte gli atleti amalfitani del passato e le nuove piccole leve del basket.

IL PROGETTO

Accoglienza, comprensione, disponibilità. L’Associazione culturale e ricreativa Athena chiama a raccolta la comunità di Baronissi. In primo piano il sociale attraverso il progetto “c’è anche Annuccella”. Patrocinato dall’amministrazione comunale, sarà presentato lunedì 9 agosto alle ore 19 presso la sala conferenze sita all’interno del museo F.R.A.C. All’iniziativa prenderanno parte la professoressa Maria Maddalena Quaranta, in rappresentanza della famiglia Quaranta che ha voluto fortemente la nascita dell’iniziativa, il Presidente di Athena, Giovanni Pio Sapere, e Marco Picarone, Assessore alle politiche sociali del comune di Baronissi. Ad allietare l’evento, la violinista Marzia De Nardo e la violoncellista Serena Giordano. L’obiettivo di “C’è anche Annuccella”? Tendere una mano a chi ha bisogno di generi di prima necessità, compagnia, assistenza in iter burocratici, imparare la lingua italiana, migliorare e approfondire la lingua italiana e la cultura in genere, incontri per far conoscere i vari organismi dello Stato italiano, favorire incontri tra popolazioni indigene, non far sentire solo nessuno ed in particolare bambini ed anziani. A questo si aggiunge, grazie ad una meticolosa identificazione dei destinatari, il supporto fondamentale degli uffici comunali preposti, parroci, dirigenti scolastici e le segnalazioni della popolazione. L’iniziativa dell’Associazione Athena affonda le radici in un percorso operativo fatto di formazione, ricerca, tutela ambientale, sport e cooperazione che ha preso il via nell’agosto del 2019.

