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I fatti del giorno | Tutte le principali notizie di cronaca e attualità da Salerno e provincia

26/07/2021

VERSO LE COMUNALI

Manovre in corso nell’area deluchiana in vista delle prossime elezioni amministrative in programma in autunno a Salerno. In corsa, a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Napoli, due presidi salernitane: si tratta di Barbara Figliolia, dirigente scolastica del liceo scientifico “Severi” che sarà candidata nella lista ‘Campania Libera’, e di Luigia Trivisone, preside del liceo “Virgilio Marone” di Mercato San Severino, che scenderà in campo tra le fila dei “Progressisti per Salerno”. Tra i candidati ‘progressisti’ anche Alessandra Francese, mentre è quasi sicura la presenza dell’assessore all’Ambiente e allo Sport Angelo Caramanno. Quasi pronta anche la lista ‘Salerno per i giovani’: oltre al nome di Stefano Squitieri, ex giocatore della Salernitana, ci saranno Pino D’Andrea (Centro Sportivo Italiano), l’ex consigliere comunale Gianluca Memoli ed il presidente dell’Arcigay Salerno Francesco Napoli. Si parla anche di Marco Mazzeo, segretario Gd di Salerno e di Giancarlo Cirillo. In costruzione la lista di Campania Libera: oltre alla candidatura della preside Figliolia, spuntano i nomi di Vincenzo Marra, del direttore sportivo Vito Giordano e della prima dei non eletti al consiglio comunale Marianna Amendola.  Sempre in Campania Libera confermati Paky Memoli, Alessandro Ferrara e Felice Santoro. Qui potrebbe trovare posto anche Antonio Carbonaro, rimasto “orfano” dei Davvero Verdi di Michele Ragosta che hanno espresso il sostegno alla candidatura a sindaco della professoressa Elisabetta Barone pronta ad ufficializzare la discesa in campo con una coalizione civica che comprende anche ex consiglieri della maggioranza Napoli (Gallo, Naddeo, D’Alessio, Mazzeo, Ventura e Pessolano). Tra gli ecologisti ‘Davvero Verdi’ spunta il caso ‘Calabrese’, ex assessore all’ambiente ed attuale presidente CGS, che dopo il sostegno del suo gruppo alla Barone, potrebbe lasciare il suo incarico alla guida della partecipata dell’Asi. (Ora Notizie)

“L’amministrazione comunale, così come tante altre, non ha saputo fornire risposte adeguate alle richieste dei cittadini”. Parla così Elisabetta Barone, dirigente scolastica dell’Alfano I e candidata sindaco con una coalizione civica che vanta al suo interno ben otto liste più il Movimento 5 Stelle che, al momento, non ha ancora ufficialmente sciolto le riserve. La professoressa Barone, questo pomeriggio, per la prima volta, si presenterà agli elettori, con un incontro pubblico in programma presso il Polo Nautico, alle 17.30. Professoressa, domani (oggi per chi legge ndr) il lancio ufficiale della sua candidatura con la presentazione al Polo Nautico. L’unica donna in corsa per la fascia tricolore da tanti anni, ormai “E’ vero, sono felice di aver dato la mia disponibilità per questa città alla quale, in verità, ho sempre dato la mia disponibilità perché sono figlia di questa città, la amo profondamente ed è proprio questo amore che mi ha portata a mettermi in gioco in cui periodo in cui la città vive un momento di stanchezza. Ho detto d’accordo, così come sono in gioco da docente, da dirigente, al servizio delle comunità che mi sono state affidate, mi metto in gioco per provare a far ripartire e rilanciare il vissuto di questa comunità”. Siamo ancora in fase emergenziale, le conseguente più importanti le hanno subite anche gli studenti, costretti a fare i conti con la didattica a distanza. I dati della dispersione scolastica sono allarmanti… “Bisogna rimettere al centro la questione dell’istruzione e di un’alleanza educativa tra le generazioni. Credo sia uno dei temi più importanti per la nostra città ma questo significa che, in maniera realistica, bisogna essere consapevoli che conviveremo con il covid almeno un altro anno; dobbiamo attrezzarci per non bruciare un altro anno di scuola. La dad non significa che la scuola non ha funzionato ma la didattica in presenza ha tutt’altro valore per una ragione: nella didattica a distanza trasferiamo valori e informazioni ma facciamo fatica a fare gruppo, valore aggiunto della comunità scolastica, proprio grazie a questo laboratorio di relazioni all’interno del quale un giovane e un bambino impara a relazionarsi con i suoi pari e con persone più grandi”. Pochi giorni fa, il governatore De Luca ha ribadito che se non si verifica una vaccinazione di massa o non si raggiunge l’immunità di gregge si rischia di far slittare l’anno scolastico. Con la dad si è accentuato quel divario economico tra chi poteva permettersi pc o connessione veloce e chi, invece, no… “Dobbiamo fare delle distinzioni: le scuole si sono attivate, anche grazie alle risorse finanziarie messe a disposizione dal governo e che hanno consegnato a tutti gli studenti che non potevano permetterselo, un device così come è stato consegnato un abbonamento. Il vero problema riguarda il fatto che in Italia noi abbiamo intere zone bianche, non coperte da connessione e questo crea problemi. La didattica a distanza non sostituisce quella in presenza ma è stata l’unica didattica che abbiamo potuto offrire agli studenti, in un momento in cui l’alternativa sarebbe stata il nulla, per consentire agli studenti di apprendere dei contenuti anche in un momento di emergenza; la didattica a distanza è stata la risposta che la scuola italiana ha offerto in alternativa al nulla”. Crede che la Regione abbia gestito bene questa emergenza, a livello scolastico? Ricordiamo le numerose proteste tra no dad e si dad… “Mi viene da dire che tutti hanno ragione e tutti hanno torto, nel senso che è chiaro che nel momento in cui non è stato possibile, non so per quale ragione e non spetta a me dirlo, potenziare i trasporti e quindi garantire agli studenti la possibilità di viaggiare con un distanziamento corretto, ha portato come conseguenza la risposta della didattica a distanza. Va detto che abbiamo avuto bisogno del covid per renderci conto che ogni mattina, in città, arrivano 14mila studenti pendolari nelle scuole secondarie di secondo grado e mi chiedo come mai non ci sia mai stata un’indagine in questo senso. D’altra parte, la governance della mobilità, in Regione, è una questione critica perché da questo dipende la possibilità della didattica in presenza, almeno nelle scuole secondarie di secondo grado di questa città che hanno quasi il 50% dei pendolari frequentanti”. Tornando alla sua candidatura a sindaco, otto le liste a suo sostegno. Sul suo nome si è spaccata la sinistra ed ha conquistato quei consiglieri che, a pochi mesi dal voto, hanno lasciato la maggioranza mentre, ufficialmente, resta l’incognita 5 Stelle… “Innanzitutto, io non penso di spaccare nulla ma penso di presentare una coalizione di cittadini che hanno deciso di mettersi al servizio di questa città per rilanciarla, per restituirle bellezza, senso di appartenenza ed identità, provando a fare un’operazione di rinascita cultura, di alleanza tra generazioni per cui sia consentito ai giovani di questa città di non dover abbandonare un luogo amato; abbiamo un tasso di emigrazione dei nostri giovani altissimo e abbiamo il dovere, come adulti responsabili, di creare le condizioni affinché chi ha voglia di partire lo faccia ma non perché costretto, non perché qui non c’è futuro. Da questa coalizione mi aspetto diventi un’alleanza per la città, che abbia a cuore il presente e il futuro delle giovani generazioni e che costruisca un ambiente attrattivo ed accogliente tale che se alcuni giovani partono per una visione cosmopolita altri arrivino sostituendo le eccellenze, in un saldo positivo per la città perché oggi viviamo un’emorragia di giovani energie che vanno via perché non vedono un futuro in questo luogo e perché, per esempio, i costi degli appartamenti così come i fitti sono particolarmente alti, costringendo i giovani a scegliere comuni limitrofi”. Come valuta l’operato del sindaco Napoli, in questi cinque anni caratterizzati anche dalla pandemia? “Vedo un momento di stanchezza. Se devo leggere questi cinque anni, anche al netto del covid, vedo un forte rallentamento nella capacità propulsiva della città, vedo iniziative culturali spot ma non ho visto un piano organico di sviluppo culturale, economico. Soprattutto, ho visto una gestione dell’emergenza covid spesso affidata all’intuizione del giorno. Non vale solo per la nostra città ma anche la nostra amministrazione non ha fornito risposte adeguate all’emergenza”. Quali sono i punti principali del suo programma elettorale? “Penso che qualunque programma non possa non tener conto del punto 11 dell’agenda 20-30 che porta come tema la città sostenibile e la comunità. Credo che questi siano i punti chiave: lavorare per una sostenibilità ambientale, per un rinnovamento della mobilità, della visione della città affinché diventi smart, capace di andare sempre più verso la digitalizzazione e che sia capace di connettersi in una dimensione internazionale. Analogamente, penso sia necessario un intervento educativo sulle giovani generazioni: se guardo alle esperienze di questi ultimi mesi che hanno visto una sorta di guerriglia urbana tra ragazzi che non sanno più dialogare e hanno trasformato il conflitto verbale in guerra. Questa è una cosa molto grave perché dice di un livello di degrado urbano molto forte e mi fa pensare che se un ragazzo esce di casa con un’arma in tasca mi fa pensare che ha già premeditato di trasformare una discussione verbale in guerriglia. Ovviamente, abbiamo bisogno di forze dell’ordine che presidino i territori per garantire l’ordine pubblico ma abbiamo anche bisogno di un grande sforzo educativo, di rieducazione alle relazioni di amicizia; una delle cose da cui si deve uscire è la logica nemico-amico, occorre entrare nella logica amico-amico in cui l’altro può avere opinioni diverse dalle mie ma lo stesso diritto di abitare la città. Questo significa fare un’azione politica di mediazione politica tra le parti che riconosca al singolo il suo valore, legittimità dell’istanza anche se non coincide con la mia”. (Cronache)

