

VERSO LE COMUNALI
Si chiama “Attivisti Per Salerno” la lista civica che nasce per le elezioni comunali salernitane del 2021. Una lista che vede in primo piano l’attività del Meetup di Salerno, il quarto Meetup in ordine cronologico, nato anni prima di tanti Meetup italiani (il primo fu aperto a Milano, il secondo a Genova) , e un mese prima del Meetup del capoluogo. La lista dichiara il suo unico obiettivo: “Migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini di Salerno e dare una vera alternativa ad un amministrazione deluchiana che impantana questa città da troppi anni”. Sono stati per anni la “palestra di cittadinanza attiva” per decine di migliaia di cittadini in Italia, prima che il Blog di Grillo iniziasse, nel 2009, a presentare un simbolo unitario, quello del Movimento 5 Stelle. A Salerno gli attivisti, in una recente riunione, si sono decisi a raccogliere le adesioni e fare da sé, in una iniziativa che, sorprendentemente, ha visto sufficienti adesioni per una “lista del Meetup”. Manca il nome del candidato Sindaco, ma si è già specificato che il candidato verrà scelto tra chi per anni si è distinto nelle varie battaglie a favore dei temi storici del movimento. Legalità, Ambiente, Civismo, Trasparenza, Cultura. In questi mesi l’alternarsi di “colonelli” e simboli in contrapposizione alla corazzata di centro sinistra, ha sortito l’effetto di visualizzare tanti piccoli “De Luca” che hanno avuto la indesiderata funzione di materializzare una versione “di opposizione” della figura del presidente della Regione, figure che, non fanno altro che riproiettare l’Originale ancora più grande di prima. Manca un percorso condiviso, o, almeno non viene percepito. Questa pare essere la percezione degli attivisti che, di norma, avrebbero dovuto candidarsi alla corte del neo nato partito di Giuseppe Conte, e che, oggi, rinunciano ai giri di valzer “sotto le stelle” e dichiarano di preferire il “ballo solitario” ad una spirale di giravolte che inevitabilmente li condurrà nella fossa deluchiana. Francesca D’Antonio, Consulente in Marketing e Comunicazione, Meetuppara prima a Madrid e poi a Salerno dichiara: “I Valori non sono facili da trasmettere in casa d’altri. L’unico modo per portare avanti i principi delle battaglie storiche del meetup è di fare da soli, poi, parliamoci chiaro, un vero fronte antideluchiano in città non c’è mai stato.” Gianluca Foselli, Medico Dentista di 43 anni e attivista dai primi mesi del Movimento 5 Stelle. Come mai una grande adesione di candidati al progetto del Meetup? “Molti progetti a Salerno sono nati dal personalismo, molti progetti sono nati in poco tempo, il Meetup di Salerno è nato nel 2005. Non era scontato, ma ci fa piacere, erano presenti simpatizzanti ma anche cittadini che, negli anni, abbiamo incontrato ai gazebo. Abbiamo registrato un vero desiderio di azione da parte dei cittadini e questo ci ha fatto capire che gli altri hanno fatto l’errore di cadere”. Mario Granozio, Storico commerciante salernitano, dichiara: “Ho partecipato attivamente per anni nell’organizzazione del movimento. Mi è sembrato naturale propormi come candidato anche in quest’ultima battaglia”. (Cronache)
PARLA CASCIELLO
“Confermo che l’unica soluzione – per evitare il suicidio politico – è l’unità del centrodestra che deve esserci ovunque, anche a Battipaglia”. Lo ha ribadito il parlamentare salernitano di Forza Italia, Gigi Casciello, dopo l’incontro dei vertici regionali dei forzisti, Fratelli d’Italia, Lega e Udc, tenutosi nella mattinata di lunedì a Napoli che conferma il sostegno, nella città di Salerno, al candidato sindaco Michele Sarno. Onorevole, nella giornata di lunedì l’incontro dei vertici regionali del centrodestra. Forza Italia ha chiesto del tempo ma dovrebbe essere solo una formalità prima dell’ok alla candidatura di Michele Sarno… “Io credo di essere stato il primo a dire che l’unica soluzione era l’unità del centrodestra altrimenti sarebbe stato un suicidio politico. E’ chiaro che Forza Italia – al di là dei sondaggi e di ciò che può accadere – come accaduto anche alle regionali mostra che siamo il primo partito della coalizione, seppur nella sconfitta. E’ giusto che Forza Italia, attraverso il coordinatore provinciale Enzo Fasano, i dirigenti locali rappresenti le proprie ragioni in un ragionamento complessivo: se da un lato è necessaria l’unità del centrodestra a Salerno città, dall’altro credo sia indispensabile l’unità della coalizione anche a Battipaglia”. Proprio a Battipaglia è quasi confermata la candidatura di Fernando Zara, uomo di punta di Forza Italia. Nei prossimi giorni si riuniranno i coordinatori provinciali… “Ecco, io mi auguro che il centrodestra vada unito ovunque, su chi lo decideranno i coordinamenti provinciali e io, come parlamentare, faccio parte del coordinamento provinciale di Forza Italia e quando chiameranno esprimerò la mia opinione”. L’obiettivo ora è il ballottaggio. Secondo lei Michele Sarno può essere il nome giusto?“A me interessa l’unità del centrodestra, un programma serio che dia una svolta e un’alternativa alla città. Il nome lo decideranno i coordinatori regionali e provinciali ma è chiaro che l’unità a Battipaglia è importante. Essendo, di fatti, Michele Sarno il candidato sul quale Fratelli d’Italia si è speso è giusto andare su di lui per rispettare l’unità”. In campo anche una donna, la dirigente scolastica dell’Alfano I, Elisabetta Barone che ha dalla sua il mondo cattolico. Secondo lei può essere motivo di preoccupazione? “Il mondo cattolico è veramente vario e quello al quale, per tradizione familiare, fa riferimento la Barone può, nell’appartenenza alla chiesa, non è cattolico”. Ha spaccato anche la sinistra… “Insomma. Non faccio i conti in tasca alle altre coalizioni. Sicuramente, da cattolico, quel mondo rappresentato dalla Barone non è il mio mondo”. Da cattolico ed esponente del centrodestra, cosa ne pensa del Ddl Zan? “Innanzitutto va corretta, io non l’ho votata neanche alla Camera. In Forza Italia c’è grande rispetto della libertà di opinione su questi temi e io ho fatto ampio riferimento a questa libertà di opinione”. Cosa, secondo lei, andrebbe modificato? Matteo Salvini, a Battipaglia, ha ribadito di dover escludere i bambini da questo disegno di legge… “Mi sembra il minimo ma poi voglio ricordare che ai cittadini sfuggono una serie di cose; in questo momento abbiamo altri problemi: innanzitutto io non ritengo che la legge Zan sia una priorità in questo momento per il Paese; credo che il testo vada corretto, c’è bisogno di una terza lettura ed è necessario che torni alla Camera; l’educazione dello status gender debba essere escluso dalla scuola; l’attuale normativa italiana punisce già ampiamente le discriminazioni sessuali, di razza ed altro. Essere contro la legge Zan non significa essere omofobo, io ho tanti amici gay e qual è il problema”. (Cronache)
PARLA VALERIA
