

Non si apre la porta della zona medaglie per l'Italia. Gli azzurri, campioni del Mondo, che erano stati di bronzo a Rio, si fermano nei Quarti di finale. Avanzano i campioni olimpici in carica della Serbia, la squadra che negli ultimi 10 anni ha vinto più di tutte e che anche contro l'Italia ha dimostrato tutta la sua potenza. Finisce 10-6 per il deam team di Dejan Savic, con gli azzurri che provano la quarta remuntada del torneo ma, complice anche la media gol in fase di superiorità (4/16), questa volta ci vanno soltanto vicini. La grinta e il carattere non sono mancati. La Serbia è una squadra che fa della superiorità numerica la sua qualità principale, ha una percentuale realizzativa altissima di oltre il 75% in quasi tutte le partite. L'Italia questa volta non è stata solida in difesa come aveva abituato nelle gare precedenti. "Non abbiamo fatto la partita che avevamo preparato - spiega Sandro Campagna - e questo è un grande rammarico, perchè secondo me non abbiamo giocato male. Ci siamo trovai sotto di 4 gol inaspettamente. Abbiamo subito 4 gol a uomini pari". Venerdì 6 agosto, ancora alle 11.20 italiane, il Settebello ritrova gli Stati Uniti nella semifinale per l'assegnazione dei posti dal quinto all'ottavo. USA già battuti nel girone preliminare 12-11. "Adesso ci si concentra sul breve, sulle prossime partite, poi si programma la prossima Olimpiade".
Anche Savic, tecnico della Serbia, come Campagna, rinuncia a un portiere per avere un cambio in più. Sceglie il numero 13 Branislav Mitrovic. Tra i pali del Settebello c'è Marco Del Lungo. La sfida si accende subito; già cinque gol dopo due minuti e mezzo risultando devastante dalla distanza e con entrate a sorpresa. La Serbia è avanti 3-2 ma l'Italia, che è partita con la testa giusta, realizza le prime due superiorità numeriche con Nicholas Presciutti (doppietta), il migliore dei suoi in questa spedizione giapponese. Spreca però le successive e suprattutto un clamoroso 6 contro 3 che poteva valere il -2. Il primo tempo si chiude con i campioni olimpici avanti 5-2 e Del Lungo che si oppone alla consclusione di Rasovic. La media in più azzurra scende a 2/5. La difesa serba concede qualcosa e nella prima metà del secondo tempo l'Italia sosta molto sulla linea di attacco. Branislav Mitrovic si rivela un'ottima scelta tra i pali. Dalla panchina Savic chiama il primo time-out. La sua squadra esprime tutta la potenza che la contraddistingue: Mandic in extra player e il capitano Filipovic con una rasoiata allungano 7-2 (primo passivo pesante per l'Italia che finora non aveva mai subito cinque gol consecutivamente). Gli azzurri tornano al gol dopo quasi 12 minuti: lo segna Figari in superiorità numerica. La doppietta di Pralinovic segna il 9-3 di metà gara.
Con il cambio vasca non cambia la difficoltà italiana a trovare la via del gol; dopo altre tre superiorità non sfruttate, ci riesce Stefano Luongo all'undicesima occasione. A 90 secondi dalla fine del terzo tempo Renzuto commette il terzo fallo personale e concede il rigore alla Serbia: Filipovic si incarica del tiro e Marco Del Lungo blocca la palla sulla linea. La Serbia è in controllo ma sembra stanca e ha molti giocatori con due falli personali, l'Italia fatica ancora nel fondamentale in attacco (1/6 nel terzo tempo, 4/13 generale). Il Settebello tenta la quarta remuntada. Il tiro di Dolce è bloccato, Di Fulvio dal perimetro relizza il primo gol a uomini pari (5-9), Campagna detta la zona M. I giocatori di Savic leggono perfettamente il campio di modulo azzurro e alla prima occasione Filipovic, il mancino perfetto, supera Del Lungo, che non può farci nulla (5-10). Manca, invece, il mancino all'Italia; Echenique non punge. Del Lungo evita il peggio nell'uno contro uno con Rasovic lanciato in porta. A 78" dal termine torniamo a -4 con il gol di un affatcato Bodegas alla sedicesima superiorità azzurra. L'ultima azione è tutta per la Serbia: 26 secondi che la accompagnano alla semifinale.
A freddo arriva l'analisi più completa del ct azzurro: "Avevo visto i ragazzi molto sereni prima della gara. Non mi aspettavo una partenza del genere. Ci siamo trovati sotto inaspettatamente e non per il volume di gioco espresso da Serbia e Italia. Noi abbiamo prodotto molto e sbagliato molto, soprattutto molti tiri tra la fine del primo e secondo tempo e abbiamo sbandato un po' in difesa, prendendo quattro gol a uomini pari, che non è da noi. Non siamo riusciti a cambiare la partita. Nel terzo tempo abbiamo avuto la possibilità di riprenderla, nonstante ci fosse un divario di cinque gol. Anche in quelle occasioni abbiamo sbagliato e il loro portiere si è esaltato. Con i tiri dai quattro/cinque metri potevamo fare almeno due/tre gol per poter finire il terzo tempo più vicini nel punteggio. Ma i nostri tiri non erano di grande qualità".
Serafico il commento del capitano Pietro Figlioli: "Abbiamo lavorato tanto per arrivare a giocare questo tipo di partite. Eravamo pronti sotto tutti i punti di vista, sapevamo che sarebbe stata una partita impegnativa ma abbiamo commesso troppi errori. La Serbia ha meritato di vincere".
TABELLINO
Italia-Serbia 6-10
ITALIA: Del Lungo, Di Fulvio 1, Luongo, Figlioli, Presciutti 2, Velotto, Renzuto Iodice, Echenique, Figari 2, Bodegas 1, Aicardi, Dolce. All.: Alessandro Campagna
SERBIA: B.Mitrovic, Mandic 2, Dedovic 1, Randelovic, Lazic, Pijetlovic, Rasovic 2, Aleksic, Jaksic, Filipovic 3, Prlainovic 2, S. Mitrovic. All.: Dejan Savic
ARBITRI: Voevodin (Rus) e Stavridis (Gre)
NOTE: parziali 2-5, 1,-4, 1-0, 2-1. Uscito per limite di falli Renzuto Iodice (I) nel terzo tempo.
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