Sabato 24 luglio alle ore 11:00 si è tenuta al bar Gianni 56 la conferenza stampa per la presentazione di un progetto di coalizione che ha visto protagoniste due liste civiche: Attivisti per Salerno, rappresentata dagli storici attivisti del MeetUp Salerno e ConSenso Civico, rappresentata da Francesco De Cesare, avvocato, professore e uno dei fondatori del comitato No-Crescent. In quella sede è stato presentato un progetto che nasce da 16 anni di attivismo sul territorio, un attivismo che ha sempre avuto come collante i valori portanti, originali, del movimento 5 stelle, valori che oggi continuiamo a sentire nostri. Un movimento di persone, professionisti e cittadini di Salerno, che fra i primi in Italia hanno collaborato alla creazione del progetto M5S originario, contribuendo all’elezione dei rappresentanti attualmente in Parlamento. Oggi però apprendiamo che il Movimento 5 Stelle sarà presente in un progetto diverso. Un progetto distante dai valori che ci hanno contraddistinto, distante dalle battaglie di 16 anni, distante da ciò di cui Salerno ha bisogno. Il gruppo che compone Attivisti per Salerno non si sente di appoggiare il percorso intrapreso dai parlamentari M5S, a supporto di una larga coalizione pollaio che vede al suo interno anche persone e rappresentanti provenienti dalla stessa amministrazione deluchiana, come Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Corrado Naddeo, Nico Mazzeo, Donato Pessolano e Giuseppe Ventura. Coalizione tenuta insieme da Elisabetta Barone che, come tutti sappiamo, ha appoggiato apertamente De Luca nelle ultime elezioni regionali. Giochi di palazzo contro cui ci battiamo da sempre. Salerno ha bisogno di una svolta, un cammino verso il rinnovamento che parta dalle stesse fondamenta della città e non di una semplice tinteggiata. Per questo motivo domani, martedì 27 luglio alle ore 11:00, presso il bar White, in Via Matteo Galliano, 4/A (zona Parco Pinocchio), Attivisti per Salerno e ConSenso Civico presenteranno il proprio candidato sindaco alla stampa, un professionista con un’indiscutibile storia di attivismo a Salerno. Vogliamo migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini di Salerno e dare una vera alternativa ad un’amministrazione deluchiana che impantana questa città da troppi anni. Riscriviamo Salerno. Facciamolo insieme.

DI MAIO SI E' FERMATO AD EBOLI

Tappa in provincia di Salerno per il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio in visita per un incontro con rappresentanti e militanti del Movimento della Piana del Sele. Presso il bistrot ‘Patù’ di Eboli, l’ex capo politico pentastellato ha incontrato ieri sera i parlamentari del territorio Adelizzi, Gaudiano e Migliorino per fare il punto sulle elezioni amministrative in autunno che riguarderanno, oltre al capoluogo Salerno, anche il comune di Eboli. Prima la partecipazione al Giffoni Film festival dove ha incontrato i giurati della kermesse del cinema per ragazzi. Di Maio promuove il “patto” tra Pd e Movimento Cinque Stelle sulla base dell’alleanza a livello nazionale siglata nella maggioranza che sostiene il governo Draghi. Un accordo che sembra sempre più possibile dopo il ritiro della candidatura a sindaco del commissario cittadino del Pd, Luca Sgroria, auspicato più volte dallo stesso deputato ebolitano Cosimo Adelizzi che permetterà di «realizzare progetti ad ampio respiro che per lungo tempo, troppo tempo, sono rimasti nei cassetti del nostro Municipio». Questa mattina, infatti, è stata ufficializzata la candidatura civica del noto medico Damiano Capaccio: un laboratorio politico che punta a mettere insieme i dem e i cinque stelle per l’elaborazione di un percorso comune per la città di Eboli, che rilanci l’alleanza nazionale anche in provincia di Salerno con l’adesione di altre forze del centrosinistra. “E’ stato una decisione naturale, si avvia una collaborazione importante ma che non era scontata tra grandi forze politiche come Pd e Movimento Cinque Stelle ed altri movimenti civici del territorio. Si sono create le condizioni per una coalizione larga, un mondo civico che si richiama ai valori della sinistra e del centrosinistra per dare una speranza che la città di Eboli ci chiede” ha dichiarato, durante la conferenza stampa, il candidato sindaco Damiano Capaccio. “Noi mettiamo in campo una campagna elettorale che riscostruisca un clima di fiducia ripartendo dalla legalità, dal lavoro e dalle opportunità per un miglioramento delle prospettive per la città. Siamo per la partecipazione dei cittadini, per una città che sia accogliente e bella. Eboli – continua Capaccio – deve riscoprire la sua naturale vocazione, della grande imprenditorialità, in particolare dell’agricoltura, e rilanciare la fascia marina”. “Alleanze? Il cantiere della coalizione è ancora aperto, serve unità” ha detto il candidato sindaco del “Patto per Eboli” mentre le altre forze del centrosinistra hanno già indicato i propri candidati sindaci come il Psi con Presutto, Leu con Conte, la sinistra con Alfonso Del Vecchio. (Ora Notizie)

