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16/07/2021

VERSI LE COMUNALI

Un incontro privato per provare ad assicurarsi il sostegno di liste civiche ancora in dubbio. Buona la prima per la dirigente scolastica dell’Alfano I, Elisabetta Barone che, ieri sera, nell’atrio dell’oratorio San Paolo ha incontrato attivisti e simpatizzanti della civica Salerno in Comune. Con loro, un dialogo informale per provare a capire se possono o meno far parte di una coalizione che, oggi, vede accanto alla preside Barone già otto liste. Al momento, nulla di ufficiale è emerso ma a quanto pare Gianluca De Martino, fondatore della civica, sarebbe pronto a fare un passo indietro rispetto alla sua candidatura alla carica di primo cittadino e sostenere la dirigente scolastica che ha già ottenuto pieno sostegno, o quasi, dalla chiesa cattolica. La preside, unica candidata donna, può contare sul sostegno di Salerno Viva e Azione, ovvero i consiglieri che compongono il gruppo Oltre con Donato Pessolano e Nico Mazzeo (ufficialmente iscritti ad Italia Viva), Corrado Naddeo, Leonardo Gallo e Antonio D’Alessio di Azione; Davvero con il consigliere uscente Giuseppe Ventura, Primavera Salernitana e Salerno in Comune, Liberi e Uguali. Intanto, si fa sempre più insistente la voce che vedrebbe il Movimento 5 Stelle pronto a scendere in campo a sostegno della dirigente scolastica, con una sua lista dopo il mancato accordo raggiunto con LeU che ha deciso, senza alcun dubbio, di sostenere l’unica candidata sindaco. Al momento, nulla è ancora definito: la Barone, infatti, non avrebbe ancora ufficializzato né firmato la sua candidatura proprio perchè prima prova ad avere un confronto con tutte le realtà che girano intorno alla sua coalizione ma ha più volte confermato la sua piena disponibilità a scendere in campo per provare a strappare la fascia tricolore al primo cittadino uscente, Vincenzo Napoli e mettere una donna a capo di Palazzo di Città, mettendo fine al potere deluchiano in quello che, da sempre, è stato il suo fortino. (Cronache)

La vicesegreteria dell’Udc salernitana Maria De Caro ha incontrato, questa mattina a Roma, il leader del partito scudocrociato Lorenzo Cesa. Un colloquio per definire la linea da seguire in vista delle elezioni amministrative, anche a Salerno, dove il partito dovrebbe sostenere la candidatura a sindaco di Michele Sarno, così come faranno gli altri alleati della coalizione di centrodestra. Insomma, l’Udc conferma anche a Salerno di rimanere nel centrodestra, dopo alcune dichiarazioni che avevano fatto pensare ad una possibile alleanza con il sindaco uscente di centrosinistra Enzo Napoli. Lo fanno sapere gli stessi rappresentanti provinciali del partito Mario Polichetti e Maria De Caro che intendono “seguire la linea politica che sarà dettata a livello nazionale”. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia ragionano sulle candidature nei capoluoghi di provincia, l’intesa potrebbe arrivare già nel fine settimana. Ci sarebbero ancora delle distanze ma sembra sempre più vicina l’unità sul nome dell’avvocato penalista Michele Sarno.

Salgono le quotazioni di Elisabetta Barone, dirigente scolastico dell’Alfano I, che sarebbe vicina ad ufficializzare la candidatura a sindaco alla guida di una coalizione civica di espressione moderata e cattolica nell’area di centrosinistra. Ieri l’incontro-confronto all’oratorio San Paolo, al Rione Petrosino, tra la docente salernitana e i rappresentanti della lista civica ‘Salerno in Comune’ guidato da Gianluca Di Martino, in corsa per la fascia tricolore, ma che sarebbe pronto a fare un passo indietro. Un luogo simbolo per testimoniare la volontà di creare un percorso nuovo ed alternativo per la città di Salerno. Prove di dialogo, ragionamenti in campo, per ora solamente informali, che i bene informati giudicano “positivi”. Insomma la Barone potrebbe essere la sintesi di un ampio schieramento che guarda al centro e che potrebbe mettere in difficoltà il centrosinistra che appoggia il sindaco uscente Enzo Napoli. ‘Salerno in Comune’ potrebbe inglobare pezzi del Movimento Cinque Stelle, alle prese con le spaccature interne a livello locale e nazionale, e che ancora non ha annunciato il proprio candidato sindaco. Data della ufficializzazione della discesa in campo probabilmente il 22 luglio. Quasi al completo anche la lista di Federico e Carmelo Conte che prenderà pezzi anche di socialismo, con in testa Gaetano Amatruda che sosterrà il progetto Barone. Tra i big in campo, ma dietro le quinte, anche ex amministratori comunali. Tra questi anche l’ex vicesindaco (giunta De Biase) Carmine Mastalia pronto a dare una mano alla coalizione di sinistra extradeluchiana, oltre un altro ex vicesindaco (giunta Giordano), Salvatore Forte, punta della lista “Primavera Salernitana”. In moto anche la macchina organizzativa per una campagna elettorale che si prospetta, comunque, in salita e piena di insidie. (Ora Notizie)

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CAOS POLITICO

Aria di crisi a Palazzo di Città e nuovi grattacapi per il sindaco Vincenzo Napoli. Voci interne vorrebbero consiglieri e assessori uscenti incontrare più e più volte il primo cittadino per provare a cambiare le regole della scelta relativa alla nomina del vice. A pochi mesi dal voto, per gli amministratori locali, la riconferma del primo cittadino è certa e provano ad assicurarsi un posto di spicco al suo fianco. Nulla contro l’assessore all’Urbanistica e la Mobilità, Mimmo De Maio ma il ruolo di vice piace a tutti, anche ai consiglieri. E proprio uno di loro nei giorni scorsi avrebbe assicurato a Napoli di avere un importante bacino di voti che lo porterebbe ad essere tra i più votati, ragion per cui prova a lavorare su assessorato e sulla carica di vice. In pole position ci sarebbe anche l’assessore al Commercio Dario Loffredo tra i più quotati già dopo le dimissioni di Eva Avossa, subentrata alla Camera dei Deputati dopo le dimissioni del dem Marco Minniti. Per De Maio la riconferma potrebbe giungere, soprattutto se si gioca la carta dell’anzianità; regola che molti vorrebbero cambiare, assicurando a Napoli una importante quantità di voti che potrebbero portare il primo cittadino alla vittoria già al primo turno. Intanto, i deluchiani dovrebbero incontrarsi questa sera per definire le liste da schierare in campo e definire parte del programma elettorale. (Cronache)

PARLA VALERIA

“A Napoli sono 157mila le famiglie che ogni giorno mettono un piatto a tavola grazie al reddito o alla pensione di cittadinanza, per un totale di 459mila cittadini coinvolti. Un numero che, stando all’Osservatorio dell’Inps, sale a 252mila famiglie, con ben 668mila cittadini beneficiari, se lo estendiamo all’intera Campania. Cifra che è pari al totale dei nuclei beneficiari di tutte le regioni del Nord. Chiederne l’abolizione, come oggi sta facendo il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, equivale a ridurre letteralmente alla fame centinaia di migliaia di persone nel nostro capoluogo, nella nostra regione e nel resto del Sud. Una bomba sociale che, senza questa misura, sarebbe già esplosa nella prima fase della pandemia, quando neppure lavoretti saltuari sarebbero stati possibili. E che potrebbe deflagrare in tutta la sua drammaticità oggi, in piena recessione post Covid, se la si sospendesse da un momento all’altro, come irresponsabilmente invocano in blocco esponenti locali e nazionali del centrodestra. O come chiede un personaggio come Matteo Renzi, che ha annunciato addirittura richiesta di referendum per l’abolizione del reddito di cittadinanza, dimenticando i valori fondanti di tutela sociale di quella cultura di sinistra dalla quale sostiene di provenire”. Lo scrive la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino. “Mi aspetto – scrive ancora Ciarambino – che il candidato sindaco del centrodestra Maresca prenda immediatamente le distanze dalla posizione del suo alleato Fratelli d’Italia, che chiede di abolire una misura che dà letteralmente da mangiare a tantissimi suoi concittatini. Con che faccia chi è nato in questa città e ne conosce le gravi problematiche di carattere sociale, economico e occupazionale, si presenterà agli elettori, mentre nel contempo continua a perorare le istanze dei nemici del Sud che vorrebbero ridurre questo popolo, il suo popolo, alla fame e alla disperazione?”.

“Non consentiremo più che i cittadini della Campania restino per sei mesi privi di assistenza sanitaria, costringendo chi ha una patologia oncologica, cronica o comunque di una certa gravità, a doversi pagare di tasca propria esami specialistici. Con l’approvazione all’unanimità della mozione a mia firma, ho ottenuto che la Regione Campania riconfiguri i tetti di spesa delle prestazioni sanitarie erogate dalle strutture convenzionate, così da evitare il blocco dell’assistenza, soprattutto in una fase emergenziale come quella che stiamo vivendo. È paradossale che oggi i tetti di spesa per alcune prestazioni si siano già esauriti a febbraio, mentre per altre si esauriranno non oltre settembre. Parliamo di prestazioni delicate e indispensabili, come quelle di cardiologia, diabetologia e radiologia. Oggi abbiamo impegnato la Regione affinché questa situazione, che viviamo sistematicamente da anni, non debba più ripetersi e che venga garantita continuità assistenziale”. Lo ha dichiarato la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo regionale M5S, a margine dell’approvazione della mozione a sua firma. “Il mio impegno sarà ora teso affinché il privato accreditato sia realmente complementare alla sanità pubblica, e non sostitutiva o preminente. Così come chiederò che i soldi pubblici siano adeguatamente utilizzati per smaltire le liste di attesa negli ospedali e per far funzionare gli ambulatori pubblici anche di sera e nei fine settimana. Ricordo lo sconcerto del governatore De Luca quando apprese che per una mammografia si attendeva fino a sei mesi. Oggi per lo stesso esame l’attesa è salita a oltre due anni. Per questo dobbiamo lavorare per una sanità pubblica sempre più in grado di dare risposte e che garantisca il diritto alla salute e all’assistenza ai cittadini della Campania”.

PARLA CAMMAROTA

“Il lavoro civico de La nostra Libertà non è mai cambiato in questi dodici anni, abbiamo sempre cercato di tenere lontano logiche di partito e di segreterie politiche che nulla hanno a che vedere con la realtà di Salerno”. Lo ha detto il consigliere comunale e presidente della commissione Trasparenza Antonio Cammarota, intervenuto su Telecolore, analizzando il momento politico in città. “Siamo civici, non decidono le segreterie politiche ma gli elettori con il consenso elettorale. Non capisco perché dobbiamo misurarci su ciò che accade in altri comuni”. “Noi preferiamo la regola del consenso, degli eletti. Noi portiamo avanti un progetto di qualità che portiamo avanti da tempo, che ha una forza attrattiva e che suscita tante adesioni nei confronti di chi, come me, non ha niente da offrire a livello di contropartita politica o di potere, ma semplicemente una bella campagna elettorale per liberare la città di Salerno” dice Cammarota che rimane in attesa, nonostante le rassicurazioni, di sviluppi dai partiti di centrodestra che, stando alle ultime notizie, potrebbero sostenere il civico Michele Sarno, in campo con la lista “Rinascita”. “Il sostegno dei partiti di centrodestra? Io parlo dei problemi dei cittadini salernitani, denuncio ciò che non va e propongo quello che faremmo se fossimo noi a dover scegliere. Le etichette di partito lasciano il tempo che trovano, i regolamenti di conti nelle segreterie politiche creano solo beghe che ai cittadini non interessano”. “Siamo arrivati a fine consiliatura, l’azione è fallita perché rimangono i soliti problemi ed è il tempo che Salerno venga liberata dalla peggiore amministrazione che la città ricordi” ha concluso Cammarota. (Ora Notizie)

“Ci sono zone dei rioni collinari, ed in particolare a Giovi, che non sono ancora servite da un sistema di fognature, con tutto ciò che ne consegue, in termini di inquinamento e di salute pubblica. Vicenda assurda che oggi abbiamo istruito in commissione trasparenza”. Così l’avvocato Antonio Cammarota, presidente della commissione trasparenza del Comune di Salerno. “Nel 2016 furono raccolte dall’avvocato Brunella Mazzarella, 350 firme di cittadini ma da allora nulla è stato fatto e riguarda molte strade secondarie di Giovi. Il problema è serio perché si sversa direttamente nel terreno, provocando odori nauseabondi e conseguente inquinamento. Una vicenda paradossale nel 2021 che merita tutta l’attenzione da parte delle Istituzioni. Quando si parla di inquinamento marino, è bene guardare anche i rioni collinari, che da un lato sono il luogo più bello della città e dall’altro mette i liquami sotto il tappeto”, conclude Cammarota. “Urge un intervento concreto e incisivo da parte dell’amministrazione comunale. Noi vigileremo e chiederemo conto anche del perché dal 2016 non sono state tenute in considerazione le richieste dei cittadini della zona”, conclude Cammarota.

