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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

02/08/2021

PARLA CAMMAROTA

“Come avviene in alcuni centri della Costiera Amalfitana, si potrebbe creare una sorta di cordone gommato che tenga fuori la sporcizia e l’inquinamento superficiale, ovvero tutto ciò che galleggia e lo fanno a Minori, ad Atrani, ad Amalfi. È un gommone che, a cinquanta metri dalla riva – e protegge anche i bagnanti – e l’inquinamento superficiale si blocca”. È la proposta avanzata dal presidente della commissione Trasparenza, Antonio Cammarota che, ormai da anni, porta avanti la sua battaglia contro il mare sporco. Nei giorni scorsi, il candidato sindaco de La Nostra Libertà ha acceso i riflettori anche sulla condizione di degrado in cui versa la città, ormai invasa da topi e blatte. “Nel primo consiglio comunale del 2016, La Nostra Libertà denunciava la città sporca in balia dei topi, con la Tari più alta d’Italia e chiedevamo di agire subito per la sicurezza sanitaria – ha denunciato ancora il capogruppo de La Nostra Libertà – Dopo cinque anni, nulla è stato fatto, liberiamo la città dai topi, dalle blatte e dalla peggiore amministrazione di sempre”. Avvocato, mare sporco e cattivi odori. La sua è una battaglia che va avanti ormai da anni… “La città del mare significa anzitutto il mare ma oggi la situazione è sotto gli occhi di tutti. È facile sparare sulla croce rossa ma va detto che la Croce Rossa non ha cura del malato: non solo vi è il problema delle correnti ma c’è anche quello delle fogne che a Salerno non sono mappate completamente e nei rioni collinari vi sono zone, non periferiche ma strade secondarie abitate, che sversano direttamente nel terreno. Quindi, questi liquami vanno a finire a mare. Nel 2006 ci fu una petizione popolare sui rioni collinari, completamente disattesa e così anche Ogliara e Matierno fanno i conti con l’assenza di connettori fognari; oltretutto, nel momento in cui si affermasse una responsabilità colpevole su atti ed adempimenti chiari si potrebbe profilare un danno erariale per il Comune di Salerno ed una eventuale azione di risarcimento del danno che stiamo studiando. Non serve fare il ripascimento se poi non si garantisce il mare”. Siamo ormai in piena estate, turisti e salernitani affollano le nostre spiagge ma le segnalazioni sono all’ordine del giorno. Cosa si potrebbe fare, secondo lei? “Sì, c’è solo una cosa che possono fare: come avviene in alcuni centri della Costiera Amalfitana, creare una sorta di cordone gommato che tenga fuori la sporcizia e l’inquinamento superficiale, ovvero tutto ciò che galleggia e lo fanno a Minori, ad Atrani, ad Amalfi. È un gommone che, a cinquanta metri dalla riva – e protegge anche i bagnanti – e l’inquinamento superficiale si blocca”. Lei da anni porta avanti una battaglia per la delocalizzazione del porto cittadino… “La costruzione di un porto più grande oggi è l’unica proposta politica che vedo sullo scenario, al di là di proposte antiche o nuove. Un porto più grande libererebbe la città del mare, tornerebbe le cartoline delle spiagge dei nostri padri; si garantirebbe l’assetto idrogeologico e la viabilità del Viadotto Gatto mentre a sud si determinerebbero migliaia e migliaia di posti di lavoro, un porto più efficace ed efficiente così che nella Piana del Sele avrebbe un collegamento con l’autostrada, l’aeroporto. Questo non è un progetto di Cammarota, è antico: parte dal ministro delle aree urbane Carmelo Conte, attraversa il deluchismo con Bonavitacola assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Salerno e arriva alla Provincia. È un progetto possibile che può effettivamente cambiare Salerno”. In consiglio comunale lei ha attenzionato il Ponte Dei Diavoli contestando all’amministrazione comunale l’incapacità di azione e l’impossibilità – per lo storico bene – di attendere un mecenate… “E’ la manifestazione d’inferiorità e la conversione di incapacità: non provvedere ad un’opera, simbolo della storia antica e della cultura di Salerno. Tra l’altro, è il simbolo dei Progressisti, il partito che governa Salerno e in consiglio comunale avevo denunciato con forza questo abbandono e la scelta scellerata di non esercitare le proprie funzioni: l’ente pubblico deve intervenire non fare la questua e cercare mecenati, quello lo fa il privato non il pubblico. Poteva sicuramente scapparci il morto ma anche una responsabilità penale pesante di dirigenti, assessori e del sindaco perché il transennamento – nonostante le denunce – è avvenuto solo dopo la caduta di ulteriori calcinacci e non quando era evidente potesse accadere”. E’ necessario un intervento di messa in sicurezza ma il Comune non ha soldi. Come si potrebbe procedere, secondo lei? “Il problema è che la responsabilità finanziaria di quest’amministrazione è la cifra del disastro di 20 anni di mala gestio perché non basta dire che si è tutti sulla stessa barca e sono stati tagliati tutti i fondi perché Salerno è tra le prime città che sull’anticipo di spesa è esposta a pericolo di default, con un rischio quattro volte più alto rispetto al Comune di Napoli che pure ha fatto scalpore. Chi ha amministrato con mala gestio è responsabile di questo disastro e dal momento che da 20 anni amministra sempre la stessa fascia politica, è la cifra della peggiore amministrazione di sempre. È chiaro che si dovrà mettere mano a tutto ma lo si dovrà fare togliendo incarichi agli amici degli amici; centralizzare in un’unica mano la gestione delle società partecipate; vendere i beni mobili, commerciali ma non storici con anticipazione di cassa bancaria che è possibile fare ottenendo la cartolarizzazione dei beni, senza aspettare la vendita ed avere liquidità immediata. È indispensabile evitare che questa città cada a pezzi come il suo Ponte dei Diavoli”. L’ultimo allarme è stato lanciato da lei proprio sugli incendi, manca una programmazione chiara. Il rischio è grosso… “Se tanto mi dà tanto, un caldo così forte, il vento che c’è e considerato quanto accaduto negli scorsi anni, bisogna evitare che il Comune dica “è colpa del destino”, bisogna mettere in sicurezza il territorio; bisogna creare una condizione di pulizia e manutenzione che non c’è stata. Abbiamo segnalazioni precise in tal senso e affronteremo la questione in commissione Trasparenza dove sentiremo i dirigenti perché è chiaro che se si appicca un incendio in un’area verde e non si tolgono le erbacce, non si puliscono i canali – come invece avviene nel napoletano – noi rischiamo incendi devastanti e di aumentare il dissesto idrogeologico in una terra che ormai trema. Dobbiamo iniziare a capire che bisogna agire prima, non curare dopo”. (Cronache)

