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Al Giffoni Film Festival celebrati vigili del fuoco e forze armate

28/07/2021

Il volto umano della Difesa e anche la sua capacità di evolversi, fiutando il futuro, qualche volta anticipandolo. E poi importanti segnali di apertura verso il nuovo, avendo sempre come riferimento ultimo la realizzazione di sé e delle comunità, la pace, l’equilibrio internazionale. E’ quanto emerge dall’incontro con il Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa, che oggi è stato ospite di #Giffoni50Plus. L’arrivo in Cittadella con l’accoglienza da parte di Claudio Gubitosi, fondatore e direttore di Giffoni, e di Antonio Giuliano, sindaco di Giffoni Valle Piana. A seguire la visita alla Multimedia Valley fino al confronto con i ragazzi della sezione IMPACT!, un incontro ricco di contenuti e di spunti che hanno sollecitato le risposte del generale Vecciarelli che non si è sottratto, nemmeno di fronte a tematiche delicate. “Per la nostra storia – lo ha così annunciato in sala il direttore Gubitosi - per tutto il percorso che abbiamo fatto c’è un altro importante segno che entra nella nostra vita. Oggi posso finalmente ringraziare una persona che rappresenta tutte le Forze Armate e lo faccio con affetto immutato, da quando grazie a loro Giffoni è cresciuto. Dall’inizio le Forze Armate hanno sempre risposto al nostro appello. Sono orgoglioso di aver conosciuto il generale Vecciarelli e di averlo qui con noi oggi”. Il ruolo della Difesa oggi all’interno del contesto geopolitico internazionale. Il confronto parte da qui: “Il nostro riferimento – ha così esordito il Generale Vecciarelli -  è sempre la Costituzione che ritengo essere tra le più avanzate, anche nell’articolo 11, quello, cioè, in cui si dice che l’Italia ripudia la guerra. Ritengo che oggi la Difesa italiana sia la massima espressione di questo. Attualmente abbiamo 42 missioni nascono proprio per creare condizioni di pace e di sicurezza e per contribuire a determinare contesti affinché si possano sviluppare civilmente le ambizioni di tanti popoli. Ed è in questo senso che oriento il mio impegno quotidiano”. “Con il crollo del muro di Berlino – ha continuato il Capo di Stato Maggiore della Difesa -  si sono liberate tante ambizioni, anche tanti egoismi hanno avuto modo di emergere, questa corteccia di civiltà che abbiamo costruito non dobbiamo mai darla per scontata. Oggi l’Italia non ha problemi di difendere i confini. Le Forze Armate italiane vogliono essere parte attiva del Paese, vogliamo essere elemento di stabilità. Se pensiamo ai Balcani, alle primavere arabe, a cosa succede oggi in Libia o in Tunisia, è evidente come l’Italia continui a portare avanti una politica di equilibrio e di dialogo. L’Africa è una vicenda di cui dobbiamo necessariamente occuparci perché si tratta del nostro cortile di casa. Certo non è un problema che può essere risolto solo con le Forze Armate, ma per il quale serve il contributo di più istituzioni. Dobbiamo giocare un ruolo più incisivo e occuparci maggiormente di quello che accade ai nostri dirimpettai nel Mediterraneo”. C’è una questione legata al ruolo dell’Europa, su questo si sofferma nella sua analisi il Generale Vecciarelli: “Anche l’Unione Europea non ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissata– dice -  Il mio auspicio è che possa diventare una realtà anche nelle Difesa. Sicuramente ha una propria politica di difesa e di sicurezza con una serie di missioni che sono orientate in questo senso, ma si potrebbe fare di più. Io per primo sarei disposto a contribuire perché possa nascere questa difesa europea”. Sollecitazioni, poi, sul ruolo delle organizzazioni non governative. Franca la risposta: “Le Ong  - ha detto – le considero una risorsa perché condividiamo le stesse finalità e mi piace molto lavorare con loro quando, però, gli obiettivi coincidono. La salvaguardia dei diritti dell’uomo è alla base del nostro modo di agire sempre”. Spazio