

Tra “lucida follia” dell’amore e “anime inquiete”, con la strada come sfondo: i versi e la poetica di Franco126 emozionano il Giffoni Music Concept. È un racconto che si muove attraverso le parole dei suoi testi. Un incontro diverso, trasversale, introspettivo, empatico quello di Giffoni Music Concept con Franco 126. Una poetica, quella del cantautore, che attraversa la platea, coinvolgendola. “Le parole sono un mondo a parte e non servono che a complicare”, scrive Franco nei suoi testi. Si impone e si fa strada con il suo background, tra l'asfalto ruvido del rap, il romanticismo romano e la poetica di Franco Califano. “Vago in strade senza meta come un senza Dio. Storie tra le storie, ma nessuno sta in ascolto”: dettagli del quotidiano e malinconia da strada, con la voce roca e le parole che scorrono lente. “Siamo perduti tra banchi di nubi, un po' disillusi, un po' più insicuri e le nostre anime inquiete”, scrive nel brano “Cos’è l’amore”: quell’amore, quella “lucida follia” che tutti cantano, tutti scrivono, ma “pochi sanno il suo valore, qualcuno accenna il suo dolore”. E ancora, “fuori sempre taciturno” e “dentro sempre un tafferuglio”. Il suo ultimo disco, “Multisala”, uscito a due anni dal debutto da solista di “Stanza Singola” e a quattro da Polaroid insieme a Carl Brave, ne conferma la forza cantautorale, erede della grande tradizione romana.
Hip hop e indie pop, vita reale e malinconia si fondono. La platea continua ad intonare a cappella ogni singolo brano, con testi densi, pieni. “Ciao ragà, come va? Siete carichi?”, chiede ai giffoner, per poi far abbassare le luci per essere travolto dal bagliore delle luci degli smarthphone che illuminano Sala Sordi. Nessun consiglio ai giovani, perché Franco, o meglio Franchino, comunica a un livello più profondo, attraverso la verità e l’autenticità dei suoi versi in cui ci si identifica, ci si rivede e ci si emoziona, come in “Blue Jeans” per poi lasciarsi travolgere da “Stanza126”. “Siete spettacolari”, insiste, mentre tutti i giffoner sono in piedi, con le luci accese. In apertura un mood completamente diverso, con il pop rock dei The Jab, il giovanissimo duo vincitore del contest Musicultura. “Siete favolosi, siamo felici di essere a Giffoni. È una bella botta”, esordiscono.
L’album d’esordio, “Tutti Manifesti”, è stato completamente autoprodotto: “È stata un’esperienza fighissima, per due motivi: in primis perché ti mette alla prova, e poi per necessità, perché all’inizio non ti considera nessuno. E noi avevamo voglia di fuori queste canzoni”. Un momento d’oro per le band dopo la vittoria di un gruppo rock all’Eurovision Song Contest: “Questo stimolo non ci mancava. Noi siamo stati sempre convinti della forza di essere band, di sicuro però è una spinta ulteriore per i ragazzi e per chi vuole fare musica”. “Un’esperienza enorme, gigantesca” anche la partecipazione al talent “Amici” per la band originaria di Ivrea. “A 18 anni ti ritrovi in diretta su Canale 5 per sette mesi, con la possibilità di lavorare con professionisti e abituarsi al mondo e ai tempi televisivi. Un’opportunità incredibile”. E infine, rivolti ai giffoner: “Vi state divertendo? Siamo felicissimi di essere qui. È andata da paura”.
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