

“Se ci credi da solo non sempre basta, hai bisogno di chi crede in te e ti dia fiducia. Il punto di partenza, però, è che se non ci credi tu, gli altri non li convinci”: è la spinta ai Giffoners ad inseguire il proprio sogno che arriva da Gazzelle, tra i più apprezzati cantautori della scena indie, protagonista dell’incontro serale di #Giffoni50Plus per i talk del Giffoni Music Concept, insieme a Giuse The Lizia e Morbici. Una serata dedicata al cantautorato puro, viscerale, indipendente. La Sala Sordi è in fermento, tra domande dei Giffoners sul processo di costruzione di una canzone e sulle emozioni che attraversano un’artista. “Da cosa nasce una canzone? Come si comprende la potenza di una hit?”: un dialogo a tratti quasi intimo, in cui i tre artisti si sono raccontati, attraverso i testi delle canzoni, tra amore, paure, sofferenze.
“Siete felici così o no? È una grande vittoria essere qui”, esordisce Gazzelle, romantico urbano ed eccentrico comunicatore, che scrive canzoni pop radicate nella contemporaneità, ma figlie della grande tradizione cantautorale italiana. Tre album all’attivo, di cui “Superbattito” certificato disco di platino, mentre “Ok” ha conquistato sia il disco di platino che d’oro. Si sofferma sui suoi esordi, sui tantissimi lavori per pagarsi l’affitto: “Ho fatto un po’ di tutto, tante esperienze di vita. I soldi e la paura non li ho mai avuti. Barista, cameriere, pizzeria, postino, anzi forse sono stato il peggiore nelle storia delle Poste. Questo mi ha permesso di capire cosa non mi andava di fare. Ho pubblicato un provino su Facebook, ho inviato canzoni alle case di produzione e quando ho ascoltato il mio brano, ero in pizzeria e mi sono licenziato all’istante”.
Dagli esordi al punto di svolta con Superbattito, è sul processo di scrittura, però, che si concentrano le domande dalla platea per Gazzelle, che a febbraio tornerà a riempire i palasport con il suo nuovo tour dei record. Canzoni nate dall’infelicità, spesso, dalla sofferenza. “Non ho troppe aspettative quando scrivo una canzone, non penso a quando uscirà, penso solo a scriverla, a tirarla fuori perché mi pesa dentro. Preferisco capire cosa ne pensi la gente che l'ascolta. Poi in realtà capisco che è bella, forse bellissima. Poi quelle brutte non le avete mai sentite – continua Gazzelle scherzando - perché deve convincere innanzitutto me una canzone. Con Superbattito sapevo di aver scritto una cosa vera, in cui credevo, ne avvertivo la potenza. Non pensavo che andasse meglio di altre, quindi ci sono canzoni che un po' ti stupiscono”.
Musica indipendente, libertà creativa, indie come etichetta limitante, ispirazione: tante le curiosità dei Giffoners per i tre artisti. “Le emozioni non le governo bene – racconta Gazzelle - Arrivano all'improvviso. Non sono per forza tristi, sono sensazioni, paure, ansie, pensieri felici che si mischiano con le vecchie illusioni sul futuro, ricordi. A volte anche solo una bellissima fantasia. Arriva tutta sta roba qua, mentre io sto a non fare nulla, all'improvviso mi alzo e scrivo”. In apertura dell’incontro due giovanissimi artisti molto promettenti, Giuse The Lizia e Morbici. “È molto figo essere qui”, affermano. Giuse con la sua passione per la chitarra, che inizia a suonare all’età di 15 anni, prima di iniziare a scrivere canzoni mescolando rap e cantautorato. Lo scorso aprile e? uscito per Maciste Dischi “Vietnam”, il suo primo singolo prodotto da Mr Monkey.
Spirito libero, autoironico ed inguaribile romantico, Matteo Mobrici, perennemente in bilico tra canzone d’autore e pop. Le sue sono storie minime per amori grandi, senza fronzoli e tanto suggestive, cosi? autobiografiche da essere di tutti, pronto ad uscire con un nuovo album dopo l’estate.
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