

Con le sue reti ed il suo carisma ha trascinato il Cosenza alla salvezza nella doppia sfida play-out con i Castelli Romani ma la storia pallanuotistica di Claudia Presta è densa di eventi e momenti da ricordare. Dalla massima serie agli Europei di Baku ed i Mondiali di Auckland con le Nazionali giovanili, in particolare l'Under 19. Un caleidoscopio di emozioni che non cenna ad esaurirsi nonostante gli impegni aumentino ed il momento non facile non aiuta di certo. "L’incontro tra me e la Pallanuoto è stato molto causale. All’età di 9 anni infatti, non essendo una bambina molto portata per la danza, nel tentativo di trovare un passatempo post-studio i miei genitori hanno deciso di provare con la piscina - racconta ai nostri microfoni - Da lì è stato amore a prima vista. Da un semplice passatempo è diventato una delle poche cose che ancora riesce a farmi brillare gli occhi dalla felicità. È il mio porto sicuro. Ci sono tantissimi ricordi che porto e porterò sempre con me di questi anni ma uno in particolare è quello che mi piace raccontare con ancor più gioia. Parlo della promozione della mia squadra in A1. Ricordo gli spalti della nostra piscina pieni di gente, ricordo i pianti, i sorrisi delle mie compagne, gli abbracci stracolmi di gioia, ricordo la gioia delle nostre famiglie e della società e ricordo lo sguardo di orgoglio del nostro presidente. Questo è sicuramente il ricordo migliore di sempre. Sono fortunata e lo dico dal cuore, in una “piccola” realtà come Cosenza sono passate grandi, anzi grandissime giocatrici, che mi hanno lasciato e arricchito tantissimo sia come pallanuotista che come persona, citarne una in particolare mi è difficile".
Piscina porto sicuro e amore irrinunciabile ma anche fonte di travaglio, non per propria volontà. Il Covid per molte società ha rappresentato un ostacolo insormontabile ed anche a Cosenza la situazione è stata tutt'altro che semplice: "Posso dire con certezza che per me quanto per la mia società gestire la pausa è stata una delle cose più complesse di questo intero periodo. Ci siamo ritrovati da un giorno all’altro dalla preparazione di una partita importante al divieto di entrare in piscina, senza una data di rientro, senza prospettive. I sacrifici che avevamo fatto fino a quel momento sembravano vanificati - aggiunge Claudia - Nonostante ciò abbiamo cercato di organizzare al meglio gli allenamenti online, ben consapevoli che non sarebbe stato lo stesso. È stato difficilissimo per tanti motivi, avevamo solo bisogno della forza che solo una squadra può darti, di condividere emozioni positive".
Tornare a disputare e sopratttutto concludere un campionato è stato, a prescindere, un toccasana: "Mi ritrovo abbastanza d’accordo con la formula adottata nei gironi. Limitare gli spostamenti era importante soprattutto nelle prime fasi del campionato. Questo si è tradotto inevitabilmente in un numero ridotto di partite, ma per noi, per il mio allenatore, per me, per la società riprendere a giocare il prima possibile è stato un grande traguardo - evidenzia l'atleta calabrese - Ci siamo organizzati in modo tale da essere pronti alla partenza del campionato. Per quanto riguarda il nostro girone è stato abbastanza impegnativo, a conferma di ció 2 delle 4 avversarie, Brizz e Acquachiara, sono ora in finale, un plauso e un in bocca al lupo a loro. Nel girone di andata abbiamo risentito notevolmente il ritardo di preparazione avuto, ma con i sacrifici fatti da noi, dalla società e dalle famiglie siamo riuscite a raggiungere l’obbiettivo che avevamo prefissato, la salvezza. Ad essere sincera, in principio puntavamo ovviamente ad altro rispetto ai play-out, ben consapevoli dei limiti, della giovane età della squadra, dell’inesperienza che poi in tanti momenti del campionato è venuta fuori. Sapevamo non sarebbe stato facile e in corso d’opera abbiamo dovuto rivedere e riformulare i nostri obiettivi, pensando partita dopo partita. Sicuramente la salvezza raggiunta è il risultato di un lavoro di squadra più che dei gol del singolo, tutte ma davvero tutte sono state determinanti in questo, partita dopo partita".
Per le atlete più giovani, la presenza di Claudia assume contorni materni e protettivi ma anche di grande stimolo: "È una responsabilità importante, sia in acqua che fuori, in alcune partite soprattutto capita di sentire il peso di dover necessariamente risolvere la partita perché “veterana”, in altre invece ci pensano direttamente le più piccole ad essere delle vere e proprie protagoniste. Nonostante tutto spero tanto di aver trasmesso tanto quanto loro hanno trasmesso a me in questo anno". Mentre per lei i sacrifici fanno parte della routine quotidiana: "Sicuramente alla base di tutto deve esserci una grande anzi, grandissima passione. Lo vivo in prima persona, lo vedo sulle mie compagne di squadra e su quelle passate. Conciliare tutto è davvero molto complicato. Alzarsi la mattina per gli allenamenti alle 6 e dopo andare a scuola/lavoro, fare notturne per poi il giorno dopo alzarsi presto, preparare un esame importante mentre viaggi, in pullman per andare a giocare una partita lo è ancor di più. È uno sport di sacrifici, che non ti nego molte volte mi capita di maledire ma che ti regala anche tante, tantissime emozioni e ti ripaga anche di tutti quei sacrifici fatti".
Ed ora? "Ci sono tanti sogni nel cassetto che spero di realizzare nella mia vita. Non so cosa mi riserverà il mio futuro pallanuotistico - conclude il difensore rossoblu - concentro le mie attenzioni sugli studi, sul lavoro e vedremo cosa mi riserverà il futuro".
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