PARLA AGOSTO

“La mia candidatura al Governo della Città intende confermare il mio impegno professionale alla lotta contro la illegalità e offrire nuove prospettive di fiducia a fronte di una gestione politica che l’ha portata sull’orlo del dissesto finanziario e nel baratro del degrado economico, sociale, culturale e umano. Ho chiesto l’aiuto a tutti, invitando al confronto su progetti concreti, non alla ricerca di accordi per la spartizione di posti di potere intorno ad un nome. E. in verità, qualche componente politica ha voluto conoscere le mie proposte, anche esprimendo grande interesse. Salvo dimostrare la nascosta finalità di aggregarmi al suo interesse”. Così l’avvocato Oreste Agosto, candidato sindaco della città di Salerno. “Ma, la Città non ha bisogno dei camaleonti della politica. Ha bisogno di proposte nuove e serie in grado di ricollegarla alla sua identità, alla sua cultura e alla sua umanità, cambiando le logiche di indirizzo perché siano coerenti con la sua natura e vocazione, compatibili con le risorse, anche umane, disponibili, e rispettose di nuovi equilibri ambientali. Deve avere un obiettivo di benessere da perseguire con una chiara’ Missione Sociale’, per tutelare, con equità e giustizia, gli interessi generali, e una precisa ‘Missione Economica’, per promuovere la crescita esaltando, in funzione di componente propulsiva, la posizione geografica, le ricchezze ambientali e storiche, le tradizioni, il talento, il sapere e il saper fare della gente. Il rammaglio urbano, in termini di nuova coesione, deve essere perseguito con interventi ‘su misura’ incentrati sulle infrastrutture, sui trasporti, sugli edifici, sulla disposizione delle aree e degli spazi pubblici, ed espressamente dedicati alle macro-aree in cui è possibile dividere il territorio per diversità geografiche, storiche, e per le condizioni della vita quotidiana. La mia idea di una ‘Città Nuova’ poggia sulla organizzazione e gestione amministrativa improntata ai principi dell’Economia Circolare, della Digitalizzazione dei Processi e della Bioeconomia”, dice ancora Agosto. “La tecnologia delle reti, grazie a internet, deve costituire la colonna portante di una ‘Salerno’ sostenibile, efficiente, innovativa, connessa, idonea a garantire il benessere ed un’elevata qualità della vita. Nessun politico ha parlato di questo e ancora si sente parlare di opere faraoniche che andrebbero ad aggravare inutilmente il già temuto dissesto finanziario. Forse, perché ai politici interessa solo la gestione del popolo, mentre ad un civico interessa soddisfare i concreti bisogni per migliorare il suo presente e per il futuro dei suoi figli. Per questo, sono un civico, non un politico, fiero delle mie idee e orgoglioso del mio progetto”, conclude Agosto.

DEGRADO URBANO

“Ho sollecitato l’ASL per risolvere il problema di blatte e topi che stanno creando non poche criticità in alcuni quartieri della nostra città”. Queste le parole del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli in merito a derattizzazione e disinfestazione in città. “Ho chiesto al direttore generale della ASL di intervenire con urgenza. Seguirò con attenzione questa questione molto sentita da me e dalla mia collettività. Viviamo in una bella città che non deve essere rovinata da presenze moleste e pericolose per la salute”.

"L’intervento del sindaco Napoli è tardivo. E’ solo una confessione di inferiorità e inadeguatezza’. Così l’avvocato Antonio Cammarota, presidente della commissione trasparenza e candidato sindaco de ‘La nostra libertà’ commentando la richiesta del sindaco Napoli all’ASL per la pulizia della città da topi e blatte. ‘Nel primo consiglio del 2016 avevamo già denunciato una città sporca in balia di topi. Da allora, in cinque anni, i topi sono diventati grandi e le nidificazioni sono aumentate, perché nulla è stato fatto’, prosegue Cammarota. ‘L’atto del sindaco è un atto di sconfitta. La sicurezza sanitaria è un motivo di ordine pubblico e il sindaco ne è il responsabile", conclude Cammarota.

CONSIGLIO PROVINCIALE

Con proprio decreto n. 97 del 21 luglio us, il Presidente della Provincia di Salerno convoca il Consiglio provinciale in seduta pubblica, ordinaria e di prima convocazione per il giorno 29 luglio 2021, alle ore 12,00. Si allega il Decreto di convocazione 97/2021 con relativo Ordine del Giorno. “Chiaramente – dichiara il Presidente Michele Strianese – ho confermato le misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID- 19 in occasione dello svolgimento dei lavori consiliari e voglio anche ricordare che il Consiglio non sarà aperto al pubblico e la pubblicità dei lavori sarà garantita mediante collegamento streaming”. Tutti i lavori della seduta consiliare saranno trasmessi in diretta streaming dal canale istituzionale Youtube.

LA NOMINA

Il Commissario Provinciale di Fratelli d’Italia Salerno Giuseppe Fabbricatore – d’intesa con i parlamentari On. Edmondo Cirielli e Sen. Antonio Iannone e sentito il consigliere regionale On. Nunzio Carpentieri – ha nominato Marco Iaquinandi (consigliere provinciale uscente e vice sindaco del Comune di San Marzano sul Sarno) a Vice Commissario Provinciale del partito. Prenderà il posto di Sonia Alfano, che si accinge a subentrargli in Consiglio Provinciale. “Ringrazio Marco Iaquianandi per il proficuo ed incessante lavoro svolto in questo ultimo anno a Palazzo Sant’Agostino e per aver accettato di guidare il partito, insieme al sottoscritto e al Prof. Gherardo Mareghi, soprattutto in vista delle imminenti elezioni amministrative. Come FdI – aggiunge Fabbricatore – siamo al lavoro per presentare liste forti e competitive in tutti i comuni puntando su una classe dirigente di qualità ed aprendo il confronto con la società civile. La folta partecipazione e l’entusiasmo che si sono registrati all’Assemblea Provinciale organizzata sabato scorso a Campagna, che ha visto la presenza del Capogruppo alla Camera dei Deputati On. Francesco Lollobrigida, è la dimostrazione che stiamo sulla buona strada. Siamo un partito in crescita, anche nel Salernitano, e sono convinto che otterremo ottimi risultati. Lavoreremo fino all’ultimo per presentare agli elettori della provincia di Salerno un centrodestra unito e coeso sulla base di idee e programmi condivisi. Continueremo, come sempre, a fare la nostra parte” conclude Fabbricatore.