PARLA CELANO

“Nella città dell’impossibile “possibile” (vedi Crescent sul mare realizzato senza che le Istituzioni demandate al controllo muovessero dito) e delle piccole opere difficili da realizzare (vedi controlli preventivi sulle CILA disposti dal Comune), poco interessano, a chi lavora per l’interesse esclusivo della comunità con animo garantista, le inchieste giudiziarie, che dovranno fare il proprio percorso. Molto, invero, interessa la vicenda del ripascimento del litorale cittadino, opera messa in cantiere dal governo regionale di centrodestra, unitamente alla difesa della costa, che, se realizzato nel rispetto delle norme ambientali e della salute dei cittadini, appare di grande interesse strategico. Perplessità sulle modalità e sui materiali ‘adoperati’ furono all’epoca espressi da opposizioni, da associazioni ambientaliste ed anche, soprattutto, dal Magistrato Michelangelo Russo. A seguito delle denunce politiche e dei sospetti, appare corretto che chi ha il compito del controllo operi, senza condizionamenti di alcun tipo, a difesa dell’ambiente e della collettività, accertando che l’importante opera sia stata realizzata e prosegua nel rispetto delle norme e del pubblico interesse. A Salerno deve terminare l’epoca delle ‘verifiche’ strabiche, che producono solo danno alla città e che hanno, sovente, consentito la realizzazione di speculazioni cementificatorie, che stanno inopinatamente consumando ogni spazio di suolo vergine della città”. Lo scrive in una nota il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Roberto Celano, in merito alle ultime vicende giudiziarie che riguardano anche il ripascimento di Salerno.

“La vicenda Salernitana, i ritardi per l’allestimento della squadra, conseguenza della risoluzione provvisoria della questione relativa alla multiproprietà, meriterebbero interventi più risoluti ed incisivi, piuttosto che post “spot” sporadicamente leggibili sulle pagine social del Primo Cittadino”. Così Roberto Celano, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, attacca il sindaco Enzo Napoli sulle ultime vicende relative alla Salernitana che, ieri, ha conosciuto il suo cammino in serie A con la pubblicazione dei calendari. “Come affermato anche di recente da qualche Dirigente della Salernitana, sarebbe auspicabile che imprenditori locali di spessore potessero interessarsi della principale passione della città che potrebbe rappresentare, altresì, volano di sviluppo e crescita per il territorio. Non è dato conoscere allo stato di interventi di sensibilizzazione da parte dell’Amministrazione, al fine di sollecitare imprenditori locali ben inseriti nel tessuto produttivo salernitano ad intervenire con solerzia per acquisire e rilanciare la prima compagine sportiva della città. E’ necessario far presto per evitare di accumulare ulteriori ritardi che potrebbero poi rivelarsi non più riparabili. Affinché chi intraprende possa, con solerzia e determinazione, avvicinarsi ed occuparsi di calcio a Salerno è, però, necessaria trasparenza e che ogni cosa sia ben comprensibile”. “Nel 2012 – scrive Celano in una lettera inviata al sindaco di Salerno – la proprietà “uscente” ebbe il merito di acquistare i simboli del calcio cittadino. Lo fece a seguito di un «avviso pubblico di manifestazione di interesse» emanato dall’allora Amministrazione comunale, che prevedeva che il soggetto che avrebbe fatto rinascere il calcio a Salerno si sarebbe dovuto impegnare – «al fine di salvaguardare la tradizione sportiva della città», – a cedere a titolo gratuito al Comune la denominazione, il logo e i colori sociali (postilla del paragrafo “E” del quarto punto del bando). La nuova proprietà, insomma, dopo aver acquistato i beni immateriali (il numero 1919; il nome Salernitana; il simbolo ippocampo o cavalluccio marino; i colori sociali granata; i diritti all’utilizzazione economica delle opere fotografiche, cinematografiche ed audio-visive; il dominio relativo al sito web www.salernitana.it) avrebbe dovuto girarli senza esitazione ed a titolo gratuito al Comune. Non è mai stato chiaro alla tifoseria ed alla città se, nonostante le rassicurazioni verbali da parte di legali della società sulla necessità del rispetto di quanto previsto nel bando emanato dal Comune, la “donazione” alla comunità dei simboli della passione della città si sia mai effettivamente materializzata. Non è chiaro neppure se e cosa abbia fatto l’Amministrazione comunale per indurre al rispetto di quanto eventualmente sancito nel bando, al fine di entrare in possesso di quei beni immateriali che devono appartenere esclusivamente a Salerno. Tale vicenda – aggiunge l’ex consigliere provinciale di Forza Italia – va chiarita, anche per evitare che chi deve cedere la proprietà della Salernitana tenga conto del valore di beni che, per impegni assunti, dovrebbero non essere inclusi nel patrimonio della società. Appare evidente che tale chiarimento rassicurerebbe la tifoseria sulla proprietà di beni cui la città è fortemente legata e, nel contempo, darebbe elementi aggiuntivi a chi ha il compito di valutare la Salernitana, rendendo una minore pretesa economica più agevole il passaggio delle azioni ad altra proprietà, che si spera possa essere solida ed in grado di allestire una squadra capace di mantenere la categoria che la città merita. Si chiede, pertanto, formalmente, con la presente, di avere copia del bando succitato ed ogni altra documentazione (anche scambi di corrispondenza) che abbia riguardato la vicenda e che sia stata prodotta dalle parti a seguito dell’acquisto dei beni immateriali della Salernitana. Si chiede – conclude Celano – , evidentemente, copia dell’atto (se esiste) eventualmente prodotto che attesti il passaggio dei simboli della Salernitana dalla società al Comune. Nel caso non fosse avvenuto tale passaggio si chiede di conoscere ogni atto disposto dall’amministrazione per indurre al rispetto di quanto previsto nel bando. Resto in attesa di un rapido riscontro”.

LA SFIDA ELETTORALE

«Salerno diventi una città accessibile a tutti, dove un diritto non sia una cosa eccezionale». Giovanni Castellana, Vanni per tutti, ha scelto di scendere in campo, attivamente e in prima persona. Lancia la sfida e si candida al Consiglio comunale di Salerno, alle prossime elezioni amministrative. Formazione di destra da qualche tempo è nell’esecutivo della Lega di Salerno e ha scelto di mettere in campo la sua esperienza, partendo da temi a lui cari, tra cui l’ambiente. Ex dirigente della Poste Italiane, ora in quiescenza, ha un suo bagaglio di esperienza nel settore delle telecomunicazione, sicurezza degli uffici postali e dei sistemi informatici. Al suo attivo, importanti risultati in tutti i settori pur avendo un background culturale giuridico politico economico Internazionale, ciò ha permesso di gestire le risorse umane con versatilità creando squadre di lavoro di elevata qualità in funzioni di responsabilità aziendale. «Occorre un cambiamento netto qui a Salerno, ed ho scelto di raccogliere l’invito che mi è stato rivolto da alcuni amici. Voglio dare una mano per cambiare la mia città, oggi schiacciata su determinate posizioni – spiega Vanni Castellana – Le prossime generazioni devono vivere qui e devono avere le giuste opportunità per creare la propria famiglia, il proprio lavoro. Non possiamo girarci dall’altra parte ma dobbiamo essere concreti, ora più che mai che il momento è complicato con una crisi sanitaria ed economica ancora in corso. C’è l’urgenza – prosegue – di scardinare un sistema che si è radicalizzato a Salerno. Dobbiamo liberare questa città e renderla accessibile a tutti». (Ora Notizie)

M5S

“Ora si riparte più forti di prima. Dialogo ed equilibrio sono ingredienti indispensabili per fare bene. L’obiettivo è il 2050 per un Paese più moderno e forte, ma è anche ottobre 2021 per fare bene alle prossime amministrative su tutto il territorio nazionale, a partire da Salerno dove stiamo continuando a lavorare per costruire un nuovo progetto politico alternativo ai 30 anni di politica deluchiana”. Così i parlamentari Cioffi, Provenza e Tofalo dopo l’incontro e la foto pubblicata da Beppe Grillo e Giuseppe Conte.

“Il wedding è uno dei comparti più colpiti dalla crisi sanitaria. La pandemia ha costretto 7 coppie su 10 a posticipare fino a 14 mesi le nozze se non, in alcuni casi, a cancellarle del tutto. Un danno calcolato in circa 2 miliardi di euro per la sola Campania, che ha colpito molte imprese che ruotano attorno al mondo delle cerimonie nuziali. Dagli addobbi floreali, agli studi fotografici, ai settori dell’intrattenimento e della musica, per non dimenticare la ristorazione e gli abiti da cerimonia. Con l’approvazione di una mozione a nostra firma, abbiamo ottenuto che in Campania verrà istituito un distretto del wedding, nel quale confluiranno tutti i professionisti con codici Ateco legati al settore, così da mettere assieme professionalità e imprese di qualità con l’obiettivo, tra gli altri, di creare un marchio del wedding campano”. Lo annunciano la capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino e il consigliere regionale Gennaro Saiello. “Un risultato fondamentale, se si pensa che sono oltre 12mila le attività legate alla filiera del wedding nella nostra regione, il 50% delle quali nella sola provincia di Napoli. Un indotto che genera un fatturato annuo stimato in 6 miliardi di euro e che abbiamo il dovere di far ripartire e rilanciare”.

FDI

Avvicendamento al Consiglio Provinciale di Salerno nel gruppo di Fratelli d’Italia: si dimette il consigliere provinciale Marco Iaquinandi (vice sindaco di San Marzano sul Sarno) e subentra il sindaco di San Cipriano Picentino Sonia Alfano. “Nel nostro partito non esistono individualismi, ma linee comuni e proposte condivise che sono espresse a nome e per conto dei cittadini. In questo anno – dichiara Iaquinandi – ho avuto l’onore di portare all’attenzione dell’Ente istanze e proposte di cittadini, imprese ed enti locali. Tante le questioni poste, sempre in spirito costruttivo e nel rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali. Dai banchi della minoranza ho esposto mozioni, interrogazioni e progetti su importanti temi come: viabilità, scuole, tributi locali, manutenzioni, tutte competenze specifiche dell’Ente di secondo livello che è la Provincia. É stata un’esperienza davvero edificante. E, malgrado il ruolo di consigliere di opposizione, ho sempre anteposto alla nostra sacrosanta azione politica – che ci differenzia sostanzialmente dall’attuale maggioranza di centrosinistra – sempre un dialogo costruttivo e schietto con tutti. Da amministratore locale – aggiunge Iaquinandi – sono consapevole delle difficoltà che vivono i Comuni, ulteriormente acuite dalla pandemia, ma anche di quanto siano fondamentali competenze e capacità di governo. Lascio lo scranno del Consiglio Provinciale di Salerno nella consapevolezza che chi verrà dopo di me saprà portare avanti a testa alta le battaglie di Fratelli d’Italia per la legalità, la tutela dei cittadini e delle imprese, la salvaguardia del nostro territorio. Un ringraziamento particolare ai parlamentari salernitani On. Edmondo Cirielli e Antonio Iannone, al consigliere regionale Nunzio Carpentieri e al commissario provinciale Giuseppe Fabbricatore per la vicinanza e il sostegno che non mi hanno mai fatto mancare in questo anno di intensa attività politica a Palazzo Sant’Agostino” conclude Iaquinandi. (Ora Notizie)

L'INCHIESTA

Il ripascimento della fascia costiera della parte orientale della città di Salerno sarebbe all’origine dell’inchiesta che vede iscritto nel registro degli indagati il magistrato Roberto Penna, un avvocato del Foro di Salerno e alcuni imprenditori oltre ad un ex generale della Guardia di finanza. Un indagine che Penna ha seguito e che lo ha portato alla nomina di un perito che aveva il compito di effettuare un carotaggio della sabbia utilizzata per ampliare l’arenile della zona orientale della città. Il carotaggio era stato conferito ma materialmente sarebbe stato effettuato nel prossimo mese di settembre al fine di evitare la compromissione della stagione balneare. Decisione dettata anche dal fatto, probabilmente, che si stava venendo fuori da una situazione di emergenza sanitaria che aveva messo in ginocchio numerosi settori economici, compreso quello della balneazione. Dunque, a settembre, con il volgere al termine della stagione balneare il perito nominato dal sostituto procuratore avrebbe effettuato la perizia indispensabile all’indagine sul ripascimento che il magistrato stava portando avanti. Contestualmente alla nomina del perito, il magistrato dispose anche il prelievo e sequestro di un campione della sabbia che era stata posta per ampliare l’arenile e che in quel periodo era al centro di numerose polemiche e critiche. In tanti avevano sollevato dubbi e accuse sulla sabbia che era stata utilizzata per il ripascimento. Dunque, stando a questi fatti, il magistrato stava procedendo nell’inchiesta seguendo alcune tempistiche. Le procedure erano state attivate tutte e gli incarichi affidati. Per quanto concerne gli incarichi ricevuti dalla Gallevi da parte della Cassa Edile, dove tra i vertici figura la sorella dell’imprenditore Rainone, pare che tali incarichi siano stati affidati per delle procedure di recupero credito. Si tratterebbe di incarichi di poche centinaia di euro che non avvrebbe liquidato neppure la Cassa Edile. Nelle prossime ore il magistrato potrebbe presentare una memoria difensiva attraverso la quale chiarire la sua posizione in merito a quanto gli è stato contestato. (Cronache)