LE TELECAMERE

“Grazie all’amministrazione comunale per averci ascoltato ed aver installato le telecamere intorno al parco della Ciampa di Cavallo”. I componenti dell’Associazione Bruno?Zevi, nata diversi anni fa con lo scopo di tutelare e difendere l’intero quartiere della zona orientale di Salerno, sono finalmente soddisfatti, dopo una lunga battaglia contro coloro che stavano distruggendo e vandalizzando il parco… “Il nostro – spiegano – è un lavoro iniziato molto anni fa, quando furono portati via i container che ospitavano le famiglie terremotate. Abbiamo per anni cercato di salvaguardare l’intero quartiere, cercando di renderlo vivibile e sicuro. Dopo una prima serie di iniziative, grazie ad una serie di lettere e richieste, siamo riusciti ad ottenere da parte dell’amministrazione comunale la recinzione per il parco che si trova proprio al centro del quartiere. Un intervento questo che ci ha permesso di rendere l’area più sicura per le tante mamme che ogni giorno vi portano i propri figli”. Visto il grande impegno dell’associazione Zevi, l’amministrazione comunale di Salerno decide di dare proprio a loro la gestione l’area che ospita anche dei giochini per bambini ed un campettto da calcio, che viene messo a disposizione di tutti coloro che ne fanno richiesta a titolo gratuito. Fino a qui tutto bene, se non fosse che negli ultimi mesi, subito dopo il primo lockdown, l’intera area non è stata presa di mira da un gruppo di ragazzi particolarmente vivaci, che hanno creato non pochi problemi ai gestori ed anche alle mamme che scendevano al parco per far giocare un po’ i loro piccoli… “Si tratta di ragazzini che si divertivano ad entrare nel parco con motorini e biciclette elettriche, rompere le cose. – prosegue il signor Della Rocca – Non sono ragazzi del quartiere, ma dei quartieri vicino. Dopo un incontro con le mamme che ci hanno chiesto di risolvere il problema, noi come associazione abbiamo prima fatto un giro per identificare i ragazzini, poi ci siamo rivolti alle forze dell’ordine che però non sono intervenute come era necessario. Da qui, la decisione di rivolgerci nuovamente all’amministrazione comunale e chiedere l’installazione delle telecamere.?Devo dire che immediatamente dal?Comune abbiamo avuto risposta positiva, e le telecamere sono state posizionate.?Da allora i problemi sono finiti. O meglio questi ragazzini adesso stanno tranquilli, sanno che ci sono le telecamere e quindi evitano di fare danni. Siamo tornati a stare tranquilli.?E per questo vogliamo ringraziare l’amministrazione per ciò che ha fatto e vogliamo al tempo stesso chiedere di posizionarne altre in altri punti del quartiere, perchè quello che temiamo è che ora questi ragazzini si possano spostare nelle zone limitrofe al parco e proseguire li la loro opera di vandalismo”. (Cronache)

