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Pallanuoto, Emma Consoli applaude la sua Brizz: "Gruppo plasmato da unione e sacrifici. Far parlare di noi il miglior risultato possibile"

16/07/2021

E' passata ormai una settimana dall'epilogo stagionale ma in casa Brizz, nonostante l'impresa solo sfiorata, l'umore resta alto per l'importante pagina di storia scritta e l'unione del gruppo è cementificata ancor di più da serate conviviali. Ogni occasione è buona per rinsaldare quei valori umani prima che sportivi, quelli che hanno fatto la differenza durante l'annata della squadra di Carlo Zilleri. Una delle protagoniste dalla maggiore esperienza pregressa che ben si è mixata con il brio e l'energia positiva delle millenials è sicuramente Emma Consoli (foto MFSport), vice-capitano brizzino. E' lei dopo le sorelle Santapaola, Mascari e Sapienza la quinta gradita ospite del sodalizio acese ai nostri microfoni: "La pausa forzata dello scorso anno è stata una brutta botta. Avevamo iniziato molto bene il campionato a punteggio pieno e dover interrompere non è stato semplice, come per tutti - esordisce - Affrontare quest’anno, con i cambiamenti ed i protocolli, inizialmente ha creato un po' di problemi perché giustamente non sapevamo bene come muoverci. Tuttavia, una volta delineate le regole da seguire, i gironi e tutto il resto, abbiamo visto concretizzarsi la speranza di poter giocare e non ce lo siamo fatte dire due volte. Da brave sportive, siamo abituate ai sacrifici, quindi ci siamo rimboccate le maniche e ci siamo messe sotto con gli allenamenti". Sulla formula adottata per la ripartenza abbiamo raccolto pareri discordanti, tra quelle che approvano c'è anche la numero 11 catanese: "Sinceramente sono stata favorevole, penso sia stato il modo migliore per permetterci di avere una regular season e di giocarci il campionato. Certo, ci siamo dovute “accontentare” di giocare un campionato con poche partite rispetto agli anni passati, ma è già stata una grande fortuna poter giocare senza “intoppi”, quindi direi che la formula dei gironi ha funzionato molto bene".

Il campionato della Brizz è stato un continuo crescendo: "Visto il modo in cui abbiamo affrontato il campionato prima dell’interruzione forzata l’anno scorso, sicuramente un po' di consapevolezza di poter fare bene c’era nelle nostre menti. L’obiettivo è sempre stato sicuramente salvarsi, poi con il passare del tempo, vedendo gli allenamenti ed i risultati che piano piano stavano arrivando, abbiamo “alzato l’asticella” con l'auspicio di arrivare ai play-off, per poi provare a raggiungere la finale - sottolinea Emma - E’ tanto il divario che c’è tra un’aspettativa e quello che poi realmente accade, ma noi ci abbiamo creduto e nonostante alti e bassi, sconfitte inaspettate e vittorie sudate, ce l’abbiamo fatta". Il resto è stato logica coseguenza con l'atto conclusivo un buon esame in vista dell'anno prossimo: "La consapevolezza di poter arrivare ai play-off è arrivata piuttosto presto, già dopo il girone di andata. Ci siamo rese conto che era un obiettivo raggiungibile; poi è arrivata una sconfitta pesante, ma sono felice che questo non ci ha demoralizzate ma anzi ci ha spinto ancor di più a vincere le partite a seguire. Poter dire di aver giocato una finale play-off A1 con una squadra in A2 da 1 stagione e mezzo è un'emozione indescrivibile. Se penso che la stagione prima dello stop forzato ci siamo giocate i play-out per non retrocedere in B, quasi non ci credo. Il Milano si è dimostrata una grande squadra, di esperienza. Diciamo che in finale si sono scontrate due squadre arrivate allo stesso punto in modi differenti. Si vedeva da un lato l’esperienza di chi ha giocato un campionato maggiore e dall’altro una giovane squadra quasi incredula di aver raggiunto quella partita che nemmeno sapeva cosa aspettarsi. Aver giocato le due partite delle finali ci lascerà sicuramente una grandissima eredità. E’ stata un’esperienza di crescita agonistica per tutte noi, di consapevolezza. Uscirne a testa alta è stato il miglior risultato che potessimo portare a casa. Abbiamo fatto parlare di noi, della Brizz, ci hanno proiettato al cinema, abbiamo avuto tantissimi sostenitori, anche a gara 1 a Milano e penso che questa sia stata la vittoria più bella di tutto il campionato".

Indubbiamente il lavoro di Zilleri è stato assorbito come spugne e con estrema maturità dalle brizzine che hanno dato prova emblematica del significato di gruppo, di squadra: "Io, da buona “anziana” del gruppo, faccio parte di coloro che hanno vissuto la fantastica promozione in A2 - prosegue il centroboa classe '96 - Sono veramente felice che il gruppo sia rimasto più o meno lo stesso dalla promozione ad oggi e sono ancora più entusiasta delle giovani leonesse Orizzontine che si sono unite a noi. Il lavoro del Mister Zilleri è stato fondamentale; è stato in grado di non creare divisione, di farci sentire tutte parte di una stessa ed unica famiglia, che tutte (qualsiasi età o “origine”) dovevamo essere in grado di dimostrare di potere, ma soprattutto, volere giocare. Siamo una squadra numerosa, quindi per ogni partita, a turno, qualcuna doveva rimanere fuori. Sicuramente per il mister non sono state scelte semplici, ma sono felice di poter dire che qualsiasi combinazione lui abbia scelto, è stata una combinazione vincente. Anche le lacrime di chi non è stata convocata per qualche partita (me compresa) secondo me dimostrano quanto ci siamo sacrificate e quanta voglia avevamo di scendere in acqua per dimostrare che sappiamo fare bene".