L'ELEZIONE

Un salernitano eletto nuovo presidente nazionale del’Acai, Associazione Cristiana Artigiani Italiana. Si tratta dell’avvocato civilista Alfonso Scafuro. Eletto per acclamazione nel corso del congresso nazionale celebratosi a Paestum sabato e domenica. Avvocato, 63 anni, nato a Fisciano ma trasferitosi a Salerno quando aveva pochi mesi, Scafuro è sempre stato tra i più stretti collaboratori del compianto presidente Dino Perrone, “da lui ho imparato davvero tanto, soprattutto i valori di impegno civile – ricorda Scafuro – nei confronti del mondo del lavoro.?E’ stata davvero una grande scuola. La sua dipartita è stata perdita solorossisima per la Acai e per me un dolore personale visti i nostri rapporti, ora spero di riuscire a proseguire nel colco dei suoi insegnamenti”. Scafuro ha ricoprerto all’interno dell’Acai, che si occupa principalmente delle piccole e medie imprese artigiane e dei lavoratori autonomi, ruoli di grande responsabilità compresa anche la presidenza dell’ente di patronato sino all’aprile del 2018. Nel ringraziare il congresso per la fiducia accordatagli, il presidente Scafuro ha voluto sottolineare la necessità di rendere sempre più l’Acai una “associazione di prossimità” , capace cioè di restare a stretto contatto con le pulsioni del Paese, cogliendone i bisogni, difendendo la cultura del lavoro e delle imprese, promuovendo una visione inclusiva e non divisiva della società italiana e che abbia come riferimento costante la dottrina sociale della Chiesa. A tal fine, ha concluso il nuovo presidente, è vitale riconoscere il ruolo centrale dell’associazione all’interno del sistema Acai, auspicando una presenza più capillare e diffusa dell’intera organizzazione nel dibattito sociale, culturale ed economico del Paese. “Da oggi dovrò dedicarmi ancor di più per la nostra associazione che voglio ricordare è presente in Italia dal secondo dopo guerra, quindi parliamo di un’organizzazione che ha attraversato 70 anni di storia del nostro paese e ha dato dei contribuiti importanti, pensi che solamente la Acai è stata protagonista attiva dei contenuti della prima legge quadro sull’artigianato nel nostro paese e soprattutto diciamo che noi siamo un’associazione cristiana che ha un rapporto molto stretto con la chiesa e con la pastorale del lavoro. Siamo per un economia che si basi solo sul profitto ma tenga ben presente la funzione del sociale nel paese e in questo la vicinanza della chiesa per noi è molto importante”. Scafuro anticipa già quale sarà il suo primo impegno come presidente nazionale Acai… “Andare nei luoghi dov’ è più necessaria la presenza della nostra associazione per dare un segnale di vicinanza. Credo che noi dobbiamo svolgere soprattutto un ruolo di associazione di prossimità, capace di prenetrare nelle pieghe più profonde del disagio sociale del nostro paese e cercare di arrivare ovunque ci sia bisogno della nostra presenza, soprattutto in quelle realtà più disagiate, in modo da fornire all’Italia la propria idea di paese che deve partire dalla funzione sociale del lavoro”. (Cronache)

PARLA GELMINI

“E’ un privilegio essere qui. Sono poche le occasioni in cui c’è un confronto diretto con i giovani. Giffoni è una boccata d’aria fresca”, parte così la visita di Mariastella Gelmini, Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, che torna a Giffoni per la terza volta, la prima da ministro. “E’ a Giffoni – continua - che si è parlato per la prima volta di sostenibilità ambientale. Oggi è un tema sdoganato. Io sono molto grata come italiana a Claudio Gubitosi. Solo un visionario come lui poteva portare avanti un progetto così bello e così complesso. Vorrei che tanti più giovani potessero fare questa esperienza. Ringrazio come mamma Claudio per questa invenzione. La pandemia ci ha sottratto la possibilità di sognare. La presenza di tanti giovani ci richiama alla costruzione del futuro. Questo ci riempie il cuore. E’ un bel segnale di ripartenza”. Ad accompagnarla è il direttore Claudio Gubitosi che le illustra le novità di Giffoni, i progetti futuri, quello che accadrà nei prossimi anni. Poi l’incontro in sala moderato da Federico Monga, direttore de “Il Mattino” e arricchito dalle domande della IMPACT! presso la Sala Blu della Multimedia Valley. Presenti il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, Pietro Rinaldi, ed il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano. Si parla tanto di ragazzi, come è naturale per un luogo come Giffoni. Come si avvicinano i giovani alla politica? “Proviamo a non farli allontanare – dice la ministra - Incontro tanti giovani che sono appassionati di politica. E’ evidente che ci sia una riscoperta del bene comune, del sentirsi comunità, dello stare insieme. Girando l’Italia ho sempre visto laddove c’è un problema sociale o culturale comitati e gruppi di cittadini con molti giovani e molte donne.  A conferma che certe tematiche stanno molto a cuore ai più giovani”. Poi ci sono i sogni e le ambizioni dei giovani. Il Piano di Ripresa e Resilienza può essere lo strumento a sostegno delle giovani generazioni? Gelmini ne è convinta: “La sostenibilità ambientale, la transizione digitale – dice - sono temi cari ai ragazzi. Sono tematiche a cui il Pnrr dedica grande attenzione. Abbiamo oggi perciò la possibilità di realizzare i loro sogni. Questa è una responsabilità per chi deve dare operatività e concretezza al piano. Poi ci sono le aree marginali a cui pure dobbiamo guardare con attenzione. Ad esempio nel piano abbiamo previsto risorse per le piccole isole, per la connessione oppure per le green communities e per la montagna. Sabato avviamo un confronto proprio per iniziare a costruire la legge quadro della montagna. Abbiamo il compito di ricucire questo Paese. Laddove ci sono aree interne, aree periferiche, aree marginali dobbiamo costruire progettualità per riunire il Paese e per dare futuro ai giovani”. Immancabile il riferimento ai vaccini, alla pandemia, a quello che accadrà nei prossimi mesi, a partire dal ritorno in classe: “Su questo tema – ha dichiarato Mariastella Gelmini - vorrei evitare l’ennesima crociata perché non ne abbiamo bisogno. Da cittadina dico che ci sono dati inconfutabili: laddove le persone si sono vaccinate, quando il virus riprende, non aumentano gli ingressi in terapia intensiva e le ospedalizzazioni. Significa che il vaccino ci salva la vita. Il piano vaccinale, però, funziona se c’è uno sforzo collettivo. Allora dobbiamo andare avanti senza ideologismi e senza fanatismi. Dobbiamo avere fiducia nella scienza. Anche perché nessuno di noi vuole nuove chiusure, quelle chiusure che hanno determinato problemi sanitari ed economici”. All’orizzonte settembre e la riapertura dell’anno scolastico: “In questi mesi – ha spiegato - è emerso con chiarezza come il rapporto tra insegnante, studente e classe sia insostituibile. La scuola non può essere sostituita da una videochiamata. Credo che nessuno abbia nostalgia della  Dad. In questi giorni ci stiamo coordinando con i governatori per creare le condizioni per un ritorno in sicurezza ed in presenza. Inoltre la pandemia ha portato ad un ulteriore indebitamento, per far fronte alle chiusure sono state stanziate risorse per 70 miliardi di euro, tutto questo è nuovo debito. Alle giovani generazioni, perciò, consegneremo un Paese più indebitato. Ecco perché le risorse del Pnrr vanno spese con lungimiranza per gettare le basi per il futuro”. Il dibattito politico in queste ore è tutto avvitato sul Green pass. Cosa ne pensa il Ministro degli Affarti Regionali: “Credo che sia uno strumento di libertà – ha spiegato - non è una contraddizione. Chi ne è in possesso può accedere ad una serie di servizi e ci sono attività finora chiuse che possono finalmente riaprire proprio grazie a questo strumento. C’è tanto individualismo in questo periodo, ma questo virus ci insegna che ne usciamo solo insieme, con delle regole nuove e condivise”. La pandemia ha modificato per certi versi il senso e la sostanza del regionalismo in Italia: “Nel rapporto con le Regioni – ha dichiarato Mariastella Gelmini - vedo meno litigi di una volta ed un tentativo di darsi una mano. Faccio alcuni esempi: per i vaccini il presidente del Piemonte ha tolto l’obbligo di prenotazione per i giovani. Dalla Campania arriva la proposta di green pass regionali che trovo sensata. Accade perciò che alcune soluzioni diventino patrimonio comune. Oggi il compito di chi ha responsabilità di governo è quello di promuovere il dialogo e di favorire il gioco di squadra. Se siamo tutti o quasi dentro lo stesso governo, vuol dire che si sta cercando di fare qualche passo in avanti per provare a risolvere i problemi. In qualche modo è lo stesso spirito di Giffoni”. Le autonomie hanno un ruolo e alcune vanno ripensate, è il caso delle Province: “All’interno della riforma del Testo Unico degli enti locali – ha dichiarato - stiamo provando a ridisegnare le Province. Non credo nella possibilità di tornare indietro con l’elezione diretta, ma è chiaro che oggi un presidente di Provincia da solo non ce la fa. L’ambizione di questo governo è quella di introdurre maggiore collegialità con una mini-giunta, con l’affidamento di alcune competenze in alcuni ambiti e poi con la previsione di un po’ di risorse”. Ritorna di attualità il tema dell’autonomia differenziata: “Stiamo pensando – ha aggiunto la Gelmini - ad una legge quadro dentro la quale ci sia grande sinergia tra Nord e Sud ma ci siano anche i principi per informare quell’autonomia differenziata che alcuni territori chiedono. D’altronde la Costituzione prevede l’esistenza delle Regioni ad autonomia speciale. Non vedo perché non si possano modulare delle differenti autonomie, ovviamente dentro un quadro unitario, in maniera da soddisfare le istanze dei territori”.