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CASO FUSANDOLA

Con una nota invitata al Comune di Salerno, Regione Campania e Agenzia del demanio, il Ministero della Transizione Ecologica, su sollecitazione di Italia Nostra e No Crescent, ha chiesto chiarimenti sulla vicenda Fusandola e all’indomani della prima sentenza emessa dal Tribunale di Salerno nei confronti di uno degli imputati. In particolare, la direzione generale ha chiesto agli enti competenti: “ognuno per la parte di competenza, di essere informata sulle attività poste in essere in essere in esecuzione della sentenza”. «La sentenza – scrivono Italia Nostra e No Crescent – non ha solo espresso una valutazione probabilistica in merito ad un ipotetico pericolo di esondazione, diversamente valutabile da periti di parte, ma ha messo in luce l’assoluta illiceità dei lavori eseguiti in assenza di regolari e compiuti provvedimenti autorizzativi emessi dagli organi competenti. In ogni caso, la sentenza non ha mancato di denunciare la presenza di un effettivo, gravissimo, pericolo di rigurgito delle acque a causa del fenomeno di insabbiamento della foce del torrente, illecitamente tombata e della presenza di una soglia tracimabile, interna allo scatolare di deflusso, che potrebbe causare il ritorno delle acque fino al tratto iniziale su via Fusandola». «Peraltro – proseguono – il Giudice ha osservato che tale soglia non è stata rimossa nonostante la previsione formulata dai tecnici. Sotto il punto di vista autorizzativo, la sentenza ha rilevato che i lavori sono stati effettuati in violazione della normativa di riferimento a causa della sostanziale assenza di un titolo abilitativo valido ed efficace nonché provvisto dei relativi pareri favorevoli e delle autorizzazioni necessarie. Tali irregolarità, assolutamente oggettive, non possono trovare alcuna giustificazione né meritare approfondimenti da parte di qualsiasi illustre perito di parte. La sentenza ha però anche rilevato che per la ‘apertura al pubblico’ delle aree oggetto di intervento è stato rinvenuto un certificato di collaudo parziale dell’opera relativo alla porzione dello scatolare costituente il tratto tombato del torrente Fusandola». (Ora Notizie)

SICUREZZA SUL LAVORO

I segretari provinciali di Filt-Cgil, Gerardo Arpino e di Uiltrasporti, Antonello Guerrazzi, scrivono al Prefetto, Regione e a tutte le imprese portuali per richiedere un incontro per l’attivazione del protocollo d’intesa per la pianificazione di interventi di sicurezza del lavoro nell’ambito portuale di Salerno. “Le scriventi Segreterie Provinciali – si legge nel comunicato – sono fortemente preoccupate dopo l’ennesimo episodio drammatico avvenuto nel porto di Salerno in cui ha perso la vita un lavoratore portuale. E’ inaccettabile che ai giorni d’oggi si possa morire mentre si compie il proprio dovere, perché lavoro non deve significare morte. Le Scriventi ritengono necessario chiedere a sua Eccellenza il prefetto di Salerno di convocare un tavolo congiunto con tutti gli attori in indirizzo al fine di implementare le fasi per la sottoscrizione di un nuovo Protocollo di intesa per la pianificazione di interventi in materia di sicurezza nell’ambito del Porto di Salerno”. “Quanto richiesto – aggiungono – al fine di rappresentare un effettivo punto di riferimento per la prevenzione degli eventi infortunistici, sia attraverso azioni concrete di sorveglianza e controllo costante delle operazioni portuali da parte degli organi preposti, sia tramite la valorizzazione ed il controllo dell’attività dei RLSS”.

SANITA'

“L’ospedale Dell’Immacolata di Sapri è un presidio di frontiera importantissimo, che diventa un riferimento fondamentale nella stagione estiva, con un incremento del flusso di turisti nelle località del Golfo di Policastro. Oltre a essere sede di Pronto Soccorso, è Dea di I livello nella rete delle emergenze tempo-dipendenti, in particolare nella rete dell’infarto acuto del miocardio. Eppure da troppo da tempo il presidio lamenta una carenza di medici in servizio nel reparto di cardiologia, al punto che non solo non si riesce a garantire una copertura h24, ma nelle ore notturne la guardia cardiologica viene addirittura sostituita da medici anestesisti, con la sola reperibilità del cardiologo. Proprio a causa della scarsità di personale, da tempo si paventa la chiusura del reparto di cardiologia, compromettendo gravemente il livello di assistenza di una popolazione che arriva a triplicarsi durante l’estate”. È quanto denunciano la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e il consigliere regionale e presidente della Commissione speciale Aree Interne Michele Cammarano, che sul tema hanno presentato un’interrogazione alla giunta regionale della Campania.  “Non è possibile consentire che le gravi carenze di personale mettano a repentaglio la salute e la vita stessa di tantissima gente. Per questo – concludono i consiglieri regionali M5S – non solo va assolutamente scongiurata la chiusura della cardiologia dell’ospedale Dell’Immacolata, ma va necessariamente potenziata, nel rispetto degli standard minimi di sicurezza e a garanzia del diritto alla salute di tutti”.

In un periodo segnato dall’emergenza sangue, si è appena conclusa la prima giornata di donazioni volontarie presso la Caserma Ronga di Persano, sede del Reggimento Logistico Garibaldi. Tutto ciò a seguito di un rinnovato Protocollo d’Intesa, tra la Caserma in questione e l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, volto ad integrare ed arricchire le carenti ed esigue scorte di sangue a disposizione della struttura ospedaliera salernitana. “Un’iniziativa nella quale abbiamo riversato il nostro impegno e la nostra speranza per far fronte ad una criticità al limite della gestione, dichiara infatti il dott Ferdinando Annarumma, Direttore del Centro Trasfusionale del Ruggi. Una boccata d’ossigeno spiega ancora, che ci dovrebbe permettere di disporre di donatori periodici e fidelizzati, collocati in tutte le Caserme del Comprensorio di Persano ‘. Ed è proprio presso la Caserma Ronga, che questa mattina si sono raccolte le prime sacche di sangue, provenienti da 40 donatori, testimoni di una rinnovata collaborazione tra l’Esercito e l’Azienda Ospedaliera, che conferma e attesta anche, un atto di generosità, di altruismo e di estrema utilità per l’intera popolazione. La settimana prossima ci sarà già la seconda raccolta di sangue, sempre presso la Caserma Ronga, con la speranza diffusa che questa iniziativa possa avere eco anche tra i cittadini comuni, per stimolarli ed incentivarli a diventare donatori, un gesto semplice ma ricco di significato, che potrebbe salvare molte vite in pericolo, compresa quella di ognuno di noi. Per donare il sangue basta recarsi tutti i giorni dalle nove alle dodici presso il Centro Trasfusionale dell’Ospedale Ruggi oppure rivolgendosi ai centri AVIS diffusi sul territorio.

L'INTESA

Un protocollo d’intesa per migliorare le relazioni sindacali in un settore nevralgico e in espansione come la logistica. Questo l’obiettivo della Cisl Salerno, dell’azienda Salerno Trasporti e l’associazione antiracket e antiusura “Emergenza legalità”, che questa mattina hanno firmato un accordo nel salone della Cisl provinciale. All’appuntamento hanno preso parte Gerardo Ceres, segretario generale della Cisl Salerno, Massimo Stanzione, segretario provinciale della Fit Cisl Salerno, e Maurizio Longo, presidente del Cda della Salerno Trasporti. “Il settore della logistica si è sviluppato negli ultimi mesi a causa della pandemia. Essendo cresciuto così velocemente rischia di non essere governato bene anche sul fronte sindacale – ha detto Gerardo Ceres, segretario provinciale della Cisl Salerno -. Ecco perché abbiamo ritenuto opportuno che una grande azienda salernitana, come la Salerno Trasporti, con 400 dipendenti in provincia e 2mila in tutta Italia abbia un livello di relazioni sindacali che si muove sul piano del Contratto nazionale e possa anticipare eventuali conflitti, facendo così sentire protagonisti i lavoratori. Gli obiettivi dell’accordo sono formazione, sicurezza sul lavoro e partecipazione dei dipendenti alle scelte aziendali con i rappresentanti sindacali”.

IL SINDACO PESCATORE

Si intensifica l’attività di indagine presso le istituzioni sull’omicidio ancora irrisolto di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore. Il prossimo 23 luglio 2021 sarà ad Acciaroli il gruppo di lavoro parlamentare istituito presso la Commissione Antimafia Presieduta dal prof. Nicola Morra: un team, coordinato dall’on. Luca Migliorino, per ispezionare tutti gli elementi istruttori utili a non far cadere nel vuoto il fascicolo d’inchiesta, prima che decorrano i termini della prescrizione. “Un’attenta attività d’indagine, già condotta in maniera autonoma dal Parlamento – sottolinea il presidente della Fondazione e fratello del Sindaco Pescatore, Dario Vassallo – È una cauta speranza. Occorre fare luce sulla verità e mantenere alta l’attenzione, prima che decadano i termini della prescrizione. È una corsa contro il tempo, per Angelo, per il Cilento e per uno Stato di diritto che tuteli la legalità”. Undici anni fa a Pollica, piccolo comune del Cilento, veniva infatti ucciso Angelo Vassallo, sindaco del paese, ma soprattutto punto di riferimento per la propria comunità, e non solo, per la sua integrità morale e per l’attenzione e sensibilità ai temi della legalità e dell’ambiente. Sul suo omicidio non sono ancora state accertate le responsabilità. Soddisfare l’aspettativa di verità e giustizia sul delitto costituisce un dovere morale, e questo non solo nei confronti della vittima, dei suoi familiari, e di una comunità profondamente scossa, ma anche di tutti quegli amministratori che lavorano assiduamente per il rinnovamento e la rinascita dei propri territori. Una verità, sul barbaro assassinio del primo cittadino, chiesta instancabilmente da anni, dal presidente della Fondazione Angelo Vassallo nonché fratello del sindaco, Dario Vassallo, che nel 2019 è approdato in commissione parlamentare antimafia dove è stato udito per ore dai parlamentari in una seduta plenaria, mettendo a verbale ben 430 pagine di memorie, con nomi e cognomi di uomini della società civile, delle Istituzioni e della politica, facendo riferimento a fatti e circostanze ben dettagliate. Contenuto dell’audizione in per gran parte segretato. “La venuta ad Acciaroli della Commissione Antimafia documenta la forza dello Stato che, quando opera al pieno delle sue funzioni – insiste Dario Vassallo –  e nel pieno delle sue forze, dimostra che non ce n’è per nessuno e non arretra davanti a niente, perché è fondamentale arrivare alla verità, non solo per noi ma per un Paese intero”. (Cronache)