IL PREMIO

E' il “giullar cortese” Gianluca Foresi a ricevere in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, nell’ambito della XXXVI edizione della rassegna estiva di teatro “Barbuti Festival”, il premio Peppe Natella. Attore e regista orvietano, da più di 20 anni si esibisce all’interno delle maggiori rievocazioni storiche italiane, Gianluca Foresi dopo la consegna del premio si esibisce in scena con “Scemo profeta in patria”. (ingresso 10 euro). Questo è un periodo di sconvolgimenti e cambiamenti, di perdita di sicurezza e di riferimenti. Tutti noi viviamo dentro questa bolla di indeterminatezza, in cui ognuno prova a proteggersi con gli strumenti che più gli sono congeniali. Lo strumento che utilizza Gianluca Foresi è la satira. Lo spettacolo “Scemo profeta in patria” cerca di attraversare questi tempi difficili per sezionare e difendersi in qualche modo dalle vicende che hanno caratterizzato questo ultimo anno in particolare. Ma non tralascerà di attingere a fatti, eventi, e notizie che hanno caratterizzato la storia passata, anche remota. Uno spazio sarà dedicato anche al grande Poeta toscano di cui ricorrono i 700 anni della morte. Verrà evocato in particolare seguendo il fluire del suo canto più politico e quindi per qualche riguardo anche satirico: il VI del Purgatorio. Per rimanere al presente invece, La satira di Gianluca Foresi prende spunto principalmente da notizie, verificate nella loro veridicità, che riguardano politica, religione, cronaca, e che vengono affrontate con sarcasmo, corrosività e con un pizzico di quel politicamente scorretto che le rende esplosive: in negativo e in positivo. Tutto questo però sarà affrontato senza però mai perdere l’eleganza verbale e il rispetto implicito per quello che è il bersaglio di turno. Più che governare la satira, Gianluca Foresi è e sarà governato da essa, è e sarà trasportato e quasi ipnotizzato. In questo spettacolo non sempre il suo pensiero coinciderà con quello della battuta: la battuta diventerà il pretesto per mettere in evidenza quello che la notizia ci ha fatto dimenticare o quello che altre persone potrebbero davvero aver pensato: assolve a una funzione maieutica, terapeutica quasi, porta alla coscienza quello che era stato rimosso. Ispirandosi alla tradizione medievale dello joculator latino e del jongleur francese, ha reinventato il personaggio del giullare in chiave moderna: il “Giullar Cortese”. Con questo personaggio ha preso parte alla più importanti rievocazioni storiche italiane. Inoltre ha partecipato a due edizioni del “Todi Arte Festival” la prestigiosa rassegna di teatro e arti sceniche diretta da Maurizio Costanzo. Come attore comico ha partecipato a molte trasmissioni su tutto il territorio nazionale alla serie “RideRai”, per la regia di Giancarlo Nicotra in onda su Rai Uno. Inoltre ha preso parte alla trasmissione condotta da Luca Barbareschi Barbareschi Sciock su La7. Per due stagioni è stato al fianco di Marco Baldini su radio Kiss Kiss. Nel 2013 sempre con Marco Baldini ha preso parte alla trasmissione “Il Marchino ha l’oro in bocca” in onda su radio Deejay. Al percorso attoriale affianca quello nelle vesti di autore e regista: da diversi anni tiene infatti corsi e laboratori curando anche la messa in scena di spettacoli storici (medievali e rinascimentali). Ha collaborato con la regista newyorkese Karin Coonrod al progetto italo-americano della Compagnia dei Colombari, portando sulle scene lo spettacolo “Laude in Urbis”, rivisitazione della sacra rappresentazione medievale. Con questo spettacolo l’attore orvietano ha recitato anche a New York all’interno del National Museum of Catholic Art and History nell’East Harlem. Negli anni è stato chiamato anche come consulente e direttre artistico di varie rievocazioni storiche, fra le altre citiamo: “Solomeo Rinascimentale” “Lo Palio de Lo Daino” e “Rinascimento ad Acquasparta”. Dal 2012 tiene ad Orvieto il Corso teatrale “Essere EstroVersi”. Il Laboratorio mira, oltre alla formazione di attori, anche allo sviluppo della propria consapevolezza energetica ed espressiva così da migliorare l’approccio alla vita quotidiana: dalla scuola al lavoro fino ad arrivare alle relazioni interpersonali. Il lavoro si basa sull’utilizzo delle principali tecniche e propedeutiche teatrali, passando anche per un percorso emozionale e motivazionale attraverso l’applicazione di teorie base mutuate dalla psicologia dinamica. IL PREMIO PEPPE NATELLA La sesta edizione del Premio “Peppe Natella”, intitolato al patron della rassegna, colui che 40 anni fa ebbe l’idea di dare vita ad un teatro sotto le stelle nel centro storico di Salerno e che l’ha portata avanti con tenacia fino alla sua scomparsa, prima dello spettacolo del 6 agosto sarà consegnato a Gianluca Foresi, in un breve gala che sarà presentato da Gilda Ricci e Paolo Romano. La serata sarà aperta da Davide Curzio che declamerà “Torneranno le sere”, la poesia di Alfonso Gatto che ha ispirato il titolo di questa edizione dei Barbuti, che è “Ritornano le sere”, declinato al presente in segno di speranza per questa ripartenza. Foresi, conosciuto in Italia e all’estero come “Il giullar cortese” e l’attore e regista orvietano che da oltre un quarto di secolo si esibisce all’interno delle maggiori rievocazioni storiche internazionali, compreso la Fiera del Crocifisso ritrovato a Salerno. Maestro di oratoria, capace di incantare con le sue storie migliaia di persone riunite in cerchio attorno a sé, si ispira alla tradizione medievale dello joculator latino e del jongleur francese, reinventando il personaggio del giullare in chiave moderna e producendo in presa diretta storie e racconti rigorosamente in rima. Il Premio Peppe Natella consiste ne “Il Longobardo”, una scultura ceramica originale del maestro Nello Ferrigno.