PARLA VILLANI

Servizio di assistenza 118 ormai al collasso, ambulanze senza medici a bordo e troppe lacune nel rispetto dei livelli minimi di assistenza: dopo le criticità segnalate nell’ASL Napoli 1, adesso anche dalla Provincia di Salerno arriva l’SOS di cittadini, medici e operatori sanitari. Davanti a questi scenari da terzo mondo, scatta l’ennesima denuncia della Deputata M5S Virginia Villani, membro della XII Commissione Affari Sociali – Sanità: “Sono molto preoccupata della gravissima situazione in cui si trova il Servizio dellEmergenza Urgenza 118 del nostro territorio: non abbiamo abbastanza personale, si rischia davvero che i cittadini restino senza assistenza adeguata in caso di emergenza e questo, non possiamo permetterlo. La situazione è drammatica e non c’è più tempo: ho deciso di interpellare nuovamente i Ministeri competenti per trovare una soluzione che possa salvaguardare i livelli essenziali di assistenza sanitaria sul territorio e tutelare i lavoratori della rete dell’emergenza urgenza in Provincia di Salerno e in tutta la Campania”. “Ad oggi, il servizio di emergenza urgenza sul territorio dell’Agro Nocerino Sarnese in particolare e in tutta la provincia di Salerno, è in grandissima difficoltà. Occorre intervenire immediatamente perché si stanno mettendo a rischio i livelli minimi di assistenza sanitaria. Non possiamo mettere questa problematica in secondo piano: a tutti potrebbe capitare di aver bisogno di un’ambulanza e il rischio è di non averne una a disposizione o di averne solo una senza medico a bordo! Ormai i turni INDIA nelle varie postazioni sono pari al 50 % del totale e ciò significa mancata assistenza da parte di un medico in caso di necessità! Questo accade sia nell’Agro Nocerino Sarnese che nella zona Costiera, dell’Irno e nel Cilento: nel nostro territorio infatti, la cronica carenza di medici e infermieri si è aggravata ulteriormente dopo che tanti professionisti hanno abbandonato il servizio dell’emergenza urgenza per impieghi più tranquilli nella medicina generale o in altri settori del Sistema Sanitario” sottolinea l’onorevole Villani. “Le criticità nella rete dell’emergenza urgenza non si fermano qui! Permangono carenze strutturali sia sui mezzi e sia legate alla mancanza di alcuni dispositivi organizzativi come i GPS, spesso non funzionanti. Senza GPS attivi, non si ha un quadro chiaro di quali sono i mezzi disponibili: come si può gestire un servizio così? – spiega Villani – Sarebbe necessario poi, garantire una migliore collaborazione con gli ospedali del territorio, soprattutto in merito ai tempi di restituzione dei dispositivi medici usati per un intervento di emergenza. Si perdono ambulanze disponibili anche solo perchè non viene sanificato il mezzo di soccorso in ospedale ma vi è l’obbligo di rientro nella postazione: ore e ore sprecate, senza la garanzia dell’assistenza territoriale ai cittadini in pericolo. Inoltre poi, il personale del 118 del territorio è sotto tensione e stress costanti: non possono lavorare ancora in queste condizioni!”. “Su queste problematiche, insieme anche alla vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, capogruppo M5S in Regione, Valeria Ciarambino, ho interpellato più volte i vertici sanitari provinciali regionali, per trovare insieme una soluzione. Insieme ai Senatori Gaspare Antonio Marinello e Maria Domenica Castellone stiamo lavorando per portare avanti la riforma del 118 per ottenere una gestione centralizzata del servizio di emergenza urgenza. Continua, inoltre, anche la nostra contestuale battaglia per il riconoscimento della figura dell’autista soccorritore, cruciale come supporto al lavoro dei medici e degli infermieri del 118 – dichiara la Deputata M5S, Villani – Ritengo necessario pensare a una riorganizzazione complessiva di tutte le postazioni del 118 del nostro territorio che, ad oggi, non sono aggiornate secondo quella che è la reale situazione delle città servite. In più, dobbiamo rivedere in termini normativi anche le regole di ingaggio del personale, offrendo più certezze agli operatori e in particolare, a medici e infermieri del 118”. “Nei giorni scorsi – continua Villani – alle gravi denunce provenienti dall’ASL Napoli 1 e a quelle altrettanto preoccupanti provenienti dalla provincia di Salerno, si sono uniti i tanti episodi di violenza ai danni del personale del Pronto soccorso e quello del 118. Ho già scritto al Governo su questo tema: tali professionisti scontano delle gravi carenze organizzative che non dipendono da loro. Anzi, loro stessi sono vittime di una gestione molto lacunosa del servizio di emergenza territoriale. A pagarne le spese sono infine, i cittadini a cui non vengono garantiti i livelli minimi di prestazioni sanitarie in emergenza. È arrivato il momento di centralizzare il servizio emergenza urgenza del 118 stabilendo un nuovo modello organizzativo. Dobbiamo garantire un aumento della percentuale della spesa del personale per immettere nuove forze nel sistema sanitario regionale. Non possiamo attendere oltre!” conclude Villani.