L'UDIENZA

E’ stato un fiume in piena l’ex sindaco di Eboli Massimo Cariello nel corso dell’udienza dibattimentale che lo vede imputato e celebrata dinanzi al collegio (presidente Lucia Casale) della seconda sezione penale del Triubunale di Salerno. Presenti in aula, oltre a Massimo Cariello ed alla pubblica accusa rappresentata dal pm Francesco Rotondi vi erano: gli avvocati Sofia e Farano delle costituite parti civili del Comune di Eboli e Cava de’ Tirreni. Con l’udienza di ieri, si avvia verso la conclusione il processo. Infatti, il prossimo 22 luglio dovrebbe esservi la discussione finale e poi la sentenza. Nelle dichiarazioni rese, Massimo Cariello, spiega la sua posizione in merito ai due capi d’imputazione che lo hanno portato ad essere destinatario di una misura cautelare eseguita la mattina del 9 ottobre del 2020. In merito al capo 1 d’imputazione (reati articolo 110, 323 del codice penale), abuso d’ufficio, Cariello ha riferito ai giudici: “Nella mia funzione di sindaco ho solo svolto la mia attività politico amministrativa, in particolare consentire, in base alla norma regionale 19/2009, l’introduzione di una serie di misure straordinarie premiali e semplificate per l’edilizia abitativa, per il recupero dei complessi produttivi dismessi e per gli insediamenti produttivi al fine di contrastare la crisi economica e la tutela dei livelli occupazionali. Il mio ruolo e della maggioranza è stato quello di consentire l’attuazione della suddetta legge regionale, operando nell’ambito delle competenze comunali, solo dopo, quando in qualita’ di delegato all’urbanistica, fui informato dall’ufficio urbanistica- edilizia privata, di richieste da parte di imprenditori della ex area pip, tramite loro consulenti tecnici e legali, i quali evidenziavano che la legge regionale 19/2009, delegava alle amministrazioni comunali gli indirizzi e l’attuazione del piano casa l.r. 19/2009. Anche perchè la situazione attuale prevedeva una disparità delle attività produttive presenti nelle aree industriali rispetto ad altre aree. Sulla base delle indicazioni tecniche da parte dell’ufficio urbanistica, ci fu proposta una delibera di indirizzo, la quale fu portata in sede di commissione consiliare e successivamente in consiglio comunale per l’approvazione degli atti d’indirizzo così come chiesto dagli uffici. Dal punto di vista tecnico non era mia competenza entrare nel merito delle specifiche in materia di violazione delle norme regionali e nazionali, anche se poi, nel corso del dibattimento è emerso, in modo inoppugnabile, la regolarità dell’applicazione delle norme, chiarendo in modo netto l’inesistenza, sia della violazione del rapporto di copertura, sia dell’indice di fabbricabilità fondiaria, ma ancora più importante ,chiarendo che nessuna variante allo strumento urbanistico e’ stata apportata, così come erroneamente presente nel capo d’imputazione. Vorrei soffermarmi sulla parte della discussione politica che ci fu in consiglio comunale e durante gli incontri preliminari nelle commissioni consiliari. Infatti, come sicuramente avrete letto dagli interventi in consiglio comunale, l’oggetto unico di discussione con una parte dell’opposizione era solo sul consumo del suolo nella zona” e”, nello specifico sulla delocalizzazione dei volumi improduttivi da almeno 3 anni, insomma solo sull’articolo 7, nessuno e ripeto nessuno fece riferimento alle presunte violazioni dell’articolo 8 comma 3, anche perchè in quella sede fu evidenziata la disparità che gli imprenditori della nostra area industriale, ex area Pip, avrebbero subito se non davamo attuazione all’articolo 8 comma 3 rispetto ad altri imprenditori agevolati in altre aree. Mi preme ricordare che quando l’ufficio mi comunicò la problematica, ricordo molto bene che gli imprenditori interessati erano oltre 6, infatti, sono state consegnate determine riguardanti altri imprenditori e di richieste avanzate prima di La Marca. In merito alla telefonata con la marca nello specifico l’utilizzo della parola “miracolo” da parte del sottoscritto, essa innanzitutto è un intercalare che uso frequentemente, nello specifico del colloquio con La Marca, fu semplicemente un modo per evidenziare lo sforzo politico rivolto al mondo dell’impresa locale, anche perchè nella legalità dell’atto votato in Consiglio, lo ritengo e non solo io cosi come potete vedere dagli interventi in Consiglio, una scelta politica forte a favore delle attività produttive, se mi consente specie nell’approvazione dell’articolo 7 cioè quello riguardante le aree non produttive a differenza dell’articolo 8 comma 3. Quindi nell’utilizzare il termine miracolo ho voluto evidenziare la capacità politica della nostra maggioranza di fare scelte importanti per il territorio in un settore strategico per il territorio stesso, in particolare nella ex area Pip, dovuto ad una forte lamentela degli imprenditori a causa della cattiva gestione degli ultimi 15 anni del consorzio in essere, consorzio che sotto la nostra amministrazione è stato messo in liquidazione” Per quanto riguarda il capo d’imputazione che fa riferimento al Consorzio Farmaceutico Cariello ha spiegato: “Nella mia funzione di sindaco ero rappresentante nell’assemblea dei sindaci del Consorzio Farmaceutico, pertanto il rapporto con il direttore generale Sorrentino era frequente, specie quando scoppiò la situazione degli ammanchi presso alcune farmacie, in particolare una di Salerno ed alcune nell’Agronocerino. La situazione divenne molto preoccupante quando lo stesso Sorrentino subì minacce a tal punto da essere scortato. Noi sindaci fummo più di una volta invitati a mediare dai sindacati, io stesso, all’inizio, avendo sempre avuto un rapporto costante e positivo con le organizzazioni sindacali sia per il ruolo che ho svolto in Provincia in qualità di assessore al Lavoro che come presidente della commissione provinciale per l’Impiego e sia per la mia attività lavorativa prevalente di consulente del lavoro esperto in relazioni sindacali. Cercai di comprendere la posizione delle organizzazioni sindacali, ma dopo aver notato una difesa ad oltranza nei confronti dei dipendenti responsabili degli ammanchi, con gli altri sindaci componenti l’assemblea condividemmo con maggiore forza la posizione del Sorrentino, cioè quella di agire nei confronti dei dipendenti colpevoli degli ammanchi attraverso le procedure previste per legge. Ma dopo un periodo di calma con i sindacati, gli stessi decisero di proseguire nella difesa strenue dei dipendenti, e chiesero la convocazione di un tavolo prefettizio. A quell’incontro partecipò l’assessore del comune di Salerno, Luigi Della Greca, il quale però ebbe un atteggiamento tenue con i sindacati, e questa sua posizione non condivisa del tutto da noi altri sindaci assenti all’incontro, creò molta agitazione nei confronti del Sorrentino specie per quello che aveva gia passato in precedenza con minacce e ritorsioni da parte dei dipendenti. Ho voluto fare questa premessa per far comprendere meglio il perchè avevamo, in particolare io, Alfieri sindaco di Capaccio e Servalli sindaco di Cava de Tirreni, contatti frequenti con Sorrentino essendo molto preoccupati. Tenete presente che l’atteggiamento di Salvatore Memoli nei nostri confronti (mi riferisco a tutti i sindaci capofila) era estremamente critico, al limite del dileggio anche sul modo con cui cercavamo di risolvere la vertenza sindacale. Ho ancora conservato un messaggio whatsapp che vi consegno e che documenta il motivo per il quale il Memoli non poteva non essere inviso ai sindaci . In precedenza, con un messaggio del 7 giugno 2019, aveva pronosticato rogne per tutti noi sindaci: “aspetto il giorno che per i sindaci di un certo consorzio succeda l’irreparabile. spero che questi sindaci paghino amaramente la loro assenza di vigilanza”. A gennaio del 2020 ricevo altro messaggio di analogo tenore : “cari sindaci non vi lascerò dormire tranquilli”. Leggo dal capo d’imputazione che avrei promesso al Sorrentino un mio intervento sugli altri sindaci teso ad ostacolare la nomina di Salvatore Memoli quale presidente del consorzio farmaceutico: la circostanza non può essere vera per tre ordini di motivi. Il primo motivo: la nomina del presidente del Cda come da accordi istituzionali spettava al comune di Salerno, ma solo a scadenza naturale e pertanto nessuno di altri componenti avrebbero sindacato la scelta come prassi vuole, tranne nei casi di incompatibilità cosa che comunque nel caso di Memoli era noto, incompatibilità dovuta a due contenziosi che egli aveva con il Consorzio. Il secondo motivo: Sorrentino non nutriva nei confronti del Memoli lo stesso risentimento che invece covavamo noi sindaci per il suo modo errato di atteggiarsi nei nostri confronti e per il fatto che auspicava che per noi consorziati accadesse l’irreparabile. Il terzo motivo: al netto del fatto che non mi pare che la carica fosse in scadenza – è che gli altri sindaci non avevano bisogno di alcuna pressione da parte mia per nutrire avversione nei confronti del Memoli, dal momento che sia Alfieri sia Servalli e il comune di Salerno erano destinatari degli stessi odiosi messaggi telefonici. Si aggiunga poi che era risaputo che il sogno del memoli era quello di arrivare alla privatizzazione del consorzio, con una visione personale e mai condivisa con nessuna delle forze politiche che componevano le maggioranze dei comuni consorziati. così come era noto che il Memoli si trovava nella condizione di non poter più nuocere al consorzio farmaceutico per via della sua incompatibilita’ a rivestire cariche amministrative. posso confermare che tutte le comunicazioni con il Sorrentino, specie negli ultimi 2 anni, vertevano, quasi esclusivamente, sulla questione degli ammanchi e del fatto che lui spesso si sentiva troppo sotto pressione dai sindacati e dipendenti e molto preoccupato per le conseguenze delle scelte dirigenziali che stava compiendo si con il nostro supporto istituzionale ma avvertiva un certo scollamento ultimamente da parte nostra, per questo mi chiedeva di continuare a sostenerlo in questa battaglia di legalità, anche perchè non voleva piu vivere i brutti momenti delle minacce e della scorta. signor presidente e membri del collegio, vorrei aggiungere alcune parole in merito alla mia situazione giudiziaria in particolare al fatto che dopo ben oltre 9 mesi con un processo immediato in corso mi trovo ancora nella condizione di essere ai domiciliari, nonostante le mie dimissioni da sindaco avvenute un mese dopo la misura cautelare e nonostante che la prefettura abbia nominato un commissario ex questore affiancato da 2 subcommissari, compiendo in questi mesi centinaia di atti amministrativi. Vi chiedo la possibilità di valutare la mia liberazione in modo da poter cercare di recuperare almeno la mia immagine professionale messa enormemente in discussione dalle mie note vicende politiche amministrative, 9 mesi sono una eternità per chi ha cercato di svolgere sempre un ruolo da cittadino e da amministratore con oltre 25 anni di esperienza, senza aver mai avuto alcun problema giudiziario. Purtroppo la mia esperienza da sindaco, nonostante l’amore smisurato, la conoscenza e l’esperienza amministrativa di tanti anni, che ho messo nel ruolo di sindaco, mi ha danneggiato come neanche nel mio peggiore incubo potevo immaginare, ora saranno i processi nei vari gradi a decidere la mia innocenza, cosa di cui sono pienamente convinto, o colpevolezza, ma vorrei che tutto si svolgesse nel pieno rispetto della mia libertà. ho la necessità di riprendere la mia vita di professionista e recuperare una immagine totalmente distrutta, non vi nascondo le notevoli difficoltà economiche che stiamo affrontando io e la mia famiglia e che peggiorano di giorno in giorno, anche perché la mia attività principale è quella di consulente del lavoro, attività che attualmente è sospesa causa misura cautelare, che svolgo a Salerno e presso le aziende dello studio associato dove lavoro. Vi ringrazio per avermi dato la possibilità di svolgere l’attività di mediatore, l’unica che in questa situazione posso svolgere, ma che rappresenta una secondaria attività specie dal punto di vista economico. sul versante politico oramai il mio presente e futuro è totalmente annientato, non so cosa, chi, e come io possa ancora condizionare un atto amministrativo un imprenditore o un politico di turno. Tutti hanno preso le distanze, inoltre la misura dei domiciliari attualmente riguarda solo il capo d’imputazione di cava, non capisco ora in che modo possa compiere gli atti che mi vengono imputati, sia perché il coimputato Sorrentino (peraltro gli è stata revocata l’interdizione) non ha oggi alcun ruolo nel consorzio farmaceutico e nel concorso di cava, ma anche perché il reato di corruzione che mi viene indicato è collegato alla mia attività di sindaco appartenente all’assemblea del consorzio farmaceutico, non capisco come potrei reiterare il reato. Ho solo il bisogno di riprendermi da questo incubo e cercare di potermi difendere nelle varie fasi processuali con la possibilità di poter mantenere la famiglia col decoro necessario che deriva dalla mia attività lavorativa che posso svolgere unicamente da uomo libero”. (Cronache)

GLI ARRESTI

I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sarno hanno tratto in arresto due cittadini albanesi, pluripregiudicati ed abitualmente dediti ai furti in villa. Nella serata del 14 Luglio, sono stati allertati dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sarno, in quanto era arrivata una persona attinta da un colpo d’arma da fuoco, non in pericolo di vita, ma era senza documenti e le persone che lo avevano accompagnato si erano dileguate. Il ragazzo, poco più che ventenne, attira subito i sospetti dei poliziotti, in quanto, alla richiesta di spiegazioni sulle circostanze del suo ferimento, dava una versione molto poco credibile, fumosa e poco precisa, relativamente ad un non meglio individuato parco, senza specificare di quale paese, in cui avrebbe avuto una lite con delle persone e che in quella occasione era stato sparato, ma non sapeva dare descrizioni. Nel frattempo, altri agenti individuavano nell’atrio dell’ospedale un altro ragazzo albanese che ammetteva di essere amico del ricoverato ma che non sapeva nulla. Gli accertamenti dei poliziotti si dirigono subito alla ricerca di eventuali segnalazioni di furti in casa di quella sera e, così, allertando anche le stazioni dell’Arma dei Carabinieri del territorio, scoprono che un gruppo di persone dell’est aveva tentato di entrare in una villetta a San Valentino Torio: il proprietario, sentito in merito, raccontava che sua figlia lo aveva allertato perché aveva visto la telecamera che puntava sulla facciata anteriore della casa spostata per impedirne la visuale. Quindi, l’uomo si era affacciato al balcone e aveva visto che 3 persone erano entrate nel giardino di casa e uno di questi era armato e aveva puntato il fucile verso il balcone e così lui aveva reagito sparando un colpo da una pistola regolarmente detenuta. A seguito di questa scoperta, gli investigatori hanno incrociato le immagini delle telecamere di videosorveglianza del Pronto Soccorso con quelle scaricate da un impianto di videosorveglianza di un esercizio commerciale vicino all’abitazione: ciò ha consentito di ricostruire la dinamica della vicenda e di capire che gli uomini inquadrati mentre vanno via da quella villetta erano gli stessi registrati fuori all’Ospedale. Gli accertamenti espletati per appurare l’identità dei due soggetti hanno poi ulteriormente rafforzato la ricostruzione dei fatti, trattandosi, per entrambi, di soggetti con vari precedenti per reati specifici. Entrambi i giovani sono stati tratti in arresto. Per il proprietario della villetta, sono in corso ulteriori accertamenti, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, volti a meglio chiarire la sua posizione.