LE 10 MOSSE

Il rilancio del turismo in dieci mosse, o meglio in dieci idee, presentate in occasione della ventiquattresima edizione della BMT – Borsa Mediterranea del Turismo, da Luigi Snichelotto, Presidente “AssoMiMe – Associazione Mezzogiorno Italia Mediterraneo Europa”, ma anche il green pass e i vaccini, la pandemia e le restrizioni. Argomenti questi fondamentali per una ripresa e per la ripartenza di un comparto economico fondamentale come quello del turismo e dell’accoglienza. Dieci dunque i punti fondamentali per la re-start di un settore strategico per l’economia nazionale e del Mezzogiorno in particolare. E così si va dall’identificazione dei canali di flusso, ai servizi avanzati identificativi, ed ancora alla strategia dei servizi avanzati, passando per la personalizzazione on demand, all’accoglienza specializzata, al marketing e posizionamento di vendita, al costo standard in coerenza internazionale, alla durata del soggiorno e politica degli sconti, all’affidabilità e reputazione, fino ad arrivare alla formazione & dedizione (qualità, accoglienza e decoro). Per il il presidente Snichelotto “Il monitoraggio dei dati di settore e gli aspetti tecnici sono la base necessaria all’identificazione dello scenario contestuale, ma dobbiamo chiedaerci in termini di riflessione o strategici, cioè “filosofici”, da dove veniamo e dove siamo proiettati”. Di qui la necessità di una pianificazione a medio e lungo termine, che possa “stabilizzare e delineare” una crescita costante e progressiva del comparto tra i tre e i cinque anni, a partire da questa seconda parte del 2021: è un’intensa relazione sulle possibili prospettive future del turismo, verso un’articolazione più efficace del post-pandemia. “L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo ci ha messo di fronte ad una serie di aspetti che ci stanno portando a ripensare alle prospettive del comparto turistico, – spiega Snichelotto, che negli anni ha ricoperto anche altri prestigiosi incarichi come quello di Presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo Campano Napoli – Dobbiamo pensare ad un diverso e più efficace livellamento dei settori che costituiscono il flusso e l’offerta turistica nazionale, in una duplica connotazione: sia del mercato interno che rispetto alla concorrenza internazionale perché, chiunque si occupi di monitoraggio delle attività istituzionali, italiane ed europee, in particolare negli ultimi 15 mesi di emergenza Covid, si è reso conto che noi tutti ci stiamo fondendo nella grande Europa. Deleghiamo grande forza e grande gestione dei nostri territori all’Unione Europea, quindi, dovremmo essere più attenti a quello che ogni giorno accadde intorno a noi e nel nostro meraviglioso paese. Senza secondi fini, né politici né economici, senza polemiche, dobbiamo essere guardinghi, marcare il territorio e quanto accade nella politica e nei mercati internazionali: un’analisi pluralista e di ampia visione, per sviluppare una nostra idea, che dobbiamo manifestarla serenamente nell’ambito delle leggi, del corretto, ma in maniera molto incisiva”. Ecco perchè, secondo l’imprenditore e presidente dell’AssoMime, è importante ora più che mai una maggiore condivisione e partecipazione, promossa ed organizzata a tutti i livelli. Snichello affronta anche il tema del green pass, che tra pochi giorni sarà obbligatorio per chi vorrà assistere a manifestazioni o andare a cena in luoghi al chiuso oppure al bar oppure viaggiare… “Sicuramente le varie restrizioni sia nazionali che regionali non hanno prodotto grandi benefici al comparto turistico, c’è però da dire che se in parte il green pass potrebbe rappresentare un freno alla ripartenza turistica, dall’altro serve anche, almeno queste sono le premesse, a frenare la diffusione del virus e ad evitare ciò che in tanti stanno dicendo in questi ultimi giorni, ovvero la possibilità di un ritorno in zona gialla per alcune regioni, con tutto quello che ne consegue in termini di restrizioni. E tra queste regioni c’è anche la Campania.?Ecco, questo va evitato. Bisogna lavorare sui vaccini, specie per quelle categorie che sono a contatto diretto con il pubblico e per il mondo della scuola. L’unica strada vera per una ripresa al momento è questa e non possiamo sprecarla”. (Cronache)