“Non consentiremo più che i cittadini della Campania restino per sei mesi privi di assistenza sanitaria, costringendo chi ha una patologia oncologica, cronica o comunque di una certa gravità, a doversi pagare di tasca propria esami specialistici. Con l’approvazione all’unanimità della mozione a mia firma, ho ottenuto che la Regione Campania riconfiguri i tetti di spesa delle prestazioni sanitarie erogate dalle strutture convenzionate, così da evitare il blocco dell’assistenza, soprattutto in una fase emergenziale come quella che stiamo vivendo. È paradossale che oggi i tetti di spesa per alcune prestazioni si siano già esauriti a febbraio, mentre per altre si esauriranno non oltre settembre. Parliamo di prestazioni delicate e indispensabili, come quelle di cardiologia, diabetologia e radiologia. Oggi abbiamo impegnato la Regione affinché questa situazione, che viviamo sistematicamente da anni, non debba più ripetersi e che venga garantita continuità assistenziale”. Lo ha dichiarato la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo regionale M5S, a margine dell’approvazione della mozione a sua firma. “Il mio impegno sarà ora teso affinché il privato accreditato sia realmente complementare alla sanità pubblica, e non sostitutiva o preminente. Così come chiederò che i soldi pubblici siano adeguatamente utilizzati per smaltire le liste di attesa negli ospedali e per far funzionare gli ambulatori pubblici anche di sera e nei fine settimana. Ricordo lo sconcerto del governatore De Luca quando apprese che per una mammografia si attendeva fino a sei mesi. Oggi per lo stesso esame l’attesa è salita a oltre due anni. Per questo dobbiamo lavorare per una sanità pubblica sempre più in grado di dare risposte e che garantisca il diritto alla salute e all’assistenza ai cittadini della Campania”.
L'APPROVAZIONE
Il Consiglio regionale della Campania ha approvato con 31 voti a favore la legge che istituisce e disciplina del registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co. Non si tratta solo di prodotti agro alimentare, che non possono avere il riconoscimento di Doc, Dop o Igp, che comunque rappresentano , come ha sottolineato il presidente della Commissione agricoltura, Francesco Emilio Borrelli, il fiore all’occhiello di una porzione del territorio della Campania. Anche il relatore di minoranza, Salvatore Aversano (M5S), nel corso del suo intervento, ha illustrato il lavoro svolto per giungere alla stesura del testo.
DRITTI AL PUNTO
I presidenti delle associazioni “Salute e Vita” ed “Help tutela e sostegno dei consumatori”, rispettivamente Lorenzo Forte e Nadia Bassano, nel tardo pomeriggio di ieri hanno effettuato un sopralluogo, insieme alla popolazione e congiuntamente al capogruppo consigliere comunale di “Salerno di Tutti”, Gianpaolo Lambiase, da sempre impegnato nella tutela dell’ambiente e del verde pubblico, presso il nuovo Trincerone Est, evidenziando la grave condizione di degrado in cui versa quest’ultimo. Un tratto di strada presentato come un’opera rivoluzionaria, costato alla collettività milioni di euro – provenienti dalle nostre tasse – ed inaugurato nemmeno tre mesi fa in pompa magna dal presidente De Luca, dal sindaco Napoli e dai suoi assessori, che è diventato l’ennesimo simbolo di un’amministrazione comunale che ormai vive di propaganda. A distanza di nemmeno tre mesi dall’inaugurazione del 23 aprile, lo scenario che si presenta in questa area è quello di piante arse dal sole ed erba secca, impianto delle pompe di irrigazione che non è mai andato in funzione, pavimentazione di erba in plastica con i giochi per bambini che sotto il sole cocente diventano un forno, così come le panchine che sono sprovviste di una copertura per il sole, il vento e la pioggia, ed una sporcizia diffusa. Non c’è inoltre alcun controllo né segnaletica ad indicare che si tratta di una zona pedonale: i residenti raccontano di corse in motorino notturne e scorribande di giovani che hanno già scheggiato le rampe di legno. Salerno si conferma la città delle inaugurazioni e non delle manutenzioni, dell’incuria della pubblica amministrazione e della mancanza di rispetto per la natura. Nella giornata di ieri, con un post su Facebook, il sindaco Napoli ha lamentato che gli impianti di irrigazione delle aiuole e degli spazi verdi del Trincerone Est fossero stati “vandalizzati”. Eppure, questo non è quello che ci hanno detto decine di residenti del posto, i quali ci hanno raccontato che questi impianti non sono mai stati messi in funzione e che, addetti di Salerno Pulita, sarebbero andati nella mattinata di ieri per una sommaria pulizia. Assistiamo ad un maldestro tentativo di “nascondere la polvere sotto il tappeto”, da parte di un primo cittadino incapace anche di chiedere scusa alla popolazione per una manutenzione che di fatto è inesistente. Le piante non si seccano in un giorno e l’intero Trincerone, punto nevralgico della città di Salerno, versa in un annoso degrado. Questa è l’ultima opera, in ordine di tempo, utilizzata per mera propaganda elettorale, potenzialmente fruibile dai cittadini ma che si è trasformata in un boomerang per la popolazione. È stato fatto tutto in fretta ma non si è badato a dare un vero servizio alla comunità. Ovunque il verde pubblico non è curato e, se non è bruciato dal sole, vi è il nulla perché, dove stati abbattuti degli alberi, non vi è stata una sostituzione degli stessi. Sottolineiamo che abbiamo avuto un assessore all’ambiente che, forse, era poco consapevole di questa delega, tenuto conto del disastro in cui versa il verde pubblico e, più in generale, della qualità dell’aria, dell’inquinamento atmosferico, degli impianti siderurgici obsoleti in città, passando dal traffico urbano fino alla mancanza di un piano di mobilità sostenibile. Assistiamo all’inadeguatezza di affrontare queste tematiche con scelte politiche radicali e ripiegando su soluzioni di facciata ben lontane dall’essere risolutive. Che Salerno sia una città allo sbando è evidente anche dalla recente classifica del Sole24 ore, che la vede crollata al 101esimo posto su 107 province, bocciata su tutti i fronti. Nella tappa di ieri di “Dritti al punto – Tour nella Salerno abbandonata”, attraverso le immagini del fotoreporter Guglielmo Gambardella, diamo voce ai cittadini che si sono riversati in strada per denunciare tutti questi disagi. Il consigliere Gianpaolo Lambiase provvederà con una richiesta di accesso agli atti per capire se si tratta di un servizio esternalizzato, a chi è stata eventualmente affidata la ditta che ha in cura questo giardino ed individuare le responsabilità di questo vero e proprio fallimento. Chiediamo che questa area venga definita ZTL, che si mettano le telecamere perché, con i motorini che sfrecciano, le famiglie ed i pedoni non sono al sicuro. Che si prevedano maggiori controlli da parte della Polizia Municipale, che sia per la carenza di organico, che per l’organizzazione, non è sufficientemente presente. Che si garantisca sicurezza e pulizia, nonché la copertura in legno delle panchine.