all’attualità con un riferimento alle violenze del carcere di Santa Maria Capua Vetere: “I fatti accaduti presso la casa circondariale – dice - non possono trovare giustificazione ed è per questo che non cerco di giustificarli, non ci provo nemmeno. Certo, si tratta di episodi che accadono quotidianamente in tutti gli ambiti. Pensate al bullismo che esiste ovunque e quindi episodi come questo si possono verificare anche in un carcere laddove cioè esiste una dimensione comunitaria. Il bullismo c’era anche nelle forze armate e che ora lo abbiamo superato. Bisogna sempre impegnarsi per rafforzare la parte buona che c’è ovunque e per valorizzare il corretto vivere civile”. Come viene percepita oggi la Difesa, anche in seguito alla pandemia? Su questo è ampia l’analisi del Generale Vecciarelli: “Tra le soddisfazioni che ho - dice – c’è quella di leggere i dati sulla fiducia degli italiani verso le forze armate. Parliamo del 72% di fiducia. E’ evidente come non ci sia frattura tra noi ed i cittadini. Mi sento amato e credo in questo. Con la pandemia, poi, abbiamo dato un grande contributo a gestire l’emergenza. Noi ce l’abbiamo messa tutta. In generale, a noi si fa riferimento quando il sistema non riesce a trovare la soluzione.  Noi riusciamo a trovarla non perché abbiamo i mezzi, ma perché abbiamo passione per il nostro Paese. Ricordo quando ho inviato sei nostri medici e dieci infermieri presso una RSA che ne era rimasta senza perché tutto il personale aveva contratto il virus. Ho visto in queste persone la stessa mia voglia di contribuire per risolvere l’emergenza”. La commozione negli occhi al ricordo delle vicende di Bergamo: “Non vi dico il dolore quella mattina dei camion – ha detto – Per la pandemia abbiamo fatto di tutto: gli ospedali da campo, le camere messe a disposizione per la quarantena, la logistica e poi gli hub per i tamponi e quelli per i vaccini fino al grande hub di Pratica di Mare che sta gestendo la distribuzione dei lotti di vaccini”. Non si può non ricordare l’opera del generale Figliulo: “E’ uno straordinario ufficiale – dice Vecciarelli - che faceva il comandante della logistica per l’esercito. La logistica militare differisce da quella civile perché prevede manutenzione e ripristino dei mezzi. Ecco, in questo caso ci stiamo occupando di rimettere in sesto le persone e mi pare che lo stiamo facendo molto bene”.  Solecitato da una domanda dei ragazzi, il Generale Vecciarelli esprime la sua opinione sulla vicenda di Eddi Marcucci, l’italiana a cui è stata confermata la sorveglianza speciale per le sue posizioni a favore delle donne curde: “Ognuno di noi –ha spiegato - cerca di fare del proprio meglio. Noi italiani in questo senso passiamo per filantropi proprio come ha fatto Eddi. Poi bisogna fare i conti con le posizioni politiche. Eddi si è schierata ed ha abbracciato questo nuovo credo che dà merito al suo pensiero. Non schierarsi non è mai una soluzione”. Il futuro, l’innovazione tecnologica, i nuovi domini, quale sarà il volto nuovo della Difesa: “Ci sono domini nuovi su cui agire - così ha concluso il suo intervento il Capo di Stato Maggiore della Difesa - penso al cyber e allo spazio. Sono convinto del fatto che non si può costruire il futuro sulla base degli strumenti attuali. C’è un mondo tutto da scoprire e coloro che sapranno mettersi in gioco saranno i più felici di tutti perché l’aspirazione che ci muove è sempre quella di avere una vita felice. Poi ci sono i valori che non cambiano, ma che vanno reinterpretati alla luce di queste evoluzioni. Bisognerà saper gestire il cambiamento e poi avere una capacità di leadership e di pianificazione strategica. Ho fiducia nelle nuove generazioni perché oggi qui ho visto in ciascuno di voi la voglia di migliorarsi e di migliorare il mondo”. In chiusura dell’incontro, dalle mani di Pietro Rinaldi, presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, una targa in ricordo della giornata e la tradizionale Riggiola di Giffoni.