IL RESTYLING

Si sta per realizzare il nuovo Teatro?Arbostella, sono infatti, ai nastri di partenza i lavori di ammodernamento e adeguamento funzionale del Teatro che fino ad un anno fa era gestito dal compianto Gigino?Esposito. La ristrutturazione della struttura che si trova nella zona orientale, sarà resa possibile grazie ad un finanziamento della Regione Campania. Finanziamento questo che permetterà alla struttura di poter riaprire in tutta sicurezza per la prossima stagione teatrale, dopo gli oltre 17 mesi di chiusura dovuti all’emergenza sanitaria che ha colpito tutto il mondo. Ed è proprio in questo periodo buio, che ha di fatto cambiato la vita di ognuno di noi, che, lo ricordiamo, è venuto a mancare anche il direttore artistico e figura storica del teatro salernitano Gigino Esposito. Fu sua l’idea, nel 2004, con l’aiuto del Comune di Salerno trasformò da una scuola elementare abbandonata in un accogliente teatro di 100 posti che poteva contare negli ultimi anni su un pubblico affezionato di oltre 600 abbonati, quasi un record per una struttura teatrale che ospita compagnie di teatro amatoriale. E proprio per onorare la memoria e il lavoro di Gino, la Regione, guidata dal Governatore De Luca ha creduto nel progetto Arbostella sostenendolo in questa nuova trasformazione per renderlo maggiormente funzionale e fruibile sia per il pubblico che per gli amanti del teatro in un quartiere sempre in continua evoluzione come il Parco Arbostella. Stando alle previsioni dei tecnici i lavori dovrebbero terminare entro novembre, per lanciare poi un cartellone teatrale invernale che dovrebbe iniziate a dicembre e concludersi il prossimo maggio. Ciliegina finale sarà l’intitolazione della struttura proprio a Gigino Esposito. E ovviamente, per la situazione dei lavori in corso, sarà impossibile quest’anno organizzare la decennale manifestazione all’aperto Arena Arbostella. E cosi, il Direttivo del Teatro, nelle vesti della presidente Immacolata Caracciuolo e dell’organizzatore Arturo Esposito ha deciso di aderire alla manifestazione del Parco del Mercatello organizzata dal Comune di Salerno in un’Arena allestita con 500 posti, regalando al proprio pubblico due serate ad ingresso gratuito domenica 29 agosto e lunedi 30 agosto. Nella prima serata in scena la compagnia napoletana Zerottantuno con un divertentissimo testo di Gaetano di Maio “Il Morto sta bene in salute” per la regia di Felice Pace. Il giorno successivo la compagnia salernitana Antica Italiana invece si cimenterà in un comicissimo testo di Gaetano Troiano dal titolo “Ma che bella famiglia!” con la regia dello stesso Troiano. L’inizio degli spettacoli sarà alle ore 21 e per le norme anti covid necessita la prenotazione obbligatoria attraverso i punti vendita che saranno comunicati in questi giorni. L’accesso all’Arena Mercatello dovrà avvenire con tagliando di prenotazione esibendo all’entrata obbligatoriamente il green pass. Per Informazioni 347/1869810 – 328/5621387 – 328/2664758 teatroarbostella@gmail.com (Cronache)

