

Con l’imminente chiusura dei campionati giovanili e dilettantistici (prolungati a causa dell’emergenza epidemiologica) è tempo di programmare la nuova stagione calcistica 2021/22. A tal proposito abbiamo intervistato l’ex tecnico del Buccino e Jonica, Dario Costantino, rientrato da pochi giorni a Salerno dopo l’esperienza formativa negli Stati Uniti.
Buongiorno mister, dopo quasi ormai due anni di stop forzato, per quanto riguarda i campionati delle categorie dilettantistiche, si sente pronto a ritornare a sedere su una panchina?
“Buongiorno, innanzitutto voglio ringraziare la redazione sportiva di Salernoinweb per quest’intervista. Ritornando alla domanda che mi ha posto, ovviamente questo lungo ed estenuante stop dovuto alla situazione epidemiologica ha fatto accrescere la voglia di calcio in ogni appassionato di questo bellissimo sport, con questo voglio dire che mi sento assolutamente pronto a ripartire a patto, sempre, che ci siano le condizioni ideali”
Cosa intende per condizioni ideali?
“Per condizioni ideali intendo ovviamente un progetto serio basato su progettualità, programmazione, prospettive di crescita e soprattutto voglia di fare calcio”
Come ha utilizzato questo lungo periodo di stop?
“Inizialmente ero amareggiato in quanto subito dopo aver raggiunto l’accordo per guidare il Club Calcio Vittoria 2020 sono stati sospesi i campionati. Detto questo ho cercato di voltare subito pagina ed ho continuato a studiare ed aggiornarmi, come è giusto che ogni allenatore faccia. Ho seguito lezioni online, ho avuto modo di confrontarmi e scambiare idee con colleghi mediante videoconferenze e soprattutto ho arricchito il mio bagaglio con l’esperienza negli Stati Uniti”
In merito all’esperienza negli Stati Uniti, ritene che sia stata formativa dal punto di vista calcistico?
“Assolutamente si, ho avuto modo di confrontarmi con una realtà molto diversa dalla nostra ciò mi ha permesso di guardare le cose sotto un altro punto di vista. Vi è un approccio totalmente diverso sia negli allenamenti che nella preparazione delle partite, tutti gli addetti ai lavori svolgono i loro incarichi in maniera professionale a prescindere dalla categoria, ma in modo particolare sono stato colpito dal grande valore che viene dato allo sport attraverso le istituzioni”
Ha avuto la possibilità di visionare qualche giocatore che ritiene interessante?
“Si, proprio nell’ultimo periodo prima del ritorno in Italia ho avuto modo di visionare un 2004 che mi ha impressionato. Un ragazzo ambidestro, ma soprattutto capace di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo; sarà da tenere d’occhio in ottica futura”.
Adesso che è tornato in Italia qual è il suo obiettivo?
“Il mio obiettivo è sempre uguale, fare calcio in maniera professionale d’altronde quello che conta è l’idea di calcio che mi verrà proposta”.
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