SANITA'
Ritorna l’emergenza medici all’Umberto I di Nocera Inferiore, a rischio chiusura il reparto Ortopedia. Lo denunciano i sindacati e il segretario aziendale del presidio di via San Francesco Vincenzo Ferrara. Entrambi chiedono un intervento mirato, teso a garantire continuità a un reparto ristrutturato. “L’ospedale ha bisogno di un adeguamento degli organici anche per il personale medico oltre che del comparto. Preme sottolineare – affermano -che allo stato attuale risultano in servizio 4 medici presso la Unità Operativa di Ortopedia e che queste esigue unità si trovano a dover gestire il reparto di degenza, il pronto soccorso ortopedico e l’attività ambulatoriale, non riuscendo quindi a garantire le attività sulle 24 ore e per sette giorni settimanali, situazione che determina una impossibilità di continuare a mantenere aperta una struttura che non riesce a soddisfare neppure i livelli minimi di assistenza”. Tali attività sono di fondamentale importanza, sia da un punto di vista della mission aziendale, considerando anche la mole di utenti provenienti dall’hinterland napoletano, sia per un discorso di continuità assistenziale che si trova ad offrire tale servizio”. Ferrara e Pastore chiedono alla Direzione Strategica Aziendale della Asl Salerno “un intervento deciso e decisivo” anche attraverso un reclutamento straordinario o mediante utilizzo di graduatorie già attive all’interno del Ssr, altrimenti la speranza che nel nosocomio si possano continuare al espletare le prestazioni di ortopedia sono sempre meno e se si considera che il servizio è organizzato in una struttura recentemente ristrutturata sarebbe un peccato. “In conclusione – affermano i delegati della Cisl funzione pubblica salernitana – i medici sembrerebbe che non ci siano e quelli che ci sono non vogliono venire a Nocera. E’ un aspetto preoccupante”. (Cronache)
AUTOPSIA
La dinamica dell’incidente non è chiara, di certo c’è solo la morte di Salvatore Corrado deceduto domenica notte a capo di un incidente stradale avvenuto sulla Statale del Vesuvio. La Procura nolana ha sequestrato la salma, tuttora nell’obitorio del II Policlinico di Napoli disponendo sul corpo dello sfortunato 36enne l’esame autoptico. L’ipotesi di reato per adesso contro ignoti è di omicidio stradale, al centro delle attenzioni degli inquirenti la posizione del conducente dell’automobile (un agrese) con cui si è schiantata la Honda del 35enne impiegato presso il Circuito Internazionale di Napoli. Corrado domenica stava facendo ritorno a casa dopo la serata di gioia del trionfo dell’Italia agli Europei. Un frontale terribile, all’altezza dello svincolo di Sant’Anastasia, tra la moto e l’auto che non ha lasciato scampo a Salvatore. Il giovane sarnese è morto durante il trasporto in ospedale a Napoli, a nulla sono valse le manovre di rianimazione di medici ed infermieri. Una corsa disperata verso il secondo policlinico di Napoli, purtroppo vana. Da capire e ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Non è esclusa al momento alcuna ipotesi, si i sta valutando la velocità dei due mezzi coinvolti nello scontro, ma non si esclude che il conducente dell’auto o lo stesso Salvatore Corrado, possa aver perso il controllo a causa di qualche animale vagante sulla carreggiata. Saranno gli inquirenti a valutare responsabilità, per ora si attende solo l’esito dell’autopsia che stabilirà le cause del decesso del giovane sarnese di ritorno a casa dopo la vittoria dell’Europeo a Wembley da parte della nazionale italiana di calcio. (Cronache)
LA LETTERA
Il Comitato “Tuteliamo la Costiera amalfitana” ha inviato al Presidente De Luca una lettera aperta nella quale puntualizza le proprie posizioni nel merito dei progetti “Galleria Minori-Maiori” e “mega depuratore consortile di Maiori”, esprimendo nel dettaglio la propria visione d’insieme preoccupata e contraria alle grandi opere insieme ad alcune concrete proposte alternative. Il documento conclude ponendo l’accento sulla necessità di una visione complessiva di Costiera e di un progetto integrato e sostenibile che superi l’ottica delle grandi opere. In merito alla galleria Minori-Maiori il Comitato pone l’attenzione sulla necessità di una più virtuosa spesa pubblica che tenda all’investimento più che alla spesa tout-court e prospetta come alternativa la progettazione di un miglioramento del porto di Maiori al fine di incrementarne la capacità di accogliere soste di un più intenso traffico marittimo adibito al trasporto di persone, anche nella prospettiva della prossima transizione green all’elettrico. Una rivisitazione progettuale che insieme ad altre opere marine soffolte potrebbe anche migliorare l’ormai endemica problematica del ripascimento della spiaggia di Maiori. Senza pretendere di entrare in problemi tecnici della, il Comitato intende solo stimolare un dibattito oltre l’ovvio e lo scontato e provare a far intravedere, anche eventualmente attraverso il PNRR, l’opportunità di un’opera utile all’intera Costiera, salvaguardando anche l’intenzione di fondo di un collegamento pedonale Minori-Maiori che renda il porto facilmente accessibile nella bella stagione anche al paese viciniore. Su depuratore consortile, il Comitato insieme ad una sintesi delle proprie posizioni, rende noto un nuovo approccio nato dalle sinergie messe in moto dal nuovo Coordinamento cittadino di Maiori, costituitosi sull’onda della manifestazione pubblica dell’11 aprile e dalla diffida alla Provincia. Restando fermamente convinti che la presunta ottimizzazione degli impianti e dei costi non rappresenta sempre la strada ottimale, Il comitato, gruppi di opposizione, gruppi civici, ex sindaci e amministratori proseguono insieme nella ricerca di proposte e soluzioni alternative. Da tale collaborazione, e grazie all’impegno sagace di ex-amministratori di Maiori, è emerso che la Regione Liguria ha affrontato e risolto il problema dei piccoli centri urbani con le sole condotte a dispersione, infatti esse sarebbero più economiche ed ecologiche purché correttamente funzionanti; cioè dotate di efficienti sistemi di pretrattamento, sufficientemente lunghe e terminanti a