

Nuovi reperti portati alla luce durante l’ultima campagna di scavo. A Positano non è bastata la pandemia a mettere un freno ai lavori che hanno consentito di svelare importanti opere ceramiche, musive, lapidee, frammenti di pareti risalenti al I secolo d. C., elementi in bronzo, ferro e piombo. L’amministrazione comunale sta promuovendo la valorizzazione degli ultimi ritrovamenti emersi durante le indagini archeologiche del 2019 e del 2020 nei pressi della chiesa di S. Maria Assunta, condotte con la Direzione scientifica della Soprintendenza di Salerno. Lo ha annunciato il sindaco Giuseppe Guida.
«Lo scavo della nuova area ha svelato reperti ceramici, musivi, lapidei e frammenti di pareti dipinte. Questi ultimi rientrano nel IV stile, risalenti alla metà del I sec. d.C. con rappresentazione di complesse architetture, scene mitologiche, flora e fauna. I dipinti saranno ricomposti, spolverati dalla terra di scavo, puliti con soluzioni a base acquosa, poi consolidati con resine a base idroalcolica e sottoposti a stuccatura con calce idraulica e polvere di marmo. Inoltre è stato giù eseguito il microscavo in laboratorio di rinvenimenti in bronzo, ferro e piombo sempre risalenti al I sec. d.C. e non è finita». Inoltre a breve verranno presentati i reperti rinvenuti nel 2019 e 2020, restaurati, e quelli che stanno per venire alla luce con la nuova campagna di scavo.
«Stiamo portando alla luce la Positano antecedente al 79 d.C. con nuovi scavi archeologici che rappresenteranno davvero una grande sorpresa - ha concluso Guida - un fiore all’occhiello. Ai primi di agosto illustreremo i nuovi reperti archeologici ma anche di quelli restaurati. L’idea è ripartire dalla cultura ed in particolare dall’archeologia. Anche durante il periodo di chiusura abbiamo continuato ad investire sviluppando nuove prospettive attraverso nuovi scavi e stanno venendo alla luce sorprese e reperti che porteremo all’attenzione della stampa internazionale. Siamo pronti anche a predisporre ulteriori progetti con i quali continuiamo di portare alla luce nuovi affreschi e non solo. C’è grande collaborazione e comunità d’intenti tra Enti, tra Comune e Soprintendenza».
La Costiera Amalfitana, dunque, si rilancia quale meta centrale del turismo culturale, come osserva Rosario Santanastasio , presidente nazionale di Archeoclub d’Italia: «La Costiera non è bella solo per le baie, le grotte, i sentieri naturalistici. È patrimonio dell’Umanità proprio per l’aspetto antropologico legato al paesaggio naturalistico. Le scoperte che stanno venendo alla luce in Costiera Amalfitana non sono poche e sono la testimonianza del tempo. Riportare alla luce la Positano antecedente all’eruzione che coprì Pompei, Ercolano, Castellammare di Stabia è emozionante e fondamentale. Si stanno sviluppando nuove strategie in Costiera Amalfitana basate anche su itinerari culturali. Pensiamo ad esempio alla Villa Romana di Positano ma anche la Villa Romana di Minori».
FONTE: La Città
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