TEATRO

Si è conclusa la rassegna teatrale voluto e diretta dal regista Antonello De Rosa. Un cartellone di qualità che ha visto nomi importanti del panorama teatrale e cinematografico italiano. Serate che hanno riscontrato sin da subito consensi di pubblico. Al termine di ogni spettacolo “I Salotti di Giò” condotti, appunto,  dalla cantautrice Giò Di Sarno, che è dentro la grande famiglia di Scena Teatro diretta da De Rosa. “I salotti hanno senz’altro impreziosito questa kermesse-afferma De Rosa-hanno dato quel valore aggiunto che la rassegna attendeva. La famosa ciliegina sulla torta.” E di ciliegina prestigiosa si parla. Nei salotti, infatti si sono alternati grandissimi nomi del giornalismo e della conduzione RAI. Vittoriana Abate, Antonietta Di Vizia, Mariella Anziano, Josephine Alessio, Roberta Ammendola, tutta l’informazione della RAi è stata protagonista di una ripartenza culturale avvenuta a Salerno per volere del regista Antonello De Rosa coadiuvato dall’instancabile Giò Di Sarno. Un salotto sotto le stelle dove la conduttrice, la Di Sarno, ha scavato nell’intimo delle illustri protagoniste, che hanno aperto il loro cuore al pubblico. Nella conduzione dei salotti la Di Sarno si è alternata con la giornalista Erminia Pellecchia, che ha ospitato la scrittrice Piera Carlomagno, Giovanna Sica e l’attrice Camen Di Marzo. Un strepitoso  successo quello che si è concluso ieri, fra fuochi di artificio offerti, da don Luigi Aversa, in onore del direttore della rassegna teatrale ed il pubblico acclamante. In questi mesi di rassegna il Museo Diocesano San Matteo di Salerno  ha visto la professionalità e l’eccellenza, protagoniste all’interno del maestoso e magico quadriportico, divenendo così di fatto l’unico e vero salotto culturale della città.

BARBUTI FESTIVAL

Lunedì 9 agosto, alle ore 21.30, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, per la XXXVI edizione della rassegna estiva di teatro “Barbuti Festival”, nell’ambito de La Notte dei Barbuti, diretta da Brunella Caputo, il Teatro Grimaldello porta in scena “Il fiore che ti mando l’ho baciato”, con Anna Rita Vitolo, per la regia di Antonio Grimaldi. Ingresso 10 euro. Lettere sigillate. Custodite. Nascoste. Imbustate. Un mezzo antico, raro. Fortunati allora siamo, se tra le mani ci capitano quelle del passato. E se “ci capitano” è perché esistono i conservatori, i nostalgici, i romantici. Una corrispondenza amorosa accompagna la storia che ora si narra. La guerra che scrive alla pace e la cerca, dalle trincee del primo conflitto al tormento di un amore a distanza. Le lettere tenevano in piedi una storia, di suggestioni e ricordi mai vissuti, e speranze e abbracci immaginati e gelosie, finché dopo cento anni, restano la voce e il palco. Francesco medico tenente dell’esercito non sposò mai Stamura. Egli morì prima di tornare dal fronte, mentre un figlio fece beffa al tempo e alla morte. Lettere fatte di luoghi, di timbri e di censure. Lettere di fiori, di corpi, d’amore e nascita. Fino a noi. E allora può accadere che una storia personale e familiare, possa diventare memoria collettiva. Nato in occasione delle Celebrazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, lo spettacolo porta alla luce le microstorie di cui ogni tragedia, anche odierna è fatta. Frammenti di vita che, aldilà del tempo, ci appartengono. Questo racconto nasce dalla volontà della nipote Rosa Fusco e su iniziativa dell’Associazione Culturale “Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo” (presieduta da Antonia Lezza), presso la cui biblioteca è custodito il materiale inedito degli eredi Fusco.

