

Il palazzo dell’Ufficio d’Igiene entra a far parte dei beni del Comune e gran parte degli uffici dislocati in appartamenti in affitto saranno inglobati nell’immobile di via Settimo Mobilio dove, attualmente, si trova già il settore Ambiente. L’Asl, invece, potrà continuare a occupare i locali del palazzotto di via Bastioni (sede del Dipartimento di Salute Mentale), almeno per i prossimi due anni. Queste le decisioni contenute nella delibera di giunta all’indomani della sentenza della Corte d’Appello di Salerno che ha accolto le ragioni dell’Amministrazione assegnandole i due beni un tempo in capo all’Asl; all’Azienda sanitaria, invece, rimane il complesso edilizio (in località Torre Angellara), denominato Preventorio Marino, ora occupata da “Soccorso Amico”.
La giunta, quindi, ha stabilito “il pieno e totale recupero della totale disponibilità dell’immobile di via Settimio Mobilio, ove dovranno essere collocati gli uffici dei settori comunali attualmente ospitati in immobili condotti in locazione mentre potrà, d’intesa con l’Asl di Salerno, formalizzarsi la permanenza dell’attuale struttura sanitaria Dipartimento di salute mentale ospitata presso l’immobile di via Bastioni, mediante apposito contratto di comodato da sottoscriversi per un periodo non superiore a due anni, ferma la possibilità qualora alla scadenza non si fosse arrivati all'abbandono del bene, di definire relativo rapporto di locazione secondo gli indici di mercato”. Questi nuovi assetti concludono un contenzioso che si protraeva da più di 15anni.
A mettere la parola fine sulla titolarità delle strutture è la sentenza della Corte d’Appello che ha definito la questione iniziata nel lontano 1996 da una delibera della Giunta regionale. Nell’ambito della riorganizzazione delle Aziende sanitarie, infatti, un quarto di secolo fa, Palazzo Santa Lucia decise di assegnare all’Asl Salerno il complesso edilizio di via Bastioni, di far convivere nell’immobile di via Settimio Mobilio da Asl e Comune, mentre il cespite di Torre Angellara - denominato dove si trova la sede dell’associazione “Soccorso Amico”.
Quel trasferimento di beni non convinse affatto l’amministrazione comunale che, nel luglio del 2004, citò in giudizio l’Asl chiedendo la inopponibilità dei decreti regionali. Il tribunale di Salerno, nella sentenza di primo grado del 2013 ha dato ragione al Comune, condannando l’Asl al rilascio dei complessi edilizi di via Bastioni e via Mobilio ma respingendo la domanda per il cespite di Torre Angellara. Non solo: l’Asl, infatti, fu condannata anche al pagamento per le “precedenti occupazioni” dell’Ufficio Igiene (quantificato in 1 milione 365mila euro) e della comunità alloggio del centro storico (871mila euro). L’Azienda sanitaria, nell’ottobre del 2014, ha appellato la decisione (in via incidentale anche il Comune ha presentato un’altra istanza).
E lo scorso 7 maggio, a distanza di quasi dieci anni dalla decisione di primo grado, si sono espressi i giudici che hanno riformulato la sentenza, respingendo la domanda di restituzione dei frutti articolata dal Comune per gli immobili di via Bastioni e via Mobilio e quella di risarcimento formulata dall’Azienda sanitaria per il “preventorio marino”. L’ufficio legale dell’Asl ha ritenuto di non presentare ricorso in Cassazione (lo stesso ha fatto il Comune) e, dunque, la sentenza è diventata esecutiva. Anche una delibera del manager dell’Asl, Mario Iervolino , ha recepito la sentenza, impegnandosi a lasciare l’immobile di via Mobilio «in tempi ragionevoli e compatibili con la necessità di assicurare la continuità delle attività».
FONTE: La Città
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