determinate quote batimetriche. Analogamente uno studio di un team di accademici della Federico II di Napoli sembra essere giunto a medesime considerazioni su problematiche simili delle isole del Golfo di Napoli. Il “Piano di Tutela delle Acque” della Regione Liguria, su cui si sta concentrando l’attenzione sinergica del coordinamento cittadino di Maiori, norma situazioni di analoga fattispecie per specifiche fasce di abitanti evitando il ricorso a depuratori per i reflui urbani e in presenza di determinate condizioni, le quali sembrano perfettamente combaciare con le problematiche della Costiera. Sarebbe assurdo costruire un mega-depuratore-sottodimensionato per accorgersi che con una disposizione normativa di livello regionale si sarebbe potuto affrontare il problema diversamente. Sarebbe auspicabile infatti, sulle orme del PTA della Liguria, che una regolamentazione regionale di analogo contenuto potesse tener conto delle isole, della costiera amalfitana e di analoghe coste campane ove siano presenti reflui di esclusiva origine urbana e con centri abitati non superiori ai 10.000 abitanti e dove costruire un depuratore, come si è ampiamente verificato a Cetara, risulta molto problematico. Se è norma di tutela delle acque, e dell’ambiente, in Liguria non vediamo perché non possa esserlo in Campania. Un aspetto di interesse generale che il nostro Comitato insieme al Coordinamento cittadino di Maiori intende approfondire nell’immediato futuro. Infine, con caparbia determinazione il Comitato, insieme a quanti ne condividono gli obiettivi, vuole continuare a immaginare un’altra idea di Costiera e un grande progetto di innovazione tecnologica per risolvere problemi annosi ed endemici, senza stravolgere il territorio. Confidiamo nel buon senso! ma indipendentemente da questa desiderata continueremo ad informare i cittadini, a costruire una visione complessiva e alternativa del territorio, e anche a contrastare quelle opere inutili e/o potenzialmente dannose per l’ambiente e il paesaggio.
IL CASO
Vietato accendere fuochi. Era tra le indicazioni contenute nei cartelli appena sistemati da Legambiente all’ingresso del Parco del Frassineto a Fisciano. Eppure, qualche incivile ha pensato bene di fare il contrario e, ironia della sorte, accanendosi proprio contro le affissioni che incitavano al rispetto delle norme di salvaguardia dell’igiene, date incredibilmente alle fiamme. Un episodio ancora alla ricerca di spiegazioni, quello avvenuto nel fine settimana proprio alle porte del parco, una delle oasi naturalistiche più note della Valle dell’Irno, meta di giovani e comitive durante tutto l’anno e in particolare in festività come Pasquetta e Ferragosto. E pensare che da poco erano entrate in vigore le norme dettate dall’ordinanza del Comune di Fisciano. Tra queste obbligo di guinzaglio per gli amici a quattro zampe, differenziare i rifiuti e per l’appunto non appiccare roghi, specie in un periodo come quello estivo in cui il gran caldo è una variabile che può diventare, in taluni casi, disastrosa. Il contenuto del provvedimento è stato illustrato tramite dei cartelli in bella mostra all’ingresso dell’oasi. Purtroppo però gli stessi sono stati vandalizzati notte tempo da ignoti malintenzionati. Un gesto che ha mandato su tutte le furie i componenti del circolo di Legambiente Valle dell’Irno, i quali hanno presentato denuncia alle forze dell’ordine, interrogandosi sui motivi di un simile comportamento: semplici teppisti o qualcosa di peggio? «Qualche inutile idiota ha pensato bene di dare fuoco ai cartelli monitori,posti all'ingresso del parco, con cui informavamo i fruitori del parco delle regole imposte dalla nuova ordinanza hanno scritto gli attivisti Questo gesto vigliacco ed intimidatorio ci fa capire che tra tanta gente perbene ci sta chi il rispetto e la democrazia non la conosce, fermo restante che abbiamo dettagliatamente informato del fatto gli organi di polizia, sicuramente questo non ferma la nostra azione fatta di volontariato tesa alla salvaguardia dell’ambiente». Si teme insomma che non ci sia semplicemente da fare i conti con atteggiamenti incivili, ma che possa esserti trattato di una sorta di “avvertimento”. Starà ai tutori dell’ordine, sulla scorta delle indagini, stabilire la vera natura dell’episodio. Certo è che quanto accaduto ha suscitato l’indignazione di molti, anche via social network, i quali hanno condannato apertamente la condotta dei responsabili del rogo dei cartelli, nonché “consigliato” di aumentare la sicurezza nei pressi dell’oasi naturalistica, magari installando delle telecamere. (La Città)
IL FALLIMENTO
Il Tribunale di Nocera Inferiore ha dichiarato il fallimento del “Consorzio centro commerciale Pegaso in liquidazione”: la decisione è di giovedì scorso, data di deposito; ora si apre la successiva fase di curatela e di amministrazione controllata. (La Città)
QUI EBOLI
Erano state depositate in un terreno a Fiocche trasformato nel cimitero delle roulotte. Difficili da smaltire, infatti, le case su ruote dopo alcuni anni rappresentano solo una spesa. Circa un centinaio le roulotte dismesse che i Carabinieri della stazione di Santa Cecilia, diretta dal maresciallo Fabio Basilisco, coordinati dal capano Emanuele Tanzilli della compagnia di Eboli, hanno scoperto e sequestrato. I sigilli sono stati apposti ad un’area di circa tremila metri quadri. Denunciati per abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi e smaltimento illegale sia il proprietario del terreno che l’affittuario. Si tratta di rottami, poco più che rifiuti, ma che andrebbero smaltiti osservando precise prescrizioni e rivolgendosi a ditte autorizzate del settore ambientale. A quel che i Carabinieri hanno potuto constatare dopo le prime indagini, che li hanno condotti a controllare il terreno, le roulotte sarebbero state portate nell’area da una ditta di Caserta che si occupa proprio di vendita di camper e roulotte e che fornisce anche pezzi di ricambio. Il terreno invece, risulta di proprietà di un imprenditore agricolo ebolitano che avrebbe affittato il lotto incolto ai casertani. Anche questa volta i carabinieri di Eboli