LA TRAGEDIA

Tragedia, questa mattina, in via Marconi per la prematura scomparsa dell’ex consigliere comunale della Democrazia Cristiana Gennaro Giugliano. Per cause ancora da accertare, l’uomo è stato trovato privo di vita sotto casa intorno alle ore 8. Per anni impegnato in politica, è stato consigliere comunale nel 1980, 1985, 1990. Ha ricoperto anche la carica di assessore alle Finanze nella giunta di centrosinistra guidata all’epoca dal sindaco Eugenio Colucci. Da sempre diretto collaboratore dell’on. Paolo Del Mese, ex dipendente Asl, da qualche anno era in pensione. Prima ancora era stato funzionario dell’ospedale ‘Santa Maria della Speranza’ di Battipaglia. Lascia la moglie Maria Rosaria Napoli ed i figli Salvatore ed Ilaria. I funerali si terranno domani alle ore 10, nella Chiesa dell’Immacolata. Comunità sotto choc. Lo ricorda così Giuseppe D’Ascoli, ex consigliere comunale di Pontecagnano: “Ho condiviso con lui oltre la passione politica, che ci vedeva compagni di banco in consiglio comunale, anche lunghi anni di amicizia così come erano stati amici i nostri genitori accomunati dalla stessa passione”. (Ora Notizie)

DROGA

Un giovane 20enne è stato arrestato dai carabinieri di Sant’Arsenio, nel Vallo di Diano, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti perché trovato in possesso, presso della sua abitazione, di un 1 kg di marijuana, nascosta in alcuni sacchetti di cellophane sigillati. I militari dell’Arma hanno sequestrato anche una serra indoor in cui hanno rinvenuto lampade ed essiccatori, un bilancino di precisione e diverso materiale per il confezionamento della droga.

L'INIZIATIVA

Un incontro organizzato per riflettere sulla storia di Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università Alma Mater di Bologna arrestato nel febbraio dell’anno scorso per propaganda sovversiva su internet, ora detenuto in carcere al Cairo da oltre 500 giorni. Ad organizzarlo, ieri sera, il circolo locale di ‘Possibile’ presente all’iniziativa con il coordinatore cittadino Alfredo Garofalo al Cafè Carducci nei giardini pubblici di piazza Felice Sabbato a Pontecagnano. Hanno partecipato, insieme a tanti attivisti, anche Tina Marinari, responsabile delle campagne di Amnesty International Italia e Marco Vassalotti, autore del libro “Voglio solo tornare a studiare”. “Storia di Patrick Zaki: studente a Bologna, prigioniero in Egitto” il titolo dell’evento che ha acceso i riflettori sula vicenda che vede Zaki ancora costretto a rimanere in custodia cautelare in carcere per altri 45 giorni. Proprio il comitato locale di Possibile ha chiesto ed ottenuto la cittadinanza onoraria per lo studente “ingiustamente carcerato” ha commentato il coordinatore di Possibile, Alfredo Garofalo. “Queste persone vivono in uno stato di sospensione dei diritti senza potersi difendere, bisogna tenere alta l’attenzione perché riteniamo che la politica abbia il compito di tutelare i diritti umani e civili” ha aggiunto Garofalo. “Dopo oltre 500 giorni di detenzione di Patrick Zaki, dopo oltre cinque anni dall’uccisione di Giulio Regeni abbiamo visto che stare in silenzio non aiuta. Se fossimo stati in silenzio forse oggi al processo per l’assassinio di Giulio, il cui dibattimento avrà inizio il prossimo ottobre, non avremmo quattro imputati e se non avessimo alzato la voce diciotto mesi fa, quando Patrick è stato arrestato, probabilmente oggi sarebbe stato già condannato”. Sono le parole di Tina Marinari, responsabile delle campagne di Amnesty International Italia. Ad illustrare la storia di Patrick Zaki, l’autore Marco Vassalotti che ha rimarcato “l’impegno della casa editrice People fondata da Giuseppe Civati che ha puntato su questo strumento per continuare a parlare della vicenda dello studente di Bologna”. (Ora Notizie)

UNISA

“È assolutamente paradossale e vergognoso quanto accaduto oggi nel corso del Consiglio degli Studenti all’Università di Salerno. Nel momento in cui si stava per procedere all’elezione indiretta della componente studentesca in alcuni organi centrali per la vita accademica, la Presidente Carmen Rosaria Scalcione, afferente alla coalizione Studenti Unisa, ha contestato la possibilità per alcuni nostri rappresentanti di esercitare legittimamente il diritto di voto e, senza alcuna giustificazione tecnica né formale, ha sciolto la seduta. La coalizione rappresentata dalla presidente Scalcione non era in grado di impedire al nostro gruppo Avanti Unisa di candidare e far eleggere nostri consiglieri negli organi di Ateneo”. Lo denunciano i senatori accademici Michele de Rosa e Gerardo Federico Attanasio. “Un comportamento del tutto antidemocratico e poco trasparente, che non ci saremmo mai aspettati in un Ateneo come il nostro, dove il diritto allo studio e l’interesse di ogni singolo studente hanno sempre prevalso sulla dialettica e i contrasti tra associazioni studentesche. Non resteremo inermi difronte a questi soprusi, agiremo in tutte le sedi opportune”.

L'ANALISI

“Nonostante un timido rallentamento, la Campania si conferma tra le regioni italiane con maggiore propensione alla cementificazione del suolo, ‘mangiandosi’ 211 ettari di campagne nel 2020”. Ad affermarlo è la Coldiretti Campania, in base ai dati Ispra relativi al rapporto 2021 sul ‘Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici’. La Campania si conferma terza nella classifica delle regioni con valori percentuali più elevati di suolo consumato con il 10,39%, preceduta solo da Veneto con l’11,87% e dalla Lombardia con il 12,08%. “Analizzando i singoli territori – prosegue Coldiretti Campania – si conferma il primato negativo della città metropolitana di Napoli, che consuma il 34,2% del suolo provinciale, mentre arriva a quasi il 63% quello della città capoluogo. Segue la provincia di Caserta con il 10,2%, mentre la città è al 24,8%. L’estesa provincia di Salerno consuma il 7,9% del territorio, mentre il capoluogo arriva al 34,6%. La verde Irpinia invece cementifica appena il 7,3% del territorio provinciale, ma la città di Avellino è a quota 31,4%. Chiude il Sannio con il 7,3% di cementificazione e la città di Benevento che consuma il 15,5% della sua enorme superficie”. “Scendendo nell’analisi dei Comuni – fa notare – il podio del consumo del suolo va a Casavatore, in provincia di Napoli, con la cementificazione del 90,9% del territorio comunale. Insieme ad Arzano, Melito di Napoli e Cardito guidano anche la classifica nazionale, interrotta solo da Lissone in Lombardia. Ultimo in classifica Valle dell’Angelo, in provincia di Salerno, il comune più green della Campania con lo 0,7% di consumo di suolo. Ma il più virtuoso d’Italia è Carcoforo in Piemonte con lo 0,3%”.

IL CAMPUS

Sono partiti giovedì 15 luglio due servizi importanti sulla spiaggia di Policastro Bussentino, per il terzo anno consecutivo il punto di accesso assistito per disabili e per il secondo anno il campo estivo per ragazzi e bambini dai 4 ai 14 anni. L’inaugurazione di questi due servizi avrà luogo alle ore 8.30 sulla spiaggia adiacente al porto di Policastro. Dopo l’inaugurazione sarà possibile anche iscrivere i ragazzi al campo estivo. “Da domani e per tutto il mese di agosto ripartono due servizi essenziali per la nostra comunità e per i turisti che scelgono di villeggiare nel nostro Comune - Spiega il Sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato - Due importanti riconferme che in passato hanno riscosso un grande consenso. Il punto spiaggia per disabili, dotato di sedia a rotelle che consente l’ingresso in acqua e il campo estivo, dedicato ai bambini e ai ragazzi, un servizi che offrirà lo svago e la spensieratezza tipica del periodo estivo, ma sarà anche un importante momento di crescita e socializzazione per i nostri ragazzi, non mancheranno i momenti didattici che permetteranno ai nostri figli di apprendere giocando. Naturalmente saranno rispettate tutte le norme di contenimento per il covid-19 che questo particolare momento storico ci impone”.

QUI CETARA

Completamento della seconda dose vaccinale quasi completata a Cetara. Con una percentuale maggiore del 70% i cetaresi si apprestano a concludere l’iter vaccinale.
Un obiettivo raggiunto in pochi mesi considerando che il centro vaccinale anti Covid-19 è stato aperto soltanto a maggio e che sono solo due i giorni della settimana (martedì e giovedì) in cui ci si dedica alle inoculazioni. Due mesi durante i quali, tuttavia, e secondo i pronostici migliori, sono stati ottenuti immediatamente i frutti desiderati, tant’è che il primo cittadino del borgo costiero ha potuto ritenersi più che soddisfatto. Nessun canto di vittoria finale, comunque, poiché le preoccupazioni restano alte, soprattutto per la variante delta che continua a crescere, ma un altro invito del sindaco Fortunato Della Monica che ritorna a echeggiare per le vie del paese. «Bisogna che si vaccinino tutti, con entrambe le dosi, al più presto. Vorrei sensibilizzare maggiormente i più giovani, nonostante capisca la paura di reazioni indesiderate. Tuttavia, per un ritorno alla normalità, per le riaperture in piena sicurezza delle scuole e per il ritorno alla socialità e alla socializzazione, il vaccino è l’unica arma a disposizione», chiosa Della Monica. Parole ferme soprattutto in seguito alle dichiarazioni del Presidente della Regione Campania De Luca e agli assembramenti post vittoria italiana ai campionati europei. «È inutile polemizzare su quanto accaduto qui, a Salerno o altrove. Tutti abbiamo abbassato la guardia per stringerci e abbracciarci dopo un momento così gioioso dopo diciotto mesi di agonia. È stato un modo di ritornare a respirare un po’ di serenità e di normalità. A Cetara non ci sono stati festeggiamenti lunghi e confido nei miei concittadini e nell’attenzione che hanno sempre prestato alla sicurezza della propria salute e a quella del prossimo», ha continuato Della Monica. Buono, dunque, secondo il primo cittadino, il comportamento della popolazione «anche se qualcuno trova sempre l’escamotage per non rispettare le regole», ma il vero punto di domanda resta agosto. In base alla situazione attuale e alle prime linee guida ipotizzate e già avanzate da Palazzo Santa Lucia (ma per ora non confermate da Roma), la “zona gialla” potrebbe essere meno lontana di quanto si pensi. Se per il coprifuoco, tuttavia, non dovrebbero esserci problemi, la diatriba si riaprirebbe per i ristoranti, operatori turistici e commercianti che vedrebbero nuovamente limitati i loro introiti causa restrizioni. In poche parole, si ritornerebbe al limite di quattro persone per tavolo sia all’aperto sia al chiuso (adesso è di sei al chiuso e senza limite all’aperto) e si rifarebbero i conti con nuove possibili chiusure, le quali metterebbero a dura prova l’economia, ora finalmente in netta ripresa, dei ristoratori. Fatto sta che per adesso il sindaco Della Monica sta mantenendo il patto: a fine luglio avrebbe voluto vaccinare l’intera comunità cetarese (con la seconda dose) e manca poco per il completamento del “loading” finale. (Ora Notizie)

QUI VIETRI

“Finalmente inauguriamo il nuovo attracco a Marina di Vietri realizzato dalla società Travelmar: è un volano vero e proprio per la crescita del nostro territorio ed offrirà un servizio importante tutto l’anno”. Lo ha annunciato, nel corso del consueto appuntamento social con la cittadinanza, il sindaco di Vietri sul Mare Giovanni de Simone. “L’intervento va a riqualificare l’intera area che era abbandonata da anni, il nostro impegno come amministrazione comunale va nella direzione di far arrivare i turisti via mare ed evitare disagi nel trasporto su gomma. L’obiettivo è avere meno auto e garantire più trasporti pubblici ecologici e maggiori servizi in termini di vivibilità e viabilità per i residenti e per chi arriva in città” ha spiegato il primo cittadino. Il primo cittadino, inoltre, ha rilanciato gli eventi culturali e teatrali nell’ambito della rassegna organizzata dal comune, invitando cittadini e turisti a trascorrere le giornate a Vietri sul Mare all’insegna dell’arte e dei tanti spettacoli in programma. Sull’emergenza sanitaria, De Simone fa il punto della situazione sulle vaccinazioni in città: “Abbiamo avuto oggi un caso di positività, è un ragazzo che ancora non è vaccinato ma sono state attivate già tutte le procedure del caso. Il messaggio che lanciamo è quello di vaccinarsi, purtroppo abbiamo anche noi delle difficoltà a reperire le dosi ma il problema riguarda l’intera regione. A Vietri – annuncia il primo cittadino – abbiamo raggiunto quasi l’85% della popolazione: è un dato importante”. Il sindaco ha ricordato i controlli attivi in città da parte delle forze dell’ordine per il rispetto delle norme sanitarie atte ad arginare il pericolo del contagio da Covid-19 che, negli ultimi giorni, è di nuovo in risalita in Campania.