I CASCHI ROSSI

A #Giffoni50Plus è la giornata che celebra una delle eccellenze italiane, un presidio di sicurezza in cui gli italiani credono, a cui gli italiani si affidano. E’ il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che arriva presso la Cittadella del Cinema con i suoi vertici nazionali. Sono stati presenti, infatti, Fabio Dattilo, capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ed il Prefetto Laura Lega, Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco. Con loro il Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno, Carlo Sibilia. Ad accoglierli il direttore di Giffoni, Claudio Gubitosi. Intenso il programma della giornata. Interessante e ricco di spunti l’incontro con i giffoner della IMPACT! presso la sala Blu della Multimedia Valley. “Non ci siamo arresi lo scorso anno ed abbiamo svolto il Festival in presenza – ha dichiarato Gubitosi - Quest’anno siamo tremila e l’auspicio è che l’anno prossimo possiamo tornare ai numeri che conosciamo. Giffoni non si può fare online, questo è chiaro. Però quest’anno abbiamo comunque voluto ampliare la platea con duemila ragazzi collegati presso i nostri hub che sono le nostre prefetture e le nostre ambasciate presenti in tutta Italia ed in tutta Europa. Oggi le celebrazioni del nostro cinquantennale coincidono con la vostra presenza. E questo ci riempie di orgoglio”. “C’è un rapporto con il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco – ha continuato Gubitosi - che è un orgoglio nazionale. Sono stati i ragazzi a volervi qui perché il vostro corpo è il più amato dai giovani. Con le vostre attività voi salvate la natura e questo è perfettamente in linea con lo spirito che sempre di più Giffoni sta assumendo nel far riferimento a temi quali la difesa dell’ambiente, la sostenibilità, l’ecologia. E’ quel Verde Giffoni che a breve presenteremo, un nostro nuovo progetto su cui puntiamo tantissimo. Quella di oggi è per noi una giornata storica”. L’incontro è partito con la proiezione del cortometraggio “Angeli senza ali” che racconta la missione dei vigili del fuoco, il senso più alto di questa scelta di vita che è una scelta di servizio e non una semplice professione: “Sono molto emozionata di essere qui – ha commentato la regista Diletta Di Nicolantonio - è la prima volta che vedo il corto davanti ad un pubblico ed è un’emozione bellissima. Ringrazio il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco perché mi ha permesso di raccontare questa storia molto intima e che affronta il tema della perdita”.  Presente in sala la piccola Greta, una delle interpreti del cortometraggio a cui il sottosegretario Sibilia ha dato in omaggio la tradizionale Pigotta dei Vigili del Fuoco. “E’ una straordinaria occasione per noi, davvero preziosa – ha detto Laura Lega, Capo dipartimento dei Vigili del Fuoco - per noi è importante perché ascoltare i ragazzi significa confrontarci con la popolazione e capire cosa sa di tante cose che accadono nel nostro Paese. La legalità la si ottiene soprattutto costruendo un Paese che davvero vuole essere attento alla prevenzione.  Ognuno di noi ha il dovere di segnalare quello che accade. L’imperativo deve essere: mai farsi i fatti propri”. “Chi veste una divisa – ha continuato il prefetto Lega -  è un essere umano, ma la competenza, la professionalità, il coraggio fanno davvero lo skill professionale del vigile del fuoco. La voglia di aiutare gli altri ne è l’essenza. È questo il senso vero di questa professione che in realtà è una scelta di vita. Mi auguro che questo appuntamento con Giffoni possa rinnovarsi. E’ una promessa: torneremo”. Soddisfatto dell’iniziativa Fabio Dattilo, Capo del Corpo dei Vigili del Fuoco: “Ci sono alcuni vocaboli – ha detto - che caratterizzano la nostra professione: passione, studio, coraggio, competenza e poi gioco di squadra perché per noi la parola io non