LA CRISI

“E’ stato un 2020 dinamico per il mercato immobiliare persino sorprendente se pensiamo all’emergenza covid, facendo registrare rispetto all’anno precedente, le compravendite, diminuite su base annua, sono in realtà aumentate su base mensile al netto del bimestre del lockdown”. A sottolinearlo è Corrado Mirra, presidente Provinciale Fiaip Salerno. Mirra nell’effettuare una panoramica della situazione a Salerno e provincia, ha spiegato che: “Sempre più giovani under 30 vogliono acquistare la loro prima casa. Aumentano le richieste in agenzia di immobili ad alta efficienza energetica. Rallentano gli acquisti ai fini locatizi a causa del blocco degli sfratti e delle leggi che disincentivano gli affitti brevi. Nel settore residenziale si registra un lieve arretramento dei valori immobiliari, mentre per il settore commerciale, maggiormente colpito dalla crisi pandemica, si segnala una diminuzione dei prezzi più marcata per i negozi e per gli uffici. Ad alimentare la risalita è la conferma di interesse della domanda per l’investimento del risparmio “diretto”, oltre all’esigenza, accentuata con il lockdown, del cambio della prima casa, spesso ricercata di dimensioni più ampie. Il permanere dei tassi di interesse dei mutui ai minimi storici e i rendimenti ormai inesistenti, hanno spinto gran parte degli acquirenti a preferire il mattone, allettati dal rendimento medio del 2-3% che producono gli immobili compresi in una fascia di prezzo tra i 150 e i 300 mila euro, nonostante la pandemia e l’enorme carico fiscale che grava sull’immobiliare. Al rilancio dell’attività transattiva continua a non aver fatto eco un’inversione di tendenza dei prezzi, che hanno proseguito la loro dinamica recessiva, seppure con un’intensità decisamente decrescente. I valori di mercato nel 1° semestre 2021, pertanto hanno registrato una lieve flessione rispetto al 2020 ma è giusto segnalare che per alcune tipologie di immobili ovvero le soluzioni indipendenti o semi-indipendenti con ampi spazi interni (cucina abitabile, zona lavanderia, studio per lo smart working ecc..) o esterni (terrazzo abitabile, giardino ecc..) particolarmente ricercati soprattutto nelle prime periferie o nelle primissime campagne, i prezzi sono addirittura aumentati. I tempi di assorbimento degli immobili offerti sul mercato si è ormai attestato nell’ordine dei 6 mesi, mentre lo sconto sui prezzi richiesti, la cosiddetta “forbice”, si conferma nell’ordine del 10%. Ormai, già da alcuni anni si assiste ad una riduzione contenuta, ma costante, di tempi e sconti che descrive una migliorata condizione di liquidità degli immobili, che, a sua volta, si traduce in un aumento delle compravendite, che potrebbe essere ancor più marcata e fluida qualora fosse accelerata la digitalizzazione degli enti pubblici, in particolar modo per l’accesso agli atti che, specialmente in questo periodo di smart working, ha raggiunto tempi esasperanti dovuti al letargo della Pubblica Amministrazione. In questo quadro di mercato, la percentuale di compravendite e di locazioni che hanno richiesto i servizi erogati dall’agente immobiliare è salita a circa l’80%, a conferma che la figura professionale dell’agente immobiliare è sempre più centrale e i servizi offerti sono sempre più indispensabili, in special modo nell’attuale contesto di mercato, che ha visto i professionisti del settore, durante la crisi pandemica, anche e soprattutto al servizio di clienti per la gestione delle innumerevoli richieste di rinegoziazione dei canoni di locazione contribuendo a ridurre il rischio di contenzioso giudiziario. Da segnalare, inoltre, come gli effetti della grande diffusione dell’e-commerce e del ricorso allo smart/home working, stiano cambiando la prospettiva di molte lavoratrici e lavoratori unitamente alla valutazione delle aziende di ridurre i costi di locazione dei propri uffici e/o negozi o di considerare concretamente la vendita degli stessi. Come logica conseguenza di quanto esplicitato è probabile un’ulteriore contrazione dei prezzi, sia per la vendita che per la locazione, di uffici e negozi, con un altrettanto ridimensionamento dei metri quadri richiesti soprattutto in relazione a determinate tipologie di attività come bar e ristoranti, alcuni costretti a non riaprire, mentre per altre attività, come quelle legate alla vendita al dettaglio di generi alimentari, prevediamo investimenti produttivi espansivi. Nell’anno in corso si prevede un aumento delle compravendite con una progressiva stabilizzazione dei prezzi degli immobili. Si prospetta un anno di consolidamento per uno dei motori dell’economia italiana che da una parte benificerà del graduale ritorno alla normalità grazie alla campagna vaccinale e dall’altra del pieno utilizzo degli interventi che il governo saprà mettere in campo in attuazione e in aggiunta al pacchetto da circa 15 miliardi approvato nel piano nazionale di ripresa e resilienza, si parla ad esempio della garanzia dello Stato attraverso Consap dei mutui prima casa per gli under 35. Tutte misure apprezzate dalla ns Federazione Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) che però ha diverse idee su ulteriori e strutturali proposte in tema di transazione ecologica, digitalizzazione e del sempre più necessario riordino della fiscalità. Secondo noi, infatti, nell’ambito della riforma fiscale, il governo non può non includere un riordino e una riduzione della fiscalità attraverso due proposte in ambito residenziale che sono: la deducibilità dell’Imu anche per le persone fisiche per le abitazioni e una tassa unica sulla casa, ovviamente, mantenendo esente l’Imu sulla prima casa. Sull’ambito non residenziale, la nostra proposta invece è l’introduzione della cedolare secca per tutti i contratti di locazione ad uso diverso dall’abitativo quindi il commerciale e rendere strutturale il credito di imposta per le locazioni commerciali per tutto il 2023. (Cronache)

PULIZIA

Rifiuti raccolti in via Dei Canali, piazza Abate Conforti e nei vicoli adiacenti. Dopo la denuncia, ennesima denuncia dei residenti della zona, come raccontato nell’edizione di ieri anche sulle pagine del nostro quotidiano, gli operatori di Salerno Pulita hanno provveduto a raccogliere tutte le buste che erano state lasciate lungo il centro storico da cittadini poco civili. L’operazione di pulizia si è svolta nella mattinata di ieri dopo la raccolta dei rifiuti organici, un altro mezzo della società addetta alla raccolta della spazzatura, è passato nelle strade del centro storico raccogliendo tutte le buste che da giorni erano state lasciate in più punti. “Hanno fatto il loro lavoro, il problema però rimane – dice la signora Maria Teresa – Sono sicura quasi al 100% che tra qualche ora al più tardi stasera, proprio davanti alla chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano dei calzolai, saranno lasciati nuovamente i rifiuti”. “Hanno messo le telecamere – dice il signor Sergio – dovevano essere un deterente, ma non servono a nulla. Ad oggi non è mai stato fatto nessun verbale, mai un cittadino è stato fermato o rintracciato per aver buttato rifiuti in giorni sbagliati e luoghi sbagliati. Si muovono per pulire solo se siamo noi a chiamare o a segnalare il tutto ai giornali”. (Cronache)

