

Pronti, partenza, via: domani partono i saldi in Campania. Che, alla fine s’è allineata alla stragrande maggioranza delle Regioni italiane per la stagione delle vendite a prezzi scontati. Un appuntamento molto atteso dai commercianti per risollevare una stagione dalle tinte fosche, per via dell’emergenza sanitaria e della conseguente crisi economica; un’occasione per i consumatori di acquistare prodotti a prezzi più bassi. Insomma i saldi sono attesi da tutti anche se le previsioni, soprattutto a Salerno, non sono ottimistiche. Perché in particolar modo i commercianti locali non nutrono grandi speranze. Colpa della pandemia ma pure delle regole, non chiare, che fanno sì che i più furbi siano in saldo quasi tutto l’anno, danneggiando chi, al contrario, segue le regole.
Lo scetticismo di Federmoda. Così anche a Salerno e provincia le aspettative non sono tante. A confermalo è Marco Salvatore , vice presidente regionale di Fermoda. «È complicato dire – evidenzia – come andrà. Anche questa stagione è stata difficilissima. E i saldi, da soli, non possono certamente risolvere tutti i problemi. Siamo ancora in piena pandemia e abbiamo perso quasi tutta la primavera, che in termini di vendita è uno dei periodi più importanti ». Per Salvatore, inoltre, deve essere rivista l’attuale normativa: «Così i saldi non funzionano più – rimarca – e non hanno più ragione d’esistere. Andrebbero, infatti, disciplinati in maniera diversa. E dovrebbero essere fatti controlli ai negozi, non permettendo che ci siano promozioni e vendite straordinarie in ogni periodo dell’anno».
La stima sui saldi estivi. Al di là delle difficoltà oggettive, secondo l’ufficio studi di Confcommercio, il valore dei saldi estivi ammonta a ben 2,6 miliardi di euro. E approfitteranno per fare un acquisto a prezzo ridotto ben 15,5 milioni di famiglie. Che, mediamente, avranno come budget 171 euro. Mentre una singola persona spenderà mediamente 74 euro. «Dopo l’annus horribilis – puntualizza Renato Borghi , presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio l’auspicio è che riparta la corsa allo shopping. C’è tanta voglia di libertà e di ritorno ad una nuova normalità. E, dopo un lungo periodo di restrizioni, i saldi estivi rappresentano un’occasione importante per recuperare il tempo perduto e rinnovare il guardaroba per le vacanze, acquistando anche a prezzi convenienti».
Il problema delle vendite online. L’attesa, a livello nazionale, è di consumi in crescita rispetto allo scorso anno e anche di «una conferma del trend degli acquisti – spiega Borghi - nei negozi di prossimità, dopo il forzato ricorso al web». «In questo senso – aggiunge - attendiamo dal Governo una forte presa di posizione, già nel prossimo incontro dei ministri delle Finanze e governatori delle Banche centrali del G20 a Venezia, per l’introduzione di un’imposta minima globale sui ricavi dei colossi del web nei Paesi in cui operano». «È una soluzione fondamentale – conclude Borghi – per riequilibrare i rapporti di forza in un mercato che non può rimanere senza regole. Occorre dare certezze alle imprese per garantire i valori della nostra società, della nostra tradizione, della nostra economia e dei nostri territori, ma soprattutto per rendere più stimolante, sostenibile e reale la relazione sociale tra le persone».
Saldi chiari e sicuri. Come per lo scorso anno, nel rispetto delle linee guida per le attività economiche e produttive, sono confermate le modalità di svolgimento delle vendite di fine stagione, che dovranno avvenire secondo una serie di regole sintetizzate nel decalogo dei “saldi chiari e sicuri”. Perciò Federmoda Italia e Confcommercio forniscono, in un vademecum aggiornato, una serie di indicazioni fondamentali, sia per gli esercenti che per i clienti, per effettuare gli acquisti in saldo seguendo norme di sicurezza e trasparenza. Prima fra tutte il rispetto del distanziamento sociale, che deve essere di almeno un metro; l’obbligo di mantenere la mascherina nel negozio; la disinfezione delle mani prima di toccare i prodotti; i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo; la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato, che è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme; favorire le modalità di pagamento elettroniche.
FONTE: La Città
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