DA GIFFONI

"Questa è l’edizione della rinascita, ma soprattutto del coraggio. La vita rinasce da Giffoni”: esordisce con queste parole Generoso Andria, Presidente Onorario di Giffoni Experience, durante la presentazione del suo ultimo libro “Covid 19 e il dramma degli anziani”. Una riflessione profonda che, in una prospettiva molteplice, osserva dalle angolazioni più disparate il virus che ha stravolto le vite di tutto il mondo. Un volume “nato in pieno lockdown, nei lunghi mesi di emergenza sanitaria”, come sottolinea l’autore, dall’esigenza di lasciare una presenza tangibile di ciò che è accaduto. “Un tempo pesantissimo – insiste Andria, durante l’incontro pubblico alla presenza di amici ed istituzioni, con la conduzione del giornalista Tonino Pinto - che ho ripercorso, concentrandomi sull’economia, in particolare europea. Ho dedicato il mio tempo a raccogliere notizie, informazioni, testimonianze che raccontavano non solo la pandemia, ma anche i suoi risvolti psicologici, sociali e i contraccolpi sull’economia e sulla finanza in Italia e nel mondo”. Un libro che nasce dalla necessità e dal desiderio del professore Andria di “fare chiarezza su aspetti scientifici, ma anche politici e sociologici, di un evento che ha valicato ogni barriera, toccando le paure di tutti”.  Il volume, infatti, ospita anche “incursioni più leggere”, come le barzellette che hanno inondato la rete, e poesie varie, due delle quali – una in napoletano e l’altra in romanesco – sono state lette nel corso della serata. Un legame inscindibile, fortissimo, con Giffoni, che emerge più volte nel corso della presentazione. “Un grande plauso al direttore e al suo staff per le decisioni prese e per il coraggio di realizzare un festival che si rigenera, si rinnova, sempre innovativo, in un rapporto stretto con il suo passato, con la sua storia”. “La vita del Giffoni Film Festival è stata contrassegnata fin dal 1973 da Generoso Andria, primo presidente del Festival – afferma il fondatore e direttore Claudio Gubitosi - Da quel momento Andria non ha mai perso di vista, né smesso di seguire la crescita e lo sviluppo di questa idea e ha continuato nel tempo a contribuire al progetto attraverso tante altre attività, mantenendo la carica di presidente onorario ed impegnandosi nel settore più delicato e più sensibile del festival: quello delle attività sociali. Con Aura ha saputo svolgere un ruolo fondamentale nella crescita dei giovani, con un'attenzione particolare alle fasce più disagiate. Quindi grazie a Genè per tutto quello che ha fatto e grazie in anticipo per quello che farà”. Una storia del festival che si intreccia con le vite dei suoi protagonisti: “Io e Claudio, anche tra divergenze a volte, siamo andati avanti per 50 anni insieme – sottolinea il presidente Andria - Ha creato qualcosa di realmente importante. Sempre insieme, perché siamo legati al nostro territorio, alla nostra Giffoni. Questo, però, non è il momento dei ringraziamenti, ma delle valutazioni, di quella che può essere la trasformazione, il futuro del nostro festival”. La stesura del libro è stata, anche, un’occasione per ricordare le grandi passioni che hanno accompagnato Andria negli anni, dal lungo periodo come Presidente della Giffonese Calcio, all’esperienza politica al Parlamento Europeo, alle tante manifestazioni dal risvolto sociale organizzate con l’Associazione AURA. È però ai giovani che guarda Generoso Andria, professore di Pediatria – la cui attività di ricerca si è sempre incentrata sulle malattie genetiche, le sindromi dismorfiche e le malattie metaboliche dell’età pediatrica. “I giffoners hanno la missione di fare proprio il futuro che sta per arrivare. Significa anche essere disciplinati, osservare regole, comprendere il momento delicato”. Il grido di felicità di #Giffoni50Plus diventa, così, per Andria, non un semplice slogan, ma un monito a proseguire nei valori di Giffoni: “Dobbiamo creare la continuità del festival. Noi siamo stati per 50 anni in trincea. Siamo orgogliosi dei suoi successi, ma la mondanità non scalfisce i nostri principi. Il nostro sguardo è rivolto sempre ai primi anni, in particolare a quelli della mia presidenza, realmente molto difficili. È stata una sfida enorme”. E, quasi in un passaggio di testimone alle future generazioni, insiste: “Dobbiamo conservare questo patrimonio, trasferirlo ai più giovani e raccomandare loro di conservare lo spirito originario di Giffoni”.

QUI BATTIPAGLIA

I meccanismi di selezione dei candidati sono uguali in tutt’Italia. E Battipaglia non fa eccezioni. Lo strumento delle primarie, spesso foriero di alimentare divisioni e spaccature, nella città capofila della Piana del Sele non è stato necessario: Antonio Visconti è il candidato a sindaco di un’ampia coalizione a seguito d’una decisione unanime, condivisa da tutte le forze locali in ragione della competenza, onestà, trasparenza, serietà e delle doti umane e professionali dello stesso, della voglia di un rinnovamento di una intera comunità che ha bisogno di guardare ai prossimi anni con una prospettiva di futuro. La sindaca, durante tutto il suo mandato ci ha fatto capire di essere maestra indiscussa nel saper alimentare la macchina del fango e delle menzogne, facendo credere che la scelta arrivi da non ben identificati “vertici”, ma la realtà è ben diversa. Ci diventa difficile prendere lezioni di buona politica da parte di un’amministrazione comunale che ha fatto della regola del pettegolezzo e del dileggio dell’avversario un mantra, riducendo la funzione del sindaco ad un “teatrino”, tra balli, sceneggiate e incatenamenti. Un’amministrazione arroccata sulle sue decisioni, incapace di affrontare i problemi della città, isolata e subalterna a sé stessa, alla quale è rimasto un solo obiettivo: rimanere attaccati alla poltrona. E per raggiungere questo scopo ha già dato ampia dimostrazione di essere disposta a tutto, persino ad accogliere tra le sue fila gli acerrimi nemici. La tanto decantata “casa di vetro” è diventata un posto di torbide consorterie, distante dai bisogni dei cittadini e incapace di dare risposte sui temi prioritari. Il ‘modus operandi’ per difendere questa folle strategia, è sempre lo stesso: la macchina del fango scatenata dagli ultrà dell’amministrazione, che un tempo colpiva i suoi attuali “fedeli” alleati, i comitati civici e varie personalità politiche, e che adesso guarda all’esterno agitando la paura dello “straniero”, come sempre senza mai entrare nel merito, senza il coraggio di fare nomi e cognomi, ma fermandosi al “si dice, al si racconta…”. Vorremmo capire chi sono i nemici di Battipaglia, vorremmo sapere da chi i cittadini si dovrebbero difendere? Forse, a guardar bene, l’unica cosa di cui i battipagliesi devono avere timore è il rischio di ritrovarsi per altri 5 anni con questa amministrazione. La storia racconta di come la sindaca, negli ultimi 5 anni, abbia utilizzato per suo tornaconto tutti: partiti e persone per salire al potere e per mantenerlo senza badare al colore politico, arrivando a candidare il suo vicesindaco nelle liste del presidente Vincenzo De Luca, e sostenendo diversi candidati al consiglio regionale contemporaneamente. Perso ogni rapporto di collaborazione, oggi raccoglie il sostegno dei suoi peggiori nemici di sempre, di chi da sindaco in carica, durante un consiglio comunale, la definì “dissociata”. Un’amministrazione pienamente subalterna a sé stessa, che si ripresenta agli elettori con improbabili alleanze, snaturando completamente il suo mandato, nel solo obiettivo di continuare a governare nel proprio interesse e senza alcuno scrupolo per il pessimo stato in cui versa la città. Con la proposta messa in campo dalla coalizione per Antonio Visconti Sindaco, la luce in fondo al tunnel comincia a intravedersi: ma abbiamo bisogno di solidarietà, di competenza, di innovazione, di senso della comunità, altrimenti Battipaglia perderà ancora una volta la possibilità di rinascere. Ecco perché rivolgiamo un invito a tutti coloro che hanno a cuore la nostra città, al fine di dare un contributo di idee e competenze per realizzare insieme la Battipaglia del futuro. Abbiamo il dovere morale di liberare la città dalle bugie e dall’incapacità che l’hanno contraddistinta in questi ultimi 5 anni. I fallimenti sono sotto gli occhi di tutti: Scuole “Fiorentino”, Videosorveglianza, Depurazione, PIU Europa, Pubblica Illuminazione, Ex scuole “De Amicis”, Asili Nido e Cimitero.