QUI BATTIPAGLIA

Gaetano Marino, ex funzionario comunale, e oggi candidato al Consiglio tra le liste a sostegno di Antonio Visconti, sconfessa l’attuale sindaca di Battipaglia Cecilia Francese. «Il bilancio? Solo propaganda». Esordisce così Marino che prova a fare luce sull’intera vicenda che, in questi ultimi mesi, ha interessato il bilancio comunale dell’Ente di piazza Aldo Moro.
«Ad agosto 2020 il Comune ha ricevuto una mail dal Ministero – precisa Marino –. A settembre, il dirigente Ragone, riceve una telefonata di sollecito ai dirigenti funzionari. A quel punto Ragone s’è accorto dell’importanza del contenuto». In quel frangente, il dirigente dei servizi finanziari mette in campo tutte le attività propedeutiche. «Il Ministero si era reso conto che una serie di Comuni – prosegue Marino – non sarebbero mai potuti rientrare nel piano di riequilibrio. E pensano a un decreto ad hoc per coinvolgere 19 città d’Italia, tra le quali anche Battipaglia che, dopo una valutazione socio-economica, risulta tra gli ultimi insieme a Reggio Calabria. Insomma: nel 2020 eravamo i fanalini di coda di tutto lo Stivale». Il dirigente del Comune, dottor Ragone, fa richiesta al Ministero per ottenere 36 milioni di euro. «Da Roma ce ne attribuiscono 31.627.000 – spiega Marino -. E la sindaca ne approfitta per accaparrarsi sia la maternità di questi fondi, che invece spettavano alla nostra città in quanto Ente disastrato, sia per farci propaganda considerato che continua ad intestarsi i meriti di aver risanato il bilancio quando invece non è così». E Gaetano Marino spiega i motivi: «Ad oggi sono arrivate due tranche, per un totale di circa 16 milioni di euro. A cosa sono serviti questi soldi e a cosa serviranno? Sono serviti, e invito la sindaca a smentirmi insieme al dirigente se dichiaro il falso, per i residui passivi accertati, per i debiti fuori bilancio accertati, e per il rientro anticipato dal piano di riequilibrio, quindi il pagamento delle rate per una massa totale di 27 milioni di euro circa. Di quei famosi 31 totali, dunque, ne rimangono circa 3 o 4. Tra l’altro è lo Stato a sostenere che non saremmo mai potuti rientrare dal riequilibrio senza questi fondi di sostegno, e se la memoria non m’inganna lo ribadì anche la stessa sindaca in un’intervista del 25 novembre scorso quando disse che “tali somme andranno a coprire i debiti accumulati”».

QUI PONTECAGNANO

Mercoledì mattina, presso Palazzo di Città, il Sindaco Giuseppe Lanzara, unitamente alle forze di coalizione, ha presentato agli organi di informazione ed alla collettività il documento programmatico 2021/2023. Il fascicolo, composto da cinque pagine contenenti i punti nodali delle attività previste per il prossimo biennio, è stato illustrato dal Primo Cittadino insieme ai rappresentanti di Partito Democratico (coordinatore Roberto Brusa), Campania Libera (capogruppo Nunzia Fiore), Arturo Giglio (capogruppo Partito Socialista
Italiano), Antonio Malangone (coordinatore Energie), Dario Vaccaro (Presidente del Consiglio ed esponente di Sveglia). Diciannove i firmatari del documento, tra cui, oltre a quelli sopra menzionati e lo stesso Sindaco, compaiono gli Assessori Comunali Michele Roberto Di Muro, Rosa Lembo, Raffaele Sica, Carmine Spina ed Adele Triggiano, i Capigruppo Francesco Fusco e Gaetano Nappo, i Consiglieri Antonio Avallone, Beniamino Castelluccio, Alessandro Maisto e Gerarda Sica, il Coordinatore Psi Gaetano Lamberti e la Portavoce di Sveglia! Gabriella Vernieri. Un patto per la città teso ad evidenziare le maggiori progettualità per Pontecagnano Faiano, fra cui PUC, ripascimento costiero, impiantistica sportiva, polo della salute, aeroporto, metropolitana, cultura ed eventi. “Un’ Amministrazione fattiva non può parlare che al presente ed al futuro, individuando interventi in fase di cantierizzazione e dunque prossimi alla realizzazione. In tre anni di mandato abbiamo affrontato problemi e criticità, non ultima una pandemia di immani proporzioni, eppure non ci siamo fermati né lo faremo, forti di una coesione e di uno spirito di abnegazione che tutt’oggi ci accompagnano. Siamo qui a mettere nero su bianco cosa faremo: unendo le energie ed i punti di vista, riusciremo a portare a termine un piano di sviluppo e di opportunità per i nostri concittadini. Stamattina abbiamo dimostrato l’importanza di essere una squadra, come la Nazionale agli Europei: coesa e vincente, dove la logica del gruppo e la mediazione prevalgono sulle idee dei singoli. La politica è anche la consapevolezza che si è più forti se si è maggioranza e non singoli isolati nei personalismi”, ha annunciato positivo e propositivo il Sindaco Giuseppe Lanzara.

QUI MERCATO SAN SEVERINO

“Gli appalti per la realizzazione di opere e lavori pubblici degli ultimi quattro anni evidenziano diversi aspetti poco chiari nelle procedure di gara, negli affidamenti e nella loro realizzazione. Un controllo è doveroso per rispetto alle risorse pubbliche impiegate e per il doveroso controllo che va esercitato sull’operato di chi amministra la Città”. E’ quanto afferma Giovanni Romano, coordinatore del Movimento Civico Sanseverinese a proposito di un’azione conoscitiva che il sodalizio politico ha avviato diversi mesi fa. “Abbiamo registrato diverse anomalie nei comportamenti e nelle procedure che da tempo stanno caratterizzato l’andamento dei lavori pubblici della nostra Comunità. Ci riferiamo ai lavori in corso dell’ampliamento del ponte in Via Mulino del Pagano, al rifacimento degli asfalti, alla messa in sicurezza della parete rocciosa a Pandola, alla nuova scuola di Piazza del Galdo. Per diverse procedure abbiamo inoltrato segnalazioni ed esposti alle competenti Autorità. Da ultimo abbiamo inoltrato un esposto per i lavori di riqualificazione della Villa Comunale “Luigi Cacciatore” al Capoluogo. Dagli atti pubblicati all’Albo Pretorio abbiamo appreso che questi lavori, aggiudicati nel novembre dello scorso anno, sono stati realizzati in assenza di un regolare contratto in violazione delle norme del Codice degli Appalti. Ultimati a fine aprile, addirittura il 4 maggio c’è stata l’inaugurazione della struttura. Ad oltre tre mesi dalla loro ultimazione è stato approvato lo schema di contratto e qualche giorno dopo è stata addirittura approvata una perizia di variante che è servita a recuperare in favore dell’impresa appaltatrice il ribasso d’asta praticato per aggiudicarsi i lavori. Una condotta che contravviene le leggi in materia di regolarità e trasparenza e lascia intendere una vera e propria “orchestrazione” per giustificare errori progettuali e maggiori spese. E’ evidente che l’andamento degli Uffici preposti è totalmente fuori da ogni necessario controllo e che questo andazzo si ripercuote sulla qualità dei lavori e sull’efficacia dell’impiego di risorse pubbliche. Per tale motivo abbiamo inviato alle Autorità Giudiziarie e Contabili un dettagliato esposto. Nelle prossime settimane altre comunicazioni saranno inoltrate e predisporremo un dettagliato dossier che distribuiremo ai nostri concittadini”.

QUI CAPACCIO PAESTUM

È stato firmato oggi, 14 luglio, l’atto di acquisto di Palazzo Stabile per cessione volontaria in luogo di esproprio. Il Comune di Capaccio Paestum, dopo un iter amministrativo lungo e complesso, acquisisce al proprio patrimonio lo storico e prestigioso palazzo risalente al XVIII secolo. L’obiettivo è farne la nuova sede di palazzo di città. In posizione centrale e panoramica, il palazzo settecentesco dall’importante valenza storica e architettonica si trova nel centro storico di Capaccio Capoluogo. Il complesso immobiliare, una residenza d’epoca con accesso pedonale e veicolare da via D’Alessio, si estende su una superficie di circa 600 metri quadrati ed è costituito da due livelli, copertura e da una corte esterna che era adibita a giardino. L’immobile conserva il pregevole apparato decorativo della facciata principale e, all’interno, volte e pareti affrescate. Per migliorare e ottimizzare i servizi comunali, l’amministrazione vuole recuperarlo per adibirlo a sede del Comune. Il palazzo sarà la sede sia degli organi istituzionali che degli uffici, con riflessi positivi sull’organizzazione amministrativa. «Palazzo Stabile è finalmente parte del patrimonio comunale – dichiara il sindaco Franco Alfieri – Dopo anni di propositi e tentativi non riusciti, la nostra amministrazione è riuscita in due anni, nonostante i rallentamenti dovuti all’emergenza sanitaria, a portare a termine un iter lungo e complesso. Gettiamo oggi le basi per la realizzazione di una nuova sede del Comune, nel cuore del centro storico di Capaccio Capoluogo, e di una nuova e prestigiosa aula consiliare. Mettiamo a disposizione degli organi istituzionali, degli uffici e dei cittadini un luogo di valore storico e architettonico degno della nostra Città».

QUI CAVA

Sono attive le postazioni del network nazionale di WiFi Italia nel centro cittadino di Cava de’ Tirreni, grazie ad un finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico che ha come obiettivo permettere a tutti i cittadini di connettersi, gratuitamente e in modo semplice, tramite l’App “wifi.italia.it” diffusa su tutto il territorio nazionale. Sul territorio cavese sono già attivi 7 hotspot in corrispondenza delle istallazioni dei cosiddetti totem su corso Umberto I, viale Garibaldi, piazza Abbro e Piazza San Francesco. In totale saranno 12 le postazioni di accesso gratuito ad internet che saranno realizzate anche nelle maggiori piazze frazionali. “Basta scaricare l’applicazione, anche attraverso il QR Code visibile sulle postazioni, registrarsi e navigare gratuitamente non solo nella nostra città ma ovunque sia disponibile la rete di wi.fi Italia – afferma l’Assessore alle Attività Produttive, Giovanni Del Vecchio – Un servizio ai cittadini che soprattutto lungo il corso dello shopping favorisce l’utenza e quindi le attività commerciali”.

QUI MONTECORVINO ROVELLA

Intitolata alla memoria dell’ex sindaco Gioacchino Carpinelli, ieri sera, la nuova aula consiliare del comune di Montecorvino Rovella all’interno della sede municipale dopo anni di abbandono e incuria. All’iniziativa, fortemente voluta dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Martino D’Onofrio, hanno partecipato le Autorità civili e i familiari dell’ex primo cittadino che hanno donato al presidente del consiglio comunale Milena Salvatore una fotografia storica in ricordo dell’impegno politico profuso dall’ex primo cittadino. Soddisfazione da parte del sindaco D’Onofrio che ha voluto ricordare il Cav. Gioacchino Carpinelli, sindaco di Montecorvino Rovella dal 1967 al 1983, che ha rappresentato la comunità con “onore e dedizione”. “Siamo contenti di avere una nuova aula consiliare – ha dichiarato D’Onofrio – abbiamo lavorato sodo per ridarle dignità e discutere democraticamente del futuro del nostro paese. Inoltre, diamo vita ad un nuovo comando della Polizia municipale più funzionale al servizio dei cittadini”. (Ora Notizie)

CASO GORI

Stop all’incremento delle tariffe GORI. Il Consiglio di Distretto dell’Ente Idrico Campano era chiamato a esprimersi sul piano tariffario per il quadriennio 2020 – 2023, dopo il rinvio della seduta dello scorso maggio con cui si impegnava a bloccare i rincari e approfondire la possibilità tecnica di ridurre le tariffe per renderle finalmente socialmente sostenibili. All’indomani della sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha dato ragione ai Comuni per l’acqua pubblica, annullando le tariffe deliberate dall’ARERA e riducendo del 30% gli aumenti tariffari già applicati dal 2012 al 2015, il Consiglio di Distretto ha dovuto prendere atto della nuova situazione, deliberando con consenso unanime l’abbassamento della tariffa idrica da ricalcolare sulla base della sentenza. “Con una decisione che ci dà sostanzialmente ragione si mette in discussione l’intero pieno tariffario delle bollette Gori dell’ultimo decennio – sottolineano i rappresentanti dei Comuni per l’acqua pubblica – e appare ora indispensabile applicare subito la riduzione delle tariffe dai primi calcoli effettuati, fino alla misura dell’ 8%, e valutare la possibilità di restituzione agli utenti tutte le somme a nostro avviso non dovute. Ordinando il rinnovo dell’istruttoria, il Consiglio di Stato obbliga inoltre ARERA a coinvolgere i Comuni per riformulare correttamente una tariffa schizzata oltre ogni limite con aumenti del 70% in otto anni. La sentenza è immediatamente esecutiva e non ha bisogno di ulteriori provvedimenti per essere applicata. Siamo perciò pronti a difendere i diritti dei cittadini in tutte le sedi”. Si apre, dunque, un nuovo percorso per la restituzione del servizio idrico ai Comuni, per il superamento della sciagurata stagione Gori e la costituzione nel più breve tempo possibile di un’azienda interamente pubblica per la gestione trasparente, efficiente, solidale, ecologica e partecipata della risorsa acqua, nell’interesse esclusivo della cittadinanza.

