

Dalla Lombardia alla Toscana per scoprire giorno dopo giorno lati nascosti di una passione senza fine. E' il viaggio caratterizzante di Laura Perego, estremo difensore della RN Florentia di cui è anche allenatrice della neonata formazione paralimpica. Un'esperienza unica culminata con la recente partecipazione ed il quarto posto al primo, storico, campionato nazionale di Pallanuoto per atleti paralimpici disputatosi due settimane fa a Roma: "Ho iniziato ad allenare disabili quando ancora abitavo e giocavo a Varese, ormai 6 anni fa. Quando mi son trasferita ho espresso alla società il desiderio di cominciare anche qui, e grazie ad Andrea Nesti (dirigente) e Andrea Pieri (presidente) ho potuto coronare questo sogno - racconta ai nostri microfoni - Fare l'allenatrice di una squadra del genere è fantastico perchè, nonostante sia difficile, restituisce a livello umano molto più di quello che uno dà. Vedere tanti ragazzi uscire da momenti difficili o situazioni di sofferenza grazie allo sport, fa riflettere sul vero valore di esso e fa affrontare in maniera diversa la vita di tutti i giorni. La tre giorni a Roma ci ha regalato moltissime emozioni che, ancora adesso, faccio fatica a metabolizzare. La gioia dei ragazzi, di tutte le squadre e i loro occhi sorridenti a fine torneo valgono più di mille parole".
Un impegno a cui Laura Perego non intende rinunciare, essendo abituata da sempre a convivere con i sacrifici: "Non è facile conciliare tutti gli impegni, io faccio un dottorato in fisica, i miei allenamenti e alleno i ragazzi della Waterpolo Ability. Non nascondo il fatto che spesso è difficile star dietro a tutto, ma negli anni son sempre stata abituata a farlo e credo che, avere un impegno fisso alla sera, ti porti ad essere più produttiva durante le giornate senza perdere tempo. Poi la passione e l'amore per questo sport rendono tutto più semplice".
Un'avventura sicuramente da ripetere nel mentre si continua a far da chioccia alle giovani promesse del vivaio gigliato, già esplose in prima squadra: "Credo di aver fatto tanto dal punto di vista del gruppo, mediando la convivenza tra giovani e 'vecchiette'. Poi per quanto ho potuto ho dato consigli a giocatrici meno esperte, cercando di trasmettere anche la mia mentalità", aggiunge Laura che poi si focalizza sul suo ruolo ed i suoi colleghi e colleghe di reparto, dal momento che alla Florentia gli allenamenti per portieri vedono una positiva commistione tra squadra femminile e maschile: "Il nostro gruppo di portieri credo sia uno di quelli più affiatati, e di certo il migliore che ho incontrato nei miei anni pallanuotistici. Il merito va sicuramente ad Elena Gigli, che ci segue sempre con il 100% dell'impegno e facendo degli allenamenti condivisi tra noi e la maschile. I risultati credo si siano visti per tutti gli atleti di entrambe le squadre. Con Caterina Banchelli (ormai in pianta stabile nel giro del nuovo corso Setterosa, ndr), ho un rapporto fantastico, siamo molto simili e ci troviamo sempre d'accordo su tutto. Siamo un po' le matte della squadra, e quando ci si diverte in acqua si vedono anche i risultati dal punto di vista del gioco. Ora lei è in collegiale con la Nazionale, dove sono sicura che metterà tutto il suo impegno, senza mai perdere il sorriso, e che si prenderà delle grandi soddisfazioni".
Sull'ultimo anno e mezzo costellato di difficoltà, la Perego si esprime così: "Lo scorso campionato è stato piuttosto difficile, tra pause forzate e incertezza se sarebbe ricominciato oppure no, trovare ogni giorno la motivazione per allenarsi era difficile. Però è stata anche una grande fortuna potersi allenare e stare in gruppo in un momento in cui la gran parte delle persone erano costrette a stare in casa, in questo devo dire che abbiamo avuto un grosso privilegio. Nella pausa abbiamo organizzato delle sessioni di palestra online per non perdere il tono muscolare (ma anche la mentalità) e restare attivi. Son state occasione di divertimento e un ottimo modo per rimanere in contatto senza perdere lo spirito di squadra. La formula di quest'anno devo dire che non mi è dispiaciuta, per quanto all'inizio fossi scettica. C'è un po' di rimpianto perchè dall'inizio alla fine siamo cresciute molto dal punto di vista del gioco e credo che se avessimo potuto scontrarci di nuovo con le prime quattro squadre, avremmo potuto dar fastidio a qualcuna delle "big". Il bilancio del campionato credo sia comunque positivo per la nostra squadra, di cui gran parte veniva dall'esperienza con la Serie B. Siamo cresciute tanto e credo che il prossimo anno partiremo con più fiducia nelle nostre potenzialità".
Alle ormai note difficoltà legate al Covid, se ne aggiungono quelle ataviche che da sempre attanagliano discipline come la Pallanuoto: "In generale la Pallanuoto purtroppo è poco seguita, sia perchè è uno sport difficile da seguire per i non addetti ai lavori, sia perchè spesso le partite sono in concomitanza con il calcio, che in Italia ha l'egemonia su tutto - il pensiero della classe '92 che in proiezione futura aggiunge - Credo che i play-off aiutino sicuramente una maggiore visibilità, facendo appassionare i tifosi alla serie di partite. Per quanto riguarda i campionati estivi all'aperto, aiuterebbero sicuramente, anche se l'organizzazione è resa difficile dagli impegni delle nazionali. Ma sicuramente qualche torneo o evento all'aperto aiuterebbe ad avvicinare più persone a questo sport meravigioso".
Sui suoi trascorsi, invece, Laura parte dall'alba della sua passione: "E' nata un po' per caso, quando avevo 12 anni una mia amica mi ha invitato a provare ad un open day a Varese e io avevo appena smesso di fare atletica. Sono andata con lei a provare, poi lei ha smesso dopo qualche anno, io invece sono ancora qui - rammenta - Credo che il ricordo più bello rimarrà sempre il mio esordio in A1: proprio alla mia prima convocazione la mia allenatrice, Manuela Zanchi, mi buttò in acqua al terzo tempo senza paura, certa che avrei fatto bene. Io ero così emozionata che stavo per entrare in acqua con l'accappatoio addosso. Credo che proprio Manu sia stata la persona che mi ha trasmesso di più a livello pallanuotistico, insegnandomi e mostrandomi che sarei potuta arrivare ovunque se solo lo avessi desiderato. Credo che anche la finale terzo-quarto posto ai campionati paralimpici si candidi però come momento più bello". In conclusione: "Come obiettivi spero di poter continuare ad allenare questi ragazzi e portarli a vincere titoli, perchè se lo meritano - chiosa la numero 13 del Sette toscano - Con la mia squadra, spero che quest'anno potremo toglierci delle soddisfazioni in più andando a competere per le prime posizioni". Il viaggio continua, alla ricerca di nuove mission da portare a termine.
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