IL CLUB

E’ stato costituito ufficialmente il 3 agosto del 2021 il Club Altavilla Granata 2021, con oltre 40 soci fondatori e un obiettivo comune, vivere la passione granata in comunità allargando gli orizzonti anche nel sociale, con i componenti del club che si preparano anche ad iniziative sul territorio, donare sorrisi e opportunità nel segno dell’ippocampo. Una mission d’appartenenza e non solo, nel borgo medievale cilentano di Altavilla Silentina sono tanti i cuori granata che vivono di Salernitana, una passione oltre ogni distanza, quasi 7mila anime tra contrade e frazioni, con una rappresentanza del club in ogni parte del territorio, da Altavilla Capoluogo fino a Borgo Carillia, passando per Cerrelli, Olivella, Campoluongo, Cerrocupo, Quercia Grossa, Castelluccio, Scalareta, Genzano, Riglio, Barricelle e tante altre comunità. La nascita del club, raccontano i soci, nasce dall’idea di portare avanti un vero e proprio progetto, un punto di ritrovo e una “unione” sul territorio. Il club granata di Altavilla Silentina ha radici lontane, dal 1998, poi i trasferimenti al Nord Italia dei vertici del gruppo determinarono la chiusura. Da diversi anni i componenti hanno provato a rifondare il club, le incertezze societarie e problematiche varie sul territorio hanno allungato i tempi ma l’entusiasmo della promozione e la volontà di creare qualcosa di importante ha rotto gli indugi. Si è creato così uno zoccolo duro di soci fondatori che dal primo momento hanno ribadito come Altavilla Granata 2021 avrà radici profonde e che saranno tramandate per molti anni. Negli ultimi giorni, con l’ufficialità dell’associazione partirà anche una richiesta ufficiale al Comune per una sede, da lì partirà anche una inaugurazione. Intanto sono già stati avviati i contatti con il Centro di Coordinamento Salernitana Clubs che ha dato piena disponibilità su tutti i fronti. Ad Altavilla la passione non si è mai spenta e adesso sì, si accende più che mai.

LA NOVITA'

Una grande novità si affaccia sul mondo giuridico e, contemporaneamente, su quello della comunicazione digitale, che renderà certamente più fluido il flusso di informazioni sulle novità di carattere legale. “Gazzetta Forense”, la rivista giuridica bimestrale e portale web, già punti di riferimento per tutto il mondo giuridico italiano, diventa un podcast settimanale, un aggiornamento sull’articolato mondo di leggi, regolamenti e sentenze, con interessanti riflessioni sugli scenari legali, che si susseguono senza sosta e sempre in evoluzione. Il progetto coinvolge professionisti molto noti, già protagonisti delle pubblicazioni cartacee di “Gazzetta Forense”, che hanno scelto di metterci “la voce” e dar vita ad uno strumento versatile, “liquido”: il Notaio Roberto Dante Cogliandro, fondatore dell’Associazione Italiana Notai Cattolici di cui è Presidente (lo è anche dell’Associazione “Macs”, Mecenati per l’arte, il cinema e lo sport), Professore Straordinario di Istituzioni di Diritto Privato, autore di saggi in tema di diritto di famiglia e successioni, diritto commerciale, diritto tributario e beni culturali; l’Avvocato Mario de Bellis, cassazionista, con studi a Napoli, Roma e Barletta, membro del Comitato scentifico dell’organismo di composizione della crisi presso l’Ordine degli Avvocati di Napoli; l’Avvocato Vittorio Sabato Ambrosio, Dottore di Ricerca in Management and law, esperto di diritto commerciale, societario e diritto sportivo ed autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste accreditate dall’Anvur. “Gazzetta Forense Podcast”, giunto alla sua quarta pubblicazione, ha trattato diversi temi: dal Green Pass obbligatorio alle decisioni della Cassazione in tema di divorzi, ma anche edilizia e Bonus 110%, i crocifissi nelle scuole, gli sfratti ed il valore legale delle chat Whatsapp. Il Podcast di Gazzetta Forense è già disponibile su tutte le piattaforme streaming e podcast più popolari, tra le quali Spotify, Apple, Google, Amazon, dove sta suscitando notevole interesse e numeri da grandi soddisfazioni. La durata media di ogni episodio è di circa cinque minuti e può essere seguito anche tramite un comodo “feed rss”, che aggiorna automaticamente l’utente ad ogni nuova pubblicazione. Il podcast è stato ideato e realizzato da GRPromotions, organizzazione molto attiva in Italia per podcast aziendali, audiobooks, personal branding e produzioni audio.

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