CULTURA

L’associazione culturale La Congrega Letteraria di Vietri sul Mare ospiterà sabato 15 luglio, presso la storica sede affrescata dell’oratorio dell’Arciconfraternita in via S. Giovanni 13, una lectio magistralis del prof. Francesco Puccio (Università degli Studi di Padova), dal titolo: “La divinazione sulla scena. TIRESIA come personaggio teatrale tra EURIPIDE E CAMILLERI”. Le letture in Greco, intese a immergere il pubblico nel suono del Teatro greco antico, saranno a cura dei proff. Puccio e Aniello Di Mauro, e in traduzione Italiana a cura della giovane attrice Valentina Merlo, già vincitrice del premio del pubblico all’edizione 2020 del concorso di poesia per studenti della Congrega Letteraria “Poesis – Vietri sul Mare”. Come agivano, come si esprimevano sulla scena antica indovini e profetesse? Quali gli oggetti e i gesti significativi? Qual era lo spazio scenico riservato alla divinazione? Obiettivo di questo breve viaggio nella tragedia greca è una riflessione sulle possibilità di rappresentazione della divinazione attraverso uno dei suoi principali interpreti: l’indovino Tiresia, figura emblematica che dal mito greco, dopo un lungo e appassionante percorso di riscritture e adattamenti, arriva fino alle sponde della modernità, mutando forme e, come ben si addice alla sua natura androgina, significati. Non solo, però, un’analisi dei passi delle tragedie di Euripide nelle quali l’indovino compare e agisce, ossia le Fenicie e le Baccanti, ma anche un richiamo alla contemporaneità, con un riferimento al suggestivo monologo Conversazione su Tiresia scritto e interpretato da Andrea Camilleri, per la regia di Roberto Andò, al Teatro greco di Siracusa nel giugno del 2018, nell’ambito degli spettacoli classici realizzati dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Sabato 17 luglio, ore 19:30 presso l’oratorio dell’Arciconfraternita, in via S. Giovanni 13 a Vietri sul Mare (SA); ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti, con obbligo di mascherina. Gli eventi della Congrega Letteraria sono organizzati in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Vietri sul Mare e la Pro Loco di Vietri sul Mare. L’evento è inserito nella programmazione estiva degli Incontri di Cultura della Congrega Letteraria (ottava edizione), e sarà seguito venerdì 23 luglio da una serata dedicata a proiezioni video. L’oratorio dell’Arciconfraternita SS. Annunziata – SS. Rosario in Vietri sul Mare (adiacente chiesa di S. Giovanni) è da diversi anni centro co-nevralgico della cultura vietrese, grazie alle numerose manifestazioni là tenute dall’associazione musicale “Estate Classica”, in anni scorsi dallo statunitense Amalfi Music & Arts Festival, dagli assessorati avvicendatisi durante le ultime consiliature, dalla Pro Loco, e dalla Congrega Letteraria, la quale vi ha sede ideale; gli affreschi settecenteschi, le cantorie lignee ottocentesche e i pavimenti in ceramica vietrese del 1864 offrono una rimarchevole cornice artistica a tanta iniziativa culturale vietrese.

IL CONCERTO

«Quasi ad annunciare la voglia di sole dopo un periodo di vita ‘freddo’». La gioia, i colori, i suoni afro e caraibici del nuovo singolo “Ne riderai” stanno per inondare la playa del Dum Dum Republic per il concerto al tramonto di Tartaglia Aneuro in formazione full band domenica 18 luglio dalle ore 17. “L’anima. La terra. Il corpo. E l’aria che respira. Il bisogno di cantare, e ascoltare. Il diritto all’espressione, alla ricerca, alla continua evoluzione. Il folk della tradizione con i ritmi del terzo millennio, il canto come via di guarigione e uno spirito rock per risvegliare la coscienza dal suo antico torpore…”: è la sintesi estetica in cui confluiscono le varie sfumature artistiche di Tartaglia Aneuro. L’ethnic rock della band partenopea incrocerà al Dum Dum il range sonoro di Mondocane, sofisticato cultore musicale e musicista, a cui sarà affidato il warm up, in una selezione musicale che spazia dal soul al funk, all’afrobeat, con un groove raro e un funk molto tropical, in un mash up dirompente, che farà esplodere le vibrazione del floor sul mare, tra world music e beat selvaggio. A quattro anni dall’uscita di “Oltre”, ultimo album in ordine temporale, Tartaglia Aneuro, arriva su tutte le piattaforme digitali con il singolo “Ne riderai”, supportato dal video diretto da Luca Bennato e Andrea Tartaglia, realizzato da Aneuro prod. Dentro i colori e i cori di Mamma Africa, un sound rock caraibico che annuncia un ritorno al sole dopo un periodo di vita “freddo”. Tartaglia Aneuro raccontano, così, un ritrovato sorriso e la consapevolezza che “qualsiasi brutto momento si possa vivere nella vita, c’è sempre la speranza di tornare a ridere e che ogni ostacolo incontrato sul percorso, prima o poi, diventerà motivo di ilarità”. “Ogni uomo si salva solo con il sole che ha dentro”, cantano i Tartaglia Aneuro. Le loro liriche, spesso in lingua napoletana, sono dense e viscerali, con versi come “Nunn’o vir’ chell c′ tien annanz all′uocchie, comme se fa che ce sta ancora a cercà. Nunn’ce crire ca me chiove n′cuorpo tutt chell che sta” di brani come “Oltre”, o come “Votta stu ciato o vient adda cagnà!” di “Repira Cummè”. Una gioia che contagia persone schiacciate da una quotidianità pressante e asfissiante: «La storia vuole esaltare il potere contagioso del buon umore, in un periodo difficile come quello che abbiamo vissuto e dal quale stiamo uscendo lentamente in punta di piedi e con tanta speranza, energia e voglia di ritrovarci – evidenzia Andrea Tartaglia, frontman della band -Una risata, un abbraccio, un sorriso possono cambiare il corso di una giornata ma anche di una vita intera. Il ritrovato stare insieme, capirsi, sentirsi sintonizzati tutti sulla stessa musica: è l’unica speranza per questo mondo martoriato dalla distanza sociale, che già ci affliggeva ma che è stata ulteriormente aggravata dal distanziamento». On stage, Andrea Tartaglia (voce e chitarra acustica), Paolo Cotrone (chitarra elettrica), Mattia Cusano (basso), Salvio La Rocca (percussioni) e Federico Palomba (batteria). Napoletano, o meglio, Flegreo d’origine, ma poliglotta nell’anima, il progetto Aneuro nasce nel 2012 dall’incontenibile bisogno espressivo di Andrea Tartaglia, che riunisce attorno a sé il chitarrista e compositore Paolo Cotrone, il bassista Mattia Cusano, il percussionista Salvio La Rocca, e dopo una lunga gavetta in formazione “unplugged”, si aggiunge in pianta stabile il batterista Federico Palomba, con cui inizia il lavoro di arrangiamento e rifinitura del materiale cantautorale di Tartaglia. Nato con l’urgenza del rap, la rabbia del rock, il nervosismo dell’elettronica underground e il sentimento mistico e un po’ romantico della musica popolare (non solo napoletana) l’Aneuro è un progetto tematico e musicale senza un vero e proprio genere di riferimento, mescola ritmiche e sonorità differenti rubate alle più insospettabili fonti. Sabato 17 luglio, dalle ore 17, saranno attivi i mercatini eco-friendly di Portobello Dum Dum: un angolo dove la fantasia e la creatività di giovani designer può trovare espressione, accompagnati dal food del Dum Dum Republic, con il ristorante on the beach ispirato al chilometro zero, mentre, a scandire il ritmo, in consolle, Mr Maiorani Dj con selezioni tra reggae, dancehall e hip hop.

IL PROGETTO

Il liceo scientifico “Andrea Genoino” di Cava de’ Tirreni diventa “casa del green” con la creazione di giardini botanici che ripercorrono l’antica tradizione delle erbe officinali, abbinandola alle più moderne tecnologie che ne permettono la conoscenza. Il progetto “Terra è Vita” – supportato dalla dirigente scolastica Stefania Lombardi e coordinato dalla docente in Scienze Naturali Preziosa Giordano e dal professor Vincenzo De Feo, docente al Dipartimento di Farmacia dell’università di Salerno – è inserito all’interno del PCTO “Percorsi per Competenze Trasversali e l’orientamento per l’a.s.2020-2021” ed ha come protagonisti gli studenti della III F che, al termine di un programma articolato composto da lectio frontali e interattive, hanno progettato 18 aiuole caratterizzate da piante con diverse peculiarità. Clivia e Strelitzia alba; piante sensoriali con aspetti terapeutici; piante della flora mediterranea; aiuole a effetto cromico della Hydrangea macrophylla detta anche ortensia, di origine asiatica; aiuole arricchite dalle cosiddette “piante del mito”; aiuole con piante medicinali; piante del “Giardino di Dioscoride”, medico greco che scrisse tra il 50 e 70 d.C. l’opera intitolata “De materia medica”. Sono queste le specie vegetali che arricchiscono le aiuole progettate nel corso di “Terra è Vita”. Del giardino botanico è possibile avere anche un’anteprima grazie alla realizzazione di giardini virtuali, che ben mostrano la valenza innovativa del progetto, pensato per avvicinare gli studenti allo studio delle scienze e per indirizzarli verso comportamenti virtuosi, fatti di piccoli gesti quotidiani che educano al rispetto dell’ambiente. «Questo progetto riguarda le piante medicinali, che possono sembrare qualcosa di desueto, ma sono una realtà in continua crescita – spiega il professor Vincenzo De Feo – Le piante medicinali sono il 40% delle specialità medicinali. Nell’ottica delle piante utili, il percorso si prefigge di dare idee di scientificità. Una pianta non cura perché è magica, ma perché contiene sostanze attive. In laboratorio andremo a imparare quando bisogna raccogliere le piante e quale metodo chimico-fisico si deve usare per l’estrazione. Esistono circa 500mila specie di piante superiori. E con questo progetto abbiamo realizzato un giardino virtuale che poi si trasformerà appena possibile in un giardino reale. Realizzeremo un luogo in cui le persone possono toccare le piante, con un sistema in QR Code, per cui i visitatori verranno con il cellulare e, fotografando il codice, verranno rimandati a una informazione dettagliata. Scopriranno quali sono le piante medicinali, a che servono, qual è la loro storia». «Le nuove generazioni sono chiamate ad utilizzare nuovi strumenti capaci di migliorare la qualità della vita e ridurre l’impatto dell’attività umana – ha aggiunto la docente Preziosa Giordano – La chimica potrebbe dare il suo contributo alla progettazione di processi di trasformazione più efficienti e prodotti a più elevate prestazioni e, nel contempo, si dovrebbe perseguire l’obiettivo di ricorrere a tecnologie più pulite, promuovendo l’uso di risorse rinnovabili e limitando la produzione di rifiuti attraverso il loro recupero e la loro valorizzazione. La green chemistry è la branca della chimica che può rispondere a queste esigenze. Oggi è impegnata a creare nuovi metodi di produzioni e tecnologie per la salvaguardia del patrimonio ambientale e artistico. Questo progetto è straordinario. Nonostante il Covid siamo riusciti a proseguire con “Terra è Vita” ed abbiamo pensato di realizzare virtualmente i giardini scolastici, mappandoli e individuando le sezioni di varie aiuole nel nostro liceo».

LA RASSEGNA

La rassegna “Il gioco serio del teatro,..la ripartenza” ospita Giò’ Di Sarno, una delle artiste più sensuali, passionale, poliedrica e talentuosa .Con “Napoli… e non solo” di e con Gio’ Di Sarno, giovedì alle 21 al Museo Diocesano di Salerno, l’artista napoletana si confronta con la grande storia della musica napoletana ,ma anche frammenti di “Cantanapoli il musical”, brani estrapolati dal CD SpagNapoli (classici napoletani in spagnolo), monologhi tratti da “Ognuno mette quello che ha”. Un omaggio a Gabriella Ferri e alcuni brani dell’ultimo lavoro discografico “La libertà d’amare” in cui la Di Sarno si è misurata come cantautrice con il sostegno del maestro Enrico Di Napoli suo compositore da oltre trent’anni Napoletana di nascita, vive e lavora a Roma da oltre vent’anni, dove da giovanissima approdò proprio per realizzare la sua carriera di artista animata da una insopprimibile vocazione per il canto. Oggi, è un’artista di successo. Da Roma, dopo una fugace ma interessante esperienza nel cinema guidata da un influente regista come Sergio Pastore, inizia una fruttuosa carriera canora esibendosi prima in alcune TV regionali (qua e là e segnatamente a Napoli) e poi in numerosi concerti in giro per l’Italia. Concerti che le consentono di maturare uno stile personale attraverso il quale ha saputo valorizzare e dare spessore al suo particolare timbro musicale, sposandolo alla sua grande capacità di donna di spettacolo e dominatrice della scena. Questo è anche il periodo in cui Giò inizia la sua avventura teatrale e di avanspettacolo con “Sono la Rossa” e “Ricomincio da Me”. Sull’onda del successo, insieme al suo manifesto amore per la Spagna, nasce “SpagNapoli”, mix di classici della grande tradizione partenopea in versione spagnola. Gio’ con una propria rivisitazione di “Maracaibo”, la cui interpretazione spopola in tutte le latitudini (televisive e radiofoniche, fino a discoteche e … spiagge) la consacra al grande pubblico per notorietà e indiscusso talento. Tra un impegno e l’altro non mancano importanti sue presenze come ospite in trasmissioni televisive di RAI e Mediaset tra cui: Applausi, Maurizio Costanzo Show, Uno Mattina, Serata in onore di Giovanni Paolo II (Rai 2), Sottovoce (programma di Gigi Marzullo che le dedica due puntate in esclusiva). Di più recente produzione il CD “La libertà di amare” che, a coronamento di tante diversificate esperienze, Giò non esita a definire il suo “disco dell’anima”. Ma l’anima di Gio’ Di Sarno, ma anche la sua vita e la sua storia sempre “controcorrente” sarà scoperta nel “SALOTTI DI GIO’”, intervistata dalla giornalista Erminia Pellecchia. I salotti che prenderanno il via proprio giovedì 22 luglio ,e saranno condotti dalla stessa Gio’, avranno ospiti dalla professionalità indiscussa . Si parte il 23 luglio con la prima ospite, la salernitana Vittoriana Abate, scrittrice, conduttrice e giornalista Rai, volto storico di Porta a Porta; il 24 luglio la scrittrice e giornalista Piera Carlomagno e l’attrice e cantante vesuviana Carmen Di Marzo; il 29 luglio la romana Antonietta Di Vizia giornalista e conduttrice di Rai Pubblica Utilità, e direttrice di Roma Oggi; 30 luglio ancora una salernitana doc, Mariella Anziano: giornalista Rai, conduttrice storica di Buongiorno Regione Lazio e caposervizio Tgr del Lazio; 31 luglio una professionista, nata all’estero ma vissuta prima a Bellosguardo (provincia di Salerno), in tenera età, per poi trasferirsi a Salerno, città alla quale è molto legata. Si tratta dell’anchorwoman Josephine Alessio, giornalista conduttrice di Rai News 24 dell’unico tg mattiniero in onda a reti unificate su Rai Uno, Rai Tre e Rai News. Degustazione doppia offerta: Associazione Pasticceri Salernitani e Unica Caseificio BioCosto del Biglietto €20,00

