

Cuore di Capitano. Quello di Cecilia Baldi che ha messo la firma sulla promozione della NGM Firenze Pallanuoto in A2 femminile, al termine del concentramento che ha visto le toscane e la Venere Azzurra avere la meglio sulle padrone di casa di Treviglio e sul Padovanuoto. Una stagione intensa in cui oltre alle gare in piscina, il nemico principale è stato il Covid che ha messo a rischio la partenza prima e la regolarità del campionato poi. Fortunatamente la regular season è andata in porto, dando il là al gran finale. "L’anno scorso è stato un anno particolare, se non disastroso per lo sport, in particolare gli sport acquatici - esordisce Cecilia ai nostri microfoni - Il nostro campionato sarebbe dovuto partire la domenica che ha poi rappresentato la chiusura dell'attività, è stata una doccia fredda. Volevamo che fosse l’anno del riscatto vista la cocente retrocessione dell’anno prima, e purtroppo abbiamo dovuto rimandare l’appuntamento proprio a quest’anno. A settembre siamo ripartite ancora con più voglia di prima".
A venire in soccorso la formula dei concentramenti che è diventata necessaria consuetidine: "La stessa federazione quest’anno ha avuto penso grandi difficoltà nel gestire tutti i quanti i campionati, e penso che per il momento storico che stiamo vivendo la sicurezza era la cosa più importante, quindi giusto prendere tutte le precauzioni del caso - continua la classe '95 cresciuta nella Piscina del Chianti di San Casciano - Il concetto del concentramento penso che fosse la soluzione migliore per organizzazione e non solo. Ovviamente è stato un campionato strano, molto spezzettato, e sicuramente l’anno di stop ha reso ancora più “strano” e complesso riprendere a giocare partite ufficiali. Fortunatamente solo alla prima giornata abbiamo dovuto giocare più partite nello stesso giorno, e comunque visto poi la struttura dei due giorni di play-off è stato un ottimo modo per capire e imparare a gestire le forze, anche sotto forma di esercizio mentale. Il nostro è stato un campionato dove abbiamo incontrato squadre nuove e molto giovani con un alto potenziale di crescita. Dal canto nostro eravamo coscienti delle nostre capacità e in ogni incontro abbiamo dato il massimo per provare anche quello che sarebbe stato il nostro tipo di gioco nelle partite che avrebbero deciso le promozioni".
Un lavoro, quello di Cecilia e compagne tra cui la sorella Giulia, che ha dato i suoi frutto nel momento più importante: "I play-off son gare a sè, non sai mai cosa ti riserva la partita, siamo entrate cariche e consapevoli ma in questo sport e in questi momenti, l’emozione e anche la poca esperienza hanno fatto la loro parte e abbiamo fatto il primo e unico (fortunatamente) passo falso alla prima con la Venere Azzurra. La seconda partita era un dentro fuori, eravamo forti comunque di quello che avevamo dimostrato in acqua il giorno prima e dovevamo dimostratelo e girare la ruota dalla nostra parte. Con Treviglio e Padova l'abbiamo fatto ed eccoci di nuovo in A2".
Ad ogni livello, l'attività sportiva viaggia di pari passo agli impegni del quotidiano all'insegna dei sacrifici: "La Pallanuoto è passione, è uno sport che ti rapisce, a cui dedichi praticamente la tua vita. Fortunatamente ci alleniamo la sera e ciò permette a tutte quante di studiare e lavorare, puoi arrivare stanco e distrutto dalla giornata, ma arrivare e trovare la tua squadra in acqua, il tuo allenatore, ti fa stare bene. Ecco, penso che davvero la forza di questo sport sia davvero il gruppo, la spinta e il motore fondamentale di ogni stagione agonistica".
Un viaggio iniziato tanto tempo fa quello di Cecilia nel mondo della Waterpolo e degli sport acquatici, essendo anche istruttrice di nuoto: "Fin da piccola ho sempre nuotato, conobbi il mio primo allenatore nella piscina dove nuotavo, mi propose di provare la Pallanuoto e subito amai quello che era il concetto di squadra e il condividere ogni momento assieme. Iniziai alla Firenze Pallanuoto e ho sempre continuato li - prosegue riesumando gli esordi - Ho molti momenti a cui sono davvero legata, come la salvezza in A2, il quinto posto sempre in A2 ma penso che quest’anno sia davvero l’anno da ricordare. Visto il momento storico, la retrocessione di due anni fa che ti lascia sempre l’amaro in bocca e la voglia di riscatto, è stato davvero un anno da ricordare, nessuno credeva di poter riuscire a tornare a giocare o comunque ad allenarsi. È stata davvero la luce in un tunnel buio, quello del Covid. La cosa che non rifarei? La pausa per motivi personali 7 anni fa, anno che coincise anche con la mia operazione al ginocchio. Tornassi indietro non la farei mai".
Ma ora è tempo di vacanze ma soprattutto di iniziare a guardare al futuro in vasca: "Il nostro obiettivo sarà quello di dare il massimo nel prossimo campionato, crescere, consolidare il gruppo meraviglioso che siamo e che abbiamo creato quest’anno. I giorni di Monza (sede del concentramento finale, ndr) sono stati giorni davvero da incorniciare e sull’onda dell’entusiasmo arriviamo a settembre ancora più consapevoli e sicure di quello che siamo - conclude capitan Baldi. - Volevo anzi voglio ringraziare la società, chi ci ha seguito dai dirigenti ai supporter e soprattutto le mie compagne, la mia allenatrice Marta Colaiocco. Penso che quest’anno abbia davvero vinto il gruppo, con la G maiuscola".
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