si sono avvalsi della collaborazione delle guardie ambientali dell’Accademia Kronos. L’operazione rientra nell’ambito dei controlli sul territorio che già da qualche mese i carabinieri di Eboli stanno effettuando proprio rispetto a reati contro l’ambiente. Hanno ricevuto denunce e sanzioni già diverse aziende bufaline del territorio che smaltivano illegalmente i reflui zootecnici. A fine giugno i militari dell’Arma scoprirono un’area di ben ottomila metri quadri che un imprenditore aveva adibito a discarica di rifiuti di ogni genere, proprio accanto alla sua struttura ricettiva. I Carabinieri, che operarono anche con l’ausilio del nucleo elicotteri di Pontecagnano, trovarono materiali ferrosi, pannelli metallici, cisterne, frigoriferi, cucine, cappe, caldaie, condizionatori, guaine bitumose, un vecchio furgone, ma anche inerti di origine edilizia, tubi in gomma, cassette in plastica, numerosissimi materassi, beni durevoli dismessi, residui di vegetazione derivante dalla manutenzione del verde. Insomma una discarica abusiva, illegale ed estremamente pericolosa. (La Città)
QUI MONTECORVINO PUGLIANO
Per l’Inps, Rocco Scalesi sarebbe un fantasma. Uno sconosciuto. Un manovale edile di 64 anni senza neppure un giorno di contributi. Un morto sul lavoro senza lavoro. È il paradosso che si para dinanzi agli occhi degli inquirenti che conducono le indagini sulla tragedia di Pagliarone di Montecorvino Pugliano: l’operaio che è precipitato dalle sommità del tetto incenerito della “Sabit”, che stava riparando, non risulterebbe nemmeno assunto dall’impresa edile esterna che stava effettuando i lavori. Sono gli esiti dei primi giorni d’attività investigativa condotta dalla Procura della Repubblica di Salerno, che s’avvale del lavoro dei carabinieri della Compagnia di Battipaglia, agli ordini del maggiore Vitantonio Sisto. «Era il suo primo giorno», avevano detto i vertici della ditta montecorvinese all’indomani della tragedia di giovedì scorso. E invece il 64enne salernitano non risulta contrattualizzato né assicurato. Gli inquirenti nutrono grosse perplessità pure sull’ottemperanza alle norme previste per assicurare la sicurezza sul posto di lavoro. Il miraggio d’un contratto. Le forze dell’ordine non trovano neppure quello del 53enne di Giffoni Valle Piana che poco più d’una settimana prima, il 30 giugno scorso, insieme ad un altro operaio, un 34enne di Salerno, riportò gravissime ustioni nelle fiamme d’un incendio divampato nel vano motore di un’imbarcazione all’interno di un’officina di rimessaggio a Pontecagnano Faiano: in quel caso i titolari della società fecero sapere che il 53enne non lavorava per loro, che s’era ritrovato nel fuoco di via Como perché era andato a chieder lavoro. Gli inquirenti, pure in quel caso, nutrono seri dubbi sulle ricostruzioni fornite dagli imprenditori. Un esercito di fantasmi nelle fabbriche e nelle imprese dei Picentini. Un fenomeno che è finito nel mirino delle forze dell’ordine locali. Ora i carabinieri della Compagnia di Battipaglia passano al setaccio le aziende del comprensorio. Riflettori sul lavoro sommerso, piaga che, negli anni addietro, pareva prerogativa esclusiva dell’agricoltura. Col passare degli anni, invece, il fenomeno s’è esteso al mondo dell’industria. E a quello del mattone. L’economia cambia: gran parte dei piccoli proprietari terrieri, quelli che un tempo, più d’ogni altra categoria imprenditoriale, favorivano il proliferare delle occupazioni “fuorilegge”, ora rientra nelle filiere tirate su dai colossi dell’agricoltura. Ed è raro che un colosso metta a rischio fatturati a sei zeri per risparmiare su qualche contratto. La piaga del lavoro nero tra i campi resta diffusissima, ma ad essa, tra la Piana del Sele e i Picentini, s’affianca l’emergenza dei “fantasmi” delle fabbriche. Ai primi di dicembre dello scorso anno, lungo la zona industriale di Bellizzi, i carabinieri si resero protagonisti d’un blitz che fece scalpore: sequestrarono una fabbrica di pallet, i bancali di legno, all’interno della quale trovarono i “nuovi schiavi” al lavoro in condizioni disumane. All’addiaccio, con le mani tremule per il freddo, alle prese con pericolosissimi macchinari, nella fabbrica dei bancali di legname, alle porte di Bellizzi, ch’era diventata il loro tugurio, con angusti abituri per passare la notte ricavati proprio nell’opificio della vergogna, finito sotto sequestro. Ai titolari, napoletani d’origine ma battipagliesi d’adozione, un padre di 66 anni ed un figlio 37enne, furono elevate, soltanto in fase iniziale, sanzioni da 47.600 euro per le violazioni in materia di lavoro. Un blitz figlio d’una lunga attività d’inchiesta che aveva preso il la dal mondo dell’agricoltura: s’andava a caccia dei “fantasmi” tra i campi. Alla fine li hanno ritrovati sotto il tetto d’una fabbrica. Benvenuti nella “California” del Sud. (La Città)
WEDDING
“Il wedding è uno dei comparti più colpiti dalla crisi sanitaria. La pandemia ha costretto 7 coppie su 10 a posticipare fino a 14 mesi le nozze se non, in alcuni casi, a cancellarle del tutto. Un danno calcolato in circa 2 miliardi di euro per la sola Campania, che ha colpito molte imprese che ruotano attorno al mondo delle cerimonie nuziali. Dagli addobbi floreali, agli studi fotografici, ai settori dell’intrattenimento e della musica, per non dimenticare la ristorazione e gli abiti da cerimonia. Con l’approvazione di una mozione a nostra firma, abbiamo ottenuto che in Campania verrà istituito un distretto del wedding, nel quale confluiranno tutti i professionisti con codici Ateco legati al settore, così da mettere assieme professionalità e imprese di qualità con l’obiettivo, tra gli altri, di creare un marchio del wedding campano”. Lo annunciano la capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino e il consigliere regionale Gennaro Saiello. “Un risultato fondamentale, se si pensa che sono oltre 12mila le attività legate alla filiera del wedding nella nostra regione, il 50% delle quali nella sola provincia di Napoli. Un indotto che genera un fatturato annuo stimato in 6 miliardi di euro e che abbiamo il dovere di far ripartire e rilanciare”.
