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Pallanuoto, dall'emergenza vaccini alla piscina: la Battaglia vincente di Alessandra. "Amicizie vere, insegnamenti e sogni grazie a questo sport"

30/07/2021

La vita è fatta di incontri che cambiano e migliorano il tuo modo di essere e pensare. Lo sport ne è una delle principali e lampanti testimonianze. Come quella di Alessandra Battaglia, pallanuotista siciliana che si è ritrovata dopo tante e significative esperienze in terra natia a conquistare una storica promozione in A2 con le laziali della Cosernuoto. Merito di mister Daniele Lisi, conosciuto all'epoca della militanza nell'Ortigia. E non importa doversi sobbarcare mille sacrifici in un contesto già gravato dall'emergenza Covid. "Ho giocato in passato con squadre come l’Orizzonte, la Waterpolo Messina, Torre del Grifo e l’Ortigia ed è proprio in quest’ultima che mi conobbe Daniele Lisi, quell’anno giocatore e allenatore dell’Ortigia per le giovanili. Per questo, quando Sara Ferotti, mia ex compagna di squadra a Messina, gli riferì la mia disponibilità lui non esitó a chiamarmi - esordisce Alessandra ai nostri microfoni - Mi ricordo ancora la chiamata: “Ciao Ale, come stai? Ti chiamo per dirti che questo anno giocherai con me”. Io senza esitare, conoscendo la sua personalità e professionalità dissi “va bene”. Sono stata molto entusiasta di aver preso parte a questo progetto, dirigenza molto seria e disponibile, disposti a venire incontro ad ogni mio impegno pur di farmi salire per giocare. Insomma sapevano bene quello che facevano e determinati ancora oggi nei loro obiettivi stanno preparando un organico di alto livello per la stagione che verrà, continuando a far crescere il vivaio e aggiungendo delle giocatrici d’esperienza che possano far crescere le ragazzine, ma anche dare supporto per il raggiungimento degli obiettivi".

Come detto, sacrifici doppi e avvalorati anche dall'impegno quotidiano, il più delicato da due anni a questa parte: "Da piccola mi dicevano sempre i miei allenatori “se vai bene a scuola vai bene anche a Pallanuoto”. Effettivamente non ero una secchiona a scuola ma riuscivo a gestire entrambe le cose, soprattutto grazie al supporto dei miei genitori che mi accompagnavano ovunque a qualsiasi ora pur di farmi allenare e per questo li ringrazierò sempre perché mi hanno sostenuta e assecondata. L’unica cosa che mi faceva andare avanti, facendo mille sacrifici, era la voglia di giocare. Quando giocavo all’Orizzonte non avevo nè estate nè vacanze, vedevo più la mia squadra piuttosto che la mia famiglia, facevo doppi o tripli allenamenti ma riuscivo sempre ad ottenere ottimi risultati a scuola. Non sono mai stata rimandata a scuola come all’Università - prosegue l'attaccante. - Ammetto che per dedicare tempo alla Pallanuoto non sono stata molto veloce nella mia carriera universitaria, ma il mio obiettivo l’ho raggiunto, soprattutto perché sempre lo sport mi ha insegnato che un impegno preso si porta a termine. Grazie a questo adesso sto lavorando, sono Operatrice socio-sanitaria dell’Asp di Catania, combatto questo brutto virus che ci ha stravolto la vita, faccio parte delle squadre di emergenza per le vaccinazioni e per questo non ho festivi ne tanto meno riposo, ma il mio tempo libero per la Pallanuoto l’ho sempre trovato, anche se con tanti sacrifici, perché è quel momento che ti lascia sfogare, che ti fa staccare il cervello da tutto e non ti fa pensare più a niente, insomma ti rigenera e ti da la carica giusta per ricominciare la tua giornata più forte di prima".

Un percorso ricco di momenti da ricordare e altre persone a cui legarsi indissolubilmente: "La prima persona che mi ha “presentato” la Pallanuoto è stata colei che era anche presente in sala parto, ovvero Giusi Malato, amica dei miei genitori da sempre  - sottolinea Alessandra sfogliando l'album dei ricordi. - Devo dire che quando guardavo le sue partite mi coprivo gli occhi e ripetevo che uno sport così violento non lo avrei mai fatto nella mia vita, perciò mi dedicai alla danza per ben 5 anni. Un giorno arrivò Poppi Aiosa e cambió totalmente la mia vita. In un giorno è riuscito a farmi innamorare di questo sport, a tal punto che, determinata nel mantenere i miei impegni, quell’anno feci danza, Pallanuoto e pure gli esami di terza media. Rifarei sempre tutto ciò che ho fatto, senza se e senza ma. Il mio ricordo più bello è stato l’ultimo anno con l’Orizzonte quando durante una partita contro il Plebiscito Padova, Martina Miceli, allora giocatrice e allenatrice della mia squadra Under 17 e 19, scelse me, in quanto erano state espulse diverse giocatrice e visto che eravamo rimaste noi tre giocatrici delle giovanili: Pierluigi Formiconi, sotto richiesta di Martina, fece entrare me per giocare accanto a lei. Mi ricordo che Martina mi diceva quello che dovevo fare e io lo facevo seguendo alla lettera tutto. Era come se io fossi sintonizzata sulla sua voce. Feci anche il goal del 7-5 che segnó la nostra vittoria. Tutti in tribuna urlavano il mio nome e io ero felice soprattutto perché avevo messo in atto tutto ciò che Martina mi insegnò in quegli anni. Da li ho anche capito il vero rapporto che deve esserci tra allenatore e atleta, Martina mi insegnò anche questo, oltre che essere stata mamma, amica e sorella di tutte. È anche e soprattutto grazie a Lei se ho “capito” la Pallanuoto". 