ALLERTA METEO

La protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di criticità per rischio meteo da ondate di calore. A partire dalle 8 di domani mattina, martedì 27 luglio e fino alle 20 di giovedì 29 luglio nei comuni del territorio regionale classificati a rischio moderato ed elevato (come da elenco allegato alla DGR 870 dell’8 luglio 2005 pubblicata sul Burc n. 37 del 1 agosto 2005) si prevedono temperature al di sopra dei valori medi stagionali di 7-8 gradi e un tasso di umidità che, soprattutto nelle ore serali e notturne sul settore costiero e sulle zone pianeggianti, potrà superare anche il 60-70%, in condizioni di scarsa ventilazione. La Sala Operativa regionale, in considerazione dell’avviso emesso dal Centro Funzionale della protezione civile, invita i sindaci di tutti i Comuni e gli enti competenti a porre in essere le procedure di propria pertinenza relative alla vigilanza per le fasce fragili della popolazione. Si raccomanda di non esporsi al sole o praticare attività sportive nelle ore più calde. Particolare attenzione devono prestare i cardiopatici, gli anziani, i bambini e i soggetti a rischio.

CONTROLLI

Nel corso del fine settimana i Carabinieri della Compagnia di Amalfi, diretti dal comandante Umberto D’Angelantonio, hanno effettuato un corposo servizio di controllo del territorio nelle ore notturne, volto a contrastare le illegalità diffuse connesse con la movida. Durante il servizio sono state impiegate 10 autovetture e messi in campo 23 militari al fine di prevenire l’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti all’interno e fuori i locali della Divina: in quest’ottica la Stazione di Amalfi ha effettuato numerosi posti di controllo con l’impiego dell’etilometro in dotazione, che ha consentito di individuare un giovane che si era messo alla guida della sua moto dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo. Per lui è scattata la sanzione amministrativa ai sensi dell’articolo 186 del codice della strada e la sospensione della patente, in quanto il tasso alcolemico era leggermente superiore al limite massimo consentito per legge. Sempre nella nottata sono stati sorpresi e trovati in possesso di modiche quantità di erba. I Carabinieri di Tramonti, nel corso del controllo, hanno anche sospeso la patente di guida, in quanto il ragazzo durante il controllo si trovava alla guida del suo veicolo. Durante l’intero servizio sono oltre 80 le vetture controllate, 135 le persone identificate e dieci le sanzioni al codice della strada comminate.

L'INCIDENTE

Incidente avvenuto ieri sera davanti Palazzo Sant’Agostino a Salerno. Due persone sarebbero state investite da un motociclista ma al momento non si conosce la dinamica esatta dell’incidente. Sul posto i sanitari del 118 per i soccorsi. (aSalerno.it)

IL SALVATAGGIO

Giornata di interventi e soccorsi per gli uomini della Guardia Costiera di Palinuro che hanno tratto in salvo, ieri, una 41enne d’origine rumena residente a Pontecagnano Faiano la quale si era ferita sulla spiaggia del Pozzallo, a Camerota. La malcapitata è stata recuperata e condotta all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania ospedale per una frattura alla caviglia. Ad attenderla al porto, le ambulanze della Croce Gialla di Camerota e la Misericordia del Saut di Palinuro. Altri interventi per malori in acqua, fortunatamente senza conseguenze, sono stati effettuati dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Palinuro tra Scario e Palinuro. (Ora Notizie)

ATTIMI DI TENSIONE

Sarebbe un forte litigio per il posto auto all’interno di un parcheggio la causa del ricovero di un uomo originario di Pagani, colto da un malore e trasportato di corsa all’ospedale “Ruggi” di Salerno. E’ successo ieri mattina a Maiori, in località Costa d’Angolo. Il 53enne avrebbe avuto un battibecco con un parcheggiatore abusivo, poi si sarebbe sentito male. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, che hanno trasportato in eliambulanza il malcapitato. Le sue condizioni di salute sarebbero stazionarie. Intanto, i carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sequestrata l’area del parcheggio non autorizzata. (Ora Notizie)

IL SEQUESTRO

Maxi sequestro di marijuana a Capaccio Paestum. Al termine di una mirata attività investigativa, gli agenti del Comando di Polizia Municipale, diretti dal magg. Natale Carotenuto, hanno scoperto e sequestrato, in località Via Feudo-La Pila, una vasta piantagione di cannabis indica, ben occultata in sei impianti serricoli per complessivi 6mila mq, oltre a vari sacchi di concime e materiali utili alla coltivazione della droga. In tutto 2.615 le piante di vario fusto rinvenute e confiscate, oltre ad un quantitativo già reciso ed essiccato di 455 arbusti, pronto ad essere immesso sul mercato illegale dello spaccio. Secondo le prime stime, avrebbe fruttato circa 1 milione di euro di proventi illegali. Al termine del servizio di appostamento e pedinamento, durata alcuni giorni, oltre alla piantagione i caschi bianchi capaccesi hanno individuato e deferito in stato di libertà due soggetti, uno incensurato di Capaccio Paestum e l’altro pluripregiudicato residente a Scafati, entrambi accusati di coltivazione di sostanze stupefacenti. L’operazione, condotta sul posto dal cap. Sofia Strafella e dal ten. Clelia Saviano, unitamente ad altro personale della Polizia Municipale, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno. La sostanza rinvenuta è stata analizzata dagli agenti della Scientifica del Commissariato di Battipaglia. Un colpo significativo allo spaccio illegale di droga sul territorio di competenza quello inflitto dalla Polizia Municipale della città dei Templi.

IL CROLLO

Poteva trasformarsi in tragedia la caduta di un grosso albero, questa mattina, all’interno della villa comunale. Al momento del crollo vi erano famiglie e bambini, fortunatamente l’arbusto non ha provocato feriti. La villa comunale è stata chiusa per consentire la messa in sicurezza dell’area e la rimozione dell’albero. Sull’accaduto è intervenuta ‘Civica Mente’ che sostiene il candidato sindaco Maurizio Mirra: “L’albero crollato nella villa comunale di via Belvedere per pura fortuna non si è trasformato in una tragedia. Rappresenta l’ennesimo esempio di come, la mancata gestione del verde di questa amministrazione, la cui condotta in merito alla cura del verde pubblico non possiamo che definire criminale, non solo ha portato ad un enorme impoverimento del patrimonio arboreo cittadino, ma ha anche aumentato i rischi per l’incolumità dei cittadini. Ricordiamo, infatti, che non molti mesi fa, un analogo episodio è avvenuto a piazza della Repubblica”. “Non ne possiamo più di questa classe politica arronzona e inconcludente – tuonano dall’associazione – per questo stiamo costruendo un’alternativa giovane e preparata per Battipaglia”.