IL PARERE
“Le aziende sanitarie provinciali eseguiranno una ricognizione completa e aggiornata di tutti i dipendenti pubblici, del personale preposto ai servizi di pubblica utilità e ai servizi essenziali, degli autotrasportatori, del personale delle imprese della filiera agroalimentare e sanitaria, degli equipaggi dei mezzi di trasporto per censire chi non è ancora stato sottoposto a vaccinazione e invitarlo formalmente a provvedere. In caso di indisponibilità o di rifiuto, il datore di lavoro dovrà, nei modi e termini previsti dai contratti collettivi, riassegnare il dipendente ad altro ruolo, che non implichi il contatto diretto con l’utenza”. E’ quanto è stato stabilito con un’ordinanza regionale dal Presidente della Regione Sicilia Musumeci. Un’ordinanza firmata sei giorni fa e che ha fatto già discutere, tra favorevoli e contrari. In sintesi la Regione Sicilia la Regione cerca la strada delle mappature, degli inviti formali e degli eventuali trasferimenti di mansione per far vaccinare tutti. Una decisione che come detto sta facendo molto discutere e non solo in negativo.?Infatti, Musumeci non è il primo ad adottare una misura del genere, prima di lui l’ordine dei medici aveva annunciato che al termine della campagna vaccinale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, come previsto dal Dl?Covid, la sospensione dalla mansione per i sanitari che non si saranno vaccinati e anche il rischio di sospensione dello stipendio nel caso non sia possibile assegnare al lavoratore compiti alternativi. Dunque Musumeci, come abbiamo detto, non è il primo in ordine di tempo, e non sarà sicuramente l’ultimo, sono infatti, molti ad ipotizzare che ordinanze regionali come quella emessa dal Governatore della Sicilia saranno a breve emesse danche da altri presidenti regionali, che come Musucemi, potrebbero chiedere un censimento dei dipendenti pubblici non vaccinati e di conseguenza un trasferimento ad altre mansioni per coloro che non intendono vaccinarsi. E tra i dipendenti pubblici che verranno censiti, al momento solo in Sicilia, ci sono anche i docenti, i dirigenti scolastici e il personale Ata e non docente… “Certo è che se dovessi trasferire ad altre mansioni coloro che non si sono o non si vogliono vaccinare si potrebbe rischiare di avere numerose classi scoperte”. Così Alessandro?Turchi, dirigente scolastico dell’Istituto Superiore ProfAgri con ben sette sedi tra Salerno e provincia, commentando l’ordinanza del presidente della Regione Sicilia. “Credo che Musumeci abbia fatto bene, e mi auguro che De Luca faccia lo stesso, perchè la libertà individuale è una cosa e il benessere collettivo è un’altra. Io credo che debba primeggiare sempre il benessere collettivo e la sicurezza della gente. Che io sia libero di non vaccinarmi e poi di infettare le persone non credo che sia una cosa che possa andare bene. La scuola è una cosa seria, i ragazzi devono poter venire in sicurezza e credo che sia giusto che chi non si vaccina non stia a contatto con i ragazzi”. Ma è possibile destinare i docenti ad altre mansioni che non prevedano contatti con il pubblico, in questo caso con i ragazzi? “E’ impossibile destinare i docenti che non si vaccinano ad altro ruolo, però credo che sia giusto che vi sia una sorta di obbligo vaccinale almeno per le categorie come quelle dei docenti, dei medici, perchè è un puro atto di egoismo non essere vaccinati in nome di una libertà, perchè in nome di quella stessa libertà allora ti stai a casa”. (Cronache)
PREMIO CHARLOT
Come promesso qualche mese fa, quando tante strutture chiudevano per via del Covid-19, il Cinema Teatro Charlot, nuovo luogo dell’intrattenimento del territorio campano, è pronto ad alzare il sipario. Il teatro si appresta ad agire come punto di riferimento dello spettacolo 365 giorni all’anno: 350 e 60 i posti delle platee al chiuso, 800 oggi ma saranno 1500 quelli dell’Arena all’aperto, è dallo spettacolo sotto le stelle che gli amici soci Gianluca e Valentina Tortora, Piermarco e Rolando Fiore hanno deciso di cominciare. Cinema, grandi eventi, performance di ogni forma d’arte, il palcoscenico sarà anche spazio formativo. L’idea portante è quella di iniziare dall’arena all’aperto, il palcoscenico che accoglierà per primo aspirazioni e applausi, risate e lacrime, piccoli e grandi, celebrità e talenti emergenti, per poi traghettare al chiuso, con la stagione fredda, l’arte in tutte le sue forme. Lo spazio sarà anche il luogo del lounge bar, tavoli all’aperto dove poter bere e mangiare all’aperto prima degli spettacoli. Per l’occasione confluiscono tutte le forme d’arte. La danza aerea e quella in punta si incontrano a metà strada, sulla scena, per poi alternare il palcoscenico con la musica e il teatro: lo spettacolo sarà il grande protagonista del taglio del nastro, l’ospite d’eccezione, quello che, dopo un anno e mezzo di pandemia, ha bisogno di esprimersi, raccontarsi, muoversi tra la gente e per la gente. Tutto questo accadrà grazie alla sinergia tra la Polimusic di Marcello Ferrante, il Professional Ballet di Pina Testa, la Compagnia dell’Arte di Antonello Ronga, la Società Dedalo di Giuseppe Iannone. L’opening sarà una prova generale di quella che l’anno prossimo sarà l’arena. Si parte con una disponibilità di 800 posti: nella prossima stagione, quando verrà montata la gradinata, diventeranno 1500. L’arena apre allo spettacolo giovedì 29 luglio con il cabaret dei Villa per Bene, per poi proseguire senza sosta alternando musica, comicità, teatro: il 30 piano show con Marco Sammartino, il 31 Salvatore Gisonna, l’1 agosto la Compagnia dell’Arte in “Neapolis, città eterna”. Per vivere il connubio fresco d’estate e piacere dello spartito, il 6 agosto tocca al piano show di Herry e Marcella in Atmosfere (che replicheranno il 20). Ancora sei le date con il cabaret: all’Arena di Charlot arrivano Pasquale Palma (il 7) Vincenzo Comunale (il 21) Gennaro De Rosa (il 28) Marco Cristi (il 4) Alessandro Bolide (l’11) Luca Bruno (il 25). Spazio anche ai più piccoli con due serate dedicate al Teatro dei Burattini dei Fratelli Ferraioli (l’8 agosto e 5 settembre) e alle fiabe (il 3 settembre) con la Compagnia dell’arte, impegnata anche in altre performance (Tierra y sangre il 22 agosto). Ancora musica il 27 agosto con il piano show Marco Sammartino, il 12 settembre con i Binario Sud e il 18 settembre con i Non solo gospel. Nel mix di appuntamenti c’è anche l’ars coreutica: il 10 settembre danziAMO con Charlot a cura di Pina Testa.
IL LIBRO
“Non facciamo cerimonie! A spasso nelle vicende del protocollo di Stato” è il titolo del libro di Enrico Passaro, responsabile dell’Ufficio del Cerimoniale di Stato e per le Onorificenze. Pubblicato da Editoriale Scientifica, sarà presentato a Cava de’ Tirreni, città natale dell’autore. Dopo un’esperienza di operatore sociale all’Ispes, Passaro ha lavorato, dal 1985 al 2000, da funzionario prima, e poi da dirigente, al Ministero del Tesoro ora Ministero dell’Economia. Dal 2000 al 2009 ha prestato servizio alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione. Si occupa di attività protocollare presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri: ha fatto da cerimoniere a sette Presidenti del Consiglio: Silvio Berusconi, Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte e Mario Draghi. «E’ un lavoro di responsabilità, stressante, è un lavoro guardato con disincanto, a volte sbeffeggiato – racconta Passaro – ma è un lavoro da privilegiato. Non perché si è vicini ad uomini di potere ma perché attraverso il cerimoniale e il protocollo di Stato si attraversa e si ripassa la storia, si risveglia la memoria, si valorizzano gesti simbolici che sono alla radice dei sentimenti e dell’identità di un popolo, si conoscono e si apprezzano valori e motivazioni di altri mondi e altre civiltà. Basta raccontarlo, senza enfasi, con molta ironia e autoironia, a volte emozionandosi o commuovendosi, a volte indignandosi, a volte sorridendo o ridendo di se stessi o di buffe situazioni che attraverso il cerimoniale e una comunicazione esasperata si mettono in evidenza». La presentazione del volume mercoledì 14 luglio alle 19,30 nei giardini del Complesso Monumentale di San Giovanni, nel cuore antico di Cava de’ Tirreni, promossa dall’associazione giornalisti Cava-Costa d’Amalfi “Lucio Barone” di concerto con il Comune. Ai saluti del sindaco Vincenzo Servalli, dell’assessore a Turismo e Cultura Armando Lamberti e del presidente dell’Assogiornalisti Emiliano Amato, seguiranno gli interventi dell’avvocato Francesco Accarino, di Alfonso Andria, presidente Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, già parlamentare nazionale ed europeo, e di Mimmo Venditti, regista e attore teatrale che leggerà alcuni brani del testo. La manifestazione, che vedrà la presenza dell’Autore, sarà moderata dal giornalista Francesco Romanelli.
IL LIBRO/2
Uscirà domani, giovedì 15 luglio 2021, “E-commerce Startup. Come iniziare a vendere online con il piede giusto” il libro che segna l’esordio editoriale di Giuseppe Noschese, consulente e-commerce e formatore che dopo dieci anni di esperienza sul campo, al servizio di progetti digitali di grande respiro, ha deciso di condensare in un manuale pratico, segreti e suggerimenti importanti per coloro che intendono approcciare il mondo digitale per raggiungere obiettivi di business. Il libro nasce dalla volontà dell’autore, che negli anni ha affiancato aziende e professionisti nella digital transformation che la pandemia ha solo ulteriormente accelerato, di mettere al servizio del lettore tutto ciò che ha imparato, sperimentato e acquisito sul campo, implementando progetti, analizzando criticità ed affrontando la continua e quotidiana evoluzione del mondo digitale. Il suo è un approccio pragmatico, a tratti furbo e proprio per questo estremamente efficace, che permette di non perdere di vista l’obiettivo risalendo quella che diventa una piccola “mappa del tesoro”. “Rincorro questo libro da anni – spiega Noschese – ad ogni meetup, webinar, tavola rotonda e speech fatto, non ho mai abbandonato il sogno di mettere insieme tutti i pezzi raccolti per creare qualcosa che potesse semplificare il lavoro a chi voleva intraprendere il mio stesso percorso. La pandemia ha messo sotto i riflettori la parola “e-commerce” facendola diventare di colpo l’ancora di salvezza, l’elemento imprescindibile che tutte le aziende devono avere per superare le difficoltà. Questo libro arriva in un momento particolare della mia vita, non solo legato alle incertezze dovute alla pandemia, in cui mi sono ritrovato a dover fare diverse scelte professionali importanti, ma negli stessi mesi in cui ho iniziato a scriverlo, sono diventato papà e tra le pagine di questo libro ci sono anche preoccupazioni, gioie, notti insonni, sorrisi e piccoli/grandi momenti persi. Quindi un libro a cui tengo tanto dal punto di vista professionale e umano perché ogni pagina mi lega in maniere indissolubile ad un ricordo”.