Sacrifici che sono all'ordine del giorno nel binomio routine quotidiana-attività pallanuotistica: "Ecco questo credo che sia l’insegnamento più grande che può dare lo sport - afferma con convizione la Consoli, rampante, apprezzata e stimata osteopata del capoluogo etneo -  Non esiste una formula magica sul come conciliare studio/lavoro e sport se non la parola SACRIFICIO, non esistono scorciatoie né scuse. Io seguo molto il detto “se vuoi, puoi” ed è questo che mi ha portato sempre a poter studiare e giocare. Gli anni più difficili per me sono stati quelli dell’Università. Ho frequentato 5 anni di corso in Osteopatia, con orari di lezioni improponibili, e allenamenti quotidiani; avevo giusto il tempo di tornare a casa per prendere il borsone e andare in piscina. E’ stato un periodo piuttosto stressante, ma volevo giocare a tutti i costi, e così è stato. Lo sport ha sempre accompagnato la mia quotidianità, così come lo studio. La mia non è una storia diversa da migliaia di atleti, dallo più “scarso” al più grande “fuoriclasse”, che ogni giorno sacrificano uscite con gli amici, feste, aperitivi, viaggi per poter semplicemente continuare ad allenarsi".

Riavvolgendo il nastro, come è nata la simbiosi tra Emma Consoli e la Pallanuoto?: "La mia passione nasce da quando ero piccolina. Ho praticato il nuoto agonistico dai 5 ai 15 anni di età, ma il mio cuore è sempre stato attratto dalla Pallanuoto, sport praticato da buona parte della mia famiglia, specialmente dalle mie zie, prima Cristina Consoli e poi Chiara Brancati a cui si accodava mio nonno, Giuseppe Brancati, medico della squadra. Da sempre ho seguito le partite dell’Orizzonte, ai tempi in cui la piscina di Nesima, a Catania, ospitava le finali Scudetto e Coppa Campioni, che vedeva anche allora l’Orizzonte protagonista assoluta. Anche se piccolina, partecipavo con emozione e trasporto, imparando le regole e il clima di uno sport di squadra. All’età di 16 anni decisi che il nuoto mi aveva già dato abbastanza e iniziai a giocare facendo un solo anno di giovanili Under 17 con l’Orizzonte per poi passare al campionato di categoria alla Brizz Nuoto, che divenne la mia casa da 8 anni a questa parte".

Ed è proprio la Brizz la casa dei ricordi più belli tra passato e presente: "Indubbiamente il salto in A2 resterà per sempre impresso nellia mia memoria. Sono praticamente nata e cresciuta alla Brizz e ne sono passate stagioni prima di raggiungere questa promozione! Sono stati anni difficili, ma l’esperienza dei play-off è stata in assoluto per me la più “toccante” dal punto di vista emotivo. Sono state partite incredibili, eravamo arrivate ad Avezzano convinte di DOVER vincere, una volta che eravamo arrivate così “in alto”. Ricordo ogni singolo momento di quell’esperienza e sono sicura che non lo dimenticherò mai. Non rimpiango nulla di tutte le stagioni vissute; l’unica cosa che cambierei, col senno di poi, è che avrei iniziato a giocare parecchi anni prima, per poter accumulare ancora più esperienza e, chissà, raggiungere vette più alte. Ma sono felice così, mi porto dietro un bagaglio pieno di esperienze ed emozioni che sono sicura mi tornerà sempre utile in futuro". Così come i legami costruiti, dai più recenti alle 'pietre miliari' indistruttibili: "Durante la mia esperienza pallanuotistica, durata più di qualche anno, c’è stata una sola persona che mi ha sempre “seguito” e sostenuto, sia fuori che dentro l’acqua, Sara Zuccarello. A lei devo buona parte dei miei sorrisi durante gli allenamenti, i miei progressi e la mia grinta, abbiamo condiviso tantissime esperienze ed emozioni. E’ stata una grandissima giocatrice, compagna di squadra, ma soprattutto Amica, con la A maiuscola".

Ed ora? "Ad oggi, a quasi 25 anni, penso che il capitolo Pallanuoto della mia vita potrebbe concludersi. Oggi sono una giovane Osteopata, e vorrei a pieno dedicarmi al mio lavoro e ad accrescere il mio bagaglio di conoscenze - conclude - coltivare la passione verso i bambini prendendo un Master in Osteopatia pediatrica e, chissà, vedere cosa la vita avrà in serbo per me". L'auspicio è quello che questo capitolo possa chiudersi il più tardi possibile perchè il mondo della Pallanuoto siciliana e non solo ha ancora bisogno in acqua e fuori di atlete come Emma Consoli. E c'è sempre un'altra promozione da conquistare prima di appendere la calottina al chiodo e poi magari sfruttare le proprie competenze professionali per restare nell'orbita della Waterpolo.

Davide Maddaluno - Sport -

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