esiste. Esiste solo la parola noi”. Prospettive future? I nuovi ingressi, la possibilità di entrare nel corpo: “Invito i ragazzi ad avvicinarsi al nostro mondo – ha aggiunto - E’ possibile entrare nel corpo dai 18 ai 26 anni. Dal prossimo anno ci saranno i concorsi e avremo le nostre scuole di formazione. In questo periodo abbiamo dovuto sottostare a tante limitazioni legate al Covid. Dobbiamo continuare a tenere ancora duro. Dobbiamo arrivare in autunno con comportamenti responsabili e poi potremo dire di aver vinto anche questa battaglia. La prossima settimana andrò in pensione e colgo perciò l’occasione per ringraziare le mie donne ed i miei uomini perché senza di loro non avremmo mai potuto raggiungere i traguardi che abbiamo raggiunto”. Per Carlo Sibilia un ritorno a Giffoni: “E’ un’edizione molto coraggiosa – ha dichiarato il Sottosegretario di Stato - e mi piace riprendere il titolo, un grido di felicità perché oggi abbiamo bisogno di trovare un po’ di serenità. Fare il festival, con tutte le precauzioni del caso, sapendo di essere sostenuti dalla macchina scientifica attraverso i vaccini ci dà speranza e fiducia per il futuro e ci fa affrontare il futuro con ottimismo. E’ per questo che sono davvero contento di essere qui”. “Parlo ai ragazzi, che qui sono i veri protagonisti – ha continuato Sibilia - perché è giusto che sappiano e che comprendano che ogni istituzione, ogni articolazione dello Stato è al loro fianco. Oggi è una giornata importante perché abbiamo modo di spiegarvi quanto lavoro c’è dietro quello che queste donne e questi uomini fanno. E’ per questo che il corpo dei Vigili del Fuoco è quello in cui l’87,7% degli italiani ripone fiducia. Ciascuno di noi può prendere esempio da loro mettendosi al servizio degli altri. I Vigili del Fuoco ci salvano nelle tragedie ma si occupano di tantissime cose. Alcuni sono ingegneri e da ingegneri avranno modo di progettare il futuro come faremo con le risorse, quei 220 miliardi di euro, che il Pnrr ci porterà in dote e che serviranno proprio per costruire un nuovo Paese. Non tutti dobbiamo essere vigili del fuoco, ma tutti dobbiamo essere vicini ai vigili del fuoco”. All’incontro, tra gli altri, erano presenti Francesco Russo, Prefetto di Salerno, il direttore regionale dei vigili del fuoco della Campania, Marco Ghimenti, il deputato Anna Bilotti, il vicesindaco di Giffoni Antonio Andria. A chiusura della giornata il suggestivo concerto della Banda Nazionale del Corpo dei Vigili del Fuoco diretta dal Maestro Donato Di Martile che si è svolto presso il Giardino degli Aranci, luogo storico per Giffoni Film Festival. A condurre la serata Elena Scisci. Omaggio a Giffoni con il primo brano eseguito, il Valzer numero 2 di Shostakovich, colonna sonora ed inno del festival. A fare gli onori di casa Pietro Rinaldi, presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience: “E’ davvero un onore avere qui oggi – ha detto - nell’ambito di #Giffoni50Plus, i vertici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Siete per l’Italia un presidio di sicurezza. Siete un riferimento saldo e solido per i cittadini che vedono in voi persone di cui fidarsi, un corpo a cui far sempre capo nei momenti di difficoltà. Oggi è per noi una bella giornata. Giffoni da cinquant’anni celebra l’Italia delle eccellenze e voi siete un’eccellenza italiana”. Bello il programma musicale: un’antologia di alcune delle più amate colonne sonore cinematografiche in omaggio a Giffoni, terra di cinema. Graditissima sorpresa, poi, per Fabio Dattilo, capo del Corpo dei Vigili del Fuoco, in occasione del suo compleanno a cui la banda ha dedicato il tema centrale del film “La vita è bella” di Roberto Benigni. A chiudere la serata l’emozione dell’Inno di Mameli, l’inno italiano ascoltato da tutti i presenti rigorosamente in piedi.

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