Legarsi indissolubilmente tanto da essere accumunate anche da un tatuaggio: "Una persona che per me rappresenta tanto in questo percorso dentro e fuori dall'acqua è Gaia Apilongo. Lei è tra le persone migliori che io conosca, è diventata una tra le mie migliori amiche e abbiamo fatto anche un tatuaggio insieme. È assurdo come uno sport possa fare tutto questo, ma come dicevo prima in squadra nascono amicizie che se sono vere, vanno e persistono anche fuori dal mondo sportivo. Abbiamo giocato insieme ed è stato in quegli anni che abbiamo fortificato la nostra amicizia. È anche capitato di giocare contro, gli anni successivi, nessuno si risparmiava anzi ci menavano forse il doppio, ma la cosa più bella era che non vedevamo l’ora di sentire il fischio di fine partita per poterci abbracciare".

Tornando all'attualità e alle difficoltà vissute prima e durante il campionato di B, concluso con il secondo posto nel concentramento play-off di Viterbo che è valso l'A2: "La pausa forzata per uno sportivo a mio avviso è stata massacrante, abituati ad allenarci tante ore al giorno, ritrovarsi poi a inventare esercizi a casa, a trasformare oggetti casalinghi in attrezzi per fare palestra, sicuramente la passione non ci ha fermati - continua la Battaglia -. È stato anche bello vedere come ogni gruppo si riuniva per parlare, allenarci, anche solo salutarci e confrontarci sul periodo che stavamo vivendo. Sinceramente ho avuto un po’ paura a ricominciare gli allenamenti, ad entrare nelle piscine un po’ dimenticandomi questo maledetto Covid e cercando di tornare alla normalità anche solo per qualche ora, più che altro perché sapevo che mettevo a rischio me ma soprattutto chi mi stava intorno. Ma la Pallanuoto per molti di noi non è un semplice sport e quindi sono riuscita a dargli voce e fiducia e, visti i risultati, posso dire che ho fatto più che bene".

A differenza delle altre regioni dove la formula dei concentramenti ha rivoluzionato la serie cadetta in rosa, nel Lazio si è potuto giocare con più regolarità visto il maggior numero di partecipanti: "Io sono siciliana e so che in Sicilia il girone è stato organizzato in maniera differente, le tre squadre Ortigia, Trapani e Messina si sono organizzate per fare concentramenti. Io, sempre per il Covid non sono salita per tutte le partite, ma devo dire che ogni qualvolta salivo rivivevo le emozioni degli anni passati. Nonostante le varie restrizioni, nel pre-partita ero sempre carica di adrenalina. Per quanto ci riguarda ho preso consapevolezza di poter arrivare lontano nella prima vittoria contro la Lazio, a dire la verità. Ho visto la squadra e da subito mi è piaciuta la grinta e la voglia di queste ragazze che fino all’ultimo secondo lottavano per ogni pallone. Anzi le devo anche ringraziare perché nonostante il poco tempo che hanno avuto a disposizione per conoscermi mi hanno dato molta fiducia, specialmente nella partita decisiva contro il Pescara nei play-off, ed è soprattutto grazie a loro se ho potuto dare il mio contributo in quella bellissima partita che, pensando a loro, ricorderò sempre".

Quella di Alessandra Battaglia si è rivelata anche presenza importante per le più giovani, come punto di riferimento in piena sintonia con il tecnico: "Ormai per esperienza so che in ogni squadra si entra sempre in punta di piedi, qualsiasi sia l’età o il livello, perché il bello di questo sport è anche lo spogliatoio, condividere tutto ciò che succede nella propria vita, quindi poi si creano dinamiche, confidenze, amicizie che non puoi sovrastare. Lo so anche perché oltre che essere giocatrice ho anche allenato specialmente i bambini fino all’Under 15, quindi so bene come funziona. Proprio per questo penso che, come ci hanno insegnato al corso degli allenatori, è fondamentale insegnare la tecnica nelle giovanili, quei movimenti che poi un atleta si porterà per tutta la sua carriera pallanuotistica. La serie B è quella categoria di transito dove i giovani possono sperimentare, sbagliare, rischiare per poi ritrovarsi, se è fatto tutto bene, a fare delle finali di play-off ed è lì che si capisce che la squadra sta salendo di livello. In questo devo fare i miei complimenti a Daniele Lisi che è riuscito a ricompattare un gruppo e a portarlo avanti insegnando loro la giusta tecnica e quel pizzico di furbizia che è servita per conquistare l'A2".

Dopo tanto passato e presente, è ora di guardare anche un po' al futuro: "Il mio sogno? Ad oggi costruire una bella famiglia, credo che il momento di iniziare a pensarci sia arrivato anche per me - conclude sorridendo Alessandra. - Però chissà magari ci penserò dopo i Mondiali Master del 2022 visto che Francesco Zongoli ha scoperto che sono vecchia, inserendomi nella squadra over 30! Sarebbe una bella ciliegina sulla torta, il completamento perfetto di un viaggio che è durato ben 16 anni e che rimarrà sempre scolpito nel mio cuore". E in quello di chi l'ha conosciuta e stimata anno dopo anno e continuerà a farlo.

Davide Maddaluno - Sport - - Vai alla Home

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