MAIORI FESTIVAL
Entra nel vivo la programmazione estiva del Maiori Festival con un intenso fine settimana di eventi. Giovedì 15 Luglio (ore 20) s’inaugura la XIII edizione di Arte nel Palazzo, a cura di Angelo Criscuoli, a palazzo Mezzacapo, una consolidata rassegna annuale d’arte contemporanea. Di altissima qualità la selezione delle oltre 50 opere d’arte, principalmente pittoriche, esposte nelle otto sale del Palazzo, una scultura bronzea di Mario Ferrante spicca tra una serie di dipinti su tela del famoso artista italo-brasiliano. In alcuni di essi il pittore fonde sapientemente frammenti realistici del vissuto quotidiano con visioni oniriche di animali esotici, evocanti sia la forza che la fragilità di una Natura alle cui leggi immutabili l’umanità dovrebbe uniformarsi per scongiurare il proprio declino. Un grande quadro ispirato alle Metamorfosi di Ovidio del pittore Luca Battini, straordinario per la raffinata tecnica esecutiva e l’originalità interpretativa del soggetto mitologico, accoglie e seduce il visitatore nella sala dedicata all’affreschista toscano. Alcune tele storiche di grandi dimensioni di Ferdinando Ambrosino sono esposte nel Salone degli affreschi e ci raccontano l’amore dell’artista per l’isola di Procida, nei cui colori mediterranei il pittore ha probabilmente trovato anche spunti ed ispirazione per i suoi successivi cicli pittorici, apprezzati da collezionisti di tutto il mondo. Nella sala riservata al pittore e performer aquilano Marco Sciame, già Premio Arte Mondadori, un’esclusiva selezione di quadri inediti (alcuni dei quali su carta d’Amalfi Amatruda) dedicati ai paesaggi della Costiera Amalfitana, resi con l’affascinante tecnica del divisionismo lineare, proietta l’osservatore in una dimensione psichica che agevola il superamento dello spazio-tempo percettivo, attraverso il leggero sfasamento delle diverse sezioni in cui l’artista frammenta le sue recenti visioni pittoriche. A scorci di Maiori e della Costiera sono dedicate anche alcune importanti tele del pittore umbro Sandro Bini e i delicati acquerelli su carta d’Amalfi Amatruda del pittore napoletano Vittorio Petito. Assolutamente coinvolgenti i grandi ritratti su tavola del pittore romano Michelino Iorizzo, ospite per la prima volta ad Arte nel Palazzo. Splendidi volti di donna, che esprimono il fascino e mistero di una bellezza ideale, attraverso una pittura fatta di stratificazioni cromatiche, che sembrano sciogliersi per consentirci di scavare nel profondo dell’anima, oltre la superficie apparente. Un senso di pace e solarità trasfondono, infine, i quadri del pugliese Amedeo Cianci, sia nelle fioriture della campagna salentina, che nelle recenti opere materiche in cui il pittore riesce a creare l’illusione ottica delle trasparenti acque del mare. L’ingresso alla mostra è gratuito, tutti i giorni (ore 9-13 e 19-23) tranne il lunedì. La serata continuerà con un concerto dell’arpista Valentina Milite nel salone degli affreschi (ore 21). Il recital propone un viaggio sonoro che metterà in risalto i due spiriti conviventi nell’animo umano, apollineo e dionisiaco, due anime contrapposte e percorre il rigore e la stabilità tonale dei clavicembalisti del barocco passando all’eterea eleganza dei compositori dei primi del Novecento. L’evento sarà concluso da una degustazione dei vini della Cantina Donnachiara (Montefalcione, Avellino). Sabato 17 luglio (ore 18.00) ci sarà una visita guidata nel Centro storico, un’immersione nei suggestivi vicoli di arabeggiante memoria dove i partecipanti, come in una sorta di macchina del tempo, saranno catapultati in una Maiori di fine ‘800 con quadri popolati da contadini, portatrici di limoni e pescatori evocando il profumo dei limoneti e l’odore del mare. La rappresentazione, ideata e diretta da Costantino Amatruda, percorrerà la storia di una furmechella “Filumena” una trasportatrice di limoni attraverso le sue speranze, illusioni e disillusioni. La seduzione del ricco proprietario terriero, il Marchese Mezzacapo, l’innamoramento sotto le piante di limoni e l’abbandono per un matrimonio d’interesse. I dialoghi e le ambientazioni pur se contestualizzati in un vero storico sono dettati da ricordi della tradizione orale. Alle ore ore 20.30 (17 luglio – 14 settembre) si terrà l’inaugurazione della mostra “Riggiole” di Giuseppe Palermo nei Giardini di Palazzo Mezzacapo. Le opere dell’artista Palermo prenderanno vita in un percorso in cui si rinuncia alle tecniche e ai materiali tradizionali che hanno costruito la storia artistica della Costa d’Amalfi e s’indaga, con un salto di scala, la distanza tra la ceramica stessa e il nostro ‘consueto’ modo di viverla, riproducendo ad olio le decorazioni di storiche mattonelle dell’antica tradizione vietrese provenienti da collezioni private. A conclusione degli appuntamenti di metà luglio del Maiori Festival un incontro incentrato sul relax domenica 18 luglio (ore 19). Infatti, al tramonto, l’istruttore Andrea Criscuoli, alla spiaggia del porto turistico, accoglierà i partecipanti con una serie di esercizi di Chi Kung e Tai Chi caratterizzati da respirazione e movimenti dolci derivanti dalle antiche arti marziali che condurranno a una sorta di benessere per il corpo e per la mente. Gli eventi promossi dal Maiori Festival con il patrocinio del Comune di Maiori sono a ingresso libero, con prenotazione obbligatoria sul sito ufficiale www.maiorifestival.it o chiamando i numeri 3338104800 o 3392829691.
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