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QUI VIETRI

Il nuovo cambio al vertice della Vietri Sviluppo ha del sensazionale: al posto del presidente Antonio Gazia è stato proposto nientemeno che l’ex primo cittadino Franco Benincasa. La nomina definitiva deve passare attraverso la ratifica del primo consiglio d’amministrazione utile (quasi certamente nei primi giorni della prossima settimana), ma pensare che il volere dell’attuale primo cittadino Giovanni De Simone non vada in porto è un’opzione che non può essere considerata. Si arricchisce così di una clamorosa nuova puntata la vita della società in house del Comune di Vietri sul Mare che appena un anno fa, ad ottobre 2020, aveva azzerato i suoi vertici. Via Giovanni Di Mauro e via anche gli altri consiglieri Antonio Di Stano ed Alfonso Trezza, per la verità con modalità che hanno lasciato molte perplessità mai chiarite. Il presidente Di Mauro ed il consigliere Trezza furono indotti dal sindaco De Simone a dimettersi per far cadere il CdA della Vietri Sviluppo adducendo al forte imbarazzo per la presenza nel consiglio di Di Stano, oggetto in quei giorni di una vergognosa campagna di delegittimazione (con tanto di lettere anonime in giro su Whatsapp) per un suo presunto coinvolgimento in una storia d’affari intrecciata a piccante sesso di provincia. Accuse svanite in un attimo dopo l’uscita di scena dello stesso Di Stano dalla Vietri Sviluppo come pure dalla presunta indagine di cui non si saputo più nulla. Si è poi capito che importante era raggiungere l’obiettivo che non era uno solo ma due: far fuori Di Stano ma mandare a casa anche lo stesso presidente Di Mauro che forse non era più sotto il diretto controllo del sindaco e, più precisamente, sotto il giogo dei vertici del Pd vietrese, dal quale resta ancora in attesa di un chiarimento su quanto avvenuto un anno fa. Partito che, a distanza di un anno, ha deciso di far fuori e con le stesse modalità Antonio Gazia, sacrificandolo all’altare della (presunta) ritrovata identità di vedute tra l’attuale sindaco De Simone e l’ex primo cittadino Franco Benincasa, dati negli ultimi mesi un po’ distanti. Sarà stata solo tattica? Sta di fatto che a pagarne le spese è quello che può essere ormai considerato l’ex presidente, indotto anche lui alle dimissioni con la scusa dell’uscita dal consiglio della Vietri Sviluppo di Gerardo Pellegrino che ha lasciato la società assieme agli altri consiglieri Trezza e D’Amore. Dimissioni per fare spazio a Franco Benincasa da consigliere, almeno così considerava Gazia a cui, invece, nessuno aveva ancora detto che avrebbe dovuto ubbidire e dare le dimissioni anche lui per fare spazio all’ex sindaco che avrebbe occupato la poltrona più importante. Non importa la “diminutio”: c’è chi dice che sarà presidente almeno fino alla prossima tornata elettorale perché l’intenzione vera di Benincasa sarebbe quella di tornare in sella. Una situazione che presenta anche riflessioni d’imbarazzo. Anche alla faccia di eventuali conflitti d’interesse, non fosse altro per una certa linea etica, considerato che tra i consiglieri comunali chiamati a vigilare e controllare le azioni della Vietri Sviluppo c’è il figlio dell’ex sindaco, Daniele Benincasa che riveste anche la carica di presidente del consiglio comunale e le deleghe alla Ceramica, al Commercio ed Attività Produttive, all’Informatizzazione, al Contenzioso ed al Demanio. Una ulteriore occupazione di posti di potere all’interno dell’amministrazione vietrese. Ma per sindaco e Pd vietrese questo è solo un dettaglio, non dovrebbe esserlo per gli assessori ed i consiglieri che attualmente fanno parte della giunta che affianca De Simone e che si ritrovano davanti alla nuova rivoluzione della Vietri Sviluppo. Condivisione o imbarazzante fatto compiuto? Questione etica ma anche quella di una sorta d’incompatibilità ambientale perché si ritroveranno davanti ad una situazione non facile anche alcuni dei dipendenti della stessa società in house che in passato hanno avuto non pochi problemi disciplinari per il carattere fumantino di Benincasa che quando era sindaco ha più volte inteso concepire la risoluzione delle controversie da padre padrone più che seguendo i percorsi indicati dalle relazioni sindacali e dalle norme sul lavoro. Ora gli stessi dipendenti se lo ritroveranno da presidente della società per la quale lavorano, con le conseguenze che è facile intuire. Ma questo per sindaco e maggioranza è solo un dettaglio. (Cronache)