L'OMAGGIO

Cento anni fa, il 2 agosto 1921, si spegneva Enrico Caruso. Artista sommo, personaggio poliedrico che, a seconda del punto di vista, può essere considerato simbolo di aspetti diversi che hanno caratterizzato lo scorso secolo. Il Ravello Festival non poteva non ricordare il Maestro nella sua terra di origine. Due i concerti organizzati dalla Fondazione Ravello che si inseriscono nel cartellone “Enrico Caruso 1921-2021. La voce, il mito” fortemente voluto dalla Regione Campania che omaggerà Caruso, fino al prossimo 31 dicembre, con una serie di iniziative non solo musicali. Giovedì 29 luglio (ore 20), il primo dei due eventi ideati dal direttore artistico Alessio Vlad, vedrà sul Belvedere di Villa Rufolo uno dei più grandi tenori oggi in attività, Juan Diego Flórez che, darà vita ad un programma incentrato sul repertorio di Caruso, compresa quella “furtiva lacrima” di Donizetti legata alle vicende del suo rapporto con il San Carlo. Juan Diego, durante la serata farà coppia con il soprano Marina Monzò, voce giovane e intrigante, sostenuto dall’Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli, diretta da Nikolas Nägele, Kapellmeister della Deutsche Oper di Berlino. Il programma verrà inaugurato da un omaggio a Gaetano Donizetti, con la Sinfonia del Don Pasquale, cui seguirà “Una furtiva lagrima”, dall’Elisir d’amore, quindi, il tenore darà voce a Lord Edgardo Ashton, con “Tombe degli Avi miei… Fra poco a me ricovero”, dall’ultimo atto della Lucia di Lammermoor. Dopo l’Intermezzo tutto strumentale dalla Carmen di Bizet, la Monzò sarà Juliette: suoi gli acuti e la fresca agilità richiesta per l’esecuzione della celebre ariette dell’atto I dall’opera Giulietta e Romeo “Je veux vivre dans le rêve”, prima di ascoltare le due voci in “Va! je t’ai pardonné!…Nuit d’hyménée”, in cui Gounod offre il meglio di sé, nell’intonazione febbrile del sentimento amoroso. Enrico Caruso è stato anche simbolo dell’emigrazione dello scorso secolo, divenendo il massimo cantore del suo idioma musicale, che verrà evocato dall’interpretazione di tre celeberrime canzoni quali “Core ‘ngrato”, “’O sole mio” e “Torna a Surriento”. Ancora un intermezzo, stavolta quello della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, che introdurrà ad un finale tutto pucciniano. Il secondo concerto, domenica 1 agosto (ore 20), vedrà protagonisti ancora due tenori, due stelle del Metropolitan di New-York, il teatro dove Caruso riscosse i suoi maggiori successi e consolidò la sua fama planetaria: Lawrence Brownlee e Michael Spyres. Ambedue hanno fatto del virtuosismo canoro la loro caratteristica principale così da essere considerati dei veri e propri “fenomeni vocali” e ambedue, accanto al loro repertorio più abituale, affronteranno il repertorio di Caruso, compresa quella “Serenata” di cui Caruso compose le parole. Sul Belvedere saranno accompagnati dall’Orchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi diretta per l’occasione da Michael Balke. I due tenori sono reduci dall’incisione del progetto, “Amici & Rivali”, per la Erato, in cui ridanno vita all’amichevole rivalità tra Nozzari e David, due fuoriclasse del belcanto ottocentesco. Brownlee e Spyres saranno privilegiati interpreti del grande repertorio rossiniano composto per i teatri napoletani diretti dal Barbaja, che spazia dall’Otello alla Elisabetta Regina d’Inghilterra, fino a Ricciardo e Zoraide, al quale si aggiungeranno “Seul sur la terre” dal Don Sebastiano di Donizetti e l’ouverture “Al conventello”, composta da un Rossini, appena quattordicenne, per chiudere con l’intramontabile “’O sole mio”. Omaggio a Caruso anche da Villa Rufolo: dal 28 giugno al 2 agosto la voce del grande tenore accompagnerà gli ospiti del complesso monumentale nella loro consueta passeggiata. Una playlist con i principali successi interpretati da Caruso, compresi i classici della melodia napoletana, potrà essere ascoltata in filodiffusione no stop tra i viali e i giardini della Villa.Cento anni fa, il 2 agosto 1921, si spegneva Enrico Caruso. Artista sommo, personaggio poliedrico che, a seconda del punto di vista, può essere considerato simbolo di aspetti diversi che hanno caratterizzato lo scorso secolo. Il Ravello Festival non poteva non ricordare il Maestro nella sua terra di origine. Due i concerti organizzati dalla Fondazione Ravello che si inseriscono nel cartellone “Enrico Caruso 1921-2021. La voce, il mito” fortemente voluto dalla Regione Campania che omaggerà Caruso, fino al prossimo 31 dicembre, con una serie di iniziative non solo musicali. Giovedì 29 luglio (ore 20), il primo dei due eventi ideati dal direttore artistico Alessio Vlad, vedrà sul Belvedere di Villa Rufolo uno dei più grandi tenori oggi in attività, Juan Diego Flórez che, darà vita ad un programma incentrato sul repertorio di Caruso, compresa quella “furtiva lacrima” di Donizetti legata alle vicende del suo rapporto con il San Carlo. Juan Diego, durante la serata farà coppia con il soprano Marina Monzò, voce giovane e intrigante, sostenuto dall’Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli, diretta da Nikolas Nägele, Kapellmeister della Deutsche Oper di Berlino. Il programma verrà inaugurato da un omaggio a Gaetano Donizetti, con la Sinfonia del Don Pasquale, cui seguirà “Una furtiva lagrima”, dall’Elisir d’amore, quindi, il tenore darà voce a Lord Edgardo Ashton, con “Tombe degli Avi miei… Fra poco a me ricovero”, dall’ultimo atto della Lucia di Lammermoor. Dopo l’Intermezzo tutto strumentale dalla Carmen di Bizet, la Monzò sarà Juliette: suoi gli acuti e la fresca agilità richiesta per l’esecuzione della celebre ariette dell’atto I dall’opera Giulietta e Romeo “Je veux vivre dans le rêve”, prima di ascoltare le due voci in “Va! je t’ai pardonné!…Nuit d’hyménée”, in cui Gounod offre il meglio di sé, nell’intonazione febbrile del sentimento amoroso. Enrico Caruso è stato anche simbolo dell’emigrazione dello scorso secolo, divenendo il massimo cantore del suo idioma musicale, che verrà evocato dall’interpretazione di tre celeberrime canzoni quali “Core ‘ngrato”, “’O sole mio” e “Torna a Surriento”. Ancora un intermezzo, stavolta quello della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, che introdurrà ad un finale tutto pucciniano. Il secondo concerto, domenica 1 agosto (ore 20), vedrà protagonisti ancora due tenori, due stelle del Metropolitan di New-York, il teatro dove Caruso riscosse i suoi maggiori successi e consolidò la sua fama planetaria: Lawrence Brownlee e Michael Spyres. Ambedue hanno fatto del virtuosismo canoro la loro caratteristica principale così da essere considerati dei veri e propri “fenomeni vocali” e ambedue, accanto al loro repertorio più abituale, affronteranno il repertorio di Caruso, compresa quella “Serenata” di cui Caruso compose le parole. Sul Belvedere saranno accompagnati dall’Orchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi diretta per l’occasione da Michael Balke. I due tenori sono reduci dall’incisione del progetto, “Amici & Rivali”, per la Erato, in cui ridanno vita all’amichevole rivalità tra Nozzari e David, due fuoriclasse del belcanto ottocentesco. Brownlee e Spyres saranno privilegiati interpreti del grande repertorio rossiniano composto per i teatri napoletani diretti dal Barbaja, che spazia dall’Otello alla Elisabetta Regina d’Inghilterra, fino a Ricciardo e Zoraide, al quale si aggiungeranno “Seul sur la terre” dal Don Sebastiano di Donizetti e l’ouverture “Al conventello”, composta da un Rossini, appena quattordicenne, per chiudere con l’intramontabile “’O sole mio”. Omaggio a Caruso anche da Villa Rufolo: dal 28 giugno al 2 agosto la voce del grande tenore accompagnerà gli ospiti del complesso monumentale nella loro consueta passeggiata. Una playlist con i principali successi interpretati da Caruso, compresi i classici della melodia napoletana, potrà essere ascoltata in filodiffusione no stop tra i viali e i giardini della Villa.

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