IL PREMIO

Al via la Prima edizione del Premio Internazionale di Arte Estemporanea 2021 denominato “L’arte tra mito e natura” organizzato dall’Accademia per l’arte “S.S. Luca e Beato Angelico”. L’iniziativa si svolgerà il prossimo 24 Agosto presso il B&B “Parco del Lago” a Laureana Cilento dove ha sede anche l’Accademia. Il Premio ha come finalità la riscoperta e la valorizzazione dei beni ambientali, culturali, storici, naturali ed artistici della cultura del Cilento, legata al mito ed alla leggenda, oltre che alle antiche tradizioni ed alla sua natura incontaminata. Gli interessati prenderanno parte ad un percorso artistico che ha come tema il connubio tra Arte e Natura, quella offerta dal meraviglioso scenario paesaggistico del Parco del Cilento che fa da location all’estemporanea. Si tratterà di una vera e propria “En plein air” in cui gli artisti avranno modo di esprimere tutta la loro vena creativa dando vita ad opere d’arte ispirate da scorci naturali che sceglieranno. Le tecniche artistiche da utilizzare sono pittura (qualsiasi tecnica e supporto), scultura, ceramica, arte del riuso, arte presepiale, design e moda, grafica, fotografia creativa, poesia estemporanea e scrittura creativa estemporanea. Prevista una sezione giovanissimi per dar modo anche ai minori di 18 anni di partecipare al Premio allo scopo di sensibilizzare il valore dell’arte sin da bambini. Le iscrizioni prevedono il versamento della quota associativa di € 20,00 da versare entro il 10 agosto prossimo e può essere effettuata contattando l’Associazione via mail (accademiaperlarte@libero.it), con un messaggio su Whatsapp (329/2578536) o sui canali social. La parte pratica sarà effettuata tra le ore 10:00 e le ore 17:00, poi i lavori artistici saranno consegnati alla Direzione ed esposti al pubblico, anche per essere visionati da una giuria di esperti. La premiazione, che avverrà alle ore 19.30, prevede, per i primi tre classificati della categoria adulti, rispettivamente € 350,00, 250,00 e 150,00 con targa e, per i primi due classificati della categoria giovanissimi, € 150,00 e 100,00 con targa. A tutti gli artisti sarà consegnato un attestato di partecipazione, nonché l’esposizione dei lavori durante eventi e mostre organizzate durante tutto l’anno accademico. L’evento “L’Arte tra Mito e Natura” in collaborazione con il B&B “Parco del Lago” che offre la location per la registrazione degli Artisti partecipanti al Premio nonché per il momento della premiazione allietato dal buffet, è stato patrocinato dal Comune di Laureana Cilento e Fondazione Picentia di Pontecagnano Faiano e ha la cooperazione dell’associazione di Pronto Intervento Vo.P.I di Pontecagnano Faiano, Rinascimento 3.0, Arre D’Amato arredamento artigianale, Vip Design, DMD dental, Work line divise professionali, e come media Partners 360WebTV e Rcs75 digital Radio. L’Accademia per l’arte “S.S. Luca e Beato Angelico” nasce nel 2014 come associazione artistica e di promozione sociale, turistica, senza scopo di lucro e vede alla presidenza l’architetto Antonio Villani. Mira a diffondere ogni forma d’arte, figurativa e non, organizzando iniziative culturali ed artistiche collegate al territorio per esaltarne le bellezze naturali e turistiche (anche attraverso passeggiate e gite fuori porta), mostre ed esposizioni artistiche, nonché incontri di poesia e simili. Quale Accademia artistica l’associazione svolge un’attività di formazione certificata allo scopo di diffondere ed insegnare disegno, pittura figurativa e paesaggistica e le altre forme d’arte quali scultura, incisione, restauro, storia dell’arte, musica strumentale, canto, arteterapia, musicoterapia, scrittura creativa, fotografia. Propone e sviluppa progetti didattici con la Scuola per sensibilizzare i più giovani alla conoscenza ed alla valorizzazione dei beni culturali, naturali e di interesse storico, musicale ed artistico. Per favorire l’estensione delle attività culturali promuove iniziative artistiche in ambito nazionale, scambi culturali ed espositivi con altri sodalizi similari. (Ora Notizie)

DANZA FESTIVAL

Santa Maria di Castellabate quartier generale dell’ars coreutica. E nei giardini di Villa Matarazzo che prosegue Salerno Danza Festival, l’evento ideato dal CDTM – Circuito Campano della Danza, con il sostegno di Regione Campania, il patrocinio dei Comuni di Ascea e di Gioi e la collaborazione dell’Associazione Cilentomania. Due performance nella stessa sera il 16 luglio (alle 21): prima “Pezzi Fragili” della Compagnia Naturalis Labor. Una storia di persone comuni le cui abitudini giornaliere sono intrecciate con il luogo che abitano. Secondo il disegno coreografico di Luciano Padovani lo spazio non è soggetto allo scorrere del tempo, è un luogo sacro, senza età, in cui è presente una ciclicità o una ripetizione quasi assurda. Poi “SKIN” by Claudio Malangone, targato Borderlinedanza. Attraverso un circuito analogico digitale la performance esplora, in condivisione con lo spettatore, le possibilità del corpo umano e del movimento di trasformarsi in suoni. Curiosità, gioco e opportunità creative in un dialogo reciproco tra musica e interazione di corpi.

IL WORKSHOP

E’ fissato per domani sera, alle ore 20, lo start del workshop intensivo “Donna Luce”, promosso da Antonio Grimaldi e dal suo Teatro del Grimaldello, presso il Convento di Sant’Antonio di Nocera Inferiore. Due giorni con performance finale, dedicati a Raffaella Carrà e alle sue canzoni che inneggiano all’amore e perfino al sesso. Le richieste dell’attore e regista Antonio Grimaldi sono chiare: “Sei donna maschio lesbica gay trans sei di colore, sei piccola/o, sei grande grande sei vecchia/o ? L’ importante è far L amore con chi hai voglia tu. Portati un caschetto biondo un vestito glamour, una bandiera arcobaleno o un tricolore. Solo così possiamo raccontare”. La performance aperta al pubblico si svolgerà presso il Castello del Parco Fienga, nella serata del 18 luglio. Sarà un workshop nel segno di Raffaella Carrà, la diva possibile, volto fotogenico, risata espansiva e immagine coerente: capelli biondi a caschetto, corti sulle spalle, belle gambe, vestiti vistosi e sexy, ma nel giusto equilibrio., la fidanzata d’Italia e non solo d’Italia. Con quel pizzico di anticonformismo accettabile dalle platee conformiste, puritane e benpensanti del tempo del bianco e nero televisivo che poi, addirittura dopo una disputa politica, divenne a colori. L’ombelico di fuori che fece finta di fare scandalo, lo stacco di coscia e le canzoni che inneggiavano all’amore e perfino al sesso. In questi casi aiuta il fatto che nessuno sta attento alle parole e, quando il motivo è orecchiabile, è la musica che predomina e il testo viene subissato dal ritmo. Pensate solo, “Gelato al cioccolato” di Malgioglio, peraltro autore di testi anche della Carrà: quella che sembra una canzonetta per bambini, non a caso cantata dall’innocente Pupo, in realtà si riferiva ad una storia sex con un uomo di colore. Ecco perché “tu, gelato al cioccolato… dolce e un po’ salato”. Così, la nostra Raffaella con “Come è bello far l’amore da Trieste in giù che poi s’intitola Tanti auguri, rivolti per l’appunto “a chi tanti amanti ha”, testi dell’allora suo compagno Boncompagni. L’unica obiezione poteva essere solo geografica: Trieste non è così a nord. Bisognava semmai scendere da Bolzano in giù, che anche da quelle parti di sicuro ci sono osservanti e praticanti del far l’amore che avrebbero gradito. Così si sarebbero compresi tutti gli italiani. E che dire di “A far l’amore comincia tu”, remixata da Bob Sinclair in versione disco, che ha travalicato i confini generazionali, arrivando come un tormentone fino ai giorni nostri e divenendo il motivo di apertura del film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino. Proprio “Tanti auguri“, nota anche come “Com’è bello far l’amore…”, è un inno alla libertà sessuale. Non a caso, il pezzo è diventato un simbolo del movimento LGBT, tanto da eleggere la Carrà a “icona gay mondiale” al World Pride di Madrid nel 2017. Ma la rivoluzione innescata dalla vulcanica Raffaella Carrà è ancora più dirompente, perché a cantare quanto sia bello fare l’amore “in campagna ed in città” è una donna, una donna libera, affermata, sensuale e soprattutto una donna protagonista del suo tempo. Una donna che non fa un passo indietro, ma che con la sua forza dirompente si afferma nello scenario italiano e internazionale con carisma e talento, insegnando che “girando questa terra io mi sono convinta che, non c’è odio non c’è guerra quando a letto l’amore c’è”, “Com’è bello far l’amore da Trieste in giù, l’importante è farlo sempre con chi hai voglia tu…”. La maggior parte dei suoi inni pop sessuali sono un prodotto della Televisione italiana degli anni ’70, ma non sono reliquie del passato: la gente conosce, ancora, i testi a memoria e li canta non appena si presenta l’occasione. Oggi sembra una cosa semplice sollecitare il piacere sessuale in una canzone, ma Raffaella Carrà è stata una pioniera che ha aiutato le persone a vivere vite più appaganti, usando ritmi a cui nessuno che abbia sangue nelle vene può resistere. (Cronache)

LA CIPOLLA DI VATOLLA

E' stato inaugurato il 15 luglio alle 19.30 il punto vendita della Cipolla di Vatolla. Per il secondo anno consecutivo, a causa delle stringenti norme anti Covid, la Festa, giunta alla sesta edizione nel 2019, è stata annullata, ma le attività dell’associazione promotrice non si fermano. Il bulbo, prodotto tipico del borgo cilentano, a breve godrà del marchio di presidio Slow Food, secondo riconoscimento dopo la De.Co. del Comune di Perdifumo. «Nel momento più difficile dal dopoguerra ad oggi per tanti settori – spiega la presidentessa Angela Marzucca – il nostro impegno per Vatolla e per il territorio continua senza sosta. Le chiusure, i divieti, le privazioni dettate dalla necessità di arginare la pandemia hanno stravolto le vite di tutti noi, bloccando di fatto numerose attività economiche e di promozione territoriale. Come accaduto nel 2020 – ragiona – anche nel 2021 non ci potremo incontrare e offrire ai nostri turisti le prelibatezze culinarie a base di Cipolla di Vatolla. Non si potrà ballare né festeggiare tutti insieme, godendo della tipica ospitalità cilentana. Le difficoltà – sottolinea con forza Marzucca – non devono farci arrendere e le nostre azioni vogliono essere un segnale per l’intero territorio e soprattutto per i giovani, principali vittime della crisi economica». L’impegno dell’associazione va proprio in questa direzione: «La lotta allo spopolamento – chiosa la presidentessa – è il nostro obiettivo. I giovani sono la nostra linfa». Il punto vendita, che sorge nel centro del borgo di Vatolla, sarà aperto tutti i giorni e vi si potranno acquistare le cipolla con tanto di marchio e talloncino che ne garantiscono l’eccellenza.

LA DEA BENDATA

La Campania fa festa grazie al Lotto: nel concorso di ieri, fa sapere Agipronews, un fortunato giocatore ha centrato una quaterna del valore di 34.285, 71 euro. La giocata vincente è stata convalidata nel comune di San Cipriano Picentino, in provincia di Salerno. In tutta Italia sono state distribuite vincite per oltre 6,5 milioni di euro, per un totale annuo che supera i 638 milioni. (Ora Notizie)

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