QUI CAVA

Sereno e deciso l’assessore Armando Lamberti su pandemia e sanità a Cava de’ Tirreni. Il vicesindaco di Servalli non nasconde la sua soddisfazione per ciò che concerne la diffusione dei vaccini tra la popolazione metelliana anche se c’è ancora tanto lavoro da fare. «Il bilancio è tutto sommato positivo, già 30mila cavesi hanno ricevuto la prima dose e ben 24mila hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda – afferma il professor Lamberti – quindi ci troviamo con una buona copertura. Ma dobbiamo ancora incrementare i numeri con la campagna vaccinale, indurre coloro che ancora non l’hanno fatto a vaccinarsi e presto». Nel mirino di Lamberti c’è la fatidica data del 6 agosto: «Con il green pass cambieranno molte cose ed i miei concittadini devono essere messi in condizioni di non essere penalizzati. L’amministrazione Servalli è da tempo al lavoro per mettere in sicurezza la popolazione di Cava de’ Tirreni e per riportare una graduale serenità nella nostra comunità dopo il periodo difficile ed irreale che abbiamo attraversato tutti. Tutti abbiamo bisogno di tornare alla normalità». Per l’assessore alla sanità è stato fatto fin qui un grande lavoro di squadra. «Devo ringraziare il direttore sanitario del Distretto 63 Pio Vecchione, i direttori dei centri vaccinali Lucio Masullo e Gennaro Terrone e al dottor Roberto De Rosa ed all’equipe dell’assistenza domiciliare integrata per quanto fatto. Un ringraziamento particolare a tutti i medici e gli operatori che si sono e si stanno sacrificando per la campagna vaccinale. Sono grato anche a tutto il mondo del volontariato che ci stanno dando una grande mano». Come detto, però, il lavoro non finisce ora. «Devo dire che ho trovato grande disponibilità da parte del direttore generale dell’Asl Salerno Mario Iervolino e del direttore del dipartimento prevenzione Arcangelo Saggese – sostiene Lamberti – nell’affrontare le criticità di questi giorni riguardo anche alla carenza di dosi vaccinali a livello nazionale che ovviamente si sono riversate sui singoli territori. L’interazione ha consentito più volte di trovare di affrontare l’emergenza nel migliore dei modi». Il professor Lamberti affronta anche la questione ospedale, argomento sensibile per l’intera città di Cava de’ Tirreni: «Dopo i nostri frequenti contatti, il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria di Salerno Vincenzo D’Amato ha confermato lo stanziamento di 4,5 milioni di euro per lavori di ristrutturazione di alcuni reparti e del pronto soccorso del Santa Maria Incoronata dell’Olmo. La questione però è che bisogna provvedere al trasferimento del servizio di diabetologia dall’ospedale ai locali individuati presso la sede del Distretto Sanitario 63 di via Gramsci in tempi brevi perché c’è il rischio che questi finanziamenti vengano revocati se non si procede subito. Il servizio di diabetologia è importantissimo per una significativa parte dell’utenza e quindi non c’è tempo da perdere. Il raccordo tra direzione ospedaliera universitaria, Asl Salerno ed ospedale servirà a velocizzare questo trasferimento e così i lavori cominceranno subito». Buone notizie ci sono anche per gli altri reparti del Santa Maria Incoronata dell’Olmo: «Superate le criticità della pandemia abbiamo disposto la riapertura del reparto di anestesia e rianimazione come avevamo più volte annunciato. Inoltre, dal direttore generale D’Amato abbiamo avuto rassicurazioni sull’impegno ad assicurare al nosocomio metelliano personale medico e sanitario per garantire la ripresa in tempi brevi ed a pieno regime dei vari reparti». (Cronache)

QUI PAGANI

Pagani resta terra di confine, non considerata come parte integrante del salernitano ma solo spartiacque tra l’agro ed il napoletano. E per il consigliere comunale Enzo Calce la questione del rilancio del territorio resta di vitale importanza se si vuole davvero far crescere la città. Gli annunci e le mezze misure non bastano più. «C’è bisogno di investimenti in infrastrutture e sicurezza se si vuole davvero fare il salto di qualità – ammette Calce – altrimenti restiamo sempre e solo una cerniera tra Napoli e Salerno. L’ultima vera infrastruttura realizzata a Pagani è stata la variante e stiamo parlando degli anni ‘70». Per l’ex candidato a sindaco resta di fondamentale importanza dare corso anche ai pochi progetti pensati per Pagani. «E’ davvero assurdo che non si completi l’intervento di rifacimento del manto stradale e dei marciapiedi in uno dei punti più pericolosi dell’ex statale 18 che attraversa il nostro territorio. Ci sono 1,8 milioni di euro che non vengono spesi dalla Regione Campania per uno dei nodi strategici della nostra viabilità e poi sento di decine di milioni da investire per realizzare altrove altre strutture che avrebbero meno importanza della nostra. E non è una questione di colore politico ma devo constatare con rammarico che Pagani non è affatto considerata come deve in centri decisionali come la Provincia e la Regione Campania». Calce non nasconde la sua amarezza ed a conferma di ciò che pensa ne tira fuori un’altra: «Cosa bisogna pensare quando ti arriva la notizia che i fondi destinati alla riqualificazione delle arterie che portano alla stazione ferroviaria sono state dirottate verso un altro comune?». Per non parlare del destino del mercato ortofrutticolo: «Sono anni che puntualmente la questione viene fuori e non si riesce a mettere la parola fine. Sta diventando davvero stucchevole». Sulla vita politica di pagani, poi, ha una sua teoria: «Non è possibile che in questi ultimi anni, con l’alternanza che ha visto governare la città a destra ed a sinistra, non siamo stati capaci di dare risposte concrete al rilancio ed alla valorizzazione di Pagani». Sul suo ruolo di controllo Calce mette sul tavolo un lavoro fatto di valutazione ma anche di proposizione pur stando all’opposizione: «Ho sempre inteso il mio lavoro come occasione di portare anche un contributo fattivo e non ideologico. Con la consigliera Sessa abbiamo lavorato su diverse questioni, tra queste della gestione dell’acqua, alla sua liberalizzazione, alle cartelle dell’autorità di bacino, alle tariffe della Tari, insomma a cercare di andare incontro alle esigenze dei più deboli. Anche su commercio abbiamo cercato di concretizzare proposte per dare piccoli segnali di attenzione alle attività ma anche alla loro sicurezza». Sulla commissione di garanzia e sicurezza Enzo Calce ha un attimo di titubanza: «Come presidente mi sono addentrato in una serie di casi che meritavano attenzione, come quello della Fondazione Carminiello Ad Arco dove sono state rivelate delle irregolarità, come la vendita di alcuni beni dei quali non si ha traccia del destino dei proventi». Enzo Calce ribadisce comunque il suo impegno politico e non solo per Pagani. «Sto lavorando bene per la mia città e di questo devo ringraziare anche le due liste civiche, Pagani Viva e Pagani E’, per la loro fiducia. Ma la mia attenzione è rivolta anche al rilancio organizzativo di Forza Italia nel nostro territorio. Il mio punto di riferimento resta sempre Marzia Ferraioli e sono sempre pronto a dare il mio contributo se serve». (Cronache)

UN CALCIO ALL'OMOFOBIA

Nel capolavoro di Blake Edwards, “Victor Victoria”, il protagonista chiede al suo braccio destro come abbia potuto conciliare la sua omosessualità con l’immagine di duro offerta nello sport e la risposta lascia pochi dubbi : “Se non vuoi che gli uomini ti chiamino checca, tu ci diventi giocatore brutale e figlio di puttana”. È contro questa mentalità che si batte “Pochos”, lo spettacolo, scritto e diretto da Benedetto Sicca, proposto con successo presso il Teatro Ghirelli. L’allestimento prende le mosse da una storia vera: una squadra di calciatori gay, chiamata appunto Pochos, scugnizzi in spagnolo, in omaggio a Lavezzi, nasce da una chat di appuntamenti e deve fare i conti con le proprie scelte a seguito della notorietà raggiunta dopo una conferenza stampa. Lontano dalle secche del dramma a tesi come dallo spettro del patetico e della retorica, in un equilibrio pressoché perfetto tra passione e intento programmatico, la messinscena si affida a Francesco Arico’, Riccardo Ciccarelli, Emanuele D’Errico, Dario Rea e Francesco Roccasecca, interpreti coinvolgenti e padroni del ritmo narrativo. La commozione, il dolore, l’ironia, la dimensione individuale e collettiva di quel faticoso percorso che è la capacità di accettarsi non perdono una loro umana credibilità neppure quando si affaccia la tentazione del virtuosismo. La mascolinità a senso unico da sempre legata al calcio è ribaltata, accogliendo l’essenza dello sport: comprendere i propri limiti e le proprie possibilità, muovendosi alla pari con i compagni, che diventano di volta in volta guide, complici, occasioni per guardarsi dentro senza remore. Di qui l’accompagnamento musicale, l’attenta osservazione dagli spalti e l’impersonare a turno le figure incontrate, ogni volta che un personaggio narra il modo in cui si è rivelato a se stesso e agli altri. Poiché infatti il conformismo costringe a vivere la solitudine, l’emarginazione, l’esclusione di chi ha la sola colpa di essere diverso, la squadra si muove su un piano metateatrale, così che tutti e ognuno si misurino con la necessità di difendere la propria libertà. L’elenco martellante di episodi di omofobia, recitato mentre il gruppo si accanisce su uno solo, ricorda come la persecuzione di chi non è etero non sia né propaganda né esagerazione. Non manca una visione satirica del problema : lo psicologo che ostenta saggezza o la madre che si offre ai riflettori, accettando con enfasi il figlio, che non aveva precedentemente accolto, alludono infatti a quella cattiva coscienza che pretende di liquidare la questione attraverso stereotipi che non giovano a nessuno. Il mondo calcistico ha inoltre le sue responsabilità: perché nessun giocatore della serie A fa coming out? Gli attori, che coinvolgono sistematicamente gli spettatori, propendono per “un’antologia sinaptica”, ovvero una serie di scene che esulano dalla coerenza di una storia, ma accendono stimoli in chi osserva. In una parola, la strategia dell’algoritmo, che stavolta però è il corpo dell’interprete. Invitare a dichiarare a un microfono la propria posizione nella scheda di Kinsey sui comportamenti sessuali (dichiarazione accolta da un tifo da stadio) e mostrare due attori nudi mentre si fanno confidenze sotto la doccia non sono scelte gratuite: i pregiudizi sono coriacei. Solo un teatro che sia spazio libero può sgretolarli, aiutando a comprendere che esisteranno sempre più persone che categorie. (Cronache)

AMALFI D'AUTORE

“Amalfi d’Autore. Incontri letterari”, la rassegna letteraria promossa dal Comune di Amalfi in collaborazione con la Delia Agenzia Letteraria, ha rialzato il suo sipario lo scorso 30 luglio con il primo dei cinque incontri previsti nel programma che ha lo scopo di animare l’estate amalfitana, diffondendo e promuovere il valore sociale della lettura. “Non è un caso che “Amalfi d’Autore rinasca in questo particolare momento storico, così come non è un caso che il Comune di Amalfi decida di ampliare il proprio cartellone di eventi con una rassegna letteraria – ha dichiarato il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano, durante il primo appuntamento della rassegna – Se guardiamo alla storia del Grand Tour, Amalfi è stata, e ancora oggi continua ad essere tra le mete turistiche più ambite dagli intellettuali di tutto il mondo e non solo per le sue bellezze paesaggistiche. Ripartiamo dalla cultura perché riconosciamo in essa uno strumento di coesione sociale, fondamentale per il benessere della nostra comunità”. Il primo appuntamento, come detto si è svolto lo scorso 30 luglio, in Largo Duca Piccolomini. Ospite Marisa Laurito, autrice di “Una vita scapricciata” (Rizzoli) che ha ripercorso con l’ironia che la contraddistingue gli esordi, gli amori e le amicizie di una donna, un’artista poliedrica che vissuto molte vite. Nel corso della serata la Laurito ha anche ricordato e parlato dei compagni di quella geniale avventura corale che si sviluppò attorno a Renzo Arbore, un sodalizio importantissimo, come quello con il migliore amico Luciano De Crescenzo, con cui Marisa parla ancora oggi all’ombra del Vesuvio, il vulcano fumante che da millenni insegna ai napoletani a ridimensionare gli affanni, a godere attimo dopo attimo e a rinascere ridendo. La Laurito parla anche del suo rapporto con la città.?Con quella Napoli, in cui tutto avviene in strada, dove ci si incontra, si grida, si ride, si mangia, si rappezzano i dolori. La rassegna prosegue mercoledì 11 agosto, alle ore 21.00, in Largo Duca Piccolomini – Amalfi, con Gennaro Arma, autore de “La lezione più importante” (Mondadori). Uomo di mare, erede di una tradizione marittima importante, Gennaro Arma ripercorrerà con Alfonso Sarno i momenti che lo hanno portato ad affrontare con rigore e umanità una «tempesta perfetta». Al comando della Diamond Princess – la nave da crociera rimasta nelle acque del Giappone per quasi un mese nel febbraio 2020, a causa del contagio da Covid-19 di oltre settecento persone fra ospiti e membri dell’equipaggio, Arma ha dimostrato raro coraggio, competenza e saggezza. D’altronde «il mare è imprevisto che incombe, è l’inatteso col quale devi convivere», e il comandante nella sua lunga carriera ha imparato che in mare «devi saperti organizzare in un istante e riorganizzarti un istante dopo perché è già tutto cambiato». Un ritorno in Città per il Comandante, insignito del titolo di “Magister di Civiltà Amalfitana” in occasione del Capodanno Bizantino 2020. Mercoledì 18 agosto, alle ore 21.00, in Largo Duca Piccolomini – Amalfi, Michele Santoro, autore di “Nient’altro che la verità” (Marsilio) si addentrerà in un racconto in grado di rivoluzionare trent’anni di storia del nostro paese, tra segreti e depistaggi, mafia e antimafia, politica e potere. Maurizio Avola non è famoso come Tommaso Buscetta e non è un capo come Totò Riina. Ma non è un killer qualsiasi: è il killer perfetto, obbediente, preciso, silenzioso. Ad accendere l’interesse di Santoro è il fatto che Avola abbia conosciuto Matteo Messina Denaro e abbia compiuto con «l’ultimo padrino» diverse azioni. Scoprirà però che è solo una parte, e non la più rilevante, di quanto Avola può svelare, andando incontro a quella che è probabilmente l’inchiesta più importante della sua vita. Mercoledì 25 agosto, alle ore 21.00, in Largo Duca Piccolomini – Amalfi, Gabriele Bojano, autore de “I favolosi 60” (Linea edizioni), ricorderà gli anni del secolo scorso dominati da Mina e osannati da Minà, in cui il boom economico fece tutti più ricchi, leggeri e spensierati, ma anche beatamente inconsapevoli di quello che sarebbe venuto dopo. La stagione di una vita, quella appunto crepuscolare dei neosessantenni, i cosiddetti baby boomer, troppo giovani per tirare i remi in barca ma troppo vecchi per tirare la barca a remi. La rassegna chiude sabato 4 settembre, alle ore 21.00, in Largo Duca Piccolomini – Amalfi, con Roberto Napoletano autore di “Mario Draghi. Il ritorno del Cavaliere bianco” (La nave di Teseo +) che insieme a Salvo Javarone, presidente Confinternational, risponderà alle domande che interessano tutti gli italiani: chi è Mario Draghi? Perché il Cavaliere bianco, che ha salvato l’euro e l’Italia dal suo Cigno nero del 2011, viene chiamato esattamente dieci anni dopo dal capo dello stato, Sergio Mattarella, a disincagliare il Titanic Italia? Roberto Napoletano, che ha raccolto con Alessandro Merli l’unica intervista rilasciata a un giornale italiano da Draghi in otto anni di presidenza della BCE, ci restituisce la figura di un premier che vuole essere trattato alla pari, che ascolta tutti, ma che sa prendere